{"id":3756,"date":"2020-04-21T10:00:40","date_gmt":"2020-04-21T08:00:40","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/l-economia-al-tempo-del-coronavirus\/"},"modified":"2020-04-21T10:00:40","modified_gmt":"2020-04-21T08:00:40","slug":"l-economia-al-tempo-del-coronavirus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/l-economia-al-tempo-del-coronavirus\/","title":{"rendered":"L&#8217;economia al tempo del Coronavirus"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impatto economico del Coronavirus.<br \/>Quella che viviamo non \u00e8 una recessione qualunque. Come efficacemente ha scritto <em>Le Monde <\/em>l\u2019economia si trova in una situazione di blocco cardiaco, semmai di coma assistito. L\u2019emergenza sanitaria ha un impatto violento sull\u2019economia italiana in un momento gi\u00e0 segnato dalla stagnazione produttiva. Per evitare la diffusione del contagio \u00e8 stato necessario vincolare i comportamenti e la quotidianit\u00e0 delle persone, per rendere minimi i contatti (#iorestoacasa), spostando il pi\u00f9 possibile i processi organizzativi sul lavoro da casa, rallentando, ma anche fermando le attivit\u00e0 economiche, esperienza sconosciuta in tempo di pace. Da fine gennaio 2020 il sistema produttivo ha avuto shock via via pi\u00f9 forti, sia dal lato della domanda che dal lato dell\u2019offerta. Sul primo vi \u00e8 stata una brusca frenata e poi la chiusura di interi settori, il turismo, la ristorazione, i bar, la gran parte del commercio, l\u2019intrattenimento e la cultura; n\u00e9 pu\u00f2 essere trascurata la forte caduta dei trasporti, da quelli urbani a quello ferroviario e aereo. Sempre dal lato della domanda possiamo segnalare la riduzione delle esportazioni, che al rallentamento globale ha unito gli effetti psicologici sugli acquirenti esteri e la chiusura almeno temporanea di alcune frontiere.\u00a0 Dal lato dell\u2019offerta vi sono state prima le difficolt\u00e0 di approvvigionamento di componenti e prodotti intermedi provenienti dalla Cina e poi via via la restrizione agli spostamenti delle persone; quindi la ricerca di modalit\u00e0 di lavoro che garantissero condizioni di sicurezza, la chiusura prima volontaria dell\u2019attivit\u00e0 e poi obbligata per le attivit\u00e0 non essenziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Alcune parti del sistema economico sono un po\u2019 meno esposte alla crisi del coronavirus o addirittura favorite. I consumi alimentari nel breve termine sono sostenuti da forti acquisti a scopo precauzionale; la decisione di fare scorte da parte delle famiglie \u00e8 collegata ai timori che la macchina produttiva, quella dei trasporti e distributiva non siano in grado agevolmente di superare le problematiche legate al virus. In generale si \u00e8 avuto un aumento della domanda di prodotti alimentari, ma non per quelli consumati fuori casa e anche sul lato dell\u2019offerta non sono mancati i problemi, a cominciare dalla difficolt\u00e0 a procedere ai raccolti per la mancanza di manodopera immigrata, solitamente impiegata. D\u2019altra parte, se sono cresciuti i consumi interni provenienti dal settore agro alimentare, su questo ha agito, almeno in una prima fase, la caduta dell\u2019export innescata prima dallo stigma per l\u2019esplosione da noi del contagio, ingiustificatamente riflessosi sugli stessi prodotti, poi dalla chiusura delle frontiere. E\u2019 molto alta la domanda nel settore della detergenza e dei prodotti per la pulizia; lo stesso consumo di acqua \u00e8 segnalato in forte crescita. Rimane naturalmente elevata la domanda dei prodotti farmaceutici e sanitari. Come pure la riorganizzazione delle relazioni di lavoro, ma anche personali, sul perno della casa, hanno determinato un\u2019elevata domanda da parte di imprese e famiglie di computer, di tablet, di supporti tecnologici vari, ma anche di servizi informatici a distanza. Il decollo del lavoro agile, sempre annunciato, ma sempre poi rinviato, \u00e8 esploso da un giorno all\u2019altro, richiedendo un adeguamento improvviso, a volte improvvisato. In risposta alla chiusura fisica sul territorio di tanti esercizi e alla necessit\u00e0 di stare in casa, il distanziamento sociale ha costituito un forte moltiplicatore per gli acquisti sulle piattaforme on line come Amazon, come pure di servizi di formazione e intrattenimento a distanza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ma se c\u2019\u00e8 qualche segno pi\u00f9, in una dimensione essenzialmente di nicchia, la crisi \u00e8 esplosa allargandosi a macchia d\u2019olio. L\u2019impatto stimato in termini di PIL ha avuto un\u2019escalation simmetrica rispetto al peggioramento e all\u2019allungamento dei tempi della crisi sanitaria. Si era partiti agli inizi di febbraio intravedendo una caduta di 2-3 punti di PIL tra primo e secondo trimestre 2020. <strong>Ma poi le cose si sono complicate, con tempi decisamente pi\u00f9 lunghi per arginare il contagio, ma soprattutto per tornare ad una faticosa normalit\u00e0.\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" alignleft size-full wp-image-3753\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/images_Schermata-2020-04-21-alle-09.42.45.png\" border=\"0\" style=\"float: left;\" width=\"256\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/images_Schermata-2020-04-21-alle-09.42.45.png 256w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/images_Schermata-2020-04-21-alle-09.42.45-245x300.png 245w\" sizes=\"(max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/>I dati dei consumi elettrici, registrati da Terna e elaborati nel grafico da REF<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Ricerche, hanno mostrato una situazione poco variata a febbraio e nei primi giorni di marzo; successivamente la caduta \u00e8 stata ripidissima a partire dal 9 marzo e poi in ulteriore approfondimento nelle due settimane successive. Alla fine i consumi elettrici sono stati a marzo i pi\u00f9 bassi degli ultimi venti anni, ma bisogna considerare che nella prima parte del mese erano ancora relativamente normali; \u00e8 da aprile in poi che la caduta si far\u00e0 sentire pienamente, con un calo che supera largamente il 20 % rispetto all\u2019anno precedente. Andamenti non dissimili sono registrati per i consumi di gas per uso industriale, che nell\u2019ultima settimana di marzo sono diminuiti del 30 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2019.<\/strong>\u00a0 Il traffico autostradale nella prima settimana di aprile \u00e8 stato inferiore dell\u201980% rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Il Centro Studi della Confindustria, nella sua previsione del 31 marzo, ha valutato una caduta del PIL del secondo trimestre del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019 del 10%; alle regole attuali, ci sarebbe un calo del PIL italiano per ogni settimana di blocco dello 0,75%, cio\u00e8 del 3,2% per ogni mese di blocco alle regole attuali. Le stime di REF ricerche sono anche peggiori per il secondo trimestre; ipotizzando una graduale riapertura a maggio e poi progressivamente a giugno, la caduta sarebbe del 17% rispetto al IV trimestre 2019.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Le previsioni per il corrente anno e per il 2021 sono quanto mai complesse in quanto devono rispondere ad una domanda a cui nemmeno gli epidemiologi sanno dare valutazioni precise: in quale scenario sanitario ci troveremo dopo giugno? La pandemia sar\u00e0 in linea di massima sotto controllo oppure la nostra normalit\u00e0, quella delle imprese e di chi lavora sar\u00e0 condizionata?\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-3754\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/images_Schermata-2020-04-21-alle-09.42.50.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"694\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/images_Schermata-2020-04-21-alle-09.42.50.png 694w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/images_Schermata-2020-04-21-alle-09.42.50-300x96.png 300w\" sizes=\"(max-width: 694px) 100vw, 694px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la caduta del PIL saranno coinvolte tutte le componenti della domanda: consumi delle famiglie, esportazioni e naturalmente investimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>L\u2019impatto in termini annui dipende naturalmente da quanto tempo durer\u00e0 la crisi e da come usciremo da essa. Lo scenario pi\u00f9 ottimistico \u00e8 quello di una durata complessivamente ridotta della crisi, un paio di mesi, e un\u2019uscita rapida per un recupero completo della normalit\u00e0 di vita; anche in questo caso il dato annuo del PIL scivola largamente sotto lo zero. Il rimbalzo dei consumi attualmente compressi non potrebbe recuperare che una piccola parte del terreno perduto, anche se volessimo recuperare rapidamente i consumi non realizzati durante l\u2019isolamento. D\u2019altronde, dove la domanda \u00e8 stata elevata durante la crisi sanitaria (consumi alimentari, farmaceutica, informatica) si sconterebbe un inevitabile realizzo delle scorte.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ben peggiore sarebbe lo scenario con tempi di recupero pi\u00f9 lunghi e una normalizzazione molto diluita. Anche se, passata la fase acuta, sarebbe questo lo scenario di un possibile ripresentarsi del contagio, di mancanza del vaccino e di farmaci che abbattano la pericolosit\u00e0 del virus. Se, cio\u00e8, dovessimo uscire dalla fase pi\u00f9 critica, ma con la prospettiva di un possibile ripresentarsi del contagio, tutti i comportamenti, anche forse a prescindere da provvedimenti coercitivi, resterebbero certo caratterizzati dalla prudenza, dall\u2019avversione al rischio. La ripresa dei consumi e degli investimenti sarebbe decisamente al rallentatore. Questo tanto pi\u00f9 se lo shock temporaneo avesse comportato conseguenze strutturali con fallimenti e chiusure d\u2019impresa da un lato, caduta dell\u2019occupazione e dei redditi dall\u2019altro.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Un forte elemento di rischio \u00e8 dato da quella che sar\u00e0 la recessione nel resto dell\u2019Unione Europea, negli Stati Uniti, a livello mondiale. Naturalmente molto pu\u00f2 fare una politica economica di stabilizzazione, che tutti riconoscono essenziale a livello nazionale e soprattutto europeo.\u00a0 Anche rispetto alla presenza ingombrante, ancor pi\u00f9 delle regole di stabilit\u00e0, di un elevato debito pubblico, reso ancora pi\u00f9 evidente dalla caduta dell\u2019attivit\u00e0 economica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Anche nella pi\u00f9 favorevole ipotesi di una fuoriuscita stabile dalla crisi sanitaria, le stime sono pesanti. Ipotizzando una ripresa su livelli all\u2019incirca normali da giugno, Prometeia e Confindustria valutano un calo del PIL intorno al 6% nel 2020; la caduta \u00e8 stimata di circa il 9% per REF e per il Fondo Monetario Internazionale, anche in relazione all\u2019inevitabile peggioramento a livello mondiale. La tabella esplicita il momento in cui sono state fatte le previsioni; una differenza anche di pochi giorni pu\u00f2 riflettersi in modo molto sensibile sulle previsioni in relazione a come evolve la situazione sanitaria.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>E poi, se non ci saranno significative ricadute nella pandemia, una volta che si \u00e8 innescata la ripresa, come sar\u00e0 la ripresa economica, a V o a L? Nel primo caso avremmo un recupero completo, mentre nel secondo il PIL non riuscirebbe a rimbalzare. Come si vede le previsioni si muovono, almeno per quanto riguarda il biennio 2020 \u2013 21, su una via intermedia. Il recupero ci sarebbe ma insufficiente a tornare al punto di partenza. Con una crescita nel 2021 tra il 3,5% e il 5%, la perdita nel biennio sarebbe per tutti i previsori largamente superiore ai 3 punti; lo shock solo parzialmente recuperato.\u00a0 \u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>REF fornisce anche una stima della perdita di occupazione da qui alla fine del 2020. Essa sarebbe di circa 900 mila unit\u00e0 di lavoro a tempo pieno, considerando anche coloro che sono in Cassa Integrazione Guadagni; molto rilevante sarebbe anche la caduta del numero degli occupati, valutati in termini di \u201cteste\u201d, cio\u00e8 di persone, che per REF toccherebbe la cifra di 400 mila, senza considerare la CIG. Sono particolarmente esposti i rapporti a tempo determinato; la Banca d\u2019Italia nell\u2019ultimo Bollettino valuta proprio in 400 mila i contratti in scadenza tra marzo e aprile: questo riguarda, in particolare i settori ricettivo-alberghiero, dei viaggi e trasporti, dei servizi ricreativi, culturali e personali e del commercio al dettaglio non alimentare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Gli interventi di politica economica in Italia\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Molti hanno notato che la crisi del Coronavirus \u00e8 stata soprattutto la crisi della pi\u00f9 stretta concezione individualista. Nel contagio, e alla fine lo stesso Boris Johnson ha dovuto cedere, il ruolo pubblico \u00e8 essenziale nell\u2019indirizzare e rendere coerenti i comportamenti. \u00c8 indicativo cosa ha scritto Mario Monti sul Corriere della Sera del 13 marzo: \u201c<em>In giorni come questi, la lucidit\u00e0 aumenta. Chiediamo al governo di governarci, di prendere provvedimenti rigorosi, di farli osservare. Ci rendiamo conto che solo lo Stato, con i suoi provvedimenti e con il sistema sanitario, \u00e8 in grado di tutelare la salute pubblica. Riconosciamo che a fronte delle tasse, pesanti se siamo contribuenti onesti, lo Stato ci d\u00e0 qualcosa che non potremmo comprare nel mercato. Forse ci viene perfino in mente, se abbiamo evaso, che \u00e8 anche per colpa nostra se tanti pazienti contagiati rischiano di morire perch\u00e9 i reparti di terapia intensiva non hanno sufficiente capienza. \u201c<\/em>Dove la rete pubblica \u00e8 debole o inesistente i pericoli del virus aumentano esponenzialmente. Scrive Joseph Stiglitz sul magazine de La Repubblica, sempre del 13 marzo: \u201c<em>Qui <\/em>\u2013 negli Stati Uniti &#8211;<em> milioni di persone non hanno reti di salvataggio. Se un cameriere \u00e8 malato e non pu\u00f2 restare a casa perch\u00e9 altrimenti non guadagna, moltiplicher\u00e0 il contagio. Idem per molte persone che non faranno i test per paura di doverli pagare o di far aumentare il premio dell&#8217;assicurazione<\/em>\u201d. Davanti alla diffusione del virus non ci si pu\u00f2 salvare da soli e solo uno stato sociale organizzato e reattivo pu\u00f2 minimizzare i costi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Lo shock del contagio e la necessit\u00e0 di approntare misure eccezionali hanno richiesto risposte davvero fuori dall\u2019ordinario. Si era partiti a inizio marzo ipotizzando un pacchetto di 3,6 miliardi di risorse aggiuntive, pari allo 0,2% del PIL. Per l\u2019aggravarsi della crisi le risorse stanziate sono state portate a 7,5 miliardi con gli aiuti alla sanit\u00e0, alle famiglie, alle imprese. Il decreto del 16 marzo ha ancora aumentato l\u2019intervento a una cifra fra 20 \u2013 25 miliardi di euro, con un impatto sul rapporto deficit PIL tra lo 0,8 \u2013 1,1 %, che non tiene conto delle garanzie e delle partite finanziarie, che pure fanno parte del pacchetto, e sono essenziali per non determinare una pericolosa crisi di liquidit\u00e0 dell\u2019economia reale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>In estrema sintesi le misure hanno riguardato:<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>Risorse aggiuntive alla Sanit\u00e0 e alla Protezione Civile, per fare fronte ai bisogni di personale e di attrezzature, atti a fronteggiare la crisi e tenuto conto anche di una lunga fase precedente di contrazione di posti letto e di razionalizzazione;<\/span><\/li>\n<li><span>Potenziamento della Cassa Integrazione Guadagni e misure per il trattamento dei dipendenti, con l\u2019obiettivo che nessuno perda il lavoro per il Coronavirus. Gli interventi principali riguardano la Cassa Integrazione in deroga per 9 settimane per tutti i settori, anche per quelli che oggi non ce l\u2019hanno come l\u2019alberghiero, il turistico, quello agricolo, la pesca e la mobilit\u00e0, anche per le aziende con meno di 5 dipendenti, che sospendono o riducono l\u2019attivit\u00e0 a seguito dell\u2019emergenza e la Cassa integrazione ordinaria ed assegno ordinario aggiuntivi, sempre per nove settimane.<\/span><\/li>\n<li><span>Sostegno ai lavoratori autonomi, anche atipici e ai lavoratori stagionali attraverso un\u2019indennit\u00e0 economica di 600 \u20ac, non tassabile, da richiedere all\u2019INPS e soggetto ai limiti di spesa per il mese di marzo.<\/span><\/li>\n<li><span>Sospensione delle scadenze fiscali e contributive. Si tratta, tra l\u2019altro, della sospensione, senza limiti di fatturato, per i settori pi\u00f9 colpiti, dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l\u2019assicurazione obbligatoria per i mesi di marzo e aprile, insieme al versamento Iva di marzo. Per gli altri settori \u00e8 prevista la sospensione dei versamenti fiscali e contributivi fino a maggio per le imprese con fatturato fino a 2 milioni di euro.<\/span><\/li>\n<li><span>Liquidit\u00e0 alle imprese e alle famiglie. Vengono messi a disposizione 5 miliardi di liquidit\u00e0 e garanzie per assicurare all&#8217;economia liquidit\u00e0 e maggiore accesso al credito; si tratta di una somma che secondo il Governo mette in sicurezza un ammontare di crediti pari a 350 miliardi di euro. Le misure principali, in collaborazione con il sistema bancario, prevedono la moratoria per i finanziamenti a micro, piccole e medie imprese (mutui, leasing, aperture di credito e finanziamenti a breve in scadenza) e la sospensione delle rate dei prestiti e dei mutui per chi ha avuto una riduzione del reddito.<\/span><\/li>\n<li><span>Sostegno alle imprese. Sono previsti per i diversi settori misure specifiche per contrastare gli effetti derivanti dalla diffusione del Covid-19. Inoltre \u00e8 previsto un credito d&#8217;imposta del 60% per botteghe e negozi riferito al canone di locazione, solo per marzo 2020.<\/span><\/li>\n<li><span>Conciliazione vita \u2013 lavoro. A sostegno dei genitori lavoratori, anche autonomi, a seguito della sospensione del servizio scolastico, \u00e8 prevista la possibilit\u00e0 di usufruire di 15 gg di congedo aggiuntivi, retribuito al 50% per genitori con figli fino a 12 anni; senza limiti di et\u00e0 per figli disabili. In alternativa, Voucher baby sitter di 600 euro che sale a 1.000 euro per il personale del Servizio sanitario nazionale e le Forze dell\u2019ordine.<\/span><\/li>\n<li><span>Pubbliche amministrazioni. Durante lo stato di emergenza: il lavoro agile \u00e8 la modalit\u00e0 ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle P.A.; per i consigli dei comuni, delle province e delle citt\u00e0 metropolitane e le giunte comunali, per gli organi collegiali degli enti pubblici nazionali e per le associazioni private anche non riconosciute e le fondazioni vi \u00e8 la possibilit\u00e0 di riunirsi in videoconferenza; blocco concorsi per 60 gg., salvo modalit\u00e0 non in presenza. Previsti fondi per la didattica a distanza e per attivit\u00e0 formative per Universit\u00e0.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Per la necessit\u00e0 di rispondere a necessit\u00e0 pi\u00f9 urgenti della fascia pi\u00f9 indigente della popolazione, di coloro che vivono alla giornata, sabato 28 marzo \u00e8 stato deciso di anticipare ai Comuni l\u2019erogazione di 4,3 miliardi da parte del Viminale e 400 milioni tramite un\u2019ordinanza della Protezione civile. Si tratta di somme gi\u00e0 previste, ma che vengono anticipate per poter essere utilizzate nell\u2019immediato; altri fondi dovranno essere reperiti nel decreto di Aprile.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Inoltre il Decreto legge Liquidit\u00e0 ha introdotto misure urgenti per favorire l\u2019accesso al credito, per rinviare alcuni adempimenti per le imprese, per contrastare la crisi di liquidit\u00e0. In una situazione dei mercati molto perturbata, sono previsti poteri speciali per evitare la svendita di imprese nei settori di rilevanza strategica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Si tratta complessivamente di un pacchetto molto corposo, ma, nonostante la sua consistenza, rischia di essere insufficiente rispetto ai tempi non brevi di lotta al contagio. Lo stesso Governo ha definito un decreto che nelle prossime settimane dovrebbe fare il punto della situazione con proroghe e nuove misure. Ci dovr\u00e0 essere un nuovo e consistente stanziamento per mantenere le misure di distanziamento sociale che superino l\u2019emergenza sanitaria.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Le informazioni che si hanno al momento indicano che il disavanzo aggiuntivo del Decreto Aprile dovrebbe arrivare a 50 miliardi. Tra le voci pi\u00f9 impegnative vi dovrebbe essere il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali per i dipendenti e per gli altri soggetti; per questi ultimi si sceglierebbe di portare l\u2019ammontare mensile a 800 euro, probabilmente con una maggiore selettivit\u00e0 dei soggetti ammessi. Si pensa anche ad un reddito d&#8217;emergenza, una misura temporanea, per uno o due mesi da destinare a lavoratori della cosiddetta &#8220;area grigia\u201d: destinatari dovrebbero essere lavoratori saltuari, stagionali, addetti a termine non rinnovati, colf e badanti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La finanza pubblica prima e dopo il Coronavirus<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La Tavola sotto mostra l\u2019andamento del rapporto deficit Pil come era stato definito con la Legge di Bilancio 2020 e come si \u00e8 profilato successivamente. Quando si sono iniziati a determinare questi provvedimenti, il Governo ha comunicato alla Commissione Europea che lo scostamento rispetto all\u2019Obiettivo a Medio Termine era essenziale per le iniziative immediate, di carattere straordinario e urgente, necessarie per fronteggiare lo stato di emergenza dichiarato per la diffusione del virus COVID-19. Tali iniziative avranno un impatto sull\u2019indebitamento netto dell\u2019anno in corso. Una scelta diversa da parte dell\u2019Italia di coprire il costo del pacchetto di emergenza in questa fase con l&#8217;aumento della pressione fiscale avrebbe avuto, secondo il Governo, esaltato i rischi al ribasso per l&#8217;economia italiana e peggiorato ancor pi\u00f9 le aspettative in un momento molto delicato. E si pu\u00f2 dire anche senza giovare agli andamenti programmatici. Il Governo ha assicurato che, a parte la parentesi dell\u2019emergenza, l&#8217;Italia riprender\u00e0 la sua strategia di riduzione del debito; si tratta di un proposito al momento assai difficile da mantenere.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Successivamente, comunque, la Commissione europea, con l\u2019esplodere della crisi sanitaria, ha proposto di far scattare la clausola di emergenza prevista dal Patto di Stabilit\u00e0, permettendo cos\u00ec agli stati membri di aumentare il deficit pubblico, senza il condizionamento temporaneo delle regole europee. Si \u00e8 aggiunto, per\u00f2, che l\u2019applicazione della clausola non deve mettere a repentaglio la sostenibilit\u00e0 del bilancio e la deviazione dagli obiettivi di bilancio deve essere temporanea. Il Patto di Stabilit\u00e0 resta in vigore e questo anche per rassicurare il mercato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-3755\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/images_Schermata-2020-04-21-alle-09.43.03.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/images_Schermata-2020-04-21-alle-09.43.03.png 782w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/images_Schermata-2020-04-21-alle-09.43.03-300x124.png 300w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/images_Schermata-2020-04-21-alle-09.43.03-768x317.png 768w\" sizes=\"(max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Nella sua lettera di inizio marzo alla Commissione Europea il Governo aveva sottolineato come recentemente la tendenza delle finanze pubbliche prima dell&#8217;epidemia di Coronavirus fosse stata estremamente incoraggiante. \u201c<em>In effetti, il risultato del disavanzo per il 2019 \u00e8 stato molto pi\u00f9 basso del previsto, all&#8217;1,6 per cento del PIL, rispetto a una proiezione del 2,2 per cento del PIL nel documento programmatico di bilancio di ottobre. Inoltre, gennaio e febbraio 2020 hanno visto il proseguimento del declino su base annua del fabbisogno di prestiti dell&#8217;amministrazione centrale: a 32 miliardi di euro, il disavanzo progressivo di dodici mesi \u00e8 il pi\u00f9 basso dalla met\u00e0 del 2008. Tuttavia, pur partendo da una base pi\u00f9 solida, l&#8217;epidemia di Coronavirus influenzer\u00e0 negativamente i dati economici e di bilancio di marzo e le nostre proiezioni annuali. Al momento, \u00e8 difficile prevedere quale sar\u00e0 l&#8217;impatto netto di tutti questi fattori, ma speriamo che la nuova stima sia vicina a quella originale.<\/em> \u201c<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Miglioramento delle entrate nel 2019 <\/span><span>Una parte importante del miglioramento inatteso del deficit nel 2019 \u00e8 dovuta ad una dinamica sostenuta delle entrate. La dinamica del gettito complessiva \u00e8 stata trainata sia dalle imposte dirette e, in particolare, dal gettito IRPEF e IRES, sia dalle imposte indirette sostenute dal gettito dell\u2019IVA e da quello dell\u2019imposta su lotto e lotterie. Nel 2019 le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 471.622 milioni di euro (+ 7.847 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2018 (+1,7%).\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Al risultato positivo dell\u2019IVA sugli scambi interni ha contribuito l\u2019introduzione della fatturazione elettronica, obbligatoria dal 1\u00b0 gennaio 2019, per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuati tra soggetti residenti. Avrebbe contribuito alla crescita dell\u2019IVA per 1,8-2 miliardi di euro sui 3,6 miliardi di maggiore imposta incassata con gli scambi interni. Sembrano aver determinato i buoni risultati altre misure antievasione introdotte negli ultimi anni: dall\u2019estensione del <em>reverse charge<\/em> allo <em>split payment<\/em>, ossia il meccanismo per cui l\u2019IVA viene versata direttamente dal committente e che \u00e8 stato esteso anche oltre le pubbliche amministrazioni. Anche le pagelle fiscali hanno dato un apporto in termini di maggior gettito.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Riguardo alle ritenute IRPEF sono aumentate quelle sui redditi da lavoro dipendente e da pensione per poco pi\u00f9 di 5 miliardi (+3,3%) anche in relazione alla crescita, nel corso del 2019, dello 0,6% dell\u2019occupazione e un miglioramento delle retribuzioni lorde pro capite che sono aumentate, secondo l\u2019ISTAT, dell\u20191,1%. <\/span><span>Questi due elementi evidenziano un aumento della pressione fiscale media sui redditi da lavoro dipendente e da pensione.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Vi \u00e8 stato un sensibile calo per le ritenute sui redditi da lavoro autonomo. Ha inciso il calo dell\u2019occupazione, ma anche l\u2019allargamento del regime forfetario alle partite IVA con ricavi o compensi fino a 65 mila euro, che ha pesato sulle trattenute sugli autonomi per quasi 1,3 miliardi di euro in meno rispetto al 2018 (-10,1%).\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il buon risultato dei contributi (+3,2%) dipende, oltre che da un risultato positivo dell\u2019occupazione, del venir meno degli effetti di alcune misure di decontribuzione sui nuovi assunti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Sul versante della spesa, la voce che \u00e8 cresciuta di pi\u00f9 nel 2019 \u00e8 stata quella delle prestazioni sociali in denaro (+3,7%) per effetto del reddito di cittadinanza e quota 100; entrambe queste misure, comunque, hanno avuto un tiraggio minore rispetto a quello che si pensava in origine e sono state via via riviste anche al ribasso; l\u2019UPB segnala una sovrastima della spesa prevista ancora a settembre 2019 per prestazioni sociali in denaro di 1,3 miliardi rispetto al consuntivo. I dati a consuntivo dell\u2019ISTAT segnalano per l\u2019anno scorso una riduzione delle prestazioni sociali in natura acquistate direttamente sul mercato (-0,6%), per la contrazione di quelle di natura assistenziale destinate al fenomeno dell\u2019immigrazione.\u00a0 E\u2019 stata in forte calo la spesa per interessi passivi (-6,7%) per la limatura del costo medio all\u2019emissione dei titoli di Stato e per una pi\u00f9 importante riduzione del costo medio. I redditi da lavoro dipendente nelle Pubbliche Amministrazioni sono aumentati solo dello 0,4% rispetto al 3,2% dell\u2019anno precedente, in cui erano stati registrati gli effetti dei rinnovi contrattuali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>L\u2019Ufficio Parlamentare al Bilancio ha confermato che \u201c<em>le voci di entrata e di spesa che hanno determinato, rispetto alle previsioni, un disavanzo minore nel 2019 possono, in gran parte, essere considerati di natura permanente.\u201d\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il deficit strutturale nel 2020<\/span><span> Al netto dell\u2019effetto della congiuntura e delle misure eccezionali, il Governo a marzo ha dichiarato di confermare l&#8217;impegno assunto nella relazione di settembre al Parlamento e nel documento programmatico di bilancio 2020, di consentire al massimo un deterioramento dello 0,1 per cento del PIL del saldo del bilancio strutturale per quest&#8217;anno. Bisogna ricordare che le voci di bilancio una tantum per le misure eccezionali non entrano nel calcolo del deficit strutturale. Esse, infatti, non si ripresenteranno una volta che l&#8217;Italia avr\u00e0 superato l&#8217;epidemia di COVID-19 e le sue ricadute economiche.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Come indicato in tabella l\u2019obiettivo per il rapporto deficit Pil per il 2020 presente nella Relazione al Parlamento di marzo era in una forchetta tra il 3,0 ed il 3,3%. Come scriveva per\u00f2 l\u2019UPB \u201c<em>tuttavia, la profonda incertezza che circonda le prospettive macroeconomiche per il 2020 non consente, per il momento, di giungere a una stima del quadro di finanza pubblica che abbia un grado di affidabilit\u00e0 accettabile.<\/em>\u201d Come detto, \u00e8 certo che l\u2019intervento pubblico venga rafforzato. La caduta delle entrate e l\u2019aumento della spesa saranno pi\u00f9 rilevanti rispetto a quello che veniva stimato dal Governo all\u2019inizio di marzo. E\u2019 difficile anche ipotizzare che il Coronavirus si configuri come un incidente di percorso che si riassorba rapidamente senza conseguenze di medio e lungo termine sull\u2019attivit\u00e0, sul tessuto produttivo e sull\u2019occupazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Gli istituti di previsione, in effetti, stimano un rapporto deficit Pil, decisamente pi\u00f9 elevato; Confindustria ha valutato per il 2020 il 5,0%. Ma la situazione si muove rapidamente; notizie di stampa riferiscono che il prossimo DEF, che dovrebbe essere licenziato ad aprile, porterebbe la cifra per il corrente anno tra il 7 e l\u20198%. Per il 2021 il Centro studi di Viale dell\u2019Astronomia valuta possibile il ritorno al 3,2%, anche se si tratta al momento di una stima probabilmente ottimistica.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Dallo shock dell\u2019economia reale all\u2019instabilit\u00e0 finanziaria<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La crisi del 2008 \u00e8 iniziata come crisi finanziaria determinata dai titoli tossici <em>subprime<\/em> e si \u00e8 trasformata in una crisi dell\u2019economia reale attraverso il canale del credito, improvvisamente ristrettosi per l\u2019incertezza sulla solvibilit\u00e0 degli attori. Questa del Coronavirus nasce, anche considerando il contesto di stagnazione che preesisteva, dal blocco improvviso dell\u2019economia reale attraverso i due canali convergenti della domanda e dell\u2019offerta; la crisi dell\u2019economia reale rischia di trasformarsi in una profonda crisi finanziaria con conseguenze di medio \u2013 lungo periodo sulla struttura economica italiana e degli altri paesi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>L\u2019interruzione delle vendite da parte delle imprese prosciuga la liquidit\u00e0 per fare fronte ai pagamenti verso la catena dei propri fornitori, nonch\u00e9 degli stipendi verso dipendenti e collaboratori.\u00a0 I tempi di pagamento si dilatano in assenza di uno sbocco sul mercato. Se la situazione si prolunga, questo d\u00e0 luogo ad insolvenze. Quindi la crisi di liquidit\u00e0 si trasforma in una crisi di solvibilit\u00e0 con la possibile chiusura di attivit\u00e0 che in assenza di shock avrebbero continuato ad operare. Si riduce il prodotto potenziale del paese con conseguenze di lungo periodo; il valore aggiunto di molte delle imprese che non hanno resistito alla crisi de 2008 non \u00e8 stato ancora compensato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Inoltre la perdita di solvibilit\u00e0 delle imprese rischia di riversarsi sui bilanci delle banche con un possibile effetto di contagio bancario. Si debbono anche segnalare le retroazioni negative che tendono a crearsi tra debito bancario e debito sovrano; eventuali salvataggi di istituti creditizi appesantiscono il debito pubblico; il peggioramento di questo riduce il valore dei titoli in possesso delle banche e, dunque, ne indeboliscono il patrimonio netto.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>In effetti i diversi paesi sono intervenuti per creare cuscinetti di liquidit\u00e0; la Francia ha reso disponibile 300 mld e la Germania 650 mld di \u20ac; gli Stati Uniti 850 mld di $. Nello stesso senso gli accordi tra governi, sistema delle imprese, organizzazioni sindacali e mondo bancario per rendere pi\u00f9 fluido il sistema dei pagamenti, compresi gli ammortizzatori sociali, ed evitare il dilagare della crisi di liquidit\u00e0. Occorre dare alle attivit\u00e0 economiche quei respiratori che aiutino a superare la polmonite e a mantenere il tessuto vivo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Da ci\u00f2 dipender\u00e0 molto della capacit\u00e0 delle imprese di restare attive malgrado le perdite subite nella fase di arresto dell\u2019attivit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Gli interventi di stabilizzazione economica e finanziaria sono assolutamente essenziali. E vanno costruiti anche in una dimensione europea. Ma la crisi del Coronavirus ci sollecita anche a ripensare a quello che non ha funzionato nello sviluppo economico e del benessere in Italia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019impatto economico del Coronavirus.Quella che viviamo non \u00e8 una recessione qualunque. Come efficacemente ha scritto Le Monde l\u2019economia si trova in una situazione di blocco cardiaco, semmai di coma assistito. L\u2019emergenza sanitaria ha un impatto violento sull\u2019economia italiana in un momento gi\u00e0 segnato dalla stagnazione produttiva. 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