{"id":4503,"date":"2021-11-22T17:38:27","date_gmt":"2021-11-22T16:38:27","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/sicurezza-sul-lavoro-piu-controlli-repressivi-ma-non-basta\/"},"modified":"2021-11-22T17:38:27","modified_gmt":"2021-11-22T16:38:27","slug":"sicurezza-sul-lavoro-piu-controlli-repressivi-ma-non-basta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/sicurezza-sul-lavoro-piu-controlli-repressivi-ma-non-basta\/","title":{"rendered":"Sicurezza sul lavoro: pi\u00f9 controlli repressivi, ma non basta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il fenomeno degli infortuni sul lavoro, con la caratterizzazione negli ultimi mesi dell\u2019impressionante accentuazione delle \u201cmorti bianche\u201d, \u00e8 entrato prepotentemente nell\u2019opinione pubblica anche della gente comune, scuotendo le coscienze per la sua enorme portata sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>I dati INAIL ci dicono che gli infortuni con esiti mortali sono stati 772 nei primi 8 mesi del 2021, con il triste accadimento di 3 decessi al giorno. Il decremento rispetto agli 823 decessi dell\u2019anno precedente non deve distogliere l\u2019attenzione dalla gravit\u00e0 di quanto accaduto, in quanto i dati del 2020 sono contrassegnati dagli infortuni COVID, propri della pandemia, accentuatisi in particolare nel mese di Marzo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Meritano considerazone, poi, gli infortuni plurimi avvenuti nello stesso periodo, cos\u00ec come registrati dall\u2019INAIL, pari a 12 per 29 lavoratori morti, mentre nel 2020 erano stati 6 per 12 lavoratori deceduti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Quanto ai settori interessati, la gestione dell\u2019<strong>Industria <\/strong>e dei <strong>Servizi<\/strong>, a fronte di un incremento degli infortuni del 6,9% (279792 casi nel 2020, passati a 299147 nel 2021) registra un calo degli infortuni mortali nella misura del 10,4%; non cos\u00ec la gestione dell\u2019<strong>Agricoltura<\/strong>, che con un aumento percentuale minore di infortuni del 3,6% (da 17164 a 17786 casi), si caratterizza per una recrudescenza significativa di incidenti mortali nella misura del 20% (da 70 a 84 casi); la terza gestione, il <strong>Conto Stato <\/strong>(v. D.M. 10 ottobre 1985), con un incremento generale degli infortuni del 29,2% (da 25176 a 32516 casi) segnala anch\u2019essa un\u2019accentuazione dei casi mortali nella misura del 31,3%.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Non si pu\u00f2 prescindere da una siffatta articolata constatazione degli accadimenti infortunistici, ai fini della valutazione circa l\u2019efficacia o meno del tipo di aggiornamento legislatico ovvero di introduzione di nuove misure di contrasto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Alle numerose priorit\u00e0 governative del momento si \u00e8 aggiunta l\u2019attenzione al fenomeno, che qui interessa, con la registrazione delle prime misure di ordine legislativo, incentrate sul rafforzamento dell\u2019azione di vigilanza. L\u2019obiettivo \u00e8 perseguito mediante una sostanziale modifica agli articoli 13 e 14 del D.Lgs. n.81\/2008, T.U. della sicurezza sul lavoro, rispettivamente sul tema <strong>delle competenze ispettive e del provvedimento cautelare di sospensione dell\u2019attivit\u00e0 aziendale,<\/strong> in caso di pericolo per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, nonch\u00e9 nella ipotesi della presenza del deprecabile fenomeno del \u201clavoro nero\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La strada, come sappiamo, \u00e8 stata il <strong>Decreto fiscale 2022-D.L. 21\/10\/2021 n.146,<\/strong> recante misure urgenti in materia economica e fiscale, tutela del lavoro per esigenze indifferibili (G.U. n.252 del 21\/10), in vigore dal 22\/10\/2021.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Prime linee di riforma del modello ispettivo<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il primo strumento accennato si caratterizza <strong>per il ritorno delle competenze primarie di vigilanza in tema di sicurezza sul lavoro all\u2019Ispettorato Nazionale del Lavoro<\/strong>, quale incombenza parallela a quella delle A.S.L.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ne consegue un allargamento dell\u2019attivit\u00e0 ispettiva nella materia che interessa, perseguibile con un potenziamento degli organici dell\u2019Ispettorato Nazionale del Lavoro nella misura di 1024 unit\u00e0, da assumere mediante apposita procedura concorsuale; significativo l\u2019accompagnamento con investimenti di oltre 3,7 milioni di euro nel biennio 2022\/2023 per la dotazione di strumentazione informatica di supporto all\u2019attivit\u00e0 ispettiva. Da gennaio 2022 \u00e8 previsto, inoltre, un parallelo incremento in soprannumero di 90 unit\u00e0 nell\u2019Arma dei Carabinieri, impegnata presso gli Ispettorati territoriali nell\u2019attivit\u00e0 ispettiva (sono i cosiddetti \u201cCarabinieri per la tutela del lavoro\u201d).\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00c8 appena il caso di notare come il criterio di rafforzamento della particolare vigilanza, mediante il coinvolgimento diretto dello Stato, soddisfi, al di l\u00e0 delle valutazioni politiche, una forte esigenza di razionalit\u00e0, oltre che di fondata opportunit\u00e0, permettendo agli ispettori del lavoro di arricchire gli accertamenti, in occasione dei loro abituali accessi aziendali, con l\u2019esame delle condizioni di sicurezza, certamente non avulse dall\u2019organizzazione aziendale, oggetto di verifica degli accertamenti stessi. Non \u00e8 di poco conto, poi,\u00a0 il perseguimento attraverso la modifica intervenuta del carattere di <strong>uniformit\u00e0 <\/strong>a livello nazionale nell\u2019 applicazione della normativa di tutela che interessa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Non \u00e8 sfuggito naturalmente al legislatore in sede di estensione delle competenze di cui trattasi l\u2019esigenza, sempre avvertita in tali evenienze, di un maggiore coordinamento tra i soggetti preposti alla specifica vigilanza; di qui, la modifica anche dell\u2019articolo 7 del D.Lgs. n.81\/2008, mediante l\u2019introduzione del comma 1 bis, che prevede l\u2019obbligo del Comitato Regionale di coordinamento, preposto alla programmazione regionale, di riunirsi almeno due volte l\u2019anno, con la convocazione anche ad iniziativa dell\u2019Ispettorato del lavoro territoriale. Inoltre, il comma 7 bis stabilisce che l\u2019INL debba trasmettere entro il 30 giugno di ogni anno una relazione analitica sull\u2019attivit\u00e0 svolta in materia di lavoro irregolare al Ministero del Lavoro, per essere inoltrata al Parlamento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ancora, nell\u2019ambito del nuovo articolo 13 del T.U. n.81\/2008 \u00e8 previsto specificamente che, in tema di programmazione regionale tramite l\u2019apposito citato Comitato, le A.S.L. e l\u2019INL promuovano e coordinino l\u2019attivit\u00e0 di vigilanza posta in essere da tutti gli Organi di controllo; formulazione obiettivamente discutibile, suscettibile di modifica in sede di conversione del D.L., mediante l\u2019attribuzione ad un solo soggetto, attendibilmente l\u2019INL per l\u2019ampiezza delle sue attribuzioni in materia di vigilanza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Di rilievo, sempre per i fini del citato coordinamento, il rafforzamento del SINP (Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione nei luoghi di lavoro), quale banca dati INAIL unica per la condivisione delle informazioni in essa contenute, che devono, come tali, essere disponibili alle Asl e all\u2019INL. Gli Organi di vigilanza sono tenuti a comunicare all\u2019 apposita sezione della banca dati le sanzioni applicate, a seguito della loro attivit\u00e0 ispettiva.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Rivisitazione del provvedimento di sospensione cautelare dell\u2019attivit\u00e0 datoriale<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il secondo pilastro riformatorio prima accennato consiste in una significativa modifica al provvedimento della sospensione cautelare dell\u2019attivit\u00e0 datoriale, sospensione prevista dall\u2019art. 14 del T.U. n.81\/2008, al fine di rendere il provvedimento stesso pi\u00f9 incisivo, rafforzandone anche il carattere di\u00a0 deterrenza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il provvedimento \u00e8 adottabile anche su segnalazione di altre Amministrazioni, entro 7 giorni dal ricevimento del relativo verbale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Trattasi di sospensione che pu\u00f2 operare dalle ore 12 del giorno successivo lavorativo, ovvero dalla cessazione dell\u2019attivit\u00e0 che non pu\u00f2 essere interrotta. Inoltre, la stessa non \u00e8 praticabile nel caso di lavoratore irregolare, unico occupato nell\u2019azienda.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a0Le condizioni attuali per l\u2019adozione del provvedimento riformato sono ora cos\u00ec declinate:<\/span><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>10% almeno e non pi\u00f9 20% di personale in nero (senza Unilav), percentuale rapportata ai lavoratori occupati sul posto di lavoro al momento dell\u2019ispezione; vanno comprese nel calcolo\u00a0 le figure di prestatori anche autonomi, cos\u00ec come qualificate nell\u2019art. 2, comma 1, lett.a del D. Lgs. n. 81\/2008, tra cui il socio lavoratore di cooperativa o di altra societ\u00e0, l\u2019associato in partecipazione;\u00a0<\/span><\/li>\n<li><span>gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza, riportate nell\u2019Allegato 1 al Decreto, anche in assenza di recidiva, cos\u00ec come, invece,\u00a0 previsto in passato.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Nell\u2019Allegato non poteva naturalmente mancare il riferimento, prima di tutto, alla omessa elaborazione del Documento di valutazione dei rischi, nonch\u00e9 del Piano di emergenza ed evacuazione. E\u2019 il caso di precisare \u2013 e il principio dovrebbe essere tuttora valido &#8211; che in passato la giurisprudenza ha ritenuto che costituisse condizione per la sospensione anche l\u2019incompletezza di tali documenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00c8 da notare, tra l\u2019altro, anche l\u2019aggiunta, ai fini sanzionatori dell\u2019omessa vigilanza sulla rimozione o sulle modifiche dei dispositivi di sicurezza o di segnalazione di controllo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Di assoluto rilievo, stando alla formulazione normativa, l\u2019introduzione della <strong>obbligatoriet\u00e0<\/strong> del provvedimento con il superamento, quindi, della precedente discrezionalit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Il provvedimento all\u2019esame prevede\u00a0 anche la sua limitazione alle parti del\u2019attivit\u00e0 interessata alle violazioni o alternativamente all\u2019attivit\u00e0 prestata dai lavoratori interessati alle violazioni, quando non formati o addestrati o sforniti dei dispositivi di protezione individuale contro le cadute dall\u2019alto( n. 3 e n. 6 dell\u2019Allegato 1).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Inoltre, \u00e8 da sottolineare come gli Ispettori del Lavoro possano imporre, mediante apposita disposizione, <strong>specifiche misure atte a far cessare il<\/strong> <strong>pericolo per la sicurezza e per la salute dei lavoratori durante il lavoro<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Rimane il divieto di contrattare per tutto il periodo della sospensione con la Pubblica Amministrazione; di qui, anche l\u2019obbligo di informare l\u2019ANAC e il Ministero delle infrastrutture e della mobilit\u00e0 sostenibili circa l\u2019intervenuta sospensione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Quanto alla <strong>revoca<\/strong> del provvedimento, fermo restando la regolarizzazione delle posizioni lavorative, nonch\u00e9 il ripristino delle condizioni di sicurezza con la rimozione delle conseguenze pericolose delle violazioni, il trasgressore dovr\u00e0 versare, quando trattasi di lavoro irregolare, una somma aggiuntiva pari a 2500 euro fino a 5 lavoratori irregolari e pari a 5000 euro nell\u2019ipotesi di pi\u00f9 di 5 lavoratori. Gli importi delle sanzioni aggiuntive nel caso di violazione alle norme di sicurezza variano da 3000 euro fino a 300 euro per ogni lavoratore interessato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Ancora, le sanzioni aggiuntive si intendono raddoppiate in caso di violazioni della stessa natura riscontrate nei 5 anni precedenti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>L\u2019Allegato 1 riferito alle violazioni che comportano la sospensione prevede anche specifiche singole sanzioni (esempio: mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi: 2500 euro). In caso di recidiva, anche tali penalit\u00e0 sono soggette al raddoppio, come le somme aggiuntive.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Sono fatte salve naturalmente tutte le altre misure sanzionatorie di tipo penale, amministrativo e civile.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Quanto al ricorso amministrativo, \u00e8 da richiamare che lo stesso \u00e8 previsto soltanto per l\u2019impiego di lavoratori irregolari; termine\u00a0 30 giorni, competenza dell\u2019 Ispettorato interregionale del lavoro<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La mancata osservanza del provvedimento di sospensione comporta l\u2019arresto da 3 a 6 mesi in caso di violazione alle norme sulla sicurezza, ovvero l\u2019applicazione di una sanzione da 2500 a 6400 euro a fronte di lavoro nero.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Per concludere l\u2019esame dei punti essenziali, riferita ai profili della riforma intervenuta, riveste grande interesse l\u2019intervento attinente agli <strong>Organismi paritetici<\/strong>, di cui all\u2019art.51 del D.Lgs n.81\/2008.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La <em>ratio<\/em> \u00e8 riconducibile al rafforzamento del ruolo di tali Organismi, spesso offuscato da soggetti non legittimati, espressione del cosiddetto <em>dumping<\/em> contrattuale, con incidenza sulla formazione, che, in particolare, riveste grande interesse in tema di sicurezza sul lavoro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00c8 cos\u00ec prevista l\u2019istituzione, a cura del Ministero del lavoro, di un repertorio degli Organismi paritetici entro 6 mesi all\u2019entrata in vigore del D.L. n.146\/2021.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Gli Organismi paritetici sono tenuti ora a comunicare all\u2019INL e all\u2019INAIL una serie di dati, che vanno dalle imprese aderenti al sistema della bilateralit\u00e0, a quelle che hanno realizzato la formazione in tale ambito, ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, al rilascio delle asseverazioni con la loro attuazione riferita ai modelli di organizzazione e gestione della sicurezza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La predetta comunicazione, tra l\u2019altro, \u00e8 funzionale altres\u00ec alle scelte dei criteri per la vigilanza, ma anche a quelli della nota premialit\u00e0 da parte dell\u2019INAIL.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Conclusioni<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Dopo le considerazioni svolte sul ripristino delle competenze in materia di vigilanza in capo all\u2019INL, c\u2019\u00e8 da aggiungere che allo stato attuale della\u00a0 disciplina sopravvenuta non vi \u00e8 alcun dubbio che le nuove misure privilegiano il carattere repressivo dei controlli; si direbbe, per questo, che ci troviamo di fronte ad un provvedimento parziale, suscettibile di integrazione (anche in sede di conversione del Decreto?), mediante gli aspetti della prevenzione e degli atteggiamenti nei confronti dei nuovi rischi, con l\u2019immancabile attenzione alla formazione che \u00e8 auspicabile venga estesa anche a tutti i datori di lavoro, ai fini della loro consapevolezza del valore della sicurezza, nonch\u00e9 dell\u2019orientamento circa le esigenze organizzative.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>A voler vedere la fase applicativa delle nuove misure, ma anche l\u2019adattamento auspicabile di quelle gi\u00e0 in atto, non sar\u00e0 facile l\u2019elaborazione, che necessariamente dovr\u00e0 seguire, delle disposizioni riferite alle modalit\u00e0 operative, che dovranno tener conto &#8211; con lo sfondo di un non semplice coordinamento dell\u2019attivit\u00e0 dei preposti all\u2019ispezione \u2013 dellle diversificate realt\u00e0 aziendali, caratterizzate dalla presenza preponderante delle piccole aziende, dei settori pi\u00f9 a rischio talvolta con\u00a0 nuovi rischi; non potr\u00e0 mancare, poi, un concreto monitoraggio sulle risultanze conseguite anche attraverso talune misure specifiche (vedi, ad esempio, il settore dell\u2019edilizia con la tanto invocata patente a punti, in funzione anche della partecipazione alle gare).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Non deve sfuggire, inoltre, l\u2019attenzione al diffuso decentramento delle attivit\u00e0 aziendali, mediante il sistema degli appalti e sub-appalti, dettato spesso unicamente dalla riduzione dei costi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Trattasi indubbiamente di un compito complesso, realizzabile, tuttavia, <strong>in via<\/strong> <strong>ammistrativa<\/strong> a pi\u00f9 mani, sulla base delle linee di riforma appena tracciate, coordinandole con la normativa gi\u00e0 in atto, che non ignora la tanto invocata prevenzione, in attesa di una sua specifica qualificazione.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Al di l\u00e0 della retorica, il salto di qualit\u00e0, fermo restando l\u2019efficacia dei sistemi di controllo e degli strumenti normativi messi a disposizione, \u00e8 legato allo sviluppo della cultura della sicurezza; il Presidente dell\u2019INAIL, in una recente intervista, ritiene che debba\u00a0 cominciare gi\u00e0 dalla Scuola.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il fenomeno degli infortuni sul lavoro, con la caratterizzazione negli ultimi mesi dell\u2019impressionante accentuazione delle \u201cmorti bianche\u201d, \u00e8 entrato prepotentemente nell\u2019opinione pubblica anche della gente comune, scuotendo le coscienze per la sua enorme portata sociale. 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