{"id":3727,"date":"2020-03-31T10:34:31","date_gmt":"2020-03-31T08:34:31","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/essere-sindacalisti-e-ricucire-fragilita-una-testimonianza-dalla-periferia-bergamasca\/"},"modified":"2020-03-31T10:34:31","modified_gmt":"2020-03-31T08:34:31","slug":"essere-sindacalisti-e-ricucire-fragilita-una-testimonianza-dalla-periferia-bergamasca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/essere-sindacalisti-e-ricucire-fragilita-una-testimonianza-dalla-periferia-bergamasca\/","title":{"rendered":"Una testimonianza dalla periferia bergamasca **"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Una foto\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a0Quando mi \u00e8 stato chiesto di raccontare quello che, come sindacalista, stavo vivendo in questi giorni cos\u00ec frenetici e di emergenza, mi sono chiesto se fossi la persona migliore per scrivere sui Working Papers della Fondazione Tarantelli; quelli come me, di solito, su queste pagine si formano, cercano spunti e riflessioni, e il mio contributo \u00e8 davvero solo esperienziale, sindacale. Alla fine mi sono detto che, forse, la CISL \u201cnelle periferie e tra le persone\u201d ha bisogno anche di dirsi la quotidianit\u00e0 l\u2019esperienza, quello che altri come me in questi giorni stanno vivendo.\u00a0 Ci\u00f2 che racconter\u00f2 non ha nessuna pretesa, non aiuter\u00e0 ad elaborare il pensiero del nostro sindacato nei prossimi anni e non sar\u00e0 nemmeno un\u2019analisi tecnica economica della situazione della mia terra. E\u2019 solo una foto da un modesto punto di vista di una piccola dinamica di provincia in questa grande nazione ai tempi del COVID-19, fatta con la passione e il cuore del sindacalista. Come sa bene chi usa i social, non basta fare belle foto per raccontare la quotidianit\u00e0, servono anche i selfie, e da un selfie parto nel mio racconto.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>\u00a02. Lo smart working dalla teoria alla prassi nell\u2019emergenza\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a0Sono le 8.00 del 10 marzo 2020, accendo il pc sul tavolo del soggiorno.\u00a0 Gi\u00e0, perch\u00e9 dopo aver discusso al Centro Studi di Firenze di smart working, dopo aver provato a siglare accordi a tal proposito in tante aziende, ora quasi tutti lavorano da casa e quella che sembrava una proposta che per molti era impossibile da attuare \u00e8 divenuta la soluzione per eccellenza: a dir poco frustrante!\u00a0 Forse ci abbiamo creduto poco o non avevamo la giusta motivazione: dove non ha potuto la contrattazione ha potuto un virus minuscolo, fastidioso, talvolta mortale! Ora anche noi, che per natura dobbiamo essere smart, sperimentiamo questa forma di lavoro.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a0Oggi \u00e8 il primo giorno in cui tutta l\u2019Italia \u00e8 dello stesso colore, unita in nome del DL 9 Marzo 2020, n\u00b014, l\u2019ennesimo emanato in questi giorni di emergenza, giorni in cui tutti hanno imparato cosa sia il COVID-19, come si debba tossire e quanto sia necessario mantenere le distanze e stare in casa.\u00a0 Forse era ora che tornasse una consapevolezza comune, perch\u00e9 ancora pochi giorni fa pi\u00f9 di mezza Italia non aveva ben compreso quello che a tutti qui a Bergamo stava diventando ben chiaro.\u00a0 Anche se, \u00e8 vero, le battute fatte dai colleghi lontani erano le stesse che si facevano qui solo tre settimane fa!\u00a0 Sinceramente non riesco a trattenere la rabbia quando ora in tanti corrono a postare sui social slogan, numeri e prese di posizione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>\u00a03. Reiventare il fare sindacato di fronte a nuove responsabilit\u00e0\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a0Sono giorni, questi, in cui anche noi operatori sindacali dobbiamo reinventarci per operare con nuove modalit\u00e0 e in cui, talvolta, le risposte che sempre avevamo pronte sembrano insufficienti. Altro elemento, questo, che non pu\u00f2 che mettermi in discussione, perch\u00e9 in attesa di risposte e decreti che sicuramente arriveranno, il sindacalista al tempo del coronavirus, non solo perde il suo luogo naturale in cui comunicare, le assemblee &#8211; rigorosamente vietate &#8211; ma perde anche tutta la sua prontezza nel rispondere ai quesiti dei lavoratori.\u00a0 Siamo stati bravi ad organizzarci con chat e mailing-list per informare prontamente i delegati su ogni singolo provvedimento, a mantenere alta la nostra presenza tra i lavoratori con comunicati e informative. Siamo pronti alle conference-call per restare in contatto con le aziende, ma alle domande, quelle fatte da persone incazzate, peggio, spaventate, perch\u00e9 la rabbia puoi placarla, ma la paura non sempre, non \u00e8 facile rispondere.\u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a0\u201cCosa dobbiamo fare?\u201d chiede la delegata il cui collega \u00e8 stato trovato positivo al virus, la cui azienda ha sospeso in via cautelativa 37 operai su circa 80 e lavora con 7 impiegati in ufficio e circa 30 in smart working. \u201cBasta con le parole non si risolve nulla bisogna agire, non basta tamponare!\u201d incalza dopo che molti colleghi da giorni le versano addosso i loro timori.\u201cNon ce l\u2019ho con te, ma i fatti sono chiari, grazie mille buona notte\u201d conclude alle 23.30 sperando che l\u2019azienda decida di fermare la produzione.\u00a0 Di fronte a questi evidenti bisogni di rassicurazione e tutela in un quadro normativo incerto, poco chiaro e sempre in mutamento, cosa risponde il sindacalista al tempo del coronavirus?\u00a0 Sai bene che se dici ad un lavoratore di alzare la cornetta e chiamare il medico in questa situazione come accade da giorni, probabilmente potr\u00e0 stare a casa in malattia in via cautelativa; ma sai anche, e ne sei certo, che la sua azienda viene da due anni di risultati negativi, che nelle ultime settimane alcuni clienti hanno annullato gli ordini per timore, e che i pochi ordini rimasti sono in attesa di conferma o urgentissimi, sai che l\u2019azienda ha bisogno ancora di qualche giorno per evitare il peggio\u2026\u00a0 Economia e persona, salute e lavoro, come leggevo in un trafiletto del quotidiano L\u2019Eco di Bergamo:\u201cla salute di ciascuno di noi contro la salute del prodotto interno lordo: uno scontro insensato ma purtroppo reale!\u201d. \u00c8 la complessit\u00e0 del nostro tempo ammonisce il filosofo Mauro Ceruti \u2013 \u201cil cui limite, paradossalmente, \u00e8 l\u2019aver semplificato tutto. Senza trovare risposte.\u201d Ma quando sai che in ospedale tra non molto dovranno decidere a chi dare il respiratore, ognuno, anche il sindacalista al tempo del coronavirus, deve parlare consapevole delle proprie responsabilit\u00e0.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>E anche se ti senti dire da qualcuno: \u201cstai facendo un grande lavoro, ti ringraziamo molto: i lavoratori della &#8230;\u201d tu sai che in fondo in questa situazione non puoi avere le tutte le risposte, che i corsi di contrattazione o la tua conoscenza di codici e leggi non potevano prepararti a questa situazione, che non riguarda una persona, un\u2019azienda un distretto, riguarda tutti. Dico di pi\u00f9: questa situazione non tocca solo salute e lavoro, ma abitudini e affetti, \u00e8 in questi molteplici ambiti veniamo sempre pi\u00f9 sollecitati, lo stress e la carica emotiva delle persone che incontri sale a livelli difficili da gestire.<strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>4. Flashback in zona rossa: farsi prossimo\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u201cHo salutato mio padre ieri sera\u201d diceva Fabio un altro delegato, dopo che la Regione Lombardia \u00e8 stata dichiarata zona rossa, \u201cNon andr\u00f2 a trovarlo per un po\u2019, forse \u00e8 meglio cosi\u201d e capisci come il sindacalista, oltre a chiedere il rispetto delle norme di sicurezza alle aziende, o l\u2019igienizzante per le mani o le mascherine, deve anche e ancor pi\u00f9 farsi prossimo e mettersi in ascolto, perch\u00e9 in queste situazioni incerte tutto aiuta e rassicura, tanto una parola o un consiglio, quanto il modulo di\u00a0 autocertificazione per muoversi o la copia dell\u2019ultimo DPCM! Altra considerazione in questo selfie riguarda il rapporto tra l\u2019operatore ai tempi del COVID19 della piccola e laboriosa Bergamo, e i livelli pi\u00f9 alti della nostra grande casa, la CISL.\u00a0 Ora l\u2019Italia \u00e8 tutta di un colore, l\u2019emergenza \u00e8 salita a livelli inaspettati e tutti corrono ai ripari. L\u2019intervento delle segreterie regionali e nazionali arriva come una boccata d\u2019aria fresca per smorzare la tensione tra gli iscritti. Soprattutto nei primi giorni, quando l\u2019emergenza riguardava poche regioni del Nord, in alcuni casi mi sono sentito impotente senza mezzi. La nostra organizzazione \u00e8 s\u00ec capillare e raggiunge ogni angolo del paese, ma, soprattutto in queste condizioni inedite che hanno messo in discussione le modalit\u00e0 organizzative ordinarie di tutti, prima che le informazioni e la consapevolezza piena di ci\u00f2 che accade arrivi ai livelli pi\u00f9 alti dalle periferie, passa tempo e altro tempo serve per la risposta.\u00a0 Indubbiamente, per quanto noi sindacalisti siamo bravi e autonomi nel muoverci quotidianamente, qualche interrogativo su come debbano rafforzarsi le capacit\u00e0 di grandi organizzazioni come la nostra (e non solo!) di reagire in modo pronto, efficace ed unito di fronte alla straordinariet\u00e0 di eventi del genere, ce lo dovremo porre in futuro.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>5. Che cosa \u00e8 veramente importante?\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Prima di scattare qualche foto per il territorio, un\u2019ultima riflessione condivisa con alcuni colleghi. L\u2019operatore ai tempi del COVID-19 si sta rendendo conto che non sempre \u00e8 essenziale e che forse ci siamo dati troppa importanza, ci siamo coperti di auto referenzialit\u00e0 perch\u00e9 facevamo tante assemblee e tanti incontri nelle fabbriche o partecipavamo a tanti convegni a cui intervenivamo con grandi paroloni\u2026. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a0A dire il vero mi rendo conto che siamo importanti perch\u00e9 non smettiamo di restare in ascolto, ci\u00f2 che ci viene chiesto \u00e8 solo esserci per far capire che nemmeno l\u2019ultimo dei nostri iscritti in cima alla valle pi\u00f9 remota ancora innevata \u00e8 lasciato solo: anche quando non abbiamo risposte, pronte e preconfezionate. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>All\u2019epoca del virus, ci viene chiesta vicinanza proprio quando ci impongo le distanze.\u00a0 Le distanze fisiche vengono riempite proprio dalla vicinanza del cuore, dalla capacit\u00e0 di entrare in empatia con la nostra gente.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>6. La \u201cbergamasca: persone e fabbriche\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a0Finalmente \u00e8 il momento delle foto della nostra terra delle nostre persone e delle nostre fabbriche. Chi, come me, arriva dalle valli e da Albino (come molti hanno imparato in questi giorni, perch\u00e9 confina con Nembro, uno dei maggiori focolai di COVID-19) va verso Bergamo la mattina, sa che deve partire almeno con un\u2019ora di anticipo: camion di muratori, pendolari, lavoratori e studenti tutti in viaggio da brave formichine bergamasche.\u00a0 Tutti noi percorriamo queste strade trafficate e ben conosciamo questo territorio, tutti sappiamo che da Albino a Bergamo in 10 km sorgono alcune aziende che sono famose in tutto il mondo per i loro prodotti: Albini per i suoi cotoni, Fassi tra i primi produttori al mondo di gru idrauliche, Acerbis plastica famosa nel mondo del motociclismo, Persico Stampi che in questi gironi nel suo stabilimento di Nembro sta producendo Luna Rossa, cartiere Pigna, Polini\u2026 In pochi gironi in questo fazzoletto di terra, che \u00e8 divenuto la Wuhan italiana, da quando l\u2019allarme per la diffusione del virus ha imposto che la regione Lombardia fosse zona gialla, le strade si sono di colpo svuotate.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>7. Febbraio: ritornando indietro\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a0Luned\u00ec 24 febbraio i chilometri che fino a ieri percorrevo in 60 minuti ora li percorro in 10, come ad agosto, quando le scuole sono chiuse e la gente in ferie. Effettivamente le scuole sono chiuse, e i locali serreranno alle 18.00, la gente per\u00f2 non \u00e8 in ferie ma chi intuisce che qualcosa non va inizia a starsene a casa. Ieri i supermercati sono stati presi d\u2019assalto e svuotati, perch\u00e9 nel tam tam dei media, ricchi di parole e spesso vuoti di contenuti, si \u00e8 diffuso l\u2019allarme: \u201cdomani i supermercati verranno chiusi, non verranno consegnati i beni deperibili\u201d.\u00a0 Questa mattina in cui arrivo in ufficio per primo per via del non traffico, tutto sembra essere un po\u2019 sospeso, le attivit\u00e0 riprendono, ma iniziano ad arrivare le domande e le e-mail. La prima \u00e8 di un\u2019azienda 60 dipendenti 2 iscritti e un delegato, fortemente contro il sindacato, che alle ore 8.23 mi comunica che per quanto previsto dal DL N\u00b04 del 23\/02\/2020 non ritiene opportuno lo svolgimento dell\u2019assemblea prevista il 6 marzo (per programmarla ci sono voluti un mese e mezzo!), rido amareggiato, ma sono ben consapevole che da ora in poi non si pu\u00f2 fare altrimenti. A conferma di ci\u00f2 la segreteria, i compagni e colleghi delle altre sigle sindacali, gli HR, i direttori, i proprietari e gli amministratori, tutti o quasi per la prima volta sono d\u2019accordo\u2026 vista la situazione meglio ridurre le attivit\u00e0 allo stretto necessario. In questi primi giorni la reazione di molti era ancora superficiale, forse per scaramanzia, forse per noncuranza, tra lavoratori e colleghi si facevano battutine sulle mascherine o il gel lavamani.\u00a0 Nel frattempo il bravo sindacalista al tempo del COVID-19 si organizza: abbiamo potenziato l\u2019uso dei media per informare puntualmente delegati e referenti nelle varie aziende su cosa stia accadendo, sulle normative e i decreti, sulle misure di protezione da adottare\u2026\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>In pochi giorni \u00e8 chiaro a tutti che la situazione \u00e8 peggio del previsto: lo capisci dal cellulare che inizia a scaricarsi in poco tempo per i numerosi messaggi e le interminabili chiamate, lo\u00a0 capisci dai toni sempre meno scherzosi e sempre pi\u00f9 carichi di ansia e attesa, lo capisci dai comunicati sempre pi\u00f9 attenti e approfonditi, lo capisci delle scelte di controllare accessi ai\u00a0 servizi, dal delegato che ti sta lontano quando lo incontri\u2026Lo capisci dalle ambulanze, una, due, tre, tante\u2026. Che la situazione fosse, ed \u00e8 grave non lo si capisce solo dai numeri: a Nembro o ad Albino il delegato, il lavoratore e soprattutto i nostri nonni oltre a guardare i TG leggono l\u2019Eco di Bergamo e i suoi necrologi: tutti in Italia sanno quanti sono i morti dichiarati per coronavirus, ma nei paesi tutti sanno quanti sono i morti mediamente in una settimana\u2026 e le affissioni delle onoranze funebri ricoprono l\u2019intero pannello\u2026\u00a0 \u201cSono 5 solo oggi\u201d: mi dice mia nonna quando mi chiama per dirmi che meglio se non vado a trovarla (prima volta in quarant\u2019anni) \u201cDi solito ce ne sono 2 o 3 in una settimana\u201d. In questa condizione che si palesa ogni giorno di pi\u00f9 anche agli occhi di tutta Italia, il sindacalista \u00e8 spaesato: \u201cdopo la crisi del 2009\u201d (dove in bergamasca hanno chiuso tantissime aziende tessili NdR) \u201cpensavo di aver visto il peggio\u201d dice il mio segretario prossimo alla pensione, \u201cma una cosa cos\u00ec non me la sarei mai aspettata\u201d. Non ce lo saremmo mai aspettato, anzi inizialmente il buon bergamasco probabilmente ha continuato a lavorare come se nulla fosse, perch\u00e9 \u00e8 la nostra cultura, perch\u00e9 a noi chi ci ferma! Solo dopo una settimana tutto \u00e8 ormai chiaro, gli ospedali sono al limite e i posti letti scarseggiano, interventi e visite non urgenti posticipati, medici di base che non ricevono e che rispondono per telefono su appuntamento: e il sindacalista viene cercato dalle aziende e non solo dai lavoratori perch\u00e9 non hanno le risposte! Ore 12.45, suona il telefono: \u201cBuon giorno sono S. della N\u2026 pu\u00f2 venire subito \u00e8 urgente e grave e preferisco non parlarne per telefono\u201d.\u00a0 \u00c9 cosi che \u00e8 stato comunicato al sindacalista al tempo del COVID-19, il primo contagio in un\u2019azienda, che solo dopo 3 giorni aveva il 40% del personale in quarantena cautelativa, e poco dopo un secondo contagio.\u00a0 L\u2019azienda mi chiama perch\u00e9 non sa come meglio gestire la cosa, come non creare il panico, come comunicare le informazioni, come tutelare i dipendenti e salvare gli ordini che ancora non sono stati annullati. Nemmeno l\u2019ATS (l\u2019equivalente delle ASL nella Regione Lombardia) ha chiamato perch\u00e9 troppo indaffarate per gestire la crisi, e l\u2019informazione del contagio \u00e8 giunta quasi per caso. Tocca a noi mobilitarci tramite l\u2019RSPP e il medico competente, chiamando il numero verde\u2026\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>8. Fragilit\u00e0 in zona rossa\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a0Mentre continuo a scrivere per fare questa foto, sono trascorsi solo 9 giorni da allora, proprio ieri le misure prese sono state drastiche siamo al DPCM del 11 marzo 2020 N\u00b064 in Gazzetta Ufficiale 3\u00b0 in una settimana, quello che impone le chiusure di attivit\u00e0 non di prima necessit\u00e0 in tutta Italia nel paesaggio che tratteggio il ricordo inizia a mescolarsi con l\u2019attualit\u00e0. Nel pomeriggio abbiamo avuto l\u2019incontro operatori, rigorosamente in conference-call: c\u2019\u00e8 rabbia e amarezza nelle nostre voci, le aziende non chiudono, di nuovo la risposta del presidente Conte per mille motivi che possono essere comprensibili, non \u00e8 stata la risposta che ci aspettavamo per la nostra gente.\u00a0 Ci sentiamo un po\u2019 pi\u00f9 fragili forse, sembra che quello che sta succedendo alla nostra terra non sia ben compreso, i numeri qui in provincia sono drammatici, diffondiamo l\u2019ennesimo comunicato in cui CGIL CISL E UIL prendono una posizione pi\u00f9 forte.\u00a0 L\u2019incontro \u00e8 un raccontarsi la situazione dalle varie zone della provincia, quante aziende stanno fermando o fermeranno anche senza ordinanze, quante non intendono rallentare la produzione, come si lavora nelle sedi.\u00a0 Ci raccontiamo la rabbia di alcuni iscritti, e purtroppo facciamo il resoconto di amici familiari e delegati malati, ricoverati, deceduti. In molti lo stanno dicendo, medici, il sindaco di Bergamo, perfino certi imprenditori: bisogna fermare. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>9. Spavento, rabbia, delusione. Solidariet\u00e0, presenza, consapevolezza \u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a0I lavoratori sono spaventati, arrabbiati, delusi, e vorrei che chi legge capisca bene cosa intende l\u2019operatore sindacale di Bergamo quando usa queste parole:\u00a0 Spaventati, perch\u00e9 temono che uscendo di casa per andare al lavoro potranno contagiare i propri cari, vedono che giorno dopo giorno i colleghi malati aumentano: si conoscono sanno chi ha la febbre, chi ha il padre malato, chi \u00e8 in quarantena.\u00a0 Arrabbiati, perch\u00e9 il segno che arriva \u00e8 che di nuovo l\u2019economia \u00e8 venuta prima della politica da cui ci si aspettava protezione, perch\u00e9 purtroppo i protocolli di sicurezza che le aziende dovranno applicare per tutelarli, non esistono e in molti casi nulla verr\u00e0 fatto, e nessuno verr\u00e0 a verificare.\u00a0 Delusi, perch\u00e9 da giorni si parla di scelte forti almeno per la Wuhan d\u2019Italia e non arriva nulla di veramente concreto e palpabile, tante parole da chi forse non sa nemmeno davvero chi siamo, dove siamo. Nelle periferie tra la gente in cui la CISL c\u2019\u00e8, si incontrano si ascoltano queste persone.\u00a0 Non \u00e8 gente sprovveduta, \u00e8 gente che non si pone il problema delle ferie che, se si chiudesse ora, forse non si faranno ad agosto, o che non si rende conto dell\u2019importanza del lavoro, perch\u00e9 se chiudiamo<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>ora \u201ccosa sar\u00e0 della NOSTRA azienda\u201d e che non si accontenta di chiamare il medico e stare in malattia. La gente con cui noi ci stiamo schierando, dice che se chiudiamo ora, poi ci saremo a rialzarci e a leccarci le ferite, siamo lavoratori bergamaschi e non ci fa paura il lavoro: il sindacalista lo sa che sar\u00e0 l\u00ec con loro. In queste settimane fatte di domande spesso senza risposte, in cui il paesaggio delle nostre terre \u00e8 gi\u00e0 mutato, il sindacalista ha continuato a chiamare a rispondere ad ascoltare, con sempre meno parole perch\u00e9 la gente \u00e8 stanca, e sempre di pi\u00f9 con la presenza dalla mattina a notte fonda.\u00a0 Perch\u00e9 in fondo, non neghiamolo nonostante il carico emotivo, lo stress, e il lavoro di queste giornate, siamo dei privilegiati, e non possiamo negarci a chi ci cerca anche la sera tardi quando gi\u00e0 sei a letto.\u00a0 In questa crisi inaspettata siamo consapevoli che ancora di pi\u00f9, dobbiamo esserci e il nostro contributo la nostra capacit\u00e0 di trovare soluzioni e proporre dovr\u00e0 rinnovarsi: il COVID-19 sta ponendo domande, sta mostrando i limiti e le vulnerabilit\u00e0 del nostro sistema, anche in quella Bergamo che \u00e8 viva dinamica laboriosa.\u00a0 Il virus ci ha fatto vedere che se le persone hanno paura l\u2019economia globale non si ferma a guardare e non aspetta chi vorrebbe fermarsi, solo un attimo anche quando \u00e8 palese che tutti siamo in scacco ugualmente ovunque.\u00a0 Siamo per\u00f2 pi\u00f9 consapevoli lavoratori e imprese che forse non si pu\u00f2 vivere la quotidianit\u00e0 pensando che nulla ci possa davvero toccare, ma che qualcosa pu\u00f2 fermare lo scorrere delle nostre vite fatte di abitudini e routine, che dobbiamo accettare ancor di pi\u00f9 la fragilit\u00e0 e il limite.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>10. Accettare e abitare il limite, stare tra la gente\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ora il mio racconto si ferma, forse domani verr\u00e0 varato l\u2019ennesimo decreto, verranno individuati ammortizzatori sociali ad hoc, verranno stanziati fondi per sussidi e congedi&#8230;lo vedremo insieme, siamo tutti dello stesso colore, tutti a casa, tutti pi\u00f9 consapevoli. Spero che il tempo non mi smentisca, ma mi va di pensare che questa Italia ora sia un po\u2019 pi\u00f9 unita nell\u2019affrontare la strada che dobbiamo percorrere, che cambieremo il modo di pesare le cose e di stabilire le priorit\u00e0, sono sicuro che con sempre pi\u00f9 lucidit\u00e0 troveremo le risposte migliori. Qui dove gi\u00e0 da giorni si sta in casa, ho iniziato ad ascoltare il silenzio, a ripensare al tempo e a come lo riempivo fino a poche settimane fa. \u00a0 Tutti noi un po\u2019 liberati dal frastuono e da tanti impegni, spero impariamo a capire ancor di pi\u00f9 il valore dell\u2019altro, che ora non posso incontrare ma che s\u00f2 essere nel bisogno.\u00a0 Il distacco che \u00e8 ora imposto \u00e8 forse pi\u00f9 tangibile di tante distanze che prima nascondevamo con l\u2019esserci.\u00a0 L\u2019incapacit\u00e0 di avere tutte le risposte ci render\u00e0 forse pi\u00f9 liberi nell\u2019accettare il nostro limite e attendere la parola dell\u2019altro come qualcosa che riempie e la sua presenza come pienezza di noi. Non so se l\u2019esperienza della paura e del limite ci render\u00e0 sindacalisti diversi magari migliori; spero ci renda meno focalizzati su quanto siamo capaci di fare e dire, ma pi\u00f9 disponibili alla cura e al paziente ascolto della nostra gente. Come detto in permessa, non ho pretese di dare chiss\u00e0 quali spunti di riflessione, o delineare chiss\u00e0 quali percorsi, ma credo davvero sia bello raccontarci questa CISL nelle periferie tra le persone, cosi viva e umana, non solo tecnica, e che le mie parole siano quelle di tanti altri uomini e donne operatori al tempo del COVID-19.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>**Operatore sindacale FEMCA CISL Bergamo<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>* Da Quaderno Speciale Working Paper on line della Fondazione Tarantelli, marzo 2020<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1. 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