{"id":4424,"date":"2021-09-27T10:44:38","date_gmt":"2021-09-27T08:44:38","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/un-patto-strategico-per-l-automotive\/"},"modified":"2021-09-27T10:44:38","modified_gmt":"2021-09-27T08:44:38","slug":"un-patto-strategico-per-l-automotive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/un-patto-strategico-per-l-automotive\/","title":{"rendered":"Un patto strategico per l\u2019Automotive"},"content":{"rendered":"<ul style=\"list-style-type: circle;\">\n<li><strong style=\"text-align: justify;\">L\u2019iniziativa FIM-CISL<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo organizzato questo importante evento con i massimi esponenti del settore automotive perch\u00e9 riteniamo indispensabile contribuire, anche con questa iniziativa, alle scelte che, come sindacato insieme alle imprese del settore, alle istituzioni e al governo,\u00a0\u00a0siamo chiamati ad attuare in tempi molto stretti per uno dei settori industriali pi\u00f9 importanti del Paese per le implicazioni che ha dal punto di vista occupazionale, sull\u2019economia complessiva, sul tessuto economico e sociale di molte realt\u00e0 territoriali.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Il settore automotive (auto, veicoli commerciali, agricoli e movimento terra)<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 un settore industriale che nel nostro Paese conta oltre 278mila addetti e 5.500 imprese, fattura 106 miliardi di euro l\u2019anno e vale il 6,2% del PIL. Le implicazioni che questo settore ha in altri comparti (commerciale, trasporti&#8230;) si stima impattino su oltre 1 milione di addetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Il dramma sociale \u00e8 gi\u00e0 realt\u00e0<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si registrano numeri che fanno tremare i polsi per chi come noi si occupa quotidianamente di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione \u00e8 veramente pesante e grave.\u00a0\u00a0E la gravit\u00e0 sta anche nei fatti delle ultime ore, che stanno determinando una situazione drammatica per molti lavoratori. La carenza dei semiconduttori ha determinato un fermo totale delle produzioni finali di Stellantis in Italia. Dopo le ferie non c&#8217;\u00e8 stata, di fatto, alcuna ripartenza: nel mese di settembre la quasi totalit\u00e0 degli stabilimenti di assemblaggio sta subendo uno stop tra l\u201980% e il 90% della produzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La situazione che si \u00e8 determinata sulla carenza dei semiconduttori deve interrogarci e spingerci a ripensare le scelte fatte nel passato: delocalizzazioni e concentrazione di alcuni particolari della filiera produttiva in primis.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8<strong>\u00a0<\/strong>notizia di l\u2019altro ieri che il gruppo Stellantis ha comunicato per lo stabilimento Sevel la riduzione dei turni da 18 a 15. Ci\u00f2 comporta un impatto occupazionale di circa 950 unit\u00e0 con ripercussioni anche sull\u2019occupazione dei somministrati. Come Fim-Cisl, non condividiamo la scelta del Gruppo di procedere ad una riduzione della capacit\u00e0 produttiva. Quei lavoratori per noi sono lavoratori di Stellantis e non possono subire il costo di una crisi temporanea delle forniture. La cassa integrazione ordinaria \u00e8 lo strumento che abbiamo a disposizione per questi casi: la si utilizzi. Per quanto ci riguarda, ci siamo attivati verso le altre OO.SS. per organizzare nei prossimi giorni iniziative di protesta a difesa dell\u2019occupazione e delle prospettive dello stabilimento. Purtroppo, questa situazione di fermo delle produzioni negli stabilimenti di Stellantis ricadr\u00e0 su tutte le realt\u00e0 della fornitura della componentistica, sia interne che esterne al gruppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>La situazione di Stellantis<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci aspettiamo una immediata convocazione del governo del tavolo di Stellantis presso il Mise. Parallelamente, pensiamo che il Presidente del Consiglio Mario Draghi debba intervenire direttamente sull\u2019azienda, perch\u00e9 anche il Governo Italiano deve far pesare gli interessi del nostro Paese nel gruppo e, soprattutto, dare risposte concrete alle preoccupazioni che in questi giorni emergono con pi\u00f9 forza negli stabilimenti italiani e che come Fim-Cisl abbiamo rappresentato e sollevato pubblicamente.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 indispensabile riprendere il confronto sul versante complessivo del gruppo per la verifica puntuale degli investimenti gi\u00e0 deliberati che devono andare a compimento, ma \u00e8 necessario anche avere garanzie sui futuri investimenti che dovranno riguardare ogni realt\u00e0 produttiva, ente di servizio e ricerca di Stellantis in Italia. Abbiamo ottenuto due risultati importanti e di prospettiva negli ultimi mesi: l<strong>a piattaforma medium elettrica a Melfi con le quattro auto e la Gigafactory a Termoli, ma servono altri investimenti e piani industriali<\/strong>\u00a0in grado di saturare di lavoro gli impianti.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>I nuovi vincoli del piano \u201cFit for 55\u201d<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il settore automobilistico \u00e8 nel mezzo di un cambiamento strutturale, che \u00e8 in gran parte causato dalla dirompente trasformazione dell&#8217;automobile: da un prodotto hardware meccatronico alimentato da combustibili fossili si sta passando ad un prodotto di servizio elettrificato, basato sui dati, sulla connettivit\u00e0, sulla guida autonoma e sulla digitalizzazione.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 14 luglio scorso la Commissione Europea ha adottato il pacchetto di proposte relative alla transizione energetica \u201cFit for 55\u201d, finalizzato a una riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra pari ad almeno\u00a0<strong>il 55% entro il 2030<\/strong>\u00a0rispetto ai livelli del 1990 per le auto e almeno il 50% per i veicoli commerciali leggeri. L\u2019obiettivo: raggiungere il traguardo di un\u2019Europa a impatto climatico zero, con l\u2019abbattimento del 100% delle emissioni entro il 2050. Tra le iniziative presenti nel piano vi \u00e8 lo stop alla vendita di auto a benzina e diesel (ma anche a Gpl, metano, nonch\u00e9 auto ibride plug-in)\u00a0<strong>a partire dal 2035<\/strong>, quando le nuove auto immatricolate dal 2035 saranno a zero emissioni. La situazione che potrebbe inoltre determinarsi \u00e8 un\u2019ulteriore accelerazione dettata dal comportamento dei consumatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><strong>L\u2019impatto occupazionale<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il passaggio alla motorizzazione elettrica determina di per s\u00e9 una forte riduzione della componentistica che, a parit\u00e0 di autovetture prodotte, impatta negativamente sull\u2019occupazione di\u00a0<strong>circa il 30%.<\/strong>\u00a0Un costo sociale enorme in un arco temporale brevissimo (14 anni).\u00a0\u00a0In Italia c\u2019\u00e8 un numero elevato di aziende legate alle tecnologie pi\u00f9 tradizionali, alla meccanica e al motore termico; quindi i rischi e le conseguenze saranno maggiori.\u00a0<strong>Sono a rischio circa 50-60 mila addetti che operano nell\u2019ambito delle tecnologie e dei componenti legati ai powertrain tradizionali.<\/strong>\u00a0Anche gli altri Paesi in Europa stanno vivendo una situazione critica, basti pensare alla Germania, dove recentemente l\u2019Igmetall ha dichiarato oltre 178 mila occupati in pericolo. Solo in Stellantis, in un recente studio Fim, abbiamo calcolato che nel powertrain tradizionale oggi operano 7.000 lavoratori diretti a cui bisogna aggiungere gli indiretti interni e tutto l\u2019indotto. E in questi casi i numeri raddoppiano.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>La Fim-Cisl ha sempre dichiarato che la transizione ecologica, che noi sosteniamo, debba avere una sostenibilit\u00e0 sociale<\/strong><\/em><em>. Come organizzazioni sindacali in Europa stiamo intervenendo, facendo pressioni\u00a0<strong>legittime per cercare di mitigare gli obiettivi troppo stringenti del piano \u201cFit for 55\u201d.<\/strong>\u00a0Dobbiamo per\u00f2 avere la consapevolezza che il dado \u00e8 tratto e che \u00e8 necessario intervenire con determinazione, e in tempi stretti, per governare la transizione ecologica, sostenendo con risorse importanti un forte processo di reindustrializzazione dell\u2019intera filiera, individuando specifici strumenti per garantire la sostenibilit\u00e0 sociale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Un cambiamento strutturale, opportunit\u00e0 da cogliere per evitare la deindustrializzazione<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo essere consapevoli che questo cambiamento strutturale, che passa anche attraverso\u00a0<strong>un nuovo concetto di mobilit\u00e0 individuale in cui l\u2019auto \u00e8 concepita pi\u00f9 come un prodotto di servizio,<\/strong>\u00a0si sviluppa lungo la digitalizzazione e il raggiungimento della neutralit\u00e0 climatica, portando a sfide economiche e sociali per la nostra societ\u00e0 con conseguenze di vasta portata a breve e a lungo termine. Il cambiamento strutturale offre anche l&#8217;opportunit\u00e0 di un posizionamento per il futuro dell&#8217;industria automobilistica, opportunit\u00e0 che deve essere colta nel processo di transizione con risorse e investimenti dedicati dai soggetti economici e dalle istituzioni del nostro Paese.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le alternative sono il lento declino e un processo di deindustrializzazione che iniziano gi\u00e0 a rappresentarsi all\u2019orizzonte con le prime crisi e i primi segnali di riduzione occupazionale\u00a0\u00a0nel settore che coinvolge gi\u00e0 migliaia di lavoratori<\/strong>: si va dai ridimensionamenti \u201csoft\u201d con le uscite incentivate e volontarie (vedi Stellantis e altre grandi aziende) alle forme pi\u00f9 drammatiche dei licenziamenti (Gkn, Giannetti e Timken) o alle crisi preannunciate per il futuro di Denso, Vitesco e Bosch.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Elettrificazione e Digitalizzazione<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"Paragrafoelenco1\" style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;elettrificazione non ha solo un impatto sulla riduzione di CO2 nel settore dei trasporti;\u00a0<\/strong>ha anche un\u00a0<strong>impatto globale sulle catene del valore<\/strong>\u00a0cos\u00ec come\u00a0<strong>sulla necessit\u00e0 di rafforzare le competenze dei lavoratori e la loro qualificazione nelle aziende.\u00a0<\/strong>L&#8217;elettrificazione pone sfide particolari per le piccole e medie imprese fornitrici (PMI), spesso altamente specializzate e quindi particolarmente colpite dai cambiamenti a causa dell&#8217;alta pressione dei costi sul mercato. Spesso le PMI non hanno le risorse finanziarie necessarie per investire nella modernizzazione degli impianti e nella ricerca e sviluppo e nemmeno le conoscenze strategiche per sviluppare e implementare i nuovi modelli di business sostenibili.<\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco1\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Il cambiamento dei motori con l&#8217;obiettivo della neutralit\u00e0 climatica \u00e8 il cuore della trasformazione dell&#8217;industria automobilistica<\/strong>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco1\" style=\"text-align: justify;\">La trasformazione del powertrain ha un impatto sulle case automobilistiche e pone grandi sfide per l&#8217;industria dei fornitori e l&#8217;ingegneria meccanica e impiantistica. Diventa fondamentale rafforzare le catene di valore nel campo della produzione automobilistica del futuro. Si devono formare alleanze in grado di fornire soluzioni per il mercato della tecnologia di fabbricazione per la produzione di veicoli elettrici e dei suoi componenti. Questo obiettivo deve essere raggiunto attraverso priorit\u00e0 di finanziamento con un focus sull&#8217;aumento dell&#8217;efficienza e degli effetti sinergici nei settori degli assali elettrici, delle batterie e delle celle a combustibile.<\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco1\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Nelle grandi aziende automobilistiche assistiamo ad un \u201cinsourcing difensivo\u201d (internalizzazione) delle attivit\u00e0 e produzioni fino ad ieri svolte dai fornitori, che rischia di avere un forte impatto occupazionale sulla componentistica e sui servizi esterni.<\/strong>\u00a0Lo definisco \u201cinsourcing difensivo\u201d perch\u00e9 rappresenta il tentativo di compensare i cali di mercato e la scomparsa di alcune attivit\u00e0, riportando \u201cin casa\u201d il lavoro ceduto in passato. E con l\u2019elettrificazione questo fenomeno potr\u00e0 solo che aumentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco1\" style=\"text-align: justify;\"><strong>La digitalizzazione deve essere vista come il motore dominante del cambiamento. Cambier\u00e0 significativamente la modalit\u00e0 di progettare e produrre i veicoli. La creazione di valore tradizionale in fase decrescente basata sul vecchio sistema polarizzato sulla produzione e sull&#8217;assemblaggio \u00e8 contrastata da nuovi elementi di creazione del valore guidati dai dati; Il collegamento in rete di veicoli, infrastrutture e utenti e la guida autonoma diventeranno elementi centrali nella progettazione dei mezzi e i servizi in rete diventeranno un&#8217;esigenza crescente degli utenti<\/strong>. Questo ha anche un grande impatto sul focus e sull&#8217;organizzazione della creazione di valore, sulla forza lavoro e sui suoi profili di qualificazione, cos\u00ec come sulla situazione competitiva generale dell&#8217;industria automobilistica. L&#8217;accelerazione dello sviluppo verso soluzioni di mobilit\u00e0 digitali e tecnicamente sofisticate d\u00e0 spazio a nuovi attori come le aziende IT e di software che operano a livello internazionale e che sono gi\u00e0 in forte competizione con i produttori e i fornitori tradizionali di automobili.\u00a0<strong>Di conseguenza, le aziende dell&#8217;industria automobilistica devono affrontare la concorrenza di aziende digitali ricche di capitale e, allo stesso tempo, rompere le precedenti catene di valore e investire in nuove aree e campi di business che devono ancora essere sviluppati<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non pu\u00f2 mancare una politica di maggiore equit\u00e0 rivolta ai consumatori, in modo da consentire anche a chi ha meno possibilit\u00e0 di avere un sostegno con un bonus per la rottamazione e incentivi per l\u2019acquisto dell&#8217;elettrico almeno fino a quando non si raggiunger\u00e0 una parit\u00e0 di costo con le auto endotermiche<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma c&#8217;\u00e8 una questione centrale e fondamentale: l\u2019industria automobilistica deve investire in ricerca e sviluppo per mantenere un alto livello di innovazione per affrontare le sfide future e cogliere le opportunit\u00e0 redditizie di creazione del valore.<\/strong>Le aziende dell&#8217;industria automobilistica, insieme alla comunit\u00e0 scientifica, sono quindi sfidate a progettare nuovi concetti per una mobilit\u00e0 dinamica e sostenibile. Il tema dell\u2019istruzione e, soprattutto, della formazione professionale dei lavoratori sono aspetti qualificanti ed indispensabili per adeguare le competenze ai temi della digitalizzazione e dell\u2019elettrificazione.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Le reti regionali e territoriali e i poli di trasformazione.\u00a0<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli interventi devono essere governati da iniziative che vedano le regioni e i territori partecipi e protagonisti nel processo di trasformazione, sviluppando strategie in base alle conoscenze del settore dell\u2019auto nei diversi contesti chiamati a sostenere le realt\u00e0 pi\u00f9 colpite dalle situazioni di crisi generate dal cambiamento<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per riappropriarci della nuova catena del valore del veicolo del futuro \u00e8 necessario sviluppare\u00a0<strong>poli di trasformazione e di supporto alle realt\u00e0 del settore, sviluppando aspetti di contenuto sui singoli component<\/strong>i: propulsori, carrozzeria, guida autonoma, motorizzazioni elettriche e a idrogeno, lo sviluppo dei software, ecc. Bisogna sviluppare questi Poli di trasformazioni con il coinvolgimento delle comunit\u00e0 scientifiche intrecciandole con il settore industriale, coinvolgendo anche i grandi produttori del settore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Una strategia che coinvolga tutte le parti interessate\u00a0<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti i protagonisti del settore \u2013 produttori di veicoli, fornitori, start-up, scienza, dipendenti, sindacati, il settore finanziario, nonch\u00e9 la politica e istituzioni ai vari livelli da quello nazionale, regionale e comunale \u2013 devono essere coinvolti in una strategia condivisa.\u00a0<strong>La FIM-CISL parla di PATTO STATEGICO<\/strong>, volta\u00a0\u00a0a rafforzare la capacit\u00e0 innovativa e la competitivit\u00e0 della nostra industria. L&#8217;obiettivo comune di tutti gli attori deve essere quello di assicurare e creare pi\u00f9 valore aggiunto e occupazione di qualit\u00e0 nel paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>IL PNRR \u00e8 un\u2019occasione unica e irripetibile che rischia di essere persa per il settore automotive<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"NormaleWeb1\" style=\"text-align: justify;\">Dei 235,1 miliardi di euro\u00a0previsti dal programma complessivo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, qual \u00e8 il riparto destinato al comparto dell\u2019auto? \u00c8 una domanda certamente complessa a cui bisogna rispondere. Siamo a conoscenza che i fondi stanziati per l\u2019investimento sulla rete di colonnine per la ricarica di auto elettriche sul territorio nazionale, per esempio, ammontano a 750 milioni di euro. Dei\u00a070 miliardi di euro\u00a0dedicati alla\u00a0rivoluzione verde e alla transizione ecologica (Missione 2); circa\u00a0\u00a025,3 miliardi\u00a0saranno spesi alla voce\u00a0\u201cTransizione energetica e Mobilit\u00e0 sostenibile\u201d, di cui 8,6 miliardi\u00a0saranno impiegati nella produzione, la distribuzione e gli usi finali dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.motorbox.com\/tecnologia\/ev-auto-elettrica-auto-a-idrogeno-mobilita-bosch\">idrogeno<\/a>. Vi sono poi le stazioni di ricarica per il\u00a0trasporto stradale\u00a0(230 milioni di euro) e la sperimentazione sul trasporto ferroviario\u00a0(300 milioni di euro<strong>). La trasversalit\u00e0 di alcuni fondi che potrebbe anche riguardare il settore dell\u2019automotive, ci preoccupa perch\u00e9 temiamo che poi concretamente non corrisponda nella realt\u00e0 ad un intervento specifico nel settore<\/strong>.\u00a0<strong>Nemmeno alla voce \u201cPolitiche per il Lavoro\u201d\u00a0si menzionano interventi specifici o attenzioni particolari ai lavoratori del settore pi\u00f9 coinvolti dalla transizione ecologica.<\/strong>\u00a0<strong>Al contrario, in altri Paesi i fondi destinati al settore sono chiari ed evidenti.<\/strong><\/p>\n<p class=\"NormaleWeb1\" style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>La proposta FIM: un Fondo per sostenere la transizione di imprese e lavoratori dell\u2019automotive<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come Fim-Cisl crediamo sia necessario rendere esplicito e chiaro l\u2019intervento dedicato al settore dell\u2019automotive, attingendo ai capitoli del PNRR.<\/strong>\u00a0Nello specifico, pensiamo ad un Fondo per il futuro di questo settore importante e strategico per l\u2019economia del nostro Paese e fondamentale per le migliaia di lavoratori che quotidianamente collaborano e cooperano dentro i pi\u00f9 diversi contesti lavorativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono due le linee di intervento che suggeriamo:<\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco1\" style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<strong>Una dedicata a sostenere la trasformazione dell\u2019industria automobilistica e, quindi, tutti gli interventi di carattere industriale<\/strong>\u00a0necessari ad accompagnare e sostenere il processo di trasformazione e di innovazione, dalla digitalizzazione al cambio delle motorizzazioni, dalle nuove tecnologie alla produzione di batterie, dalle catene di valore all\u2019economia circolare, dai semiconduttori fino ad arrivare a finanziare la modernizzazione dell\u2019organizzazione del lavoro delle piccole e medie imprese, in un&#8217;ottica di una pi\u00f9 stretta cooperazione tra le imprese e gli enti territoriali.<\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco1\" style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco1\" style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<strong>L\u2019altra orientata alla protezione e alla promozione delle persone e dei lavoratori<\/strong><strong>che dentro la trasformazione rischiano di pagare il prezzo pi\u00f9 altro in termini di sacrifici, ma che nello stesso tempo rappresentano il fulcro del cambiamento e della trasformazione.<\/strong>\u00a0Pensiamo a intensi piani di riqualificazione dei lavoratori,\u00a0soprattutto quelli coinvolti direttamente negli impatti generati dal passaggio all\u2019elettrico. E a interventi di rafforzamento delle competenze professionali, che garantiscano una continuit\u00e0, considerando le necessit\u00e0 sempre pi\u00f9 richieste dal processo di transizione ecologica, dell\u2019elettrificazione, della digitalizzazione e dalla guida autonoma. Sar\u00e0, inoltre, necessario coinvolgere, sia nella gestione che nella partecipazione finanziaria, i produttori i fornitori e le istituzioni ai vari livelli.<\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco1\" style=\"text-align: justify;\">Il Fondo nuove competenze e i contratti di espansione sono certamente strumenti importanti, ma non alla portata in termini di possibilit\u00e0 di estensione per dare copertura ad un fenomeno che riguarder\u00e0 l\u2019intero settore dell\u2019automotive.\u00a0<strong>\u00c8\u00a0\u00a0urgente\u00a0\u00a0costruire ammortizzatori sociali dedicati al settore dell\u2019automotive e alla difficile transizione, con un forte intervento formativo e orientati alla riqualificazione e alla ricollocazione in nuovi ambiti lavorativi.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>La proposta FIM: Il comitato tecnico di esperti<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come Fim-Cisl pensiamo sia importante che nel prossimo tavolo sull\u2019automotive si costruiscano le condizioni per definire nel concreto delle linee di intervento specifiche per il settore.\u00a0<strong>Pensiamo sia utile costituire un fondo specifico di settore come gi\u00e0 sperimentato in altri Paesi. Allo stesso modo, riteniamo necessario che il \u201cgruppo di lavoro dei produttori\u201d, istituito al tavolo automotive del Mise, in cui \u00e8 presente anche il sindacato, sia supportato da un Comitato di esperti, composto dalle migliori competenze specifiche del settore, con il compito di identificare le esigenze di azione per l&#8217;industria automobilistica e i settori industriali correlati e di proporre una serie di linee di intervento, definendone le priorit\u00e0 di finanziamento<\/strong>.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Personalmente, penso che analizzare le esperienze gi\u00e0 praticate in altri Paesi possa rappresentare un buon inizio cos\u00ec come sarebbe fondamentale aprire una interlocuzione e lavorare in stretto scambio con i rappresentanti dei diversi gruppi interessati dal cambiamento strutturale nell&#8217;industria automobilistica, organizzando specifiche audizioni e gruppi di lavoro.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>La proposta FIM: azione diretta del MISE sulle imprese per evitare le crisi non ancora conclamate<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nomino alcuni casi solo a titolo esemplificativo: Bosch, Vitesco, Denso che significano per noi oltre 3.500 dipendenti, considerando anche l\u2019indotto.\u00a0<strong>Queste realt\u00e0 hanno annunciato ripercussioni negative sui livelli occupazionali a seguito di produzioni che negli ultimi anni hanno subito il crollo delle motorizzazioni endotermiche (-50%).<\/strong>\u00a0Fanno parte di grandi gruppi multinazionali che stanno prendendo decisioni sul destino di questi stabilimenti e stanno valutando presso quali stabilimenti in Europa investire con produzioni alternative. Naturalmente, stanno valutando le convenienze che ogni Paese offre.\u00a0<strong>Su queste societ\u00e0 e su altre, che non hanno ancora preso una decisione, serve una interlocuzione proficua con il Ministero delle Attivit\u00e0 Produttive per creare le condizioni e le convenienze per portare i gli investimenti sulle nuove produzioni da noi.\u00a0<\/strong>\u00a0Il silenzio delle istituzioni le porta dritte all\u2019unit\u00e0 di crisi e ai licenziamenti. Monitorare il settore e dialogare con i suoi protagonisti \u00e8 un ruolo fondamentale che il\u00a0\u00a0MISE dovrebbe avere nelle sue corde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Conclusioni<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ho delle vere e proprie conclusioni, anzi personalmente spero\u00a0<strong>che tutto questo sia un utile, buono e proficuo inizio.\u00a0<\/strong>Me lo auguro per il Paese e per i lavoratori che rappresentiamo e per le loro famiglie. Sono certo che questo confronto organizzato dalla Fim-Cisl con i massimi protagonisti nel settore possa fornire una chiave di svolta per una politica industriale che finora \u00e8 maledettamente mancata nel nostro Paese.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Penso che potremo fare grandi cose se sapremo dare continuit\u00e0 e, soprattutto, concretezza ai lavori di questa mattinata.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>*Segretario nazionale FIM-CISL, relazione al Convegno nazionale, Torino 17\/09\/2021<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019iniziativa FIM-CISL Abbiamo organizzato questo importante evento con i massimi esponenti del settore automotive perch\u00e9 riteniamo indispensabile contribuire, anche con questa iniziativa, alle scelte che, come sindacato insieme alle imprese del settore, alle istituzioni e al governo,\u00a0\u00a0siamo chiamati ad attuare in tempi molto stretti per uno dei settori industriali pi\u00f9 importanti del Paese per le [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":4423,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-4424","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - 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