{"id":4328,"date":"2021-05-31T16:59:05","date_gmt":"2021-05-31T14:59:05","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/considerazioni-e-obblighi-di-profondi-cambiamenti\/"},"modified":"2021-05-31T16:59:05","modified_gmt":"2021-05-31T14:59:05","slug":"considerazioni-e-obblighi-di-profondi-cambiamenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/considerazioni-e-obblighi-di-profondi-cambiamenti\/","title":{"rendered":"Considerazioni e obblighi  di profondi cambiamenti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Dalla morte di Luana, la giovane operaia, la giovane mamma di Prato, dalle altre morti sul lavoro e dalla tragedia della funivia di Verbania, arriva un monito profondo a riconsiderare le condizioni di lavoro e la sicurezza di vita nel nostro Paese. C\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 profondo che occorre riconsiderare e proteggere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Le morti che si sono susseguite dal 3 maggio in poi a partire dal terribile decesso di Luana D\u2019Orazio nel distretto industriale di Prato e la stessa tragedia della funivia di Verbania, non possono essere trattate come normali infortuni del mondo del lavoro e della vita quotidiana.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La giovane operaia e mamma ha colpito la sensibilit\u00e0 di tanti per la figura solare, sorridente, piena di fiducia ed aspettative positive nel futuro nonostante non avesse una vita e un lavoro particolarmente gratificanti. Il lavoro costituiva un mezzo per garantirsi dignit\u00e0, libert\u00e0 e fiducia per un futuro diverso. Invece una situazione lavorativa, di cui lei senz\u2019altro non ne era responsabile e consapevole, l\u2019ha divorata, distrutta.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Quest\u2019ingiustizia \u00e8 talmente forte ed evidente, che unitamente ad altre morti cruenti e violenti che si sono succedute con una tempistica ravvicinata incredibile, da far nascere e crescere nell\u2019animo di ciascuno un grido: <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Basta!<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Infine \u00e8 arrivata la tragedia della funivia di Mottarone, nei pressi di Verbania. Anche in questo caso, vittime innocenti e inconsapevoli di altre responsabilit\u00e0 che non hanno fatto il proprio lavoro nel rispetto del diritto alla vita degli altri. Ancora una volta al fondo c\u2019\u00e8 la mancanza totale della consapevolezza che ciascuno deve esercitare il proprio lavoro per rendere sicura la vita degli altri, perch\u00e9 \u00e8 questo che d\u00e0 valore e dignit\u00e0 a ciascun lavoro a ciascun lavoratore. \u201cI care\u201d scriveva don Milani sul muro della scuola di Barbiana, perch\u00e9 questo era l\u2019insegnamento di fondo per i suoi ragazzi \u201cIO MI PRENDO CURA\u201d. Mi prendo cura del mio lavoro, mi prendo cura che il mio lavoro sia sicuro per me e per gli altri, mi prendo cura che il mio collega faccia al meglio il suo lavoro, mi prendo cura che il mio lavoro fatto bene sia utile per chi utilizzer\u00e0 il frutto del mio lavoro, mi prendo cura \u2026<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Cultura<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>I sindacati hanno giustamente rivendicato pi\u00f9 controlli, pi\u00f9 ispettori, pi\u00f9 medici del lavoro nei servizi delle Asl. Giusto, ma non basta. C\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 profondo su cui bisogna intervenire. Bisogna sviluppare una profonda azione, campagna culturale che riguarda tutti. S\u00ec, tutti. Ad esempio i consumatori.\u00a0 Se tutti i prodotti e servizi avessero un marchio che dichiarasse \u201cQuesto prodotto\/servizio\u00a0 garantisce il rispetto del lavoro dignitoso in tutta la filiera di produzione\u201d oppure: \u201cQuesto marchio garantisce la qualit\u00e0 del lavoro oltre le norme di legge\u201d, sarebbe un segnale che il singolo cittadino non potrebbe ignorare e se il Governo, l\u2019amministrazione pubblica agevolasse ulteriormente fiscalmente queste scelte, si avvierebbe un circuito virtuoso che avrebbe una ricaduta nella competizione dell\u2019economia di mercato basato sulla qualit\u00e0 della dignit\u00e0 del lavoro e non esclusivamente sul prezzo pi\u00f9 basso, pi\u00f9 economico.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Gli acquisti della Pubblica Amministrazione costituiscono oltre il 18% del Pil nazionale; potrebbero condizionare la qualit\u00e0 dei prodotti e servizi sulla base della certificazione della qualit\u00e0 e della dignit\u00e0 del lavoro che hanno dato luogo ai prodotti e ai servizi acquistati.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ma anche la contrattazione dei sindacati nelle grandi imprese che sono i terminali e i promotori delle filiere produttive dei prodotti e servizi di grandi produzioni potrebbero contrattare che i fornitori e i soggetti economici che agiscono nella filiera garantiscano condizioni di lavoro che siano superiori al semplice rispetto delle norme vigenti o almeno alla migliore interpretazione delle norme riferite al rispetto dei lavoratori e della loro integrit\u00e0 psicofisica.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Infine il risparmio, gli italiani devono avere la possibilit\u00e0 di non essere utilizzati nel finanziamento di chi non rispetta il lavoro, con l\u2019avvertenza che ci sono ditte che scaricano sugli appalti e sul terzismo lo sfruttamento del lavoro. I grandi marchi della moda ne sono un esempio e Prato \u00e8 un dato di fatto, per una parte delle sue attivit\u00e0.\u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Lo Stato, il Governo deve aiutare questo processo, incentivare queste dinamiche. Ci sono tante condizioni storiche che le rendono possibili. Lo Sviluppo Sostenibile necessita di un\u2019economia di prossimit\u00e0, di qualit\u00e0 ambientale e sociale, di uno sviluppo in cui l\u2019economia, la finanza, non sono il \u201cdominus\u201d. La finanza ha prosciugato, ha rubato il valore del lavoro e lo ha trasferito alla rendita e alla speculazione finanziaria, sfruttando tutte le opportunit\u00e0 che una globalizzazione sregolata le ha fornito. Ridare valore economico, sociale e morale al lavoro, a tutti i lavori, unitamente alla sfida ambientale della lotta ai cambiamenti climatici, \u00a0 costituiscono le sfide centrali di questa prima met\u00e0 del primo secolo del terzo millennio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Salute e sicurezza<\/strong><\/span><span>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Salute e sicurezza non sono aspetti parziali e separati del vivere sociale ed economico. Anzi dalla pandemia abbiamo appreso che non c\u2019\u00e8 economia senza la sicurezza della salute. E ben presto capiremo ancora di pi\u00f9 che non c\u2019\u00e8 salute senza la salvaguardia e la tutela dell\u2019ambiente. Tutto \u00e8 interconnesso; \u201cSiamo tutti connessi, gli uni agli altri\u201d, lo ha\u00a0 scritto Papa Francesco nella Laudato sii. Prendersi cura del Pianeta , della tutela delle risorse naturali non \u00e8 ambientalismo, \u00e8 cura della vera economia, del vero benessere dell\u2019umanit\u00e0, della vera tutela della salute nel lavoro quotidiano. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La qualit\u00e0 della salute e della sicurezza nei posti di lavoro, quindi \u00e8 il risultato anche e forse soprattutto di una cultura, di un sistema di valori che orientano il sentire e l\u2019agire comune. Nell\u2019autunno caldo del 1969 le lotte operaie oltre alle profonde spinte per la democrazia in fabbrica e per l\u2019egualitarismo segnarono con \u201cla salute non si vende\u201d un profondo cambiamento nella concezione dell\u2019ineludibilit\u00e0 degli infortuni e malattie professionali nei posti di lavoro. Ne scatur\u00ec l\u2019articolo 9 dello Statuto dei Lavoratori che riconosceva il diritto al lavoratore di astenersi dalle mansioni e situazioni in cui la sua salute fosse a rischio e a richiedere l\u2019intervento di esperti esterni per la verifica delle condizioni di lavoro e successivamente frutt\u00f2 la riforma sanitaria del 1978 che sanc\u00ec la gratuit\u00e0 e l\u2019universalit\u00e0 dei servizi sanitari con uno spazio specifico ai servizi di medicina del lavoro e della prevenzione in tutte le Asl.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Questa spinta pi\u00f9 generale di non subire le leggi dell\u2019economia selvaggia oggi ci viene dall\u2019ambientalismo che con le certificazioni ambientali, soprattutto quelle europee, Ecolabel ed Emas, certifica e qualifica le imprese che sono impegnate a migliorare le loro prestazioni al di l\u00e0 delle norme vigenti nella direzione del Miglioramento Ambientale Continuo. I migliori risultati sul tema della salute e sicurezza del lavoro, oggi rispetto al loro passato, lo realizzano le imprese del settore chimico che si sono riunite nell\u2019associazione \u201cResponsible Care\u201d e le aziende che hanno appunto le certificazioni Ecolabel ed Emas.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Sono aziende che hanno protocolli e procedure formali di gestione della salute e sicurezza e degli impatti ambientali delle loro attivit\u00e0, hanno un\u2019organizzazione di vertice preposto al controllo interno delle procedure formalizzate e certificatori esterni controllati e autorizzati dall\u2019autorit\u00e0 pubblica. Il tutto per assicurare una gestione che sia superiore al semplice rispetto delle normative vigenti. Quindi favorire uno sviluppo delle migliori pratiche da parte delle istituzioni dello Stato dovrebbe essere la nuova cultura che supera quella del \u201cComando e Controllo\u201d. Gli ispettori sono necessari ed indispensabili, ma non ci pu\u00f2 essere un ispettore per ogni azienda, specialmente quando le aziende sono milioni di milioni e soprattutto di micro e piccole aziende. Lo stesso meccanismo del bonus malus che viene praticato dall\u2019Inail per la determinazione dei premi assicurativi delle imprese non garantisce un incentivo sufficiente ad evitare gli infortuni, celando situazioni di ricatto o quantomeno di disagio a volte per gli stessi infortunati. Varrebbe molto di pi\u00f9 promuovere, incentivare con premi pi\u00f9 bassi, protocolli di collaborazione e verifica per l\u2019adozione di comportamenti e procedure che garantiscono una gestione della salute e sicurezza superiore alle stesse normative o comunque in un\u2019interpretazione pi\u00f9 estensiva a favore dei lavoratori.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Quindi senz\u2019altro pi\u00f9 ispettori e medici del lavoro, ma molto di pi\u00f9 la promozione della Responsabilit\u00e0 Sociale delle Imprese con protocolli semplici e documentazione dei fatti (investimenti e risorse umane) e non delle parole e delle carte. Tanta informazione e formazione soprattutto per le aziende di settori con infortuni mortali e malattie professionali serie come i tumori, specialmente per le piccole e medie imprese. Bisognerebbe valutare la fornitura di questi servizi in strutture terze, partecipate dalle Asl o dalla stessa Inail, che ricordiamo ha assorbito l\u2019Ispesl, l\u2019Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro e deve rispondere sempre di pi\u00f9 di questa missione della Prevenzione. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>S\u00ec la TRILATERALITA\u2019, nei settori con pi\u00f9 infortuni gravi e mortali e con numerose malattie professionali e gravi come i tumori, soprattutto per le piccole e medie imprese. L\u2019informazione e la formazione soprattutto in ingresso al lavoro, potrebbe esser fornita all\u2019esterno delle aziende da sistemi formativi trilaterali con le parti sociali e le istituzioni, Asl e Inail. \u00a0 La trilateralit\u00e0, parti sociali e istituzioni, Asl e Inail, dovrebbe essere maggiormente sviluppata per progetti e piani speciali per settori e \u00a0 territori dove maggiori sono gli infortuni gravi e le malattie professionali, in particolare i tumori. Ritengo che sul tema della salute e sicurezza nei posti di lavoro e forse anche per alcuni temi degli impatti ambientali delle attivit\u00e0 economiche bisogna rifocalizzare i sistemi relazionali tra pe parti sociali e le istituzioni e approfondire le potenzialita\u2019 della trilateralita\u2019.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Innovazioni tecnologiche<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Forti investimenti e incentivi\u00a0 nelle innovazioni tecnologiche dei sistemi di tutela della salute e della sicurezza nei posti di lavoro. Ci sono dispositivi tecnologici che non sono messi nella disponibilit\u00e0 delle piccole e medie imprese. Sonde, sensori, robot, droni possono e debbono essere resi disponibili anche attraverso consorzi di acquisto o societ\u00e0 anche pubbliche di servizi per la sicurezza nel lavoro. Potenziare i meccanismi automatici di sicurezza che non possono essere rimossi o neutralizzati \u00a0 se le condizioni operative vengono manomesse.\u00a0 Meccanismi che se rimossi o neutralizzati rendono irreparabile la macchina o il processo di produzione. Quello della sicurezza dei sistemi, mezzi e apparecchi di produzione pu\u00f2 essere un mercato in cui diventare competitivi e senz\u2019altro il primo mercato interessante pu\u00f2 essere quello europeo ed americano. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Non solo Infortuni mortali<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Per 1 infortunio mortale, ci sono 10 decessi per tumori e malattie professionali. Ci sono, \u00e8 amaro e sconfortante ammetterlo, ma accanto alle morti cruente, violente degli infortuni mortali che a volte arrivano sulle pagine dei giornali e nei notiziari televisivi, sempre per pochi e scarsi secondi, ci sono migliaia di morti PER lavoro, a CAUSA del lavoro, che non fanno cronaca, non appaiono quasi mai. Sono morti del lavoro sconosciuti, invisibili, dimenticati, rimossi dalla memoria e dalla coscienza. Anzi fastidiosi, inopportuni quando i familiari chiedono giustizia e trovano la LEGGE che non riesce quasi mai a mettere d\u2019accordo il diritto con la giustizia. Basti pensare al processo Eternit oppure alle assoluzioni automatiche rispetto alle cause dei familiari delle vittime dell\u2019amianto. Oltre la legge anche l\u2019amministrazione pubblica disconosce i tumori professionali. Lo afferma addirittura il Ministero della salute. In Italia dovremmo avere PER DIFETTO almeno 15.000 casi di tumori professionali, ma nel 2018 ne sono stati denunciati poco pi\u00f9 di 2.000 e ne sono stati indennizzati solo circa 1.000 da parte dell\u2019Inail. Sempre l\u2019Inail demanda alla GIUSTIZIA la stragrande maggioranza dei riconoscimenti dei tumori e delle malattie professionali, con tempi di risoluzione dei processi tali che il pi\u00f9 delle volte l\u2019indennit\u00e0 non riguarda pi\u00f9 il lavoratore malato ma i superstiti, i familiari, qualora il malcapitato ne abbia. Questa \u00e8 una circostanza in cui i collegi per il riconoscimento dei tumori e delle malattie professionali devono diventare\u00a0 TRILATERALI, cio\u00e8 il medico legale\u00a0 del patronato, il medico legale dell\u2019Inail\u00a0 e il medico della medicina del lavoro della Asl di appartenenza. Il collegio giudicante diventa pi\u00f9 equilibrato e pi\u00f9 documentato sulla conoscenza del contesto in cui il lavoratore ha operato e acquisita la patologia. Bisogna superare il rinfaccio di responsabilit\u00e0 per il mancato funzionamento delle strutture , i Centri Operativi Regionali (COR), preposti alla ricerca e monitoraggio dei tumori professionali, tra l\u2019Inail e le Regioni. Il Ministero del Lavoro e il Ministero della Salute devono garantire comunque che Inail e Regioni assolvano al meglio ai loro doveri istituzionali garantendo la sorveglianza epidemiologica, la ricerca e la classificazione causale dei tumori dei lavoratori, a partire da quelli esposti a sostanze cancerogene. Altro tema di incredibile elusione, \u00e8 la totale mancanza da parte dell\u2019Inail della presa in carico dei lavoratori affetti da patologie tumorali e riconosciuti dalla stessa Inail di origine professionale. Mentre per gli infortunati esiste una rete diffusa di recupero psicofisico e riabilitazione al lavoro, addirittura per il mesotelioma, dovuti all\u2019esposizione all\u2019amianto, che sono per oltre il 70% di diretta causalit\u00e0 professionale, l\u2019Inail non solo non fornisce alcuna assistenza, ma il pi\u00f9 delle volte rinvia alla giustizia il riconoscimento della causa professionale. Ultima considerazione in proposito \u00e8 il costo delle moderne terapie immunologiche per la cura e la gestione delle patologie tumorali che comportano esborsi molto elevati per avere accesso ai relativi farmaci. Non sono certo i lavoratori da soli o i loro familiari che possono affrontare queste spese!\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Le risorse finanziare<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>L\u2019Inail ha accumulato negli anni un avanzo di gestione che \u00e8 arrivato ad oltre 34 miliardi! Sono il risultato dei premi pagate dalle imprese per assicurare e ristorare i lavoratori dagli infortuni e dalle malattie professionali.\u00a0 Sono risorse avanzate nella gestione dei diversi anni. Sono risorse \u201cA DESTINAZIONE D\u2019USO \u00a0 VINCOLATE\u201d.\u00a0 Attualmente sono depositate al Ministero dell\u2019Economia e utilizzate, impropriamente, a copertura del deficit pubblico del bilancio dello Stato<\/span><span>. Devono tornare nella disponibilit\u00e0 dei lavoratori e delle imprese<\/span><span>. Innanzitutto, per l\u2019aggiornamento e il miglioramento delle prestazioni di indennizzo che sono ferme, sostanzialmente, alle norme del 1965, e subito dopo per un grande programma di finanziamento di tutti gli investimenti nelle innovazioni tecnologiche sugli apparecchi, processi e strumentazioni per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, e infine per tutte le attivit\u00e0 di assistenza ai lavoratori affetti dai tumori professionali che sono il buco nero della tutela dei lavoratori.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>L\u2019inail ne \u00e8 capace, come dimostrano le sue attivit\u00e0 di eccellenza nei centri di ricerca e produzione delle protesi in aiuto agli infortunati e invalidi del lavoro del centro di Budrio.\u00a0 Tra le ricerche e le innovazioni da favorire anche il finanziamento e gli incentivi alle aziende che eliminano le sostanze cancerogene dai loro processi produttivi.\u00a0 Ma Il recupero dei 34 miliardi in piani straordinari di investimenti pluriennali deve partire nell\u2019immediato con la <\/span><span>separazione del bilancio dell\u2019Inail dal Bilancio dello Stato<\/span><span>. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Solo negli ultimi tre anni l\u2019avanzo di gestione \u00e8 stato di 4,5 miliardi, 1,5 miliardi all\u2019anno. Dal 2013 i premi pagati dalle aziende sono diminuiti circa oltre il 40%, mentre le prestazioni a favore dei lavoratori sono diminuite di oltre il 10% e il divario tra denunce di infortuni e malattie professionali\u00a0 e i riconoscimenti degli indennizzi da parte dell\u2019Inail, si \u00e8 costantemente allargato.\u00a0 E\u2019 paradossale che nel 2015, 5.100 imprese hanno chiesto i contributi Inail per la bonifica dell\u2019amianto per 303 milioni e I\u2019Inail ha potuto coprire solo 1.200 imprese con un contributo totale di 81 milioni. 4.000 aziende per un numero per difetto di almeno 40.000 lavoratori, hanno dovuto continuare la loro attivit\u00e0 lavorativa in presenza dell\u2019amianto. Nello stesso anno l\u2019avanzo di gestione dell\u2019Inail\u00a0 con accredito alle casse del Tesoro \u00e8 stato di altri 439 milioni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Verrebbe da pensare che anche l\u2019inail sia stata coinvolta nella missione di ridurre il deficit pubblico invece della tutela delle vittime del lavoro.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>L\u2019Europa dell\u2019austerit\u00e0 ha cambiato verso \u201cgrazie\u201d alla pandemia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>E\u2019 ora che l\u2019Inail possa sviluppare tutte le proprie potenzialit\u00e0 a favore dei lavoratori e delle imprese in una gestione che valorizzi e responsabilizzi maggiormente il suo management e il ruolo delle parti sociali, nell\u2019ambito degli indirizzi del Parlamento e del Governo e sotto il controllo del Ministero del Lavoro e della Salute, mentre il Ministero dell\u2019Economia dovrebbe limitarsi alla veridicit\u00e0 dei conti. Inoltre TRLATERALITA\u2019 deve caratterizzare la gestione e il governo dell\u2019Inail non solo a livello nazionale ma anche a livello regionale e territoriale.<\/p>\n<p>Una vera riforma! Lo chiede Luana e le tante, tantissime vittime sconosciute, invisibili, dimenticate.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla morte di Luana, la giovane operaia, la giovane mamma di Prato, dalle altre morti sul lavoro e dalla tragedia della funivia di Verbania, arriva un monito profondo a riconsiderare le condizioni di lavoro e la sicurezza di vita nel nostro Paese. C\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 profondo che occorre riconsiderare e proteggere. 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