{"id":4584,"date":"2022-01-31T18:28:29","date_gmt":"2022-01-31T17:28:29","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/costruire-un-europa-del-lavoro-piu-solidale-e-resiliente\/"},"modified":"2022-01-31T18:28:29","modified_gmt":"2022-01-31T17:28:29","slug":"costruire-un-europa-del-lavoro-piu-solidale-e-resiliente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/costruire-un-europa-del-lavoro-piu-solidale-e-resiliente\/","title":{"rendered":"Costruire un&#8217; Europa del lavoro, pi\u00f9&#8217; solidale e resiliente"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">LA CONFERENZA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>Renderla un\u2019Opportunit\u00e0.<\/strong> CGIL CISL UIL, fermo restando le indicazioni e le priorit\u00e0 della Confederazione Europea dei Sindacati (CES) circa i contenuti della Conferenza, ritengono che questa debba rappresentare una grande opportunit\u00e0 di \u201cdialogo\u201d con i cittadini ed i lavoratori per rafforzare la democrazia europea e individuare un percorso condiviso in grado di consentire all\u2019Unione Europea (UE) di affrontare le sfide del nuovo millennio. I sindacati italiani ritengono che la Conferenza vada utilizzata al meglio per la definizione delle proposte di cambiamento e di rafforzamento delle politiche dell\u2019UEcon l\u2019obiettivo di realizzare una compiuta Unione Federale attraverso una partecipazione diretta al dibattito. Fine ambizioso della Conferenza \u00e8 riuscire ad elaborare proposte prevedendo modalit\u00e0 e tempi di implementazione, mettendo le persone, il lavoro e la democrazia al centro della riflessione. CGIL CISL UIL, si augurano che tali proposte possano essere realmente applicate alla fine del percorso che si \u00e8 data la Conferenza e possano cos\u00ec guidarela transizione federale dell\u2019Unione Europea.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>LE PRINCIPALI QUESTIONI APERTE<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><span><strong>La Governance politica ed economica <\/strong>rappresenta il punto debole dell\u2019Unione, pi\u00f9 volte individuato dal sindacato italiano ed europeo, per affrontare con la dovuta tempestivit\u00e0 ed efficacia le sfide e le criticit\u00e0 in essere. Il problema del processo di democratizzazione del quadro di governance politica ed economica europea, la formazione e condivisione dei processi decisionali in seno all\u2019Unione e il necessario bilanciamento e ridefinizione dei poteri tra le istituzioni europeesono i principali nodidell\u2019UE, ai quali la Conferenzadovr\u00e0 fornire una risposta esaudiente ed efficace. Per farlo \u00e8 necessaria una convinta volont\u00e0 politica, le competenze e gli strumenti (oggi gli ostacoli sono il diritto di veto; un Parlamento dai poteri limitati, ecc.). Una condizione che richiede un cambiamento sostanziale del processo decisionale dell\u2019Unione per sciogliere il nodo della democrazia interna e della governance. Ilimiti<\/span><span>che si riscontrano<\/span><span>offrono alla Conferenza l\u2019occasione per una riflessione pi\u00f9 approfondita sulladimensione economica, sociale e politica dell\u2019UE in un contesto globale e sulle ricadute sui bisogni e le condizioni di vita e di lavoro dei cittadini (la mancanza di <em>beni comuni<\/em>, le disuguaglianze, la disoccupazione, la sicurezza, l\u2019accesso ai servizi sanitari pubblici, le migrazioni, la <em>fragilit\u00e0 dellademocrazia<\/em>, ma anche l\u2019impatto della globalizzazione e dipendenza economica e produttiva, le delocalizzazioni aziendali, i condizionamenti della finanza internazionale, i paradisi fiscali ed il riciclaggio, i nuovi monopoli informatici).<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><span><strong>L\u2019Eurozona. <\/strong>L\u2019UEM \u00e8 ritenuta un obiettivo costituente del progetto europeo, come logica conseguenza del mercato comune, sin dal Vertice de l\u2019Aja del 1969, e fu concepita con un assetto istituzionale federale dal Trattato di Maastricht nel 1992. Obiettivo per\u00f2 mai realizzato a causa delle resistenze di alcuni paesi emerse gi\u00e0 a Maastricht, per cui le politiche economiche, di bilancio e fiscali sono rimaste di competenza dei Paesi membri. Il coordinamento a livello europeo, previsto dal Trattato, si \u00e8 rivelato del tutto insufficiente ed incapace ad assicurare uno sviluppo economico e sociale armonioso nell\u2019insieme dell\u2019Unione e tanto meno nella zona Euro. Una condizione ampiamente dimostrata dalla crisi finanziaria del 2008 e che ora si ripresenta con la pandemia in corso, sebbene a luglio dell\u2019anno scorso, finalmente, \u00e8 stato fatto un passo avantiin particolare attraverso l\u2019introduzione del pacchetto Next Generation EU (oltre a SURE, flessibilit\u00e0 delle norme di bilancio, interventi BCE, ecc.). Un passo significativo nella direzione giusta, ma che ha bisogno di continuit\u00e0 e di uscire dalla logica emergenziale divenendo strutturale. L\u2019attivazione della clausola di salvaguardia del Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita (PSC) nel marzo del 2020 ha rappresentato un implicito riconoscimento di come il PSC risulti inadeguato e limitante per l\u2019Unione Europea. E\u2019 quanto mai opportuno procedere ad una riforma della governance economica europea che introduca elementi in grado di assicurare, oltre alla necessaria stabilit\u00e0 monetaria, la crescita occupazionale e il benessere dei cittadini europei. Ed \u00e8 in questo contesto che vanno risolti i nodi delle politiche economiche ed industriali comuni, a livello macro e microeconomico, le uniche capaci di incidere positivamente sui problemi della crescita, dell\u2019occupazione e del debito.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><span><strong>Le competenze. <\/strong>Sussidiariet\u00e0, Semplificazione e Trasparenza<em>. <\/em>Per queste ragioni la Conferenza dovr\u00e0 scegliere e definire le nuove materie di competenza dell\u2019Unione, di cui alcune di competenza esclusiva, come gi\u00e0 avviene per il <em>mercato interno, la politica commerciale, la concorrenza e la politica monetaria.\u00a0<\/em> Dovrebbero essere politiche e materie rivolte allo sviluppo ed alla tutela delle persone, dei valori e dei diritti<em>. <\/em>Ci\u00f2 richiede un chiarimento tra materie di competenza esclusiva dell\u2019Unione, competenza concorrente e materie di competenza esclusiva degli Stati. Alcune di queste politiche sono gi\u00e0 previste dal Trattato ma non sono state realizzate per mancanza di volont\u00e0 politica da parte dei governi di alcuni paesi. Occorre,in sintesi,che l\u2019Unione europea si doti di competenze che esprimano e rafforzino la sua autonomia strategica sia nella politica interna sia in quella esterna.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><span><strong>Lo Stato Sociale e il Lavoro. <\/strong>La Conferenza deve tornare a porre, al centro del progetto Europeo che ne deriver\u00e0, il Lavoro e i lavoratori. Da troppo tempo l\u2019UE ha sottovalutato il ruolo strategico del lavoro e dello Stato sociale; da un lato attraverso un progressivo peggioramento dei salari e delle condizioni di lavoro ed un\u2019assoluta sottovalutazione dei fenomeni della delocalizzazione e del lavoro digitale che impattano sulle dinamiche contrattualie sulla rappresentanza collettiva; dall\u2019altro attraverso la costante contrazione delle spese socialisu interventi di investimento strategici in infrastrutture sociali e nei servizi pubblici quali sanit\u00e0, istruzione, ecc.. Tutto ci\u00f2 ha innescato un crescente deterioramento sociale all\u2019interno dell\u2019Unione. Le condizioni di squilibrio gi\u00e0 esistenti tra i paesi europei hanno subito un\u2019accelerazione sin dagli anni 90, rese ancora pi\u00f9 gravi dai limiti dell\u2019Eurozona e dell\u2019Allargamento. Gli effetti pi\u00f9 gravi hanno allargato la <em>forbice sociale<\/em>, quella <em>salariale<\/em> e le <em>disuguaglianze<\/em>, in particolare per le donne e i giovani. Una situazione di divario che ha subito una forte accelerazione con la crisi 2008-2015 e che \u00e8 destinata a ripetersi con la pandemia, i cui effetti, gi\u00e0 emersi, sono destinati a peggiorare le condizioni economiche, sociali e occupazionali dei lavoratori.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"5\">\n<li><span><strong>L\u2019affermazione dello Stato di diritto nell\u2019UE e il pieno rispetto dei diritti fondamentali umani, sociali e del lavoro<\/strong>. Per alcuni Stati membri dell\u2019UE sembra oramai essersi \u201cpericolosamente\u201d affermato il principio opportunista di \u201cun\u2019Europa alla carte\u201d, attraverso il quale la partecipazione all\u2019UE possa consentire la sola condivisione dei vantaggi (economici) escludendo qualunque condivisione dei doveri.In questo contesto risultano dubbi, da parte di alcuni Stati, il richiamo al principio dell\u2019eccezionalit\u00e0 \u201cculturale\u201d nazionale e l\u2019uso inappropriato del principio di sussidiariet\u00e0mediante \u201clo schermo\u201d delle competenze specifiche nazionali.La Conferenza deve ribadire il presuppostodi un\u2019Europa fondata su valori e diritti comuni inalienabili e non negoziabili, affermandoli e garantendoli in tutti i territori dell\u2019Unione Europea.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"6\">\n<li><span><strong>Le risorse. <\/strong>Le risorse, insieme alle competenze, sono la questione centrale dell\u2019Unione. Il tentativo generoso compiuto per il nuovo QFP indica un percorso corretto ma a nostro avviso insufficiente rispetto agli obiettivi ed agli impegni sempre pi\u00f9 gravosi che l\u2019Unione dovrebbe assumere, come evidenziato dalla crisi del 2008 e ancor pi\u00f9 da quella attuale. Nonostante alcuni Stati restino ostili a dotare l\u2019Unione di maggiori risorse proprie, la strada maestra resta quella del passaggio ad un vero e proprio bilancio dell\u2019Unione, o almeno per l\u2019Eurozona. Ci\u00f2 richiede una politica fiscale comune con la possibilit\u00e0 di finanziare \u201cpolitiche comunitarie\u201d, a partire da quella sociale, da anni rivendicata dal sindacato. L\u2019Unione Economica e Monetaria (UEM) \u00e8 uno strumento che ha per\u00f2 bisogno di essere completato per adempiere appieno al proprio compito.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"7\">\n<li><span><strong>Gli strumenti. <\/strong>Per raggiungere parte degli obiettivi sopra esposti, alcuni strumenti giuridici esistono gi\u00e0 e sono contenuti nel Trattato, ma non vengono utilizzati. Quello che manca, oggi, \u00e8 lo spirito riformatore che ha animato l\u2019Unione sin dall\u2019origine e la volont\u00e0 politica di completare l\u2019Unione Politica e, in generale creare, una genuina Unione Federale.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>IL RUOLO DELL\u2019ITALIA<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"8\">\n<li><span><strong>L\u2019Italia<\/strong>.\u00a0 Un ruolo fondamentale in questo passaggio storico per l\u2019Unione pu\u00f2 essere svolto dal nostro paese. Bisogner\u00e0 iniziare da un utilizzo efficiente ed efficace dei fondi europei, semplificando e accelerando le procedure per la realizzazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). A questo proposito riteniamo necessario un maggior coinvolgimento ed una partecipazione attiva del mondo del lavoro e delle parti sociali nel suo insieme nelle varie fasi che riguardano il PNRR e che, a fronte della lungimiranza del progetto, si estenda alle politiche di coesione e di bilancio e si inquadri in un disegno di grande patto sociale con tutte le forze produttive. Occorre un largo sostegno popolare, un coinvolgimento dei lavoratori e dei cittadini. Un obiettivo raggiungibile solo se le politiche messe in atto dal governo e dall\u2019UE risulteranno efficaci nel sostegno alle persone, all\u2019economia, al lavoro ed alla riduzione delle disuguaglianze, sia durante la pandemia sia in seguito. Riteniamo necessaria una proposta che riaffermi al centro degli obiettivi dell\u2019Unione il lavorostabile e di qualit\u00e0pergiovani, donne e uomini. Obiettivi da raggiungere con strategie e progetti comuni rafforzando il modello sociale europeo quale elemento fondante della competitivit\u00e0 anche economica dell\u2019UE. La Conferenza pu\u00f2 e deve farlo.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>LE PROPOSTE<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"9\">\n<li><span><strong>In sintesi<\/strong> la Conferenza ha bisogno di produrre un chiarimento sui fondamentali della costruzione europea per darle la possibilit\u00e0 di decidere su alcune materie ormai centrali per i lavoratori, i cittadini ed il progresso d\u2019insieme dell\u2019Europa, con una visione che punti ad una maggiore e pi\u00f9 coesa integrazione europea.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>La Conferenza dovrebbe individuare un nucleo di proposte, un minimo comune denominatore, condiviso tra cittadini e tra Stati, dando all\u2019UE i relativi strumenti di governo, adeguando il suo processo decisionale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>In particolare dovrebbe affrontare i punti cruciali che riguardano:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>a) <\/strong>il riequilibrio delle competenze tra Stati ed Unione;\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>b)<\/strong> le risorse per governare le politiche comuni;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>c)<\/strong>\u00a0 la governance, con l\u2019adeguamento delle Istituzioni e del meccanismo decisionale;\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><strong>d)<\/strong> l\u2019indicazione delle diverse responsabilit\u00e0 e ruoli e degli strumenti necessari.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>In particolare riteniamo che la soluzione dei quattro nodi su menzionati passi attraverso unrafforzamento degli elementi chiave dell\u2019Unione, ovvero:\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><span><strong>L\u2019Unione sociale. <\/strong><\/span><span>La coesione e lo \u201cStato Sociale\u201d. E\u2019 fondamentale per realizzare insieme forme di tutela dei diritti pi\u00f9 omogenei, con vantaggi anche per la mobilit\u00e0 all\u2019interno dell\u2019Unione, per favorire l\u2019integrazione del Mercato del Lavoro, la sottoscrizione di un \u201cPatto Sociale-Crescita-Occupazione\u201d per la riduzione delle disuguaglianze, delle povert\u00e0.\u00a0 L\u2019attuazione dei punti chiave del Pilastro sociale europeo, uno \u201czoccolo duro\u201d di diritti comuni, ivi compreso, ad esempio: a) <\/span><span>un meccanismo comune di tutela della disoccupazione<\/span><span> e delle pari opportunit\u00e0, da associare allo SURE che dovrebbe essere reso strutturale, b) <\/span><span>il diritto alla formazione continua per tutti<\/span><span>; c)l\u2019introduzione di\u00a0 Indici di sviluppo sociale, anche in riferimento agli indicatori del Benessere Equo e Solidale (BES) italiano elaborati dall\u2019ISTAT-CNEL e all\u2019indice di crescita sostenibile e dignitosa elaborato dalla stessa CES, unitamente a quello del PIL, d) misure europee di contrasto alla povert\u00e0, quali lo schema europeo di<\/span><span>reddito\u00a0 minimo associato a percorsi di integrazione lavorativa, sociale e di formazione<\/span><span>;\u00a0 e) <\/span><span>pari opportunit\u00e0<\/span><span>; f) effettivo inserimento dei <\/span><span>giovani nel mercato del lavoro<\/span><span>. Il raggiungimento di tali obiettivi richiede un cambiamento delle politiche economiche e della governanceoltre ad un adeguato stanziamento di risorse comuni.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><span><strong>L\u2019Unione Economica (e Monetaria). <\/strong><\/span><span>L\u2019Unione economica \u00e8 necessaria per completare quella monetaria e superare i suoi limiti (metodo di coordinamento) da cui derivano i problemi economici e sociali dell\u2019UEM. Ci\u00f2 pu\u00f2 essere raggiunto: a) a livello macroeconomico, oltre all\u2019unificazione delle politiche, occorre proseguire con quelle espansive, ispirate al principio di solidariet\u00e0, superandoil Patto di Stabilit\u00e0 con un compiuto Patto di Crescita Sostenibileattraverso l\u2019emissione di debito comune per affrontare le recessioni e con un meccanismo di compensazione economica, in attesa di un bilancio comune. Ci\u00f2 si rende necessario per far fronte efficacemente agli shock asimmetrici, per favorire gli investimenti e la crescita, per riequilibrare e meglio integrare le economie dei paesi della zona euro. Un problema che si \u00e8 aggravato con la pandemia; b) a livello monetario si rende necessario dotare la BCE del mandato di pagatore di ultima istanza, e l\u2019introduzionedi indicatori legati alla crescita occupazionale ed economica insieme a parametri connessi alla stabilit\u00e0 monetaria.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><span><strong>Unione fiscale e di bilancio. <\/strong><\/span><span>Per attuare le politiche comuni le risorse sono imprescindibili.\u00a0 Perci\u00f2, nella prospettiva suindicata assume un rilievo cruciale la creazione di un\u2019Unione Fiscale e di un bilancio per l\u2019Unione o, almeno, per l\u2019Eurozona, basato su risorse proprie, fino al 3% del PIL e sotto il controllo e la responsabilit\u00e0 di Istituzioni Europee e sistemi di armonizzazione fiscale. Questo a) a livello fiscale rende pi\u00f9 facile porre fine alla pianificazione fiscale aggressiva o allaconcorrenza tra sistemi fiscali nazionali che produce gravi distorsioni nell\u2019allocazione delle risorse e che, peraltro, non \u00e8 coerente con gli obiettivi perseguiti dal mercato unico, con le norme sulla concorrenza (definite dagli art. 101-109 del TFUE) e con il principio di solidariet\u00e0. Mentre b) a livello di produzione di beni pubblici \u00a0 sarebbe possibile utilizzare in modo pi\u00f9 razionale le risorse disponibili evitando duplicazioni, dispersioni e sprechi, rafforzando la capacit\u00e0 di ottenere i migliori risultati (best shot). Ne \u00e8 un esempioil caso della ricerca, che avrebbe bisogno di un Istituto Europeo che faccia rete con quelli dei singoli Stati membri, come la crisi pandemica ha ben evidenziato.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><span><strong>Unione politica<\/strong>. Democrazia, Politica interna ed estera. \u00c8 il traguardo da raggiungere per realizzare gli obiettivi e gestire le politiche suindicate. Serve uno sforzo, il pi\u00f9 importante dopo quello del debito, per dare all\u2019UE ruolo e potere decisionale sulle materie indicate, per agire rapidamente e far fronte agli impegni interni ed internazionali, attraverso strumenti democratici di partecipazione e di controllo da parte dei cittadini. Questo comporta l\u2019introduzione di modifiche importanti che potrebbero riguardare:<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>a) a livello di Parlamento Europeo, la necessit\u00e0 di un suo rafforzamento attraverso il potere di iniziativa sulle materie di competenza dell\u2019Unione, di riequilibrio del sistema decisionale col Consiglio e di controllo sul processo decisionale riguardante l\u2019Eurozona (ad es. creando una Grande Commissione per l\u2019Eurozona),di maggior ruolo in alcune materie strategiche\u00a0 (come ad esempio bilancio, politica estera, fiscalit\u00e0),di modifica delle norme elettorali con l\u2019introduzione di liste europee, mentre\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>b) a livello di Trattato, la modifica del sistema di voto del Consiglio, con l\u2019estensione del voto a maggioranza qualificata in particolare sulle materie nelle quali in passato abbiamo sperimentato il blocco decisionale dovuto alla politica dei veti, come quelle ad es. legate al bilancio, alla fiscalit\u00e0 e alla politica sociale;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>c) a livello di governance, l\u2019elezione di un\/a presidente e due vice presidenti dell\u2019Unione Politica, unificando le due presidenze attuali e la nomina di alcuni ministri: un \u201cministro degli esteri\u201d, un ministro per le politiche economiche e fiscali, un ministro del lavoro, sviluppo e pari opportunit\u00e0, un ministro per la sicurezza \u201cinterna\u201d e un ministro per la difesa, premessa di un vero e proprio governo dell\u2019Unione. Ci\u00f2 nell\u2019intento di pervenire ad un genuino governo europeo responsabile nei riguardi del Parlamento europeo.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>In questo specifico contestoCGIL CISL UIL ritengono opportuno consolidare nuove forme di partecipazione dei cittadini e dei lavoratori alla governance dell\u2019Unione, in particolare promuovendo la democrazia economica, da estendere anche alle piattaforme digitali. La Conferenza pu\u00f2 dare un input significativo in questa direzione. \u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>A tal fine CGIL CISL UIL valutano indispensabile agire su:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><span><strong>Competenze: materie e politiche comuni<\/strong>: E\u2019 necessario individuare nuovecompetenze esclusive dell\u2019Unione e riteniamo opportuno che la Conferenza attivi un\u2019attenta riflessione sulle seguenti tematiche: i <\/span><span><em>Diritti fondamentali e i nuovi diritti<\/em>; <em>la politica estera<\/em>; <em>le migrazioni<\/em>,<em> la politica ambientale ed energetica; la politica economica,finanziaria, fiscale e di bilancio <\/em>(almeno per la zona Euro)<em>; la politica industriale e di sviluppo <\/em>(almeno per la zona Euro)<em>;\u00a0 reti europee,5G, intelligenza artificiale ed economia digitale; la ricerca e l\u2019innovazione;la formazione e la cultura,la salute; la politica sociale e di coesione; la politica interna e di sicurezza, la lotta all\u2019evasione, ai paradisi fiscali ed alla criminalit\u00e0 organizzata; la difesa. <\/em>Il passaggio alle competenze esclusive dell\u2019Unione richieder\u00e0,in particolare per alcune materie, un graduale percorso di attribuzione di ruoli tra Istituzioni europee e tra queste e gli Stati membri.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><span><strong>Responsabilit\u00e0 e ruoli.\u00a0<\/strong>Sono due le questioni da affrontare: da un lato il ruolo predominante assegnato dal Trattato e dalla prassi al Consiglio europeo rispetto a Commissione e Parlamento europeo; dall\u2019altro il potere del diritto di veto all\u2019interno del Consiglio, che ha portato ad un blocco del l\u2019iter decisionale e dell\u2019attivit\u00e0 legislativa dell\u2019UE, che va rimosso nella prospettiva di rafforzamento del metodo comunitario. La Conferenza \u00e8 l\u2019occasione per raggiungere insieme le finalit\u00e0 descritte in questo documento.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><span><strong>Strumenti<\/strong>. Si possono utilizzarediversi strumenti per raggiungere gli obiettivi delineati. Si pu\u00f2 agire: a) col Trattato attuale che offre diverse possibilit\u00e0 (la clausola \u201cpasserella\u201d, la cooperazione rafforzata, ecc.) per raggiungere alcuni degli obiettivi indicati, superando la mancanza di volont\u00e0 politica e per avanzare verso un\u2019integrazione sempre pi\u00f9 stretta come previsto dal Trattato; b) modificando il Trattato vigente; c) dando vita ad un nuovo Trattato, meglio se un Atto Fondativodi natura costituzionale, anchea partire da un nucleo di Stati che intendano muoversi insieme in questa direzione creando le condizioni per inaugurare una nuova stagione Europea.<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>\u00a0<\/span><span><strong>*Contributo per la Conferenza sul Futuro dell\u2019Europa. &#8211; 5 agosto 2021<\/strong><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA CONFERENZA Renderla un\u2019Opportunit\u00e0. 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