{"id":3891,"date":"2020-06-29T12:36:56","date_gmt":"2020-06-29T10:36:56","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/per-la-digitalizzazione-del-paese-serve-una-discontinuita\/"},"modified":"2020-06-29T12:36:56","modified_gmt":"2020-06-29T10:36:56","slug":"per-la-digitalizzazione-del-paese-serve-una-discontinuita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/per-la-digitalizzazione-del-paese-serve-una-discontinuita\/","title":{"rendered":"Per la digitalizzazione del Paese serve una discontinuit\u00e0*"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La Task Force guidata dal Dottor Vittorio Colao ha rilasciato al Presidente del Consiglio il rapporto finale con i risultati del lavoro svolto nelle scorse settimane. \u00c8 un documento articolato che copre gran parte dei temi di interesse e suggerisce oltre 100 azioni per il rilancio del Paese. Alcuni temi sono stati deliberatamente non considerati in quanto sono o saranno discussi in altri lavori.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Per quanto riguarda i temi legati alla digitalizzazione e innovazione del Paese, il documento contiene diversI spunti ed indicazioni. Queste note vogliono brevemente proporre alcune riflessioni su questa parte del rapporto.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>1. Cosa dice, cosa non dice\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il rapporto Colao era particolarmente atteso ed \u00e8 quindi naturale porsi innanzi tutto due domande: cosa dice e cosa invece non dice. Indubbiamente, il rapporto tocca molti temi di interesse e riprende discussioni e proposte gi\u00e0 emerse pi\u00f9 volte nel corso di questi anni. \u00c8 quindi innanzi tutto un\u2019utile sintesi di parti significative del dibattito che si \u00e8 sviluppato sui temi della digitalizzazione e innovazione del Paese.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Tuttavia, al di l\u00e0 di specifici temi che potrebbero essere approfonditi o esplicitati, il rapporto presenta alcune lacune:\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>1. Il limite maggiore del rapporto \u00e8 la sua frammentariet\u00e0. Molte sono le proposte che vengono fatte, ma appaiono pi\u00f9 un collage di iniziative, piuttosto che un piano organico con un suo razionale e una visione del Paese. Non basta dire che il Paese deve essere \u201cpi\u00f9 resiliente, pi\u00f9 competitivo, pi\u00f9 sostenibile\u201d. Quali sono le linee secondo le quali la societ\u00e0 deve svilupparsi? Come realizzare un reale cambiamento e miglioramento del Paese? Quali sono gli obiettivi per la collettivit\u00e0?\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.Dei problemi della digitalizzazione e dell\u2019innovazione si discute da tempo e molte analisi sono state gi\u00e0 proposte nel passato, spesso con indicazioni convergenti. \u00c8 quindi utile e necessario avere una lettura dei problemi che hanno sin qui impedito al Paese di scaricare a terra discussioni, promesse e annunci che negli anni si sono succeduti. Se molte proposte non sono nuove e tanti nel passato le hanno gi\u00e0 presentate, perch\u00e9 non \u00e8 stato possibile realizzarle? Cosa ci ha frenato o bloccato?\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3.Se i temi non sono nuovi, quali sono i cambi di passo, le discontinuit\u00e0 che ha senso introdurre perch\u00e9 \u201cquesta volta sia diverso\u201d, perch\u00e9 nei prossimi mesi e anni le cose si possano realmente fare?\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Nel seguito di queste note vorrei concretizzare queste osservazioni attraverso commenti e considerazioni a specifici passaggi del rapporto che toccano i temi legati a digitalizzazione e innovazione che risultano di maggior interesse per lo sviluppo del dibattito sul futuro del nostro Paese.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>2. Alcune chiavi di lettura\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Per valutare le proposte contenute nel rapporto, \u00e8 innanzi tutto necessario definire un quadro complessivo di obiettivi al fine di verificare se e quanto le misure proposte siano funzionali e strumentali al raggiungimento di tali obiettivi. Alcuni di questi obiettivi sono ragionevolmente indipendenti dalle diverse posizioni politiche in campo. Altri potranno ovviamente dipendere dalle visioni che ciascuna parte politica legittimamente sostiene. Allo stesso tempo, anche le modalit\u00e0 secondo le quali realizzare azioni \u201cbi-partisan\u201d potrebbero dipendere dall\u2019approccio di ciascuna parte politica. Di conseguenza, ogni valutazione necessariamente non pu\u00f2 essere assolutamente neutra e in un qualche modo fa trasparire una visione che \u00e8 anche politica.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Con queste note di cautela, \u00e8 comunque utile e necessario esplicitare quali potrebbero essere gli obiettivi e i punti di vista secondo i quali valutare il rapporto Colao. Li riassumerei attraverso 7 punti (mi limito a ci\u00f2 che credo sia rilevante per i temi legati alla digitalizzazione e all\u2019innovazione):\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u2022 Un paese moderno deve mettere al centro della propria azione di governo la creazione sostenibile e continuativa di valore e di ricchezza per i propri cittadini, e non affidarsi prevalentemente a politiche redistributive.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong style=\"text-align: justify;\">Il valore \u00e8 creato primariamente dalle imprese e dalla societ\u00e0 civile, non dallo Stato.<\/strong><span style=\"text-align: justify;\"> Lo Stato deve innovare il proprio modo di essere ed operare, investire in infrastrutture critiche materiali ed immateriali o in presenza di fallimenti del mercato, ma non \u00e8 imprenditore o innovatore in quanto soggetto economico che opera nel mercato. Lo Stato e gli Enti Locali non devono sostituirsi alle imprese, quanto favorirne la nascita e la crescita, attivare politiche per l\u2019attrazione degli investimenti e promuovere lo sviluppo delle imprese gi\u00e0 presenti sul territorio.\u00a0<\/span><br \/><strong style=\"text-align: justify;\">L\u2019innovazione nel settore privato deve essere promossa e sostenuta<\/strong><span style=\"text-align: justify;\"> a) con interventi di carattere normativo e giuridico (semplificazione e de-legificazione), b) promuovendo l\u2019interazione tra imprese e mondo della ricerca, e c) abilitando e accelerando i processi innovativi delle imprese con strumenti e sostegni finanziari agili e veloci.\u00a0<\/span><br \/><strong style=\"text-align: justify;\">La missione principale del settore pubblico non \u00e8 fare \u201cnuovi servizi digitali\u201d.<\/strong><span style=\"text-align: justify;\"> Troppe volte i \u201cservizi\u201d sono solo adempimenti richiesti ai cittadini e alle imprese a causa dei limiti e delle incapacit\u00e0 della PA, oppure strumenti di pagamento. La PA deve diventare invisibile, cancellando adempimenti, certificazioni e obblighi di natura meramente burocratica e rendendosi al contrario vicina e visibile a cittadini e imprese per rispondere a loro reali bisogni (sanit\u00e0, scuola, lavoro &#8230;).\u00a0<\/span><br \/><strong style=\"text-align: justify;\">Lo Stato, in prima persona e all\u2019interno degli organismi internazionali a partire dall\u2019Unione Europea, deve promuovere una regolazione moderna<\/strong><span style=\"text-align: justify;\"> in grado da un lato di cogliere le sfide poste dalle nuove tecnologie (per esempio per ci\u00f2 che concerne il rapporto tecnologia-lavoro e la gestione dei dati personali) e, dall\u2019altro, di abilitare processi innovativi agili e diffusi.\u00a0<\/span><br \/><strong style=\"text-align: justify;\">Le reti e le infrastrutture digitali sono uno strumento indispensabile per la crescita<\/strong><span style=\"text-align: justify;\">. \u00c8 vitale che il Paese faccia un salto di qualit\u00e0 nella qualit\u00e0 e diffusione della banda ultra-larga fissa e mobile.\u00a0<\/span><br \/><strong style=\"text-align: justify;\">Il pubblico deve stimolare il mercato rinnovando e qualificando la propria domanda<\/strong><span style=\"text-align: justify;\"> (procurement strategico), ripensando nel contempo radicalmente i propri processi e modelli di acquisto cos\u00ec da superare l\u2019attuale irrisolta contrapposizione tra bisogno di flessibilit\u00e0 e velocit\u00e0 da un lato e volont\u00e0 di controllo dall\u2019altro.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>3. Le infrastrutture di rete\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il rapporto Colao recita testualmente:\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><em>La connettivit\u00e0 a banda ultra-larga in Italia \u00e8 assai pi\u00f9 limitata che in altri paesi, con grandi differenze tra le diverse aree geografiche in termini di penetrazione e qualit\u00e0. \u00c8 necessario un intervento sistematico per ridurre il divario digitale e rendere il Paese totalmente e universalmente connesso, permettendo cos\u00ec l\u2019ampia diffusione tra aziende e privati delle tecnologie innovative (ad es. Sanit\u00e0 digitale e telemedicina, istruzione in e-learning, acquisti e-commerce, pagamenti contactless, etc.). Lo sviluppo ubiquo della rete in fibra ottica \u00e8 la priorit\u00e0 assoluta, dal momento che genera attivit\u00e0 economica nell\u2019immediato e stimola la crescita futura. \u00c8 fondamentale completare su tutto il territorio nazionale la posa di tale rete, complementare al pieno sviluppo della rete 5G che deve a sua volta essere realizzata rapidamente, in linea con i paesi pi\u00f9 avanzati.\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Per concretizzare questo obiettivo, il rapporto propone l\u2019azione 25:\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><em>25. Piano Fibra Nazionale\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span><em>Sviluppare un piano per il completamento della copertura nazionale della rete in fibra <\/em><\/span><span><br \/> <\/span><\/li>\n<li><span><em>Estendere la logica di gara per lo sviluppo di un\u2019unica rete in fibra ottica a tutte le aree senza impegni cogenti di copertura (c.d. B grigie, C\/D senza impegni cogenti, etc.), sostenendone parzialmente i costi con finanziamenti governativi e imponendo al fornitore vincente condizioni cogenti di realizzazione nonch\u00e9 garanzia di accesso competitivo a pa condizioni tecnico\/operative a tutti gli operatori. Sanzionare la mancata realizzazione de di impegno. <\/em><\/span><span><br \/> <\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La questione chiave che deve essere affrontata e che non \u00e8 discussa nel rapporto \u00e8 \u201cperch\u00e9 fino ad oggi tutto ci\u00f2 non si \u00e8 fatto e come possiamo imprimere una reale svolta?\u201d. Piani per la cablatura del paese sono stati fatti sia a livello centrale che locale. Certamente, il modello aree bianche, nere e grigie ha dei limiti e va superato. Tuttavia, la questione di fondo da affrontare una volta per tutte \u00e8 il rapporto mai risolto tra incumbent, altri operatori retail e OpenFiber, cio\u00e8 l\u2019operatore wholesale. Da questo punto di vista, una proposta che pragmaticamente affronti la questione potrebbe essere articolata in tre punti: <\/span><span><br \/> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>1.\u00a0<strong>Creare una societ\u00e0 della rete (wholesale) con una partecipazione azionaria di soggetti pubblici e privati<\/strong> proporzionale al valore degli asset conferiti e delle risorse economiche apportate, e con una governance regolata da una autorit\u00e0 indipedente. In questa societ\u00e0 confluirebbero tutte le infrastrutture fisiche esistenti, a partire dalle reti di TIM e di OpenFiber.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>2.\u00a0<strong>Definire meccanismi di compensazione e di incentivi per sostenere le aziende coinvolte nella transizione al nuovo assetto. <\/strong>In particolare, \u00e8 necessario affrontare e risolvere le questioni legate ai covenant e al personale in esubero di TIM. <\/span><span><br \/> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>3.<strong> Incrementare la domanda di banda larga con una azione sistemica rivolta a tutte le fasce della popolazione <\/strong>che preveda la migrazione delle trasmissioni da Digitale Terrestre e satellite a Internet (con ci\u00f2 liberando anche frequenze che potrebbero essere utilizzate per altri scopi). Questa proposta, non nuova nella sua struttura generale, andrebbe certamente raffinata a precisata tenendo conto sia dei transitori che dei costi di migrazione per le famiglie. In ogni caso, al di l\u00e0 di questa specifica ipotesi, ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno \u00e8 un piano che permetta di ottenere una discontinuit\u00e0 rispetto al passato ed evitare che quanto proposto al punto 25 rimanga ancora una volta solo una condivisibile intenzione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a0<\/span><span><br \/> <\/span><span><strong>4. Le amministrazioni pubbliche <\/strong><\/span><span><br \/> <\/span><span>Sulla tema della modernizzazione della macchina pubblica, il rapporto Colao indica alcuni problemi ed obiettivi reali e condivisibili (Sez. 4.4). Tuttavia nell\u2019analisi proposta mancano alcuni passaggi chiave. In particolare, \u00e8 vitale definite cosa si intenda per \u201csemplificazione\u201d e \u201ctrasformazione digitale\u201d. <\/span><span><br \/> <\/span><span>Da tempo immemore si parla dell\u2019innovazione delle nostre amministrazioni pubbliche. L\u2019obiettivo non \u00e8 stato ancora raggiunto e il motivo non \u00e8 semplicemente la resistenza al cambiamento delle burocrazie pubbliche. Esistono anche degli errori di impostazione che dobbiamo evidenziare e studiare al fine di evitare che si ripetano e che continuino a penalizzare i processi di innovazione della macchina pubblica. <\/span><span><br \/> <\/span><span><strong>La PA deve sparire e apparire solo quando serve.<\/strong> Il problema non \u00e8 digitalizzare i procedimenti esistenti, quanto semplificarli e, quando possibile, evitare che il cittadino sia costretto a farsi carico dei problemi dell\u2019amministrazione. I certificati e le dichiarazioni, in particolare, non \u201cservono\u201d al cittadino: servono alle amministrazioni e quindi sono adempimenti, non \u201cservizi\u201d. La digitalizzazione non deve servire a creare <\/span><span><br \/> <\/span><span>sportelli digitali per richiedere certificati, quanto a far s\u00ec che le amministrazioni parlino tra loro e non chiedano nulla al cittadino. Dobbiamo parlare di una <\/span><span><em>disappearing burocracy.\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Al contrario, le amministrazioni devono essere visibili quando il cittadino ha un bisogno suo<\/strong>, proprio, come nel caso di sanit\u00e0, scuola, lavoro. Allora s\u00ec che le amministrazioni devono essere presenti per \u201cservire\u201d il cittadino e risolverne i problemi (non quelli delle amministrazioni), quelli che potremmo chiamare <\/span><span><em>citizen-valued services<\/em><\/span><span>.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Per fare questo cambio radicale di paradigma \u00e8 necessario rendersi conto che il principale problema delle nostre amministrazioni \u00e8 la incapacit\u00e0 di comunicare tra loro in forma digitale. Come il piano triennale di Diego Piacentini ha evidenziato, \u00e8 vitale investire nella integrazione dei backend, cio\u00e8 nella creazione anche nel pubblico di standard di interoperabilit\u00e0 e di ecosistemi digitali. \u00c8 solo in questo modo che servizi applicativi per l\u2019utente finale (i frontend) acquistano contenuti e significato.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Inoltre, \u00e8 vitale che le innovazioni tecnologiche siano pensate, progettate e messe in campo allineando tecnologie, regole, norme, incentivi.<\/strong> Come decenni di esperienza nell\u2019applicazione delle tecnologie digitali nel settore privato hanno dimostrato, non si innova semplicemente \u201cmontando\u201d un computer o installando un nuovo software: \u00e8 un complesso, articolato e multidisciplinare processo di change management.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Per ottenere questi risultati, \u00e8 vitale definire una nuova governance tra Stato, Regioni e Enti Centrali e Locali. Non \u00e8 possibile digitalizzare il Paese senza una vera cooperazione organica e non di facciata tra le diverse istituzioni pubbliche.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>5. L&#8217;innovazione delle imprese\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Le imprese hanno bisogno di innovare, non solo ma in particolar modo dal punto di vista della digitalizzazione. Il rapporto su questi temi cita in particolare una azione:\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><em>87. Agenda di cooperazione universit\u00e0-imprese. Rafforzare la cooperazione fra universit\u00e0 e imprese per orientare ricerca e sviluppo verso grand challenges e favorire la crescita di un sistema nazionale dell\u2019innovazione\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><em>&#8211; Nel breve: disegnare progetti pilota per laboratori congiunti universit\u00e0- aziende (o ente di ricerca-azienda) con condivisione del personale e della strumentazione.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8211; Nel lungo: creare fondazione di diritto privato simile al Fraunhofer tedesco (Marconi Institute) con la funzione di potenziare l\u2019ecosistema dell\u2019innovazione, lo sviluppo e il trasferimento di tecnologie alle Aziende.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Anche in questo caso il proponimento \u00e8 pi\u00f9 che condivisibile, ma non tiene conto di una serie di problemi e nell\u2019indicare le soluzioni appare alquanto sfuocato:\u00a0<\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>In questi anni lo Stato e le Regioni hanno avviato molti programmi di incentivazione, seguendo modelli e formati differenziati e spesso incoerenti. <strong>Per i processi di innovazione, avrebbe senso pensare al potenziamento degli incentivi automatici<\/strong> (come i crediti di imposta e altre forme previste dall\u2019originario piano Industria 4.0). <\/span><span><br \/> <\/span><\/li>\n<li><span>Nel recente passato sono stati creati una molteplicit\u00e0 di strumenti finanziari e di strutture pubbliche che dovrebbero sostenere lo sviluppo di startup innovative e il finanziamento strutturale delle imprese. Nel decreto Rilancio si parla di una nuova fondazione EneaTech che dovrebbe anch\u2019essa occuparsi di innovazione e supporto alle nuove imprese.<strong> \u00c8 necessario da un lato razionalizzare e semplificare tutti questi strumenti e, dall\u2019altro, evitare sovrapposizioni e conflitti con quanto esiste gi\u00e0<\/strong> (vedi punto 4). <\/span><span><br \/> <\/span><\/li>\n<li><span>Di fronte ai problemi di innovazione del paese, troppo spesso si sono create strutture autoreferenziali dotate di risorse, anche ingenti, spese per attivit\u00e0 non direttamente guidate dai bisogni specifici di una impresa. Queste strutture sono alla continua ricerca di possibili clienti e applicazioni del proprio know-how. Se questo tipo di approccio (push) \u00e8 ragionevole nel caso della ricerca di medio- lungo periodo, esso \u00e8 alquanto sterile nel caso dell\u2019innovazione che richiede impatto sul mercato e collegamento diretto con i bisogni delle imprese (pull). <strong>Chi opera in questo settore deve essere capace di acquisire contratti dal mercato, quanto meno per una parte significativa dei propri ricavi. <\/strong><\/span><span><br \/> <\/span><\/li>\n<li><span>Il rapporto parla della creazione di una rete di centri simili ai Fraunhofer tedeschi. L\u2019obiettivo \u00e8 certamente condivisibile e per perseguirlo si suggerisce di creare nuove fondazioni private. Tuttavia, in Italia esistono gi\u00e0 i competence center industria 4.0 che peraltro non seguono il modello Fraunhofer, ma che comunque assorbono risorse non trascurabili. Allo stesso tempo esistono strutture simili al Fraunhofer (vedi FBK di Trento, Link a Torino o Cefriel a Milano) che non sono state coinvolte in un piano organico a livello nazionale,\u00a0<\/span>nonostante abbiano da sempre proprio quelle caratteristiche evocate dal rapporto Colao. Peraltro, il MISE ha anche creato un albo dei centri di trasferimento tecnologico industria 4.0 che appare in sovrapposizione con gli stessi competence center. <strong>\u00c8 vitale mettere ordine e razionalizzare questo panorama alquanto confuso di enti e organismi piccoli e grandi<\/strong>, riducendone il numero, eliminando le strutture autoreferenziali, valorizzando le strutture che gi\u00e0 esistono ed operano con successo sul mercato, focalizzando le risorse disponibile per ottenere il massimo e pi\u00f9 rapido effetto sull\u2019economia del Paese.\u00a0<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>6. Il procurement pubblico\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Lo Stato e le amministrazioni pubbliche sono un grande attore della domanda di servizi e quindi di innovazione. Se spendessero in modo strategico le ingenti risorse che gi\u00e0 oggi finiscono sul mercato, potrebbero costituire un grande traino ai processi di innovazione e di crescita delle imprese e del territorio<strong>. Ma \u00e8 necessario passare da una visione per cui si compra al massimo ribasso, anche servizi e prodotti innovativi, ad un reale procurement strategico (lo \u201cstato acquirente\u201d, come in USA).\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Per fare questo non basta una generica richiesta di riforma del codice degli appalti (peraltro indispensabile). \u00c8 vitale pensare un nuovo rapporto tra giustizia (amministrativa, civile, penale), imprese e stazioni appaltanti per risolvere alla radice una contraddizione di fondo che blocca il Paese da anni: il non risolto rapporto tra flessibilit\u00e0, promozione del rapporto pubblico-privato, velocit\u00e0 e responsabilizzazione da un lato e, dall\u2019altro, un asfissiante orientamento al costo e meccanismi di controllo e vincoli sulle procedure di procurement che, nati per la lotta alla corruzione, sono diventati nei fatti un freno a molti processi innovativi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>7. Conclusioni\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il rapporto Colao contiene diverse idee e suggerimenti che in linea di massima sono condivisibili e singolarmente apprezzabili. Tuttavia, se vogliamo veramente effettuare un radicale cambio di velocit\u00e0 nei processi di innovazione e di crescita \u00e8 necessario andare alla radice di alcuni problemi strutturali che da tempo rallentano o paralizzano imprese, pubbliche amministrazioni, il Paese nel suo complesso. Se non avremo il coraggio di affrontare questi nodi strutturali, il rischio \u00e8 che tante buone ipotesi di lavoro rimangano tali.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Indubbiamente, tutte queste misure hanno una radice e un risvolto politico che non pu\u00f2<\/span><span>essere ignorato o sottovalutato. Nel fare queste scelte specifiche dobbiamo decidere e capire quale visione abbiamo per il Paese, come lo si vuol collocare nel contesto internazionale, che tipo di sviluppo pensiamo di proporre e sostenere, quale rapporto avere tra politica, istituzioni e societ\u00e0 civile. <strong>\u00c8 solo da una estrema chiarezza su questi punti critici che possiamo trarre l\u2019energia, la lucidit\u00e0 e la determinazione per affrontare le grandi e gravi sfide che abbiamo di fronte a noi<\/strong><\/span><span><strong>.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>*da ASTRID, 12\/06\/2020<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>**Insegna al Politecnico di Milano e dirige il CEFRIEL<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Task Force guidata dal Dottor Vittorio Colao ha rilasciato al Presidente del Consiglio il rapporto finale con i risultati del lavoro svolto nelle scorse settimane. \u00c8 un documento articolato che copre gran parte dei temi di interesse e suggerisce oltre 100 azioni per il rilancio del Paese. 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