{"id":4371,"date":"2021-07-12T21:39:01","date_gmt":"2021-07-12T19:39:01","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/myanmmar-non-va-lasciato-solo\/"},"modified":"2021-07-12T21:39:01","modified_gmt":"2021-07-12T19:39:01","slug":"myanmmar-non-va-lasciato-solo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/myanmmar-non-va-lasciato-solo\/","title":{"rendered":"Myanmar, la resistenza non va lasciata sola"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Com\u2019\u00e8 la situazione nel Myanmar a pi\u00f9 di cinque mesi dal golpe? Ne parliamo, in\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>questa intervista, con Cecilia Brighi (Segretaria Generale dell\u2019 Associazione Italia-<\/em><\/strong><strong><em>Birmania.Insieme).<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Cecilia, ormai siamo a 5 mesi dal golpe dei militari nel Myanmar.\u00a0 Per il popolo birmano la situazione \u00e8 sempre pi\u00f9 drammatica. \u00c8 cos\u00ec?<\/strong><\/span><span><br \/> Si, alle proteste pacifiche e agli scioperi che continuano in tutto il paese, l\u2019esercito ha opposto la legge marziale nelle zone industriali, ha imposto alle imprese di denunciare i rappresentanti sindacali dei lavoratori, ha lanciato la perquisizione a tappeto di tutte le abitazioni, alla ricerca degli oppositori e delle persone che hanno un mandato di arresto. Ad oggi circa 900 persone sono state uccise, oltre 100 sono sparite nel nulla, molti sono bambini e minori che sono stati uccisi nelle manifestazioni. Oltre 6.200 sono gli arrestati. 31 persone sono state condannate alla pena di morte, e molti a oltre 20 anni di carcere e lavoro forzato. Ci sono oltre 500.000 lavoratori edili senza lavoro come 150.000 lavoratrici del settore moda, 126.000 insegnanti, 10.000 funzionari dei ministeri e cos\u00ec via. Tutte persone che hanno scelto di non lavorare sotto la giunta militare. Una opposizione che la giunta birmana quando nella pianificazione del golpe non si aspettava. Loro pensavano che con la promessa di nuove elezioni, la gente non avrebbe reagito. E invece ecco qua. Tutti sono profondamente convinti che \u00e8 meglio morire lottando piuttosto che subire altri 60 anni di dittatura<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Sappiamo che nelle ultime settimane, in alcune zone del Myanmar, la repressione si sta caratterizzando come un vero proprio genocidio. Chi sono le vittime di questo cammino massacro?<\/strong><\/span><span><br \/> I militari hanno rispolverato la vecchia strategia dei cosiddetti quattro tagli iniziata negli 60 dell\u2019altro secolo: eliminare il sostegno delle comunit\u00e0 etniche agli eserciti etnici tagliando i quattro maggiori legami: cibo, fondi, intelligence, reclutamento. Inoltre continuano gli attacchi aerei e le uccisioni di massa nei confronti dei civili nei villaggi etnici degli Stati Kayah, Karen, Chin, Kachin, per contrastare la fuga degli oppositori verso le aree etniche e reprimere gli attacchi degli eserciti etnici. Cos\u00ec bombardano i villaggi e persino le chiese e i conventi perch\u00e9 sospettati di ospitare gli oppositori in fuga dalle citt\u00e0, Ci sono ormai centinaia di migliaia di nuovi rifugiati interni, privi di cibo e medicinali, che sopravvivono nella giungla in condizioni di estrema precariet\u00e0 anche perch\u00e9 \u00e8 iniziata la stagione dei monsoni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Quali conseguenze economiche sta provocando il golpe? I dati ONU sono drammatici\u2026<\/strong><\/span><span><br \/> Secondo l\u2019ultimo rapporto UNDP la pandemia da Covid19, unita alla instabilit\u00e0 a seguito del colpo di stato potrebbe far precipitare 24 milioni di persone, quasi la met\u00e0 della popolazione sotto la soglia di povert\u00e0 (meno di 1 $ al giorno) creando una crisi alimentare ed economica con conseguenze destabilizzante per l\u2019intera regione del sudest asiatico. Come anche sottolineato dalla Inviata Speciale dell\u2019ONU Christine Burgener venerd\u00ec 18 giugno in una riunione a porte chiuse del Consiglio di Sicurezza,\u00a0<\/span>la situazione \u00e8 allarmante. La crisi ha obbligato alla fuga 175.000 persone che vanno ad aggiungersi a quelle gi\u00e0 sfollate in precedenza ed ha chiesto al Consiglio di \u201cparlare con una sola voce in particolare contro la violenza e per la liberazione al pi\u00f9 presto possibile di tutti i prigionieri politici e a causa dell\u2019incremento della violenza soprattutto nelle aree etniche in risposta ai bombardamenti, ha chiesto un dialogo onnicomrensivo con tutti gli stakeholders.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Abbiamo visto, nei mesi scorsi, le immagini delle proteste popolari contro la giunta militare. I giovani sono stati i protagonisti di queste rivolte. Ti chiedo dopo, ormai, pi\u00f9 di 5 mesi dal golpe com\u2019\u00e8 la situazione della societ\u00e0 civile del Myanmar?\u00a0 Come si \u00e8 strutturata?\u00a0<\/strong><\/span><span><br \/> L\u2019opposizione popolare \u00e8 diffusa anche se apparentemente non ci sono manifestazioni di massa, per evitare uccisioni inutili. Il CDM il movimento di opposizione civile, formato da circa 77 associazioni, si coordina quotidianamente e moltissimi sono i giovani della cosiddetta Generazione Z, che dall\u2019inizio dell\u2019opposizione hanno messo in atto mobilitazioni fiume, creative e innovative, utilizzando i social media. Un ruolo importantissimo lo svolge la labour alliance, composta da 18 associazioni che si occupano di lavoro e al cui interno un ruolo fondamentale \u00e8 svolto dalla CTUM, la confederazione sindacale birmana con oltre 100.000 iscritti. Due giorni prima del golpe, intuendo cosa sarebbe successo la CTUM in un comunicato annunciava la totale opposizione a qualsiasi azione dei militari. E subito dopo l\u20198 febbraio lanciava il primo sciopero generale a sostegno della rivolta popolare. Uno sciopero che ha paralizzato tutti i settori da quello industriale, ai vigil del fuoco, agli insegnanti, giornalisti, lavoratori dei servizi pubblici etc. persino 110 ospedali in 50 townships del paese. Il sindacato \u00e8 riuscito a bloccare le linee aeree, le miniere, i cantieri il settore del gas etc. Quindi una rete importantissima, in grado di mobilitare migliaia di lavoratori e lavoratrici. Ed \u00e8 quello che si continua a fare ancora ad oggi. Anche i consumatori hanno boicottato i prodotti delle imprese militari, dalle sigarette alla birra, Infatti la Labor Alliance e il CDM hanno piegato economicamente il paese in difesa della democrazia e per salvare le generazioni future dalla dittatura. La situazione perch\u00e9 continuare le attivit\u00e0 economiche e commerciali come di consueto, e ritardare un\u2019interruzione generale del lavoro, gioverebbe solo ai militari poich\u00e9 reprimono l\u2019energia del popolo birmano; Il momento di agire in difesa della nostra democrazia \u00e8 adesso. I lavoratori del Myanmar sono pronti ad agire per proteggere la democrazia e salvare le nostre generazioni future dalla dittatura. Crediamo che tutte le persone del Myanmar siano preparate a rispondere a una chiamata all\u2019azione. Il CDM e la Labor Alliance sono riusciti a bloccare a tutt\u2019oggi i treni. Da Yangon parte un solo treno al giorno. Le centrale elettriche sono paralizzate e nella Regione dell\u2019Irrawaddy funzionano al 40%, i processi di lavorazione del greggio lavora ad un ritmo talmente ridotto che non riesce a soddisfare la domanda. Le banche non hanno fondi e funzionano parzialmente, la giunta ha licenziato 100.000 funzionari pubblici, ha sospeso 126.000 insegnanti, oltre 30.000 medici, infermieri, levatrici. Questa paralisi voluta per far cadere la giunta si aggiunge alle sanzioni economiche imposte dalla UE, dagli USA e da altri governi. L\u2019opposizione civile \u00e8 affiancata dall\u2019opposizione politica. Subito dopo il golpe 70 parlamentari eletti nelle elezioni dell\u20198 novembre 2020 si sono riuniti e hanno giurato di rappresentare il popolo che li ha eletti. Si sono poi costituiti in CRPH ovvero nel comitato che rappresenta il parlamento e hanno nominato il Governo di Unit\u00e0 Nazionale (NUG), composto da parlamentari dell\u2019NLD da rappresentanti delle nazionalit\u00e0 etniche e da indipendenti. Il NUG ha un ruolo importante di rappresentanza politica anche a livello internazionale. Un elemento fondamentale di questa nuova fase sta nel fatto che si sta costruendo una nuova unit\u00e0 con i partiti delle nazionalit\u00e0 etniche. Questa novit\u00e0 rappresenta una svolta profonda rispetto al passato, Ma gli etnici chiedono un giusto coinvolgimento nei processi decisionali e il superamento di un atteggiamento di autonomia e superiorit\u00e0 nei loro confronti, che spesso ha caratterizzato le modalit\u00e0 di governo dell\u2019NLD. Quindi si dovr\u00e0 lavorare ad un approccio innovativo che veda lavorare fianco a fianco gli etnici e l\u2019NLD. E\u2019 su questa base che si deve lavorare alla definizione di una nuova Costituzione democratica e federale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Hai notizie su Aung Sa Suu Kyi. Si parla di un processo farsa per corruzione inscenato dai golpisti\u2026<\/strong><\/span><span><br \/> Il progetto dei militari \u00e8 quello di effettuare nuove elezioni a seguito delle quali si legittimer\u00e0 il loro potere. Per questo la prima cosa che hanno fatto \u00e8 stata quella di accusare la leader Aung San Suu Kyi, di importazione illegale di walkie-talkie, di violazione delle norme anti Covid19 e poi di corruzione e soprattutto di aver violato una legge coloniale sul segreto di stato che potrebbe costarle 14 anni di carcere. Quindi il primo obiettivo \u00e8 togliere dalla scena politica la personalit\u00e0 pi\u00f9 importante e amata dal Paese, sperando che questo possa contribuire al loro obiettivo. Inoltre la giunta ha destituito i membri della Commissione elettorale, accusati di brogli e li ha sostituiti con persone legate alla giunta. Il Capo della nuova commissione, gi\u00e0 accusato di brogli nelle elezioni del 2010, ha subito dichiarato che intende valutare lo scioglimento dell\u2019NLD per brogli e La modifica della legge elettorale trasformando il sistema da maggioritario a proporzionale. Il tutto per permettere la vittoria del loro partito l\u2019USDP.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Sono emersi altri leader democratici in questi mesi?<\/strong><\/span><span><br \/> Il colpo di stato militare, con gli arresti di massa ha decapitato buona parte della leadership politica precedente. Molti dei parlamentari eletti sono giovani, certamente con meno esperienza politica, ma forze con una maggiore apertura al dialogo con gli etnici, tanto da aver riconosciuto i gravissimi errori nei confronti dei Rohingya e hanno dichiarato che attueranno un cambiamento profondo della legge sulla cittadinanza, che fino a prima del golpe non si potevano neanche nominare. Moltissimi giovani attivisti sono stati arrestati come pure molti giornalisti, intellettuali, e sindacalisti, che hanno una enorme esperienza sul terreno.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>\u00c8 ancora viva, nell\u2019opinione pubblica internazionale, l\u2019immagine di Suor Anne che in ginocchio supplica la polizia di non sparare sui manifestanti. Un esempio di coraggio, simbolo di una chiesa schierata con il popolo per la democrazia. Questo ha accresciuto il ruolo politico della Chiesa cattolica?<\/strong><\/span><span><br \/> La Chiesa cattolica in Birmania \u00e8 una minoranza, ma molto rispettata. Storicamente i missionari del Pime hanno vissuto e lavorato nelle aree etniche sostenendo, senza\u00a0<\/span>alcuna discriminazione religiosa, le popolazioni dei villaggi, vessate dalle angherie della precedente dittatura. Moltissime sono le scuole del paese gestite da loro. Negli ultimi anni, il Cardinale Charles Maung Bo ha svolto un ruolo fondamentale attivando il dialogo inter-religioso e facendo una forte azione contro il clima e il linguaggio di odio messo in atto da alcuni gruppi oltranzisti buddhisti, soprattutto contro i mussulmani in generale ed i Rohingya. Poi la visita di Papa Francesco ha contribuito a mettere in luce il grande ruolo svolto dalla Chiesa e il coraggio dimostrato da Suor Anne e da altre figure carismatiche nel paese stanno lasciando il segno in termini di rispetto e riconoscenza. Inoltre la Chiesa ha un peso politico non indifferente anche sul piano internazionale. Papa Francesco ha richiamato pi\u00f9 volte le sofferenze del popolo birmano e ha condannato le violenze e il regime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Parliamo della comunit\u00e0 internazionale. C\u2019\u00e8 da registrare la dura presa posizione dell\u2019ultimo G7. Nel complesso, guardando a questi mesi, non vi sono stati risultati positivi per il popolo del Myanmar. \u00c8 cos\u00ec?<\/strong><\/span><span><br \/> Innanzi tutto vorrei sottolineare un fatto politico di grande rilevanza. Venerd\u00ec scorso, finalmente, ma con tre mesi di ritardo, l\u2019Assemblea Generale dell\u2019ONU ha approvato una risoluzione, molto edulcorata, presentata dal Liechtenstein e che ha avuto il sostegno di 119 governi, 36 astensioni tra cui India, Bangladesh, Bhutan, China, Egitto, Laos, Nepal, Tailandia e Russia e il voto contrario della Bielorussia. La risoluzione che invita la giunta birmana di rispettare i risultati elettorali, a rilasciare i prigionieri politici e invita i governi a sospendere la fornitura di armi alla giunta \u00e8 stata votata anche dall\u2019Ambasciatore del Myanmar all\u2019ONU che il 16 Febbraio scorso, dopo che si \u00e8 schierato con l\u2019opposizione democratica era stato licenziato dalla giunta. Il fatto che abbia comunque potuto votare \u00e8 un segnale molto incoraggiante nei confronti del Governo di Unit\u00e0 Nazionale, rappresentato dall\u2019Ambasciatore.<br \/> In questi cinque mesi molte sono state le prese di posizione e le risoluzioni di dura condanna del colpo di Stato a livello internazionale, ma scarsi sono ad oggi i risultati. Il comunicato del G7 dei ministri degli esteri e della UE \u00e8 particolarmente importante perch\u00e9 non solo condanna con la massima fermezza il colpo di stato militare e chiede la immediata fine allo stato di emergenza, il ripristino del governo democraticamente eletto e il rilascio tutti i detenuti arbitrariamente, ma ha ribadito la solidariet\u00e0 a tutti coloro che sostengono e lavorano per una democrazia inclusiva, sottolineando l\u2019impegno del Comitato che rappresenta il Parlamento (CRPH) e del Governo di Unit\u00e0 Nazionale (NUG). Questi segnali di riconoscimento del loro ruolo spianano la strada al riconoscimento del Governo di Unit\u00e0 Nazionale all\u2019ONU, cosa che avverr\u00e0 a settembre prossimo. I ministri degli Esteri dei G7, infine, confermano di \u201cessere pronti a compiere ulteriori passi se i militari non invertiranno la rotta e a continuare a impedire la fornitura, la vendita o il trasferimento di tutte le armi, munizioni e altre attrezzature militari in Myanmar e la fornitura di cooperazione tecnica\u201d. In questi mesi la UE, grazie anche alle pressioni italiane, ha adottato una serie di misure restrittive mirate, nei confronti di 35 persone fisiche e giuridiche e organismi le cui attivit\u00e0 compromettono la democrazia e lo Stato di diritto in quel paese e, successivamente il 19 aprile ha adottato ulteriori sanzioni nei confronti di\u00a0due potentissime holding che\u00a0<\/span>gestiscono i settori pi\u00f9 remunerativi del paese e che sono sotto il controllo militare.\u00a0 Anche gli USA e il Canada si sono mossi in tal senso. E sebbene il Consiglio di sicurezza ONU sia bloccato per il veto incrociato di Cina e Russia, la FAO, l\u2019OMS e l\u2019ILO non hanno accettato formalmente le credenziali della delegazione della giunta militare. Questo \u00e8 un fatto straordinario che spiana la strada per il ritiro delle credenziali della giunta alla Assemblea Generale ONU e per l\u2019approvazione delle credenziali del nuovo Governo di Unit\u00e0 Nazionale. Su questo, partir\u00e0 a breve una campagna nei confronti dei governi, perch\u00e9, finalmente, prendano coraggio e votino a favore delle credenziali del Governo civile, che \u00e8 l\u2019unico legittimo rappresentante del popolo birmano. Il punto di debolezza sta nell\u2019aver delegato la soluzione di una crisi cos\u00ec complessa sul piano geopolitico all\u2019ASEAN, una associazione che rappresenta 10 paesi del sudest asiatico, tra cui la Birmania, che sono molto divisi, deboli e ciascuno con interessi diversificati. Sar\u00e0 quindi fondamentale che l\u2019Asean, la cui prima decisione \u00e8 avvenuta solo il 24 aprile, con un debole accordo in cinque punti concordato con il comandante in capo delle forze armate birmane Generale Min Aung Hlaing, e che ancora oggi rimane sulla carta per le divisioni tra i vari paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Fino a quando Russia e Cina appoggeranno il Regime?<\/strong><\/span><span><br \/> Entrambi questi paesi hanno profondi interessi politici ed economici in Birmania. Entrambi erano a conoscenza del golpe e essendo stati convinti che sarebbe stato un golpe indolore non si sono opposti. La Cina ha messo gli occhi sul paese ormai da decenni. Non solo esporta in Birmania il 50% di armi, ma non ha alcuna intenzione di lasciare il dominio del Golfo del Bengala all\u2019India. Da li parte un lunghissimo gasdotto ed oleodotto che attraversa tutto il paese fini nello Yunnan. Lungo lo stesso percorso \u00e8 in programma una altrettanto lunga ferrovia. Entrambi i progetti permetteranno alla Cina di risparmiare giorni di viaggio attraverso lo stretto di Malacca. Garantendo cos\u00ec le importazioni in Cina anche in caso di tensioni nel mar della Cina meridionale. Inoltre per compensare la crescente scarsit\u00e0 d\u2019acqua ha in programma la costruzione in Birmania di 35 impianti idroelettrici e dighe, oltre alla raccolta di terre rare e alla apertura di un porto profondo e di una zona industriale enorme nel Rakhine. La Russia, altro partner fondamentale per i militari si affianca alla Cina non solo per la fornitura di armamenti (16% delle importazioni), ma anche per la formazione di oltre 6.000 quadri militari a Mosca e per il sostegno al progetto dell\u2019India nel Rakhine.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Ultima domanda. So che ti chiedo una cosa difficile: quale potrebbe essere una chiave realistica per risolvere il dramma del Myanmar?<\/strong><\/span><span><br \/> I governi, in particolare la UE, gli USA e gli altri cosidetti \u201cpaesi likeminded\u201d non possono pi\u00f9 delegare completamente i negoziati all\u2019ASEAN che si \u00e8 dimostrata debolissima, anche perch\u00e9 molti di questi paesi limitrofi sono dei governi autoritari che non hanno interesse alcuno ad avere una Birmania forte e democratica. Quindi \u00e8 tempo che si rafforzino le sanzioni economiche e finanziarie nei confronti della giunta, che si sostenga fortemente, anche sul piano finanziario, l\u2019opposizione democratica, perch\u00e9 gli aiuti umanitari senza il sostegno politico all\u2019opposizione, garantiranno si la sopravvivenza delle migliaia di rifugiati, ma non ne cambieranno la situazione, se non con il collasso della giunta. L\u2019embargo delle armi e degli strumenti dual use e software\u00a0<\/span>di controllo usati dai militari devono essere banditi immediatamente, cosi pure la no flight zone sul paese, per impedire gli attacchi aerei ai villaggi che in soli tre giorni hanno prodotto oltre centomila profughi. Quindi forti sostegni politici, riconoscimento del Governo di Unit\u00e0 Nazionale e negoziati, con tutte le parti, solo dopo la liberazione dei detenuti politici, che riportino un ruolo centrale alle istituzioni multilaterali. Lasciare il futuro del paese nelle mani dell\u2019ASEAN e della Cina, significa, prefigurare solo un rafforzamento della dittatura attuale. E il popolo birmano non merita questo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Dal sito: <a href=\"http:\/\/confini.blog.rainews.it\/2021\/06\/20\/myanmar-la-comunita-internazionale-sia-piu-determinata-nel-sostegno-allopposizione-democratica-intervista-a-cecilia-brighi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span>http:\/\/confini.blog.rainews.it\/2021\/06\/20\/myanmar-la-comunita-internazionale-sia-piu-determinata-nel-sostegno-allopposizione-democratica-intervista-a-cecilia-brighi\/<\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Com\u2019\u00e8 la situazione nel Myanmar a pi\u00f9 di cinque mesi dal golpe? Ne parliamo, in\u00a0questa intervista, con Cecilia Brighi (Segretaria Generale dell\u2019 Associazione Italia-Birmania.Insieme). 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