{"id":3723,"date":"2020-03-31T10:32:57","date_gmt":"2020-03-31T08:32:57","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/testimonianze\/"},"modified":"2020-03-31T10:32:57","modified_gmt":"2020-03-31T08:32:57","slug":"testimonianze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/testimonianze\/","title":{"rendered":"Testimonianze"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Al tempo del Corona virus, la vita nell\u2019ospedale.\u00a0<\/strong>\u201cLa notte \u00e8 il momento peggiore\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Turni estenuanti, pazienti non solo anziani ma di ogni et\u00e0 che improvvisamente peggiorano &#8220;senza vi sia apparente ragione&#8221;, a causa di un virus che sembra non seguire alcuno &#8220;schema preciso&#8221;: \u00e8 il racconto di quella che ormai \u00e8 diventata la quotidianit\u00e0 di un sanitario del San Gerardo di Monza nel tempo del Coronavirus, che ha il potere anche di dividere le famiglie.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Sarebbe bello avere il modo di mettere in contatto i pazienti in rianimazione e i loro cari, ma purtroppo non c&#8217;\u00e8&#8221;, ha spiegato. I pazienti sono in isolamento e &#8220;quando senza alcun motivo sensato improvvisamente i polmoni smettono di funzionare, come si spegnessero, a volte senza che si riesca a recuperare la situazione, non c&#8217;\u00e8 tempo di pensare alle chiamate&#8221; Non ci sono i tablet . E anche le mascherine scarseggiano. &#8220;Diciamo che non ce ne sono sempre e sono sempre meno&#8221;, ha proseguito l&#8217;infermiere, &#8220;e da quando \u00e8 stato deciso di sospenderci i tamponi, molti di noi vivono soli, dopo aver mandato le famiglie a casa di amici e parenti, per non metterli a rischio, ed \u00e8 molto dura&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Per gli infermieri, come ha raccontato il professionista monzese, &#8220;la sicurezza non \u00e8 garantita perch\u00e9 la tutela decimerebbe le presenze, un sacrificio che anche se \u00e8 difficile da accettare, se non lo facciamo noi chi lo fa?&#8221;. Il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri impone di restare a casa ma &#8220;evidentemente in molti non lo comprendono ancora, e la nostra \u00e8 una preghiera, dopo la richiesta gentile, forse troppo, dello Stato&#8221;, ha continuato il professionista &#8220;se le indicazioni verranno rispettate forse tra venti, trenta giorni vedremo un miglioramento&#8221;. Questa sera, per lui come i suoi colleghi, si apre un&#8217;altra nottata: &#8220;il momento peggiore, perch\u00e9 siamo in pochi, la stanchezza pesa e c&#8217;\u00e8 tanto silenzio\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Redazione ANSA 18.56 &#8211; 14 marzo 2020<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Al tempo del Coronavirus la laurea \u00e8 in streaming.\u00a0<\/strong><\/span>&#8220;Proclamato dottore nella mia stanza con i miei collegati in salotto&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>&#8220;Ho aperto la porta della stanza ed ho trovato i miei: ero dottore, mi ero laureato&#8221;. Alessandro Di Chiara, 27enne romano, la discussione della sua tesi di laurea la immaginava diversa: la tensione, la commissione, la paura, i parenti, gli amici, la festa, insomma tutto ci\u00f2 che normalmente ci si aspetta da una seduta di laurea. Ai tempi del Coronavirus per\u00f2 anche le sedute di laurea vivono protocolli diversi, adattati a quelli che sono i dettami dei decreti della presidenza del Consiglio. Cos\u00ec Alessandro \u00e8 diventato dottore nella sua casa nel quartiere della Montagnola, nella sua stanza, collegato alla piattaforma messa a disposizione dalla sua Universit\u00e0, la Luiss. Dall&#8217;altra parte, connessi, i professori, pronti ad ascoltare l&#8217;esposizione della sua tesi e a proclamarlo dottore.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>&#8220;E&#8217; durato in tutto otto minuti&#8221;, ci racconta. &#8220;Prima della discussione hanno fatto l&#8217;appello, virtuale, dei laureandi. Poi ad uno a uno abbiamo discusso le nostre tesi. Per me nessuna domanda, solo l&#8217;esposizione sul mio elaborato. Otto minuti. Poi lo schermo che si \u00e8 fatto nero. Cinque minuti davanti al pc, con i miei di l\u00e0 che avevano assistito alla seduta in videoconferenza. Quindi il verdetto e la proclamazione con la votazione: ero ufficialmente laureato in Scienze politiche, specializzazione in relazioni internazionali&#8221;.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Matteo Scarlino 15 marzo 2020 &#8211;\u00a0Da Roma Today<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Al tempo del Coronavirus, a Londra<\/strong>.\u00a0\u201cMio figlio ha polmonite e febbre a 39,5 ma per lui niente tampone perch\u00e9 \u00e8 giovane\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Massimiliano vive a Roma e racconta la storia di un pezzo di Italia che lontano dalla quarantena e dal \u201clockdown\u201d ora teme il peggio. E&#8217; il padre di Fabio, 22 anni, che vive con la madre, Angela, e la sorella, Claudia a Londra. Il ragazzo da 5 giorni sta male: sua mamma ha provato a chiamare il servizio sanitario britannico, ma non lo visitano neanche. Lei, che ha la tosse, e la figlia continuano a lavorare per non perdere il lavoro. Ma in Italia dovrebbero stare in quarantena<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Fabio, un ragazzo di 22 anni, da cinque giorni a casa con febbre a 39.5 e tosse: dopo giorni di appelli inascoltati, un medico italiano, al telefono, gli ha diagnosticato la polmonite. La mamma, Angela, 51 anni, anche lei da giorni con la tosse ma senza febbre, prosegue invece il suo lavoro di assistenza sociale agli anziani. E poi c\u2019\u00e8 Claudia, 27 anni, sociologa, che prosegue il suo lavoro di libera professionista, fra appuntamenti, convegni e riunioni di lavoro. Una scena impossibile in questo momento in Italia, perch\u00e9 al giovane avrebbero fatto come minimo il test per il Covid-19 e tutta la famiglia sarebbe costretta alla quarantena.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Anzi, oggi come oggi rischierebbero l\u2019arresto. Angela, Fabio e Claudia \u2013 i nomi sono di fantasia \u2013 invece, si trovano a Londra, dove la vita continua normalmente, in nome della \u201cimmunit\u00e0 di gregge\u201d teorizzata dal primo ministro Boris Johnson. \u201cHanno paura, vorrei portarli in Italia perch\u00e9 qui starebbero al sicuro, ma non so come\u201d, dice Massimiliano, il pap\u00e0, che vive a Roma, e che ha contattato ilfattoquotidiano.it per raccontare la storia di un pezzo di Italia che lontano dalla quarantena e dal \u201clockdown\u201d ora teme il peggio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u201cDa giorni mia moglie \u2013 spiega Massimiliano \u2013 sta cercando di contattare il 111 (il numero messo a disposizione dal servizio sanitario inglese, ndr) per far fare il tampone a nostro figlio e, nel caso, ricoverarlo. Da piccolo il ragazzo ha avuto problemi respiratori e abbiamo paura.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ma le telefonate vengono totalmente ignorate. Le rispondono che \u00e8 giovane e che finch\u00e9 non ci sono sintomi gravi i tamponi non vengono fatti, n\u00e9 possiamo ottenere una visita a domicilio\u201d. I sanitari del numero messo a disposizione dalle autorit\u00e0 britanniche hanno anche voluto parlare direttamente con Fabio, per poi riferire alla madre: \u201cFinch\u00e9 non ci sono sintomi gravi il ragazzo resti a casa e faccia la quarantena\u201d. \u201cTi dicono \u2013 aggiunge Massimiliano \u2013 di lavarti le mani e consultare internet\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>In parte, va detto, questo \u00e8 il criterio che ormai viene adottato anche qui in Italia, dove sempre pi\u00f9 spesso si sta cercando di curare le persone a casa. Ma quando questo avviene, si impone a tutta la famiglia di fare la quarantena. In Inghilterra, invece, dal racconto di Massimiliano, questo non \u00e8 possibile: \u201cMia moglie sta continuando a lavorare \u2013 dice \u2013 perch\u00e9 fa l\u2019assistente sociale per gli anziani. Certo, potrebbe prendersi il congedo per malattia, potrebbe anche mettersi in quarantena, ma non verrebbe pagata. Anzi, rischierebbe di perdere il posto di lavoro. Perch\u00e9 in Inghilterra ci sono misure diverse di welfare, non c\u2019e\u2019 la cassa integrazione, o il reddito di cittadinanza, come da noi. E, ancor pi\u00f9 per questa emergenza, i datori di lavoro fanno presto a rimpiazzarti. Pazienza se gli anziani assistiti da mia moglie si prendono il virus\u201d. Stessa cosa per Angela, la sorella pi\u00f9 grande, che fa la libera professionista: \u201cSe non lavora, se rimanda gli impegni, non guadagna. Non c\u2019\u00e8 il lockdown, non ci saranno misure\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Sul profilo Facebook \u201cLondra italiana\u201d, \u00e8 apparsa una lettera dei gestori della pagina ai propri connazionali in Italia. Il post si conclude cos\u00ec: \u201cCari amici, se vi lamentate voi che avete un governo che tenta di proteggervi e di curarvi, vi assicuro, noi non avremo questa fortuna\u201d; e ancora: \u201cAmici, non vi lamentate se il vostro motto adesso \u00e8 #iorestoacasa, perch\u00e9 il nostro, attualmente, e\u2019 #iohopaura\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>da gruppo Facebook Londra Italiana<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Al tempo del Coronavirus sull\u2019autobus a Roma<\/strong>.\u00a0<\/span>\u201dMai visti mezzi cos\u00ec vuoti. Il virus fa paura\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Si avvia a lavoro tutte le mattina con uno zainetto Federico, nome di fantasia per proteggerne la privacy, autista Atac da 20 anni. Con l&#8217;emergenza Coronavirus in corso una piccola borsa \u00e8 diventata indispensabile per avere sempre con s\u00e8 soluzioni disinfettanti e un rotolo di scottex. Armato di carta e spray, ogni mattina, prova a tutelarsi per quel che pu\u00f2. &#8220;Il posto guida me lo pulisco da solo, l&#8217;azienda non sempre lo fa come dovrebbe, non ci fidiamo&#8221;.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Igienizza tutto con estrema precisione. Il sedile, il volante, il cambio. Poi sale sul bus e lo porta in giro per strade deserte da giorni. E pensare che nessun romano, abituale fruitore dei mezzi pubblici, ha forse mai preso una vettura senza restare spiaccicato nella calca, almeno nelle ore di punta. Ricordi lontani. &#8220;Ora l&#8217;atmosfera \u00e8 surreale &#8211; racconta a RomaToday Federico &#8211; non avevo mai visto niente del genere. Guidiamo mezzi quasi vuoti&#8221;.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ieri notte ha attaccato alle 4 del mattino e in sei ore di turno, muovendosi nel quadrante est della citt\u00e0, ha fatto salire 12, 13 persone. Due utenti l&#8217;ora. Venerd\u00ec era sull&#8217;85, il bus che collega Arco di Travertino alla stazione Termini. Via del Corso, piazza Venezia, via del Tritone, piazza Barberini. Trentasette fermate, una dietro l&#8217;altra, senza quasi mai fermarsi. Paline deserte, non \u00e8 salito nessuno. &#8220;Noi autisti senza mascherina&#8221; I pochi romani che usano i bus per lavoro, ridotti a orario estivo non oltre le 21, salgono dalle porte posteriori, una catenella li separa dalla cabina guida. Hanno spesso la mascherina, &#8220;ma ho notato &#8211; spiega ancora Federico &#8211; che le persone sono pi\u00f9 protette quando mi avvicino al centro&#8221;. Lui invece, autista in prima linea a garantire il servizio di tpl della Capitale, nei giorni del blocco totale anti covid, la mascherina non ce l&#8217;ha.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>&#8220;L&#8217;azienda non ci ha fornito nessun dispositivo di sicurezza e protezione. E io in farmacia non l&#8217;ho trovata&#8221;. E allora ha adottato qualche rimedio casalingo. &#8220;Mi metto una sciarpa ripiegata due volte che mi copre la faccia. Lo so che per\u00f2 forse non funziona&#8221;. Prova a sorridere ma non nasconde la paura. &#8220;Perch\u00e9 poi torno a casa dalla mia famiglia, per i lavoratori non \u00e8 stato fatto abbastanza. Forse dovevano muoversi con pi\u00f9 anticipo&#8221;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Gi\u00e0, la lista delle richieste avanzate dai dipendenti e intercettate dai rappresentanti di categoria \u00e8 corposa. Su tutte una sanificazione completa delle vetture. Il Campidoglio l&#8217;ha promessa e sostiene sia in corso a tappeto, ma i sindacati stanno alzando la voce: non \u00e8 abbastanza. &#8220;Abbiamo chiesto che vengano favoriti i turni rimessa-rimessa&#8221; spiega Federico. In pratica: iniziare e finire il turno nel deposito e non ai capolinea, cos\u00ec da ridurre gli spostamenti degli stessi dipendenti &#8211; che poi devono raggiungere la rimessa di partenza con altri mezzi pubblici &#8211; e da garantire pi\u00f9 operazioni di pulizia. &#8220;E&#8217; importante per ridurre anche i passaggi della vettura tra pi\u00f9 colleghi&#8221;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Fare il proprio lavoro in sicurezza, non chiede altro Federico e con lui gli autisti Atac. Come ha accolto le parole di vicinanza e incoraggiamento arrivate dal presidente Paolo Simioni con una nota interna? &#8220;I messaggi vanno bene, ma vorremmo che venisse a fare un turno con noi. Si renderebbe conto&#8221;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>*Ginevra Nozzoli &#8211; Roma Today, 16\/03\/2020 \u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Al tempo del Corona virus in corsia. <\/strong>&#8221;<span>Siamo persone, non eroi<\/span>&#8221;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00abSono le sette, il turno \u00e8 finito: dodici ore in corsia\u00bb. Non ci si pu\u00f2 sbagliare: sette del mattino, sette di sera. Entri che c\u2019\u00e8 luce, esci che \u00e8 buio. \u00abPrima di andartene via ti butti sotto l\u2019acqua e ti lavi dalla testa ai piedi: hai la sensazione di toglierti di dosso il virus, di uscire pulito\u00bb. Poi ti metti in macchina e la giornata ti passa davanti. Vuoi solo tacere, non accendi nemmeno la radio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Paolo Miranda fa l\u2019infermiere da nove anni. Rianimazione, terapia intensiva a Cremona. \u00abSiamo l\u2019ultima spiaggia. Da noi, dove i letti scarseggiano, arrivano pazienti in condizioni disperate. Ed \u00e8 una follia dire ai giovani che sono esclusi da questa emergenza: ci sono anche loro\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Paolo \u00e8 appassionato di fotografia, ma per gli hobby ora non c\u2019\u00e8 tempo. Allora ha preso la sua macchina fotografica e ha documentato il lavoro in trincea di questi giorni. In uno scatto una sua collega \u00e8 per terra, stremata. Piange. \u00abUn momento di sconforto e la caposala che le va incontro, si piega, le dice che andr\u00e0 tutto bene. Siamo persone, non eroi\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>I letti della rianimazione sono pieni. \u00abDall\u2019inizio dell\u2019emergenza non ho ancora visto una persona sveglia, qui sono tutti intubati\u00bb. E soli. \u00abNiente parenti che vanno e vengono con borse di roba. Il reparto \u00e8 chiuso: tutti fuori. Uno di noi a fine giornata si fa carico delle telefonate: ci sono genitori e figli che stanno appesi al filo ad attendere una nostra chiamata. Non sono tutte belle. C\u2019\u00e8 chi muore l\u00ec, con i vestiti di quando \u00e8 entrato\u00bb. Non va sempre cos\u00ec. \u00abPrendi due giorni fa. Una mia collega ha fatto il tampone. Eravamo in corsia, le hanno detto che era negativa e si \u00e8 messa a saltare in reparto dalla gioia\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Dopo dodici ore il turno finisce, si va a casa. \u00abVivo con mia moglie Corinne, \u00e8 un\u2019infermiera anche lei. Indovina di cosa si parla a cena&#8230;. non si stacca mai, nemmeno a casa: pensi e ripensi a quello che hai fatto, al giorno dopo, a quando tutto finir\u00e0\u00bb. Finch\u00e8 \u00e8 notte. \u00abMi sveglio di colpo, si dorme poco. A volte mi giro nel letto e trovo mia moglie con gli occhi aperti, anche lei insonne\u00bb. Finch\u00e9 suona la sveglia. Cinque e mezzo. Che sia un buongiorno. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Enrico Galletti &#8211; Corriere della sera 18 marzo 2020<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Al tempo del Corona virus a 8634 Km da Wuhan. <\/strong>&#8221;<\/span>Il saluto straziato di Cristina Pellicioli a suo fratello&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Sono passate poche settimane da quando quella sera, come sempre, ripulivo il tavolo dalle stoviglie della cena. Rammento quel servizio trasmesso al tg, dove la polizia prelevava a forza dalle proprie abitazioni, le persone colpite da coronavirus. Con una serie di piatti da portare in cucina e mettere in lavastoviglie mi fermo di fronte allo schermo e seguo con attenzione il servizio e commento: \u201cPoveracci\u2026 ma che succede nel mondo?!\u201d e rammaricata, proseguo con le mie abitudini, perch\u00e9 la Cina \u00e8 lontana dall\u2019Italia, la meravigliosa penisola composta da venti regioni, centocinque citt\u00e0, pi\u00f9 di settemila novecento comuni\u2026<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Alzano Lombardo \u00e8 uno di questi comuni. Ho vissuto i miei primi vent\u2019anni l\u00ec. Via Fantoni 52, il grande portone di pietra. Ero fortunata perch\u00e9 casa mia aveva un doppio ingresso, cos\u00ec potevo accedere anche da Via San Pietro 4. Eravamo in 5: mamma, pap\u00e0, una sorella, un fratello ed io. Una vita tranquilla, gli anni sono trascorsi uno dietro l\u2019altro. Ognuno di noi ha intrapreso la sua strada. Mamma viene a mancare di cancro e pap\u00e0 resta solo nel grande appartamento, per qualche anno, poi, raggiunge la moglie con lo stesso male.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Io ho gi\u00e0 lasciato Alzano, da tanti anni, prima per la citt\u00e0, Bergamo, poi per un minuscolo paese sul lago d\u2019Endine, Monasterolo del Castello. Cos\u00ec pure mia sorella lascia il paese. Paolo, mio fratello, resta, accasandosi nella frazione del paese, Nese.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Alzano Lombardo dista da Wuhan 8634 chilometri. Non vai di certo a pensare di poter vedere al telegiornale della sera lo stesso servizio disperato che hai visto poche settimane prima, con i piatti sporchi in mano, di persone che muoiono a decine di Coronavirus. Wuhan e Alzano, no, impossibile. Come pu\u00f2 quel virus muoversi in un tratto cos\u00ec lungo, e poi, dai!.. proprio a casa mia?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Caro COVID 19, ti sei preso anche un bel nome, sembra il codice di un qualcosa di bello, suona bene quando lo dici, potrebbe essere un tormentone, il codice sconto da applicare sul totale di una spesa online, potrebbe essere il modello di un\u2019auto ibrida, o un tipo di aereo. Invece sei un maledetto killer che si \u00e8 insinuato nelle nostre vite e le stai distruggendo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Caro COVID19, hai percorso i tuoi 8634 chilometri e sei entrato nella casa di mio fratello. Wuhan \/Alzano Lombardo. Da qualche giorno Paolo ha un po\u2019 di febbre, \u00e8 stanco, cos\u00ec resta a letto. Il medico, al telefono gli consiglia la cura per l\u2019influenza. La febbre va e viene, la stanchezza, il senso di pesantezza nel tentativo di muoversi un po\u2019 resta costante. Nadia, la sua meravigliosa compagna di vita, moglie straordinaria, chiama ancora il medico. La diagnosi sembra invariata, ma ormai il protocollo COVID 19 \u00e8 in atto un po\u2019 ovunque. Se avete la febbre state a casa, non uscite, non andate dal medico, non andate al pronto soccorso, telefonate al numero dedicato a questa situazione o alla guardia medica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Paolo mi fa una videochiamata dal letto della sua camera. Lo sgrido scherzosamente affinch\u00e9 si tiri un po\u2019 su di morale, perch\u00e9 si possa sforzare di alzarsi un po\u2019 e mangiare qualcosa. Lui mi dice che \u00e8 stanco, ma chiede comunque alla moglie un po\u2019 di prosciutto. La mattina presto Nadia mi chiama. Paolo di notte \u00e8 stato portato in ambulanza all\u2019ospedale di Bergamo perch\u00e9 faticava a respirare. Nadia scende dall\u2019ambulanza, viene allontanata e Paolo entra in ospedale con tutto il meraviglioso personale sanitario, ma solo. Nadia resta fuori e per lei e i figli scatta l\u2019isolamento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ben presto arriva la conferma che in realt\u00e0 Paolo non \u00e8 entrato solo, ma in compagnia di COVID 19. Inizi a ragionare sui numeri, statistiche, et\u00e0, ovviamente tutto \u00e8 a favore di Paolo, va bene, sei stato sfortunato a prenderti questo virus, dai, per\u00f2 sei giovane, 56 anni, la cura far\u00e0 sicuramente effetto. Ti rendi conto che da adesso nella tua vita il prefisso COVID \u00e8 obbligatorio e in ospedale ogni reparto \u00e8 covid qualcosa, Paolo viene trasferito in gastroenterologia, ma che ora \u00e8 gastrocovid, poi settore due, ovviamente covid 2 e perch\u00e9 farci mancare medicina che \u00e8 Medicovid?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Non esistono turni n\u00e9 per i medici n\u00e9 per gli infermieri, per tutti gli operatori, che lavorano senza sosta, le visite sono chiaramente e tassativamente proibite. Molto semplicemente vivi vicino al cellulare, controllando che ci sia campo, rispondendo a chiunque che non sia \u2018covid qualcosa\u2019 di non poter tenere occupato la linea. Ti prepari mille domande, ma quando un medico riesce a trovare qualche istante per allontanarsi dalle decine di pazienti che ci sono per chiamare un familiare, ascolti quello che ti viene detto, non riesci, non puoi fare domande. Ma capisci sempre poco, perch\u00e9 la paura di ricevere brutti aggiornamenti di annientano il cervello. Tu capisci quasi esclusivamente la parola STABILE. Sar\u00e0 positivo, stabile \u00e8 meglio che peggioramento o altro, ma al tempo stesso stabile dovrebbe diventare almeno UN PO\u2019 MEGLIO.<\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Paolo riesce a chiamare Nadia due, tre volte: chiede come stanno tutti loro, fa notare a Nadia che \u00e8 il compleanno di Luca. La chiama anche alle tre del mattino. No, da stabile arriva la notizia che la terapia non fa effetto. La ventilazione non funziona. Cosa vuol dire? Adesso verr\u00e0 sedato\u2026.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Buonasera signora, sono la dottoressa xxxxxx, volevo comunicare che suo fratello \u00e8 deceduto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Cos\u00ec CARO COVID 19, ti sei preso Paolo, mio fratello, marito da una vita di Nadia, pap\u00e0 di Luca e Gloria. Te lo sei preso da infame che sei, strappandolo alla sua vita di colpo, ferendo tutta la sua famiglia, che non ha potuto vederlo, sostenerlo, tenerlo per mano e non contento li hai isolati, rendendo impossibile a lui poterli aiutare, consolarei, abbracciare, accarezzare piangere con loro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>CARO COVID 19, mio nipote, nello strazio di ricevere da me la notizia della morte di suo padre mi ha detto: \u201cZia, vieni qui, vieni a casa\u201d. E io ho dovuto dire no. Consolo i miei cari al cellulare, via whatsapp. Paolo \u00e8 in un nuovo gruppo, ovviamente DECESSI COVID, un gruppo tristemente numeroso, rester\u00e0 con loro in attesa di nuove procedure. Nei pochi spostamenti concessi e dovuti per la situazione, con le dovute precauzioni, ho potuto intuire come medici e infermieri si muovono, dico intuire perch\u00e9 non puoi vedere nulla.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>CARO COVID, te lo sei preso, ma sono certa che Paolo ti ha sorriso per non darti soddisfazione. Paolo, come mi dice Nadia nelle nostre chiamate, \u201cavevi ancora tante cose da fare, eri sereno con i tuoi ragazzi, con tua moglie, i tuoi hobbies. Volevi farmi vedere la tua auto nuova, ma quel giorno non c\u2019ero. SCUSAMI. Con questa storia ho capito che non siamo protetti nei nostri spazi, per quanto vogliamo proteggerli, che anche io posso far parte di quelle notizie del tg, che non le vedi davanti allo schermo, ma ci sei maledettamente dentro, ed essendo tutto nuovo e sconosciuto, \u00e8 difficile capire quale sia la strada giusta per ritrovare i tuoi equilibri.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>CIAO FRATELLONE<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">da gruppo Facebook IO RESTO A CASA\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Al tempo del Coronavirus sull\u2019isola<\/strong>.\u00a0<\/span>\u201cIl virus passer\u00e0, ma qualcosa cambier\u00e0 per sempre&#8230;\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>&#8220;&#8230; Ieri ho fatto il pieno di gasolio. Ho pensato \u201cse bloccano i traghetti, sull\u2019isola in tre giorni finisce tutto\u201d. Due giorni prima l\u2019avevo pensato per la farina, e avevo allungato la mano per prenderne un pacco in pi\u00f9. Ho preso anche due sacchetti di sale. Il sale, la farina\u2026<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ho notato che i pensieri di questi giorni suonano pi\u00f9 o meno cos\u00ec: \u201cSta arrivando anche qui\u201d; \u201c\u00c8 gi\u00e0 arrivata anche l\u00ec\u201d; \u201cQuando arriva che faremo?\u201d; \u201cCi sta raggiungendo\u201d. Sono le domande che ti fai su un fronte mobile, qualcosa che avanza. Sono le domande che si fanno in guerra. Non ce le siamo mai fatte. La nostra generazione \u00e8 stata la prima nella storia del Pianeta Terra a vivere senza guerra, almeno in Europa. Nati senza conoscere la minaccia, non ci siamo mai dovuti preoccupare. Negli Usa la \u201crottura\u201d deve essere arrivata con l\u201911 settembre. Qui qualcosa si \u00e8 spezzato adesso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ci vorranno sessant\u2019anni per smaltire questo trauma. Ma nel frattempo avremo altre emergenze. Penso che gli anni migliori del Pianeta (almeno qui, almeno per noi) siano finiti. Ricorderemo il periodo dal 1945 al 2020 come gli anni della spensieratezza, il Tempo Perduto. Ora inizia il Nuovo Tempo. Quello in cui non sar\u00e0 pi\u00f9 lo stesso. Dovremo imparare a convivere con la paura.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il virus passer\u00e0. L\u2019incertezza e la paura, resteranno. Anche perch\u00e9 il virus sar\u00e0 mutageno? Torner\u00e0 diverso a ogni inverno? Ne arriver\u00e0 un altro? Ci\u00f2 che oggi \u00e8 emergenza, diventer\u00e0 la norma? Un abbraccio, un bacio, un dialogo seduti in un bar, non saranno pi\u00f9 la stessa cosa di prima. Quando ti cade una bomba vicino casa non conta che poi la guerra finisca. Tu continuerai ad avere paura di quella bomba. Il boato rester\u00e0 nelle tue orecchie (e nel cuore) per sempre.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da piccolo per farmi finire quello che avevo nel piatto mi dicevano: \u201cPensa ai bambini in Biafra\u201d. Io non sapevo dove fosse il Biafra, e la cosa non funzionava molto bene. Certo \u00e8 che non siamo capaci di concepire l\u2019assoluto, abbiamo bisogno di qualcosa con cui parametrarlo, un correlativo. La farina non \u00e8 mai stata un valore per noi, lo era per mio padre, nato nel \u201932. Ma se finisce, anche solo una volta, lo diventa. Il principio base della nostra percezione non \u00e8 il \u201cValore Reale\u201d, ma il \u201cDelta\u201d. Lo scarto rispetto a ci\u00f2 che riteniamo \u201cnormale\u201d. Se cambia il Delta, cambia tutto.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Eravamo convinti di avere tutte le possibilit\u00e0, tutto il tempo. \u201cDevo iniziare la dieta\u201d, \u201cUn giorno lascio tutto e vado in montagna\u201d. Ma c\u2019era tempo, si poteva procrastinare. Sar\u00e0 ancora cos\u00ec? Esperita la \u201cminaccia\u201d, cosa penseremo del tempo che ci rimane? Avevamo anche una convinzione: \u201cl\u2019unico problema \u00e8 restare senza soldi\u201c. Eppure il pericolo oggi non lo sconfiggi col denaro, semmai con i comportamenti. Dunque domani cosa penseremo della sicurezza economica? I sovranisti ieri sputavano sullo Stato, oggi guardano all\u2019ISS come al Papa, che ti benedica, e domani voteranno chi promette soldi per la Sanit\u00e0 pubblica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il mondo non \u00e8 mai stato quello che \u00e8, ma ci\u00f2 che percepiamo di lui, noi. Il virus passer\u00e0, ma qualcosa \u00e8 cambiato per sempre. Nel Tempo Nuovo avremo nuove priorit\u00e0. Lo vivr\u00e0 appieno chi sapr\u00e0 riformularne l\u2019ordine, costruendo un nuovo equilibrio. Chi sapr\u00e0 adeguarsi. Cambiare.&#8221;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>da gruppo Facebook Il Portale degli Chef &#8211; Rossella de Cesare<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Al tempo del Coronavirus con il bicchiere mezzo pieno.\u00a0<\/strong><\/span>\u201cIl virus del contrappasso&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Potremmo chiamarlo il Virus del Contrappasso.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Potenza invisibile nell\u2019era della visibilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Minaccia il respiro ma migliora la qualit\u00e0 dell\u2019aria.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Costringe a casa le famiglie ma riconsegna ai genitori il ruolo di educatori.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Relativizza l\u2019intelligenza artificiale vendicando il mondo animale pi\u00f9 selvatico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ridicolizza l\u2019opinione del popolo valorizzando la competenza degli esperti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Penalizza il contatto fisico dimostrandone l\u2019insostituibilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Elimina gli eccessi dando forza all\u2019essenziale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Favorisce lo smartworking chiarendone i limiti di intelligenza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Elimina gli alibi maschili parificando i ruoli domestici.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Isola le persone indicando il bisogno di reciprocit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Disarma la discriminazione selettiva alimentando la coscienza sistemica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Non credo al castigo biblico ma Dante era un genio\u201d<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>di dott. Francesco Morace. Sociologo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Al tempo del Coronavirus, per imparare a stare meglio.\u00a0<\/strong><\/span>\u201c&#8230; allora, SI PU\u00d2 FARE!\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ah, ma allora SI PU\u00d2 FARE! Lo smart working da casa senza creare traffico e inquinamento e senza intasare i trasporti pubblici.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ah, ma allora SI PU\u00d2 FARE! la didattica a distanza magari durante le allerte meteo o per chi ha qualsiasi altro problema di mobilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ah, ma allora SI PU\u00d2 FARE! andare a ritirare la pensione a scaglioni senza fare folle oceaniche agli uffici postali ogni mese o addirittura usare i bancomat.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ah, ma allora SI PU\u00d2 FARE! Che il medico di base ti manda la ricetta tramite SMS o email senza dover prendere un giorno di ferie per andare a fare la fila allo studio medico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ah, ma allora SI PU\u00d2 FARE! A proposito di file, fare una fila ordinata senza nessuno che vuole fare il furbo e passare davanti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ah, ma allora SI PU\u00d2 FARE! Elogiare il sistema sanitario nazionale senza offendere o peggio malmenare il medico al pronto soccorso perch\u00e9 abbiamo aspettato un ora in pi\u00f9.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ah, ma allora SI PU\u00d2 FARE! Elogiare le forze dell&#8217;ordine per il lavoro che fanno senza poi essere additati come fascisti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ah, ma allora SI PU\u00d2 FARE! Fregarsene dei bilanci, l&#8217;Europa e lo spread per impiegare risorse per aiutare chi \u00e8 in situazioni di urgenza o difficolt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>E infine<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ah ma allora SI PU\u00d2 FARE! Una telefonata ogni tanto a chi vogliamo bene per chiedere come sta invece del solito fetentissimo messaggino anche per gli auguri di compleanno o addirittura le condoglianze.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>&#8230;ah ma allora SI PU\u00d2 FARE!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>da gruppo Facebook IO RESTO A CASA &#8211; Francesco Mauriello<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Al tempo del Coronavirus, a narrare come si sta<\/strong>. \u201cNon andare a lavorare significa&#8230;.\u201d\u00a0<\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Volevo precisare che il frigo vuoto nella foto \u00e8 effettivamente mio, ma grazie a Dio ho una famiglia che mi supporta. Quando ho scattato la foto ho per\u00f2 pensato a chi non ha la mia stessa fortuna e si trova davanti a questa situazione. Soprattutto a quelli che vivono &#8220;alla giornata&#8221;, senza un contratto perch\u00e9 autonomi, operai o artigiani.Ecco perch\u00e9 ho scritto questo post, nell&#8217;intento di sollevare le coscienze di chi PUO&#8217; e DEVE fare qualcosa SUBITO.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>A chi mi ha dato del pezzente, del nullafacente, dello scansafatiche, del sovversivo ecc voglio solo ricordare che non si dovrebbe MAI giudicare una persona senza conoscere la sua storia familiare, personale e lavorativa. A tutti voi che, invece, (a migliaia) mi avete manifestato solidariet\u00e0 ed eravate pronti anche ad aiutarmi in vari modi non posso che dire GRAZIE.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ho avuto la conferma che l&#8217;Italia \u00e8 un GRANDE paese e gli italiani, per fortuna la maggior parte, hanno un GRANDE CUORE. Grazie ancora e speriamo di uscirne presto tutti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>da facebook &#8211; Dario D&#8217;amato\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Al tempo del Coronavirus, al supermercato. <\/strong>\u201cLe galline non fanno pi\u00f9 le uova?\u201d<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Decidi di alzarti dal letto alla domenica mattina , dopo aver dormito 4 ore, perch\u00e9 la stanchezza mentale non vuole darti pace, allora esci a bere il caff\u00e8 in terrazza, e ascolti quel rumore assordante del silenzio, non c\u2019\u00e8 nessuno per strada, qualche uccellino che prova a cantare, il rumore delle foglie al vento, inizi a sentire le prime tapparelle che salgono, le bandiere italiane appese fuori dalle terrazze che sventolano, ascolti quei suoni che non sentivi pi\u00f9!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Inizi a sentire i dolori al collo per la tensione che hai, la stanchezza che ti prende tutto il corpo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00c8 domenica, potresti rilassarti ma non ci riesci perch\u00e9 sai gi\u00e0 che il giorno dopo arriver\u00e0 presto. Arriver\u00e0 un\u2019altra settimana estenuante, con i mal di testa che ti accompagnano tutto il giorno, s\u00ec tutto il giorno, perch\u00e9 tenere su la mascherina tutto il tempo comporta questo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Arriver\u00e0 un\u2019altra settimana di tensione, di nervoso, di stress, che dovrai cercare di nascondere ma alla fine cederai con qualcuno, perch\u00e9 non hai la mente lucida, perch\u00e9 le cose da fare si sono moltiplicate, perch\u00e9 la gente si \u00e8 moltiplicata, perch\u00e9 cerchi di voler tranquillizzare tutti, aiutare tutti ad entrare in supermercato senza farli aspettare troppo fuori, con la consapevolezza di doverli far entrare poco per volta, per salvaguardare prima i dipendenti e poi i clienti stessi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Manca il lievito, la farina, l\u2019acqua lauretana!!! E le uova? Le galline non fanno pi\u00f9 le uova?!\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Fidatevi, noi c\u2019\u00e8 la stiamo mettendo tutta per caricare tutto, ma siamo persone prima di essere dipendenti, abbiamo anche noi come voi 2 gambe e 2 braccia! Mi dispiace che vi siete fatti la coda di 15 minuti per prendere solo lo yogurt al melograno e fatalit\u00e0 era finito, ma noi ce la stiamo mettendo tutta!\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Io voglio ringraziare tanto, ma veramente con tutto il cuore quei clienti che non si lamentano, che ti guardano con il sorriso mentre sono in coda per entrare, che ti danno una parola di conforto, che ti sostengono, che ti ringraziano per quello che stai facendo e che ti applaudono per darti forza! Ecco io voglio ringraziarvi, perch\u00e9 se noi siamo ancora l\u00ec a tenere botta e grazie a voi che per primi avete rispetto di noi. GRAZIE<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>dal web<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Al tempo del Corona virus, raccontando il futuro.<\/strong>\u00a0\u201cAnno 2030&#8230;Nonna raccontami del 2020\u201d\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la nonna cominci\u00f2: &#8230;.era il 2020, dieci anni fa. All\u2019improvviso una epidemia investi tutto il mondo, proveniva dalla Cina &#8230;ma era stata portata da altri, forse da militari americani&#8230;ma non si seppe mai la verit\u00e0 ! L\u2019Italia fu colpita prima di tutti in Europa, tanti morti, tutti chiusi in casa&#8230;.paura, diffidenza, gli ospedali erano pieni di gente. Dur\u00f2 alcune settimane&#8230;.fu dura&#8230;tanto! il governo dopo un primo momento di incertezza reag\u00ec bene, con forza e coraggio. Tutti gli Italiani dettero prova di grande esempio e spirito di sacrificio. Le persone riscoprirono il valore dell\u2019aiutarsi a vicenda.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo la chiusura delle fabbriche e di tantissimi negozi fu il vero problema che dovemmo affrontare. Una crisi spaventosa, alla quale non eravamo preparati. Chiedemmo aiuto all\u2019Europa, all\u2019epoca avevamo una Comunit\u00e0&#8230;cos\u00ec si chiamava Comunit\u00e0 Europea. Doveva servire per fare una grande Nazione, come gli Stati Uniti. Ma altre Nazioni, come la Germania e l\u2019Olanda&#8230;.dissero che dovevamo fare da soli. Oppure dargli le nostre aziende, gli aeroporti, le autostrade, l\u2019oro della Banca d\u2019Italia&#8230;i nostri risparmi&#8230;ma come&#8230;dopo quello che avevano combinato, proprio loro!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora nonna cosa accadde&#8230;..?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accadde che ci rendemmo conto che dovevamo fare da soli: il Presidente della Repubblica chiam\u00f2 tutte le aziende e la Banca d\u2019Italia emise un prestito solo per gli Italiani di 100 miliardi&#8230;. si chiamava SALVA ITALIA e doveva servire per risollevare le sorti del Paese. Successe l\u2019incredibile&#8230; i politici rinunciarono ai loro stipendi per 6 mesi; tutti i dirigenti d\u2019azienda fecero allora la stessa cosa&#8230;&#8230;ed anche tutti coloro che potevano &#8230;..investirono la met\u00e0 dei loro risparmi&#8230;..quindi le aziende sane comprarono cos\u00ec tanti titoli che lo Stato Italiano raccolse 300 miliardi in poche settimane. A quel punto chiamarono un grande banchiere&#8230;un certo Draghi!\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con quei soldi, non solo super\u00f2 la crisi del momento, ma ricompr\u00f2 anche una parte del debito\u00a0 che avevamo. Diminu\u00ec le tasse per consentire di produrre a costi pi\u00f9 bassi&#8230;.Dopo 4 mesi appena eravamo la Nazione pi\u00f9 in forma del momento, mentre le altre ci stavano a guardare sperando che non ce la\u00a0 facessimo. Alcune aziende che avevano spostato le loro produzioni all\u2019estero, come la Fiat, tornarono in Italia. A quel punto per far lavorare tutti diminuirono l\u2019orario di lavoro cos\u00ec da non perdere il tempo da passare assieme alla famiglia. Il maggior fatturato consent\u00ec di ricomprare ancora i debiti che avevamo fatto negli anni passati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eravamo cos\u00ec orgogliosi di essere Italiani, furono anni di grande intensit\u00e0 emotiva e riscoprimmo di essere un grande popolo, fortunato&#8230;.perch\u00e9 vivevamo nel paese pi\u00f9 bello del mondo !<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Grazie Nonna &#8230;&#8230; domani me la ripeti ? \u00c8 una storia cos\u00ec bella !!!!!\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>da Facebook 30 marzo 2020 &#8211;\u00a0Claudio S<\/em><em>ammioto<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Al tempo del Coronavirus, pensiero per i miei alunni&#8230;<\/strong>\u00a0\u201cQuando domani torneremo a scuola\u201d\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando domani torneremo a scuola<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">nel giardino ci sar\u00e0 ancora una viola<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">che ora \u00e8 l\u00ec, al posto della bidella<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e alle otto, puntuale, suona la campanella.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 la scuola \u00e8 come il mare, non si ferma mai<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">nonostante i limiti e tutti i suoi guai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi giorni \u00e8 una scuola diversa, gli esperti la chiamano \u201ca distanza\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">non tutti insieme nella nostra aula, eh no magari, ma ognuno in una stanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci tocchiamo, non litighiamo, per\u00f2 ci vediamo, parliamo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">eccoci qua, mio piccolo amico, io e te ci siamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando domani torneremo a scuola, lo prometto,\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">la prima cosa che faremo, sar\u00e0 un bel giretto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">per Panicale, s\u2019intende, il nostro bel paesino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">che ora sogna di vedere anche solo un bambino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando domani torneremo a scuola, sar\u00e0 una gran confusione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">lasciate pure i libri a casa, non ci sar\u00e0 lezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Ma come?! \u2013 si chieder\u00e0 qualcuno ansioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; E\u2019 il primo giorno e il maestro fa l\u2019ozioso?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora sar\u00e0 uno di voi a dar risposta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">come se quella domanda fosse stata fatta apposta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Ascolti bene mio caro signor Mariani,\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">non si preoccupi se non finiremo i Romani<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e non sar\u00e0 un problema se non conosceremo il complemento d\u2019agente<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ora abbiamo imparato qualcosa di prezioso: a cercare la gente.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Speriamo che a maggio faccia una bella nevicata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">cos\u00ec torneremo al bar del Gallo per un\u2019altra cioccolata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0, come l\u2019anno scorso quando tutti imbacuccati<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">per fare a pallate ci siamo quasi ammazzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse \u00e8 pi\u00f9 probabile, per\u00f2, che ci sia il sole di primavera<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e allora, garantisco, ci sar\u00e0 una sorpresa\u2026 bella e vera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per rimediare alla gita saltata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ci inventeremo una lunga passeggiata<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">per i campi, al lago, al bosco o in montagna<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">che ci importa, dove, purch\u00e8 sia campagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019aria aperta, sotto il solleone\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">per divertirci baster\u00e0 un pallone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pistole ad acqua, qualche altro scherzetto<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">per avere il silenzio ai maestri servir\u00e0 il fischietto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sceglieremo un sentiero pianeggiante e comodo, ve lo dico:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">dovremo essere tutti, anche il nostro speciale amico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando domani torneremo a scuola saremo tutti un po\u2019 cambiati<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">chi pi\u00f9 largo, chi pi\u00f9 stretto, alcuni anche alzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora prenderemo una magica lente d\u2019ingrandimento<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e scopriremo che, soprattutto, saremo cambiati dentro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Torneremo a scuola presto, ragazzi, ve lo prometto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">io sogno gi\u00e0 il vostro abbraccio, stretto stretto!\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Paolo Buzzetti insegnante elementare (Istituto Comprensivo Panicale Piegaro Paciano &#8211; Scuola Elementare Panicale -PG)<\/em><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al tempo del Corona virus, la vita nell\u2019ospedale.\u00a0\u201cLa notte \u00e8 il momento peggiore\u201d Turni estenuanti, pazienti non solo anziani ma di ogni et\u00e0 che improvvisamente peggiorano &#8220;senza vi sia apparente ragione&#8221;, a causa di un virus che sembra non seguire alcuno &#8220;schema preciso&#8221;: \u00e8 il racconto di 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