{"id":4434,"date":"2021-09-27T10:48:11","date_gmt":"2021-09-27T08:48:11","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/i-vaccini-aiutano-l-economia-e-l-occupazione\/"},"modified":"2021-09-27T10:48:11","modified_gmt":"2021-09-27T08:48:11","slug":"i-vaccini-aiutano-l-economia-e-l-occupazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/i-vaccini-aiutano-l-economia-e-l-occupazione\/","title":{"rendered":"I vaccini aiutano l\u2019economia e l\u2019occupazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>La ripresa a V c\u2019\u00e8 stata\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I miglioramenti dell\u2019economia italiana hanno sorpreso anche i pi\u00f9 inguaribili ottimisti. Si tratta di avanzamenti temporanei che ci si dovr\u00e0 sforzare di consolidare, ma rispetto alla rovinosa caduta del 2020 il recupero \u00e8 stato largo e complessivamente inatteso. Si d\u00e0 per acquisita una crescita nel 2021 del 6%, tasso sconosciuto anche ai pi\u00f9 anziani tra i lettori. C\u2019\u00e8 che si spinge oltre, come il Ministro della Funzione Pubblica, che ipotizza che si possa arrivare, almeno a fine anno e con il greenpass, al 7%. In effetti ci sono solidi segnali di ripresa nel terzo trimestre, anche in un settore cos\u00ec colpito come quello del turismo. Restano i buchi di attivit\u00e0 dei mesi precedenti, ma l\u2019orizzonte non \u00e8 scuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-4426\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.17.37.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"757\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.17.37.png 757w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.17.37-300x153.png 300w\" sizes=\"(max-width: 757px) 100vw, 757px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intendiamoci. Non abbiamo ancora recuperato a pieno i livelli 2019. Il 2021 dovrebbe chiudersi nella media dell\u2019anno tra due e tre punti percentuali sotto i livelli pre \u2013 pandemici; ma questo dipende da quanto avvenuto nel primo semestre dell\u2019anno, ancora molto caratterizzato dalle chiusure e da una vaccinazione che doveva ancora decollare. L\u2019economia beneficia ora del miglioramento della situazione sanitaria confermando largamente il vecchio adagio che \u201c<em>il medico pietoso fa la piaga purulenta<\/em>\u201d. Il Governo in questi mesi ha per fortuna resistito a chi, parlando di chiusure economicide, voleva aprire tutto, quando ancora non c\u2019erano le condizioni per farlo; gli stessi che ora si fanno strenui difensori della bandiera No Vax, rischiando di prolungare nel tempo gli effetti della pandemia. La copertura vaccinale \u00e8 la sola garanzia per l\u2019economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il settore che sta trainando di pi\u00f9 \u00e8 quello delle costruzioni, cos\u00ec come non avveniva dalla crisi del 2008. I commentatori specializzati parlano di crescita senza precedenti. L\u2019ISTAT stima un valore aggiunto nel 2\u00b0 trimestre 2021 superiore del 13,8% rispetto ai livelli dello stesso periodo del 2019, prima della pandemia. Nel passaparola molti segnalano difficolt\u00e0 a reperire imprese del settore disponibili ad iniziare in tempi rapidi lavori piccoli e grandi. Influiscono diversi fattori e forse i superbonus non sono la causa determinante.\u00a0\u00a0Pi\u00f9 importanti sono, per chi scrive, i bassi livelli dei tassi di interesse; il costo dei mutui non \u00e8 stato mai cos\u00ec basso e favorisce gli acquisti di case e il rinnovo del patrimonio esistente. Ha influito anche il periodo di confinamento che ha riportato l\u2019attenzione sullo stato della propria abitazione, facendo crescere il desiderio di migliorare con essa il proprio standard di vita. Sono tutti fattori che dovrebbero perdurare e addirittura ampliarsi se si riduce l\u2019incertezza occupazionale. E soprattutto ci sono poi da attendersi gli effetti dell\u2019ampliamento della costruzione di infrastrutture, innescata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza; un vero e proprio \u201c<em>deus ex machina<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-4427\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.17.42.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"767\" height=\"435\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.17.42.png 767w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.17.42-300x170.png 300w\" sizes=\"(max-width: 767px) 100vw, 767px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E tutt\u2019altro che scontata \u00e8 stata anche l\u2019ottima performance dell\u2019industria. L\u2019interpretazione prevalente \u00e8 che sono venute a maturazione le innovazioni innescate da Industria 4.0. Marco Fortis ci ricorda (Il Sole 24 Ore \u2013 7 settembre 2021) che il valore aggiunto dell\u2019industria manifatturiera in Italia ha fatto registrare dopo i primi due trimestri dell\u2019anno in corso una crescita acquisita del\u201911% in termini reali. E\u2019 l\u2019incremento pi\u00f9 alto registrato nell\u2019euro area, contro il + 7.0% della Francia, il 6% della Spagna e il 4,8% della Germania. Questo non ci consente di dimenticare la pesantissima caduta del 2020; come pure che vi sono imprese e gruppi di imprese che erano in crisi prima della pandemia e la loro situazione non \u00e8 migliorata. I dati ISTAT del Valore aggiunto dell\u2019industria manifatturiera ci dicono, per\u00f2, che al secondo trimestre 2021 erano stati recuperati i livelli dello stesso periodo 2019. I comparti pi\u00f9 tonici nella prima parte dell\u2019anno sono stati quelli delle apparecchiature elettriche, della metallurgia, della fabbricazione dei macchinari e attrezzature, che hanno saputo stare al passo della ripresa mondiale. In effetti, come ci ricorda la Banca d\u2019Italia, l\u2019impatto della pandemia sulle esportazioni \u00e8 stato forte, ma temporaneo: dopo un brusco calo nel primo semestre 2020, hanno ripreso slancio, tornando gi\u00e0 nei mesi finali del 2020 sui livelli precedenti la diffusione del contagio; la competitivit\u00e0 del paese non ha risentito del COVID e la quota dell\u2019Italia sul commercio mondiale di beni \u00e8 rimasta pressoch\u00e9 invariata.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-4428\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.17.48.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"766\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.17.48.png 766w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.17.48-300x140.png 300w\" sizes=\"(max-width: 766px) 100vw, 766px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia consolida ottimi posizionamenti nelle fasce di maggiore qualit\u00e0, di elevato design e di pi\u00f9 forte innovazione. Alcuni settori hanno beneficiato della pandemia, in maniera diretta (farmaceutici, computer, generalmente il settore alimentare, che ha oggi una produzione largamente superiore al 2019) o indiretta per la riallocazione della domanda o dei modi di acquisto (mobili, carta). Molto pi\u00f9 recentemente ha recuperato terreno anche il settore Moda (abbigliamento, calzature, articoli profumeria) in pesante caduta durante il confinamento per la riduzione dell\u2019interazione sociale quotidiana (smart working) e pi\u00f9 occasionale ( matrimoni, comunioni, \u2026). Si vede l\u2019innesco di una rotazione della domanda, ovvero di un deciso recupero dei prodotti che erano stati pi\u00f9 sacrificati nei momenti pi\u00f9 duri della pandemia, mentre quelli che pi\u00f9 avevano corso rallentano la marcia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In prospettiva i problemi nell\u2019industria paiono venire, pi\u00f9 che dal lato della domanda, da quello dell\u2019offerta. Cos\u00ec come nelle costruzioni, l\u2019approvvigionamento di alcuni prodotti e alcune materie prime \u00e8 diventato difficoltoso. Vi sono tempi di reperimento e di consegna lunghi e costi talora in decisa crescita. Lo choc della pandemia \u00e8 stato tutt\u2019altro che assorbito dalle catene globali di fornitura; la scarsa disponibilit\u00e0 di semiconduttori ad esempio provoca strozzature nell\u2019offerta in particolare in alcuni settori (automotive, elettronica, macchinari). I problemi di approvvigionamento frenano l\u2019espansione dell\u2019attivit\u00e0. Potrebbe essere il caso della produzione dei mezzi di trasporto, che ha recuperato i bassi livelli del 2020, ma non ancora quelli del 2019 e si prospetta dover fronteggiare la carenza di componenti elettronici; questa, dicono gli esperti, potrebbe durare nel migliore dei casi fino al prossimo anno e, nel peggiore, sino al 2023. La crisi \u00e8 una conseguenza della pandemia di Covid-19 che ha costretto le fabbriche di componenti asiatiche a chiudere i battenti in Vietnam, Malesia o Indonesia, con riflessi evidenti per i grandi marchi automobilistici europei e non solo. Il tema evoca due questioni che qui si possono solo citare che sono quella delle catene di fornitura globali e della transizione ecologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi pandemica \u00e8 stata soprattutto crisi del terziario. Ma il numero appena uscito di Congiuntura REF titola \u201c<em>Il testimone della ripresa passa dall\u2019industria ai servizi<\/em>\u201d. Si sottolinea come il fattore trainante sia stata la rimozione, per i progressi nelle campagne vaccinali, delle misure di distanziamento in diversi settori. Le riaperture hanno quindi permesso un recupero in molti comparti che nei primi mesi dell\u2019anno erano ancora sottoposti a forti limitazioni. Secondo l\u2019ISTAT l\u2019indice del fatturato dei servizi nel secondo trimestre 2021 ha segnato variazioni tendenziali positive in tutti i settori rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente, pi\u00f9 marcate in quelli maggiormente colpiti dalle restrizioni messe in atto nel secondo trimestre 2020, quali le Attivit\u00e0 dei servizi di alloggio e ristorazione, che registrano una crescita del 99,1%. Forti aumenti contraddistinguono anche il Commercio all\u2019ingrosso, commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli (+36,8), il Trasporto e magazzinaggio (+33,3%). Nonostante ci\u00f2 i livelli raggiunti per i servizi di alloggio e ristorazione sono ancora largamente inferiori a quelli del quarto trimestre 2019 (in Italia -43,6%); le analisi del clima di fiducia tra gli operatori turistici in Europa segnano, per\u00f2, tassi di crescita molto elevati durante i mesi estivi. In questo periodo da noi \u00e8 stato segnato il tutto esaurito al mare e in montagna con prezzi complessivamente sostenuti e ora il turismo si sta riprendendo anche nelle citt\u00e0 d\u2019arte. Il greenpass si conferma come strumento facilitatore e rassicurante e non insopportabile inciampo per le attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-4429\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.17.53.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"761\" height=\"410\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.17.53.png 761w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.17.53-300x162.png 300w\" sizes=\"(max-width: 761px) 100vw, 761px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sulla base delle informazioni oggi disponibili la Nota di Aggiornamento al DEF, il documento che prelude alla Legge di Bilancio, dopo la caduta del PIL dell\u20198,9 per cento registrata nel 2020, dovrebbe basarsi su una crescita nel 2021 del 6% e del 4,5% nel 2022. Si tratterebbe di una maggiore crescita di circa 1 punto e mezzo rispetto alle previsioni governative di aprile scorso<\/strong>\u00a0dove si erano indicati aumenti del 4,5 per cento quest\u2019anno e del 4,8 per cento nel 2022. Questo significherebbe raggiungere il livello del Pil che avevamo prima del Covid nel primo trimestre del prossimo anno. Se l\u2019ammontare complessivo sar\u00e0 lo stesso, sar\u00e0 certamente diversa l\u2019articolazione per settori produttivi, visto che l\u2019impatto della pandemia \u00e8 stato fortemente polarizzato. Questo determina certamente problemi di mobilit\u00e0 da un settore all\u2019altro, da un\u2019impresa a un\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispetto a questo scenario complessivamente positivo c\u2019\u00e8 da chiedersi se ci possano essere particolari perturbazioni. Un tema \u00e8 quello dell\u2019inflazione; gli ultimi mesi hanno vista una crescita dei prezzi, in Italia meno che in altri paesi, determinata dalle materie prime e dall\u2019energia. Vi \u00e8 un consenso vasto nel ritenere che si tratta di fattori temporanei per le brusche evoluzioni determinate dalla pandemia, prima con la caduta della domanda e poi con il suo surriscaldamento. Fortunatamente questa \u00e8 l\u2019interpretazione che ne danno le Banche Centrali, che hanno modificato solo marginalmente le politiche monetarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altro tema riguarda la solidit\u00e0 della ripresa mondiale. In questo momento preoccupa la bolla immobiliare cinese con la crisi del colosso Evergrande, a rischio di fallimento. Non \u00e8 chiaro se il governo di Pechino intenda salvare la seconda impresa immobiliare del paese, registrata alle Cayman, ed evitare un effetto contagio, che, a vedere la reazione delle borse, rischia di diventare globale. Si evocano i fantasmi della Lehman Brothers. I fondi potrebbero essere indotti ad alleggerire le posizioni nel settore e in quelli vicini, cio\u00e8 a disinvestire i soggetti pi\u00f9 a rischio. Altri ritengono che il problema verr\u00e0 comunque governato e non determiner\u00e0 importanti conseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda l\u2019Italia, come si \u00e8 pi\u00f9 volte ripetuto negli ultimi mesi, l\u2019incertezza viene dalla capacit\u00e0 di trasformare le risorse del PNRR in progetti veri, di portare tutto \u201cDalla carta al badile\u201d. E\u2019 una scommessa importante con conseguenze fondamentali non solo per il nostro paese e le sue aree pi\u00f9 in difficolt\u00e0, ma per la stessa Unione Europea, per non fare arretrare il Recovery Fund a intervento una tantum.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u2026 E l\u2019occupazione recupera dopo una forte caduta.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019occupazione ha seguito in modo abbastanza stretto nei primi mesi del 2021 l\u2019andamento dell\u2019economia. I timori dello\u00a0<em>tsunami<\/em>\u00a0che erano stati da pi\u00f9 parti richiamati non si sono materializzati. Non veniva adeguatamente apprezzato, infatti, il recupero produttivo in corso. Il grafico sotto di fonte ISTAT, recentemente pubblicato\u00a0<em>\u2013Statistiche Flash &#8211; Il Mercato Del Lavoro &#8211; II trimestre 2021 &#8211;<\/em>\u00a0mostra che l\u2019occupazione, dopo aver raggiunto il massimo, aveva iniziato a ridursi gi\u00e0 nella primavera del 2019, quasi un anno prima lo scoppio della pandemia, con un calo di oltre 300 mila occupati. Da marzo 2020 si \u00e8 avuta una brusca accelerazione del calo con un\u2019ulteriore perdita attribuibile alla pandemia di altre 600 mila unit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-4430\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.18.00.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"772\" height=\"511\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.18.00.png 772w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.18.00-300x199.png 300w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.18.00-768x508.png 768w\" sizes=\"(max-width: 772px) 100vw, 772px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel secondo semestre del 2020 vi \u00e8 stato un certo recupero per la parziale normalizzazione di quei mesi, destinato per\u00f2 a recedere per l\u2019arrivo della terza ondata del contagio tra la fine dell\u2019anno e l\u2019inizio del nuovo. L\u2019andamento nel corso del 2021, dopo il minimo di gennaio, \u00e8 stato finora sempre positivo. La dinamica occupazionale, in ripresa gi\u00e0 dalla fine di aprile, si \u00e8 nettamente rafforzata nei due mesi successivi, favorita dai progressi della campagna vaccinale e dalla conseguente graduale rimozione dei vincoli alle attivit\u00e0 economiche. Al secondo trimestre 2021 era stata recuperata con 300 mila occupati circa la met\u00e0 dei posti di lavoro persi per il COVID.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-4431\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.18.04.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"698\" height=\"494\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.18.04.png 698w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.18.04-300x212.png 300w\" sizes=\"(max-width: 698px) 100vw, 698px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 prima della pandemia il calo aveva coinvolto soprattutto i dipendenti a termine e gli indipendenti. Con il contagio il fenomeno si \u00e8 rafforzato. Gli occupati a termine si sono ridotti di circa 250 mila tra il secondo trimestre 2019 e il primo trimestre 2020, a cui si sono aggiunti altre 270 mila persone nel secondo trimestre, in cui si sono sviluppati tutti gli effetti della pandemia. Lo stesso \u00e8 avvenuto per gli indipendenti con una perdita rispettivamente di 130 mila e 160 addetti. Gli occupati stabili hanno avuto dinamiche migliori; nel corso del 2019 vi \u00e8 stata una crescita di 60 mila unit\u00e0 per l\u2019accelerazione delle trasformazioni dal lavoro a termine; nel secondo trimestre del 2020 la caduta \u00e8 stata 190 mila addetti, in percentuale pari all\u20191,3% a fronte -9,4% dei dipendenti a termine e al -3,0% degli indipendenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Successivamente la situazione si \u00e8 rovesciata. Rispetto al secondo trimestre 2020, l\u2019aumento dell\u2019occupazione (+523 mila unit\u00e0, +2,3%) ha coinvolto soltanto i dipendenti a termine (+573 mila, +23,6%), con un\u2019accelerazione, come si vede dal grafico, soprattutto nell\u2019ultimo trimestre; \u00e8 continuata, seppur con minore intensit\u00e0, il calo dei dipendenti a tempo indeterminato (-29 mila, -0,2%) e degli indipendenti (-21 mila, -0,4%). Si ripete la propensione delle imprese a creare nella prima parte della fase espansiva soprattutto lavoro a tempo determinato per poi eventualmente trasformarlo in lavoro con maggiori caratteristiche di stabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo i dati delle Comunicazioni Obbligatorie rielaborati dalla Banca d\u2019Italia il rapporto tra il numero di cessazioni promosse dal datore di lavoro e il numero dei dipendenti si \u00e8 mantenuto per effetto del blocco dei licenziamenti fino al 30 giugno su livelli particolarmente bassi (pari a circa la met\u00e0 di quelli prevalenti prima dello scoppio dell\u2019emergenza sanitaria, al netto degli effetti stagionali). Le aziende hanno, dunque, fatto labour hoarding, trattenendo la manodopera inutilizzata, grazie alla possibilit\u00e0 di accedere agli ammortizzatori sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-4432\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.18.09.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"483\" height=\"418\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.18.09.png 483w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.18.09-300x260.png 300w\" sizes=\"(max-width: 483px) 100vw, 483px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019adattamento della domanda di lavoro al calo dell\u2019attivit\u00e0 economica \u00e8 stato assicurato dalle ore lavorate e dagli ammortizzatori sociali. L\u2019elevata elasticit\u00e0 delle ore lavorate rispetto al livello dell\u2019attivit\u00e0 economica \u00e8 diventata ancora pi\u00f9 evidente con la crisi scatenata dalla pandemia. il monte ore lavorate ha seguito ad un dipresso il crollo del PIL nel primo e nel secondo trimestre del 2020 per riprendere poi nel terzo in linea con il recupero dell\u2019estate. La domanda di lavoro da parte delle imprese si \u00e8 adattata in modo rapido e completo al crollo dell\u2019attivit\u00e0 economica determinato dal COVID. Il ricorso alla Cassa integrazione guadagni (CIG) e al Fondo di integrazione salariale (FIS), \u00e8 stato semplificato ed esteso ed ha tamponato l\u2019impatto della crisi sul numero di occupati.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019utilizzo della CIG ha consentito un rapidissimo adattamento della domanda di lavoro delle imprese ed insieme ha salvaguardato l\u2019occupazione. Nel corso del 2020 le ore autorizzate delle diverse forme sono state secondo l\u2019INPS 4,3 miliardi di ore, 16 volte l\u2019ammontare registrato nel 2019. Nel periodo pi\u00f9 recente il ricorso rimane elevato, ma nel periodo gennaio luglio 2021 le ore autorizzate si sono dimezzate rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente. Proprio a luglio la riduzione ha accelerato e ha coinvolto in modo evidente il comparto del Commercio, che invece finora non ne aveva beneficiato.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le figure pi\u00f9 colpite recuperano parzialmente<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ripresa occupazionale osservata rispetto al secondo trimestre 2020 ha coinvolto di pi\u00f9 coloro che per primi avevano subito gli effetti della pandemia: occupati nei servizi e lavoratori a termine, con maggiori ripercussioni per giovani, donne e stranieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I grafici sotto di fonte ISTAT mostrano le variazioni dell\u2019occupazione, calcolata in livello e in rapporto con la popolazione corrispondente secondo le diverse caratteristiche, nel periodo che va dal secondo trimestre 2019 e quello del 2021. Le barre mostrano le variazioni distintamente nei due anni, generalmente in calo nel primo e in aumento nel secondo. La linea rossa indica il saldo complessivo nel biennio.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-4433\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.18.14.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"742\" height=\"344\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.18.14.png 742w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/images_Schermata-2021-09-28-alle-16.18.14-300x139.png 300w\" sizes=\"(max-width: 742px) 100vw, 742px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I dati dell\u2019ISTAT mostrano che l\u2019occupazione \u00e8 ancora inferiore ai livelli pre-pandemia, con 678 mila occupati in meno rispetto al secondo trimestre 2019; in particolare, le donne occupate sono 370 mila in meno (-3,7% rispetto a -2,3% degli uomini) e il tasso di occupazione femminile, al 49,3%, \u00e8 ancora inferiore di 1,4 punti (-1 punto, al 67,1%, per gli uomini).\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crescita dell\u2019occupazione giovanile nel secondo trimestre 2021 \u00e8 stata particolarmente sostenuta, ma non \u00e8 riuscita a compensare il forte calo del 2020: tra i 15-34enni gli occupati sono ancora 199 mila in meno rispetto al secondo trimestre 2019 (-3,8%). L\u2019analisi dei tassi di occupazione consente di tener conto anche della dinamica della popolazione. La crescita occupazionale \u00e8 pi\u00f9 marcata per i 15-34enni (dal 38,1% del secondo 2020 al 40,8% del secondo 2021). Per i 35-49enni il tasso di occupazione non \u00e8 troppo distante da quello pre-crisi (73,4% rispetto a 74,2%), anche se il numero di occupati \u00e8 ancora inferiore a quello del secondo trimestre 2019 di oltre mezzo milione (-5,7%), ma anche a causa della riduzione della popolazione sottostante. Al contrario tra i 50-64enni il numero di occupati \u00e8 superiore (+66 mila, +0,8%), ma il tasso di occupazione (60,1%) \u00e8 ancora di 1,2 punti inferiore al livello del 2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispetto all\u2019inizio della pandemia, nel Nord il numero di occupati \u00e8 ancora inferiore di 340 mila unit\u00e0 (-2,7% rispetto al secondo trimestre 2019), nel Centro di 160 mila (-3,2%) e nel Mezzogiorno di 180 mila (-2,9%). La diversa dinamica della popolazione residente in et\u00e0 lavorativa nelle tre ripartizioni porta a tassi di occupazione in minore calo nel Mezzogiorno, registrando la riduzione pi\u00f9 contenuta nel 2020 e la crescita pi\u00f9 marcata nel secondo 2021: il livello dell\u2019indicatore, 44,8%, \u00e8 di 0,5 punti inferiore a quello del secondo trimestre 2019, a fronte di una distanza di 1,7 punti nel Nord (dove \u00e8 comunque al 66,5%) e di 1,5 punti nel Centro (62,5%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ultimo anno la ripresa occupazionale tra gli stranieri \u00e8 stata particolarmente intensa (+4,4% occupati rispetto a +2,1% degli italiani), ma anche per loro il recupero \u00e8 stato parziale. Il tasso di occupazione al 57,3% conferma il deciso peggioramento della condizione degli stranieri; un valore di ben 4 punti percentuali al di sotto di quello del periodo pre-crisi e inferiore di 1 punto a quello degli italiani, per i quali la distanza con il tasso del secondo trimestre 2019 si riduce a -0,8 punti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal secondo trimestre 2020 vi \u00e8 stata inoltre una forte riduzione degli inattivi di 15-64 anni (-1 milione 253 mila), che erano enormemente cresciuti a seguito dell\u2019emergenza sanitaria per la chiusura di molte attivit\u00e0 e la difficolt\u00e0 e spesso l\u2019inutilit\u00e0 di svolgere azioni di ricerca del lavoro. Per 850 mila casi, dunque due casi su tre, Il calo \u00e8 dovuto proprio alla fine della difficolt\u00e0 del cercare lavoro. Invece dei 13 milioni 500 mila inattivi circa 200 mila (1,5% del totale inattivi) sono persone in cassa integrazione guadagni assenti dal lavoro per pi\u00f9 di tre mesi, che in maggioranza non cercano lavoro perch\u00e9 in attesa di tornare al loro impiego; tale quota si \u00e8 ridotta rispetto al 2,3% del primo trimestre 2021.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio l\u2019andamento dell\u2019inattivit\u00e0 spiega l\u2019anomalia del tasso di disoccupazione. Come \u00e8 noto questo si era ridotto durante il lockdown; per essere considerati inoccupati bisogna svolgere almeno un\u2019azione di ricerca nel mese precedente l\u2019intervista. Saltando quindi i colloqui, le prove di concorso, le visite alle agenzie per il lavoro, Il numero dei disoccupati era quindi apparentemente diminuito. E\u2019 cos\u00ec che nel secondo trimestre 2021 il tasso di disoccupazione \u00e8 stato in crescita rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente; sale al 9,6% (+1,7 punti), in particolare tra i giovani, le donne e nel Centro-sud. Ma se si guarda al profilo trimestrale il tasso di disoccupazione, dopo gli aumenti registrati fino al I trimestre 2021 si \u00e8 ridotto nella primavera di quest\u2019anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019\u00e8 carenza di manodopera?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 recentemente polemizzato sulla carenza di alcune figure professionali. La cronaca si \u00e8 soffermata sulla difficolt\u00e0 di reperire autisti nell\u2019autotrasporto e spesso perfino personale nel turismo, che avrebbe ostacolato il riavvio delle attivit\u00e0. Per chi scrive tutto ci\u00f2 \u00e8 abbastanza scontato in una situazione di forte sconvolgimento quale quella in cui ci siamo trovati. Alle vecchie problematiche, sempre segnalate, si \u00e8 aggiunta la pandemia, con la polarizzazione delle dinamiche settoriali e d\u2019impresa, che non ha fatto che accentuare la distanza tra domanda e offerta di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Detto sinteticamente manca la Mano Visibile che dovrebbe riavvicinare le due. Come ha osservato Sebastiano Fadda, presidente di INAPP ( Sole 24 Ore, 11 settembre), vi \u00e8\u00a0\u00a0la necessit\u00e0 di rispondere\u00a0<em>\u201calle esigenze di allocazione e di riallocazione della forza lavoro derivanti dalla configurazione e dalla evoluzione del sistema produttivo, a livello nazionale e a livello locale\u201d<\/em>. E di farlo orientando a questo fine la formazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al fondo vi \u00e8\u00a0<strong>la mancata corrispondenza tra le competenze specialistiche richieste e quelle possedute.<\/strong>Secondo il Rapporto Excelsior in Italia \u00e8 forte il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, perfino nel nuovo contesto segnato dalla pandemia. Anche per gli under 30, il 31% delle\u00a0<em>skill<\/em>\u00a0richieste \u00e8 ritenuto non facile da trovare, con punte del 67% per gli specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche, del 51% per i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione e del 51% per gli operai nelle attivit\u00e0 metalmeccaniche ed elettromeccaniche; si tratta di percentuali tutte in crescita. Le professioni pi\u00f9 difficili da reperire sono spesso \u00abnuove\u00bb figure professionali per le imprese, legate al digitale e all\u2019innovazione nei processi industriali. Si conferma molto ampia la domanda di competenze &#8220;green&#8221;(risparmio energetico e sostenibilit\u00e0 ambientali) e trasversali. Vi \u00e8 addirittura chi segnala che nel prossimo quinquennio mancheranno molti laureati.\u00a0\u00a0Prosegue la polarizzazione del profilo professionale delle entrate: aumenta la quota di dirigenti, specialisti e tecnici e di operai specializzati, mentre scende quella delle figure intermedie. Il problema \u00e8 che\u00a0<strong>non vi \u00e8 un\u2019adeguata politica per avvicinare domanda e offerta di lavoro; non si riesce a far collaborare tutti i soggetti coinvolti nelle politiche attive per migliorare la qualit\u00e0 dei servizi di istruzione, formazione e lavoro.<\/strong><a name=\"_ftnref1\" href=\"applewebdata:\/\/0843FC74-101D-46F8-9EF3-1510B9217550#_ftn1\" title=\"\">[1]<\/a><strong>\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si deve confidare che gli ingenti investimenti del PNRR facciano il miracolo.\u00a0<\/p>\n<div><br clear=\"all\" \/><\/p>\n<hr width=\"33%\" size=\"1\" \/>\n<div id=\"ftn1\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"_ftn1\" href=\"applewebdata:\/\/0843FC74-101D-46F8-9EF3-1510B9217550#_ftnref1\" title=\"\">[1]<\/a>\u00a0Sistema Informativo Excelsior (2021),\u00a0<em>Excelsior Informa &#8211; I Programmi Occupazionali delle Imprese Rilevati dal Sistema delle Camere di Commercio, Anno 2020<\/em>, https:\/\/excelsior.unioncamere.net<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La ripresa a V c\u2019\u00e8 stata\u2026 I miglioramenti dell\u2019economia italiana hanno sorpreso anche i pi\u00f9 inguaribili ottimisti. 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