{"id":4766,"date":"2022-05-17T10:09:21","date_gmt":"2022-05-17T08:09:21","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/da-londra-a-kyiv-passando-per-bruxelles\/"},"modified":"2022-05-17T10:09:21","modified_gmt":"2022-05-17T08:09:21","slug":"da-londra-a-kyiv-passando-per-bruxelles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/da-londra-a-kyiv-passando-per-bruxelles\/","title":{"rendered":"Da Londra a Kyiv passando per Bruxelles."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa pace mondiale non potr\u00e0 essere salvaguardata se non con sforzi creativi proporzionali ai pericoli che la minacciano\u201d. Queste parole di Robert Schuman, il 9 maggio 1950, sul contributo che un\u2019Europa viva deve apportare alla civilt\u00e0, sono pi\u00f9 importanti che mai. Questi sforzi creativi sono proporzionali al momento che stiamo vivendo, e oggi, forse, sono ancora pi\u00f9 necessari di ieri. Lo sono in un momento in cui \u00e8 ritornata la guerra sul nostro continente, in un momento in cui un popolo europeo, il popolo ucraino, si batte per la libert\u00e0, lo sono in un momento in cui voi cittadine e cittadini europei, parlamentari, ministri, commissari, responsabili politici, cittadini specialisti della realt\u00e0, come avete detto prima, avete portato a termine un esercizio democratico inedito nella nostra storia e in quella del mondo. Di questa Europa viva, creatrice e democratica, di quest\u2019Europa dell\u2019azione, voi siete i rappresentanti, e a noi spetta esserne gli artigiani, qui, a Strasburgo, in questa capitale europea a cui teniamo tanto.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0<br \/>La scelta sovrana del popolo francese mi conduce dinanzi a voi oggi per dirvi che \u00e8 una responsabilit\u00e0 storica di fronte alla quale la Francia non si tirer\u00e0 indietro, che porter\u00e0 ancora pi\u00f9 in alto, perch\u00e9 la Francia, nuovamente, ha scelto in maniera chiara e risoluta l\u2019Europa affidandomi un nuovo mandato per lavorare con tutti voi alla costruzione di un\u2019Europa pi\u00f9 forte e pi\u00f9 sovrana. Un anno fa, collettivamente, abbiamo deciso di far compiere a questa Europa che celebriamo oggi un nuovo passo in avanti. Lo abbiamo fatto con il presidente del Parlamento europeo David Sassoli a cui va il nostro pensiero oggi, e sotto la presidenza portoghese del Consiglio europeo, caro Antonio. Tengo a salutare la presidenza e l\u2019eleganza del primo ministro portoghese che \u00e8 oggi accanto a noi per garantire la continuit\u00e0, per essere fedele a quell\u2019impegno.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<br \/>E\u2019 stato lanciato qui un anno fa in un contesto un po\u2019 diverso, a Strasburgo, capitale della fraternit\u00e0 europea ritrovata, in questo parlamento che custodisce ci\u00f2 che abbiamo di pi\u00f9 prezioso: la nostra democrazia europea. Questa nuova tappa \u00e8 quella di un esercizio democratico inedito nella nostra Unione che non consiste nel mettere i nostri concittadini di fronte a delle alternative talvolta forse troppo semplici, pro o contro, ma nel coinvolgerli totalmente nella riflessione sul futuro della nostra Europa. Ci\u00f2 che avete fatto, ed \u00e8 qualcosa di inedito, \u00e8 essere pienamente coinvolti nella concezione di un progetto in un momento di portata storica, e creare attraverso la deliberazione collettiva l\u2019intelligenza del dibattito, il confronto delle idee e delle soluzioni: alcune sono pronte a essere applicate immediatamente, altre devono continuare il loro percorso, ma tutte ci permettono di costruire l\u2019Europa di oggi e di domani.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<br \/>Oggi, in questo 9 maggio, la libert\u00e0 e la speranza nel futuro hanno il volto dell\u2019Unione europea. E\u2019 in nome di questa libert\u00e0 e di questa speranza che sosteniamo e continueremo a sostenere l\u2019Ucraina, il suo presidente, Volodymyr Zelensky, e il popolo ucraino. Qual \u00e8 il nostro obiettivo dinanzi alla decisione unilaterale della Russia di invadere l\u2019Ucraina e di aggredire il suo popolo? \u00a0Far cessare questa guerra al pi\u00f9 presto, fare tutto il possibile affinch\u00e9 l\u2019Ucraina possa alla fine resistere e la Russia non abbia la meglio, preservare la pace sul resto del continente europeo ed evitare qualsiasi escalation. Affinch\u00e9 questa guerra possa finire, abbiamo deciso di applicare delle sanzioni senza precedenti, per ostacolare in maniera duratura le fonti di finanziamento della guerra in Russia. Per sostenere l\u2019Ucraina, abbiamo mobilitato, come non era mai accaduto, degli importanti mezzi militari, finanziari, umanitari, e dobbiamo aumentare i nostri sforzi per mettere in pratica una risposta efficace in materia di sicurezza alimentare. Continueremo a farlo. Affinch\u00e9 la giustizia possa parlare, lottiamo e lotteremo contro l\u2019impunit\u00e0 dei crimini inqualificabili commessi dalla Russia in Ucraina. Ci\u00f2 tuttavia non vuol dire che siamo in guerra contro la Russia. Operiamo in veste di europei per la preservazione della sovranit\u00e0 e dell\u2019integrit\u00e0 territoriali dell\u2019Ucraina, per il ritorno della pace sul nostro continente. Spetta soltanto all\u2019Ucraina definire i termini di negoziazione con la Russia. Ma il nostro dovere \u00e8 essere al suo fianco per ottenere il cessate-il-fuoco e costruire la pace. Poi, da europei, ci saremo per ricostruire l\u2019Ucraina. Sempre. Perch\u00e9 quando la pace torner\u00e0 finalmente sul suolo europeo, dovremo costruire i nuovi equilibri di sicurezza e assieme non dovremo cedere n\u00e9 alla tentazione dell\u2019umiliazione n\u00e9 allo spirito di vendetta. Perch\u00e9 nel passato hanno gi\u00e0 fatto troppi danni per i cammini della pace.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0<br \/>E\u2019 sempre in nome di questa libert\u00e0 e di questa speranza che abbiamo prodotto questo slancio civico di cui siete i portatori, questa inedita respirazione democratica. Lo avete detto bene, gli uni e gli altri, con le vostre parole: le vostre generazioni, i vostri lavori ci mettono di fronte a un obbligo. Oggi non \u00e8 una fine, ma \u00e8 un punto e virgola, \u00e8 la fine di una tappa dei vostri lavori e l\u2019inizio della nostra responsabilit\u00e0. La presidente della Commissione europea ha appena preso un impegno: garantire un attento esame e monitoraggio di ognuna delle vostre proposte, e voglio ringraziarla per questo. Avremo un appuntamento concreto nel mese di settembre. A titolo della presidenza del Consiglio dell\u2019Unione europea e come presidente della Repubblica francese anche io veglier\u00f2 affinch\u00e9 questo esercizio non sia soltanto un esercizio di stile o un esempio di metodo, ma possa veramente sfociare in una serie di lavori concreti e che i cittadini europei possano raccoglierne i frutti. Questa conferenza non deve fermarsi qui. La mia rinnovata convinzione in questo momento, in questa guerra che stiamo attraversando, e che i vostri lavori hanno confermato, \u00e8 che le crisi non devono distogliere la nostra attenzione dalla nostra agenda. Molte delle vostre proposte non hanno bisogno di una riforma istituzionale, ma ci ricordano la necessit\u00e0 della nostra agenda. La protezione del clima e della biodiversit\u00e0, la sanit\u00e0 e la qualit\u00e0 della nostra alimentazione. Un\u2019Europa pi\u00f9 giusta, pi\u00f9 inclusiva. Un\u2019Europa dell\u2019uguaglianza tra le donne e gli uomini. Un\u2019Europa dotata dei mezzi per difendersi, un\u2019Europa solidale, un\u2019Europa della difesa dei nostri valori e dello stato di diritto. Ovunque, attraverso le vostre proposte, figurano molte cose concrete. Spetter\u00e0 a noi, nei prossimi consigli e nell\u2019agenda della Commissione, trarne le dovute conclusioni. Mi assumo qui questo impegno.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<br \/>I vostri lavori dissociano due esigenze su cui voglio soffermarmi in maniera particolare: quella dell\u2019indipendenza e dell\u2019efficacia, senza le quali non c\u2019\u00e8 legittimit\u00e0 nelle nostre democrazie. Questi due imperativi sono anche le lezioni che traiamo collettivamente dalle crisi che abbiamo attraversato e che stiamo vivendo: l\u2019indipendenza e l\u2019efficacia. Pi\u00f9 indipendenza europea, pi\u00f9 sovranit\u00e0: \u00e8 ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<br \/>Superando la crisi di senso che attraversava da tanti decenni, la nostra Europa si \u00e8 ripresa negli ultimi anni. Attraverso le vostre proposte, ritroviamo il filo di questa agenda strategica che abbiamo disegnato assieme ai presidenti, al primo ministro portoghese, l\u2019agenda di indipendenza strategica, l\u2019agenda di Versailles. La crisi finanziaria vissuta dieci anni fa, la pandemia e la guerra, ci hanno mostrato le nostre vulnerabilit\u00e0 e il rischio di aggravarne le conseguenze quando non rispondiamo in modo sufficientemente rapido e forte alle dipendenze dell\u2019Europa. Il progetto di un\u2019Europa padrona del proprio destino, libera nelle sue scelte, di un\u2019Europa potenza aperta sul mondo, ma dove vogliamo scegliere i nostri partner e non dipendere da loro, \u00e8 il cuore della nostra missione. Restare aperta senza essere dipendente \u00e8 la condizione per continuare il progetto europeo e delle nostre democrazie. Avete disegnato alcune linee guida di questo progetto. Esse corrispondono anche a ci\u00f2 su cui lavoreremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<br \/>In materia di difesa per investire in modo ancora pi\u00f9 massiccio, identificare le capacit\u00e0 da forgiare e costruire in questo senso delle filiere industriali europee, prepararci a nuove forme di conflittualit\u00e0, che si tratti di spazio, di cyber, di mare, e proteggere meglio i paesi qui presenti che sono alla frontiera dell\u2019Unione europea. E\u2019 un nostro dovere dinanzi un nuovo rischio, a una nuova minaccia che si \u00e8 trasformata nelle ultime settimane. Tutto ci\u00f2 che difendiamo oggi diventer\u00e0 lettera morta se nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, da europei, non sapremo rendere credibile la nostra capacit\u00e0 di difenderci, con le nostre cooperazioni, i nostri alleati e le nostre alleanze, e di difendere in particolare il nostro fianco orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<br \/>In materia ecologica, lo avete scritto in maniera perfetta, dobbiamo uscire al pi\u00f9 presto, e la guerra ce lo impone, dalle energie fossili. Significa allo stesso tempo rispondere alla nostra agenda climatica, essere pi\u00f9 sovrani e mettere la Russia di fronte alle sue responsabilit\u00e0. La guerra in Ucraina e la nostra volont\u00e0 di uscire dalla nostra dipendenza dalle energie fossili russe ci porta a dover essere ancora pi\u00f9 ambiziosi sul piano climatico. Dobbiamo investire maggiormente nelle energie rinnovabili e nell\u2019energia nucleare, dobbiamo intraprendere il cammino della sobriet\u00e0 energetica e continuare a proteggere e ad accompagnare gli europei dinanzi agli aumenti dei prezzi. Bisogna agire da europei per fare del nostro continente una potenza ecologica che raggiunga la neutralit\u00e0 carbonica. Dobbiamo anche ritrovare la nostra indipendenza alimentare. La guerra in Ucraina destabilizza profondamente le catene di approvvigionamento e i mercati mondiali. Da europei, dobbiamo rivalutare le nostre strategie di produzione per difendere anzitutto la nostra sovranit\u00e0 alimentare e la nostra sovranit\u00e0 proteinica. Ma anche per poter definire e rivalutare una strategia nei confronti del resto del mondo. Evitare le carestie, le destabilizzazioni geopolitiche alle nostre frontiere e i drammi attorno al bacino mediterraneo \u00e8 responsabilit\u00e0 di noi europei.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<br \/>Indipendenza democratica e informativa infine. Nelle vostre proposte, e a ragione, insistete molto su questo punto. Avete cominciato a mostrare ci\u00f2 che siamo veramente: una potenza civica e democratica. E non c\u2019\u00e8 nessun equivalente al mondo, nessuno. Dobbiamo continuare a far vivere questa potenza civica difendendo la libert\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0 delle informazioni che vengono scambiate sul nostro territorio, difendendo l\u2019integrit\u00e0 dei nostri processi democratici, difendendo ovunque sul nostro suolo la democrazia e lo stato di diritto. E\u2019 ci\u00f2 che riviviamo attraverso il combattimento eroico dei nostri fratelli ucraini. La democrazia \u00e8 fragile, lo stato di diritto \u00e8 precario. Dobbiamo essere capaci di ricostruirne la forza attraverso nuovi impegni. La nostra indipendenza e la nostra sovranit\u00e0 sono le condizioni per la nostra libert\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<br \/>Il secondo grande cammino \u00e8 quello dell\u2019efficacia. S\u00ec. Rispondere alle crisi con forza, chiarezza e rapidit\u00e0 \u00e8 decisivo: lo \u00e8 farlo come democrazia. Pensate a due anni fa, ma anche a un anno fa, cosa sentivamo dire? Molte delle nostre opinioni pubbliche ci spiegavano che era meglio essere una potenza autoritaria per rispondere alla pandemia. Che era meglio non avere un sistema democratico. Che i vaccini russi o cinesi ci avrebbero salvato. Cos\u2019abbiamo dimostrato invece? Che la scienza libera, aperta, che i processi democratici, trasparenti, deliberativi, esigenti nei nostri parlamenti nazionali e a livello europeo, che un\u2019Europa che si reinventa potenza sanitaria \u2013 e tengo a salutare in questo senso l\u2019impegno e il lavoro formidabile della Commissione poich\u00e9 non c\u2019era alcun testo per dirlo n\u00e9 alcun testo che lo definiva \u2013 insieme hanno permesso di costruire una risposta inedita di scienza, di democrazia e di efficacia a questa pandemia. Riuscendo a produrre sul nostro territorio un vaccino, diventando il primo spazio al mondo di produzione di vaccini, rivendicando di non chiudere mai le frontiere, restando sempre quelle e quelli che lasciano aperte le frontiere, esportando e affermandosi come la prima potenza di solidariet\u00e0 vaccinale. E\u2019 questa l\u2019Europa di cui dobbiamo essere fieri: un\u2019Europa della democrazia, della scienza aperta e libera, e dell\u2019efficacia. L\u2019una con l\u2019altra. E\u2019 questa la scelta che dobbiamo continuare a rivendicare.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<br \/>Quando guardo indietro agli ultimi 15 anni, mi rendo conto che siamo stati troppo lenti nel reagire alla crisi economica e finanziaria. Il Portogallo e molti altri paesi hanno vissuto dei drammi. Prima ci siamo divisi, poi siamo ricaduti nei nostri egoismi nazionali, ci siamo accusati l\u2019un l\u2019altro, non abbiamo fornito una risposta comune e abbiamo sostanzialmente detto alle persone di adattarsi a una realt\u00e0 e a una crisi finanziaria che, vi ricordo, \u00e8 stata importata da oltre l\u2019Atlantico. L\u2019unica risposta \u00e8 venuta \u2013 dobbiamo essere umili \u2013 dalla Banca centrale europea e dalla famosa formula \u201cwhatever it takes\u201d pronunciata da Mario Draghi. Ma di fronte alla pandemia e oggi di fronte alla guerra, abbiamo dimostrato il contrario. Di fronte alla pandemia, c\u2019\u00e8 stata la risposta che ho menzionato, ma c\u2019\u00e8 stata anche la decisione unica presa nel luglio 2020 di costruire un nuovo bilancio, dei finanziamenti comuni, una nuova ambizione per l\u2019Europa, raccogliendo denaro insieme sui mercati per investire negli europei per le nostre priorit\u00e0. E di fronte alla guerra, abbiamo deciso per la prima volta di mobilitare il Fondo europeo per la Pace per aiutare l\u2019Ucraina a difendersi e a combattere come non abbiamo mai fatto prima. Siamo orgogliosi di queste scelte efficaci, senza le quali non saremmo qui oggi a parlarci in questo modo. Be\u2019, in un certo senso, questa efficienza (applausi) \u2013 potete applaudire la nostra Europa, che siete tutti voi.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sfida che ci si pone ora \u00e8 di essere altrettanto efficaci in tempo di pace e senza una crisi da affrontare. Ed essere efficienti significa decidere rapidamente e in modo unitario, saper investire massicciamente nei posti giusti, non lasciando nessuno a piedi \u2013 ecco cosa significa essere europei. Di fronte a questo, dovremo anche riformare i nostri testi, questo \u00e8 ovvio. E voglio anche dire chiaramente oggi che uno dei modi per fare \u00a0questa riforma \u00e8 di convocare una convenzione per rivedere i trattati. Questa \u00e8 una proposta del Parlamento europeo, e la approvo. Io sono a favore. Presuppone che lavoriamo con impegno, sulla base delle vostre proposte, e del vostro lavoro, per definire molto chiaramente i nostri obiettivi, perch\u00e9 dobbiamo iniziare una convenzione sapendo dove stiamo andando. Nella mia esperienza, quando iniziamo esercizi cos\u00ec ambiziosi, se non abbiamo un\u2019idea chiara all\u2019inizio, \u00e8 raro che questa sia pi\u00f9 chiara alla fine. Ci avete fornito un quadro molto forte, e i nostri dibattiti, che sono anche politici, quello che i capi di stato e di governo stanno discutendo, lo dimostrano altrettanto. E cos\u00ec, nelle prossime settimane, dovremo definire i prerequisiti. Dobbiamo anche costruire un accordo tra tutti noi. E io sono, vi dico, a favore di questa riforma istituzionale. E vorrei che ne discutessimo con la necessaria audacia e libert\u00e0 al Consiglio europeo di giugno. Questo significher\u00e0 andare verso una maggiore semplicit\u00e0. Sappiamo come procedere, cio\u00e8 continuare a estendere il voto a maggioranza qualificata nelle nostre decisioni sulle nostre principali politiche pubbliche. Dobbiamo anche continuare ad andare avanti e definire i modi e i mezzi per mostrare pi\u00f9 solidariet\u00e0, chiarendo i nostri obiettivi, e l\u2019obiettivo di tutte le nostre istituzioni, stabilendo obiettivi che ci permetteranno di tenere insieme la nostra Europa: la crescita, la piena occupazione, i nostri obiettivi climatici. Le regole di molte nostre istituzioni europee sono state concepite decenni fa, e si basavano su obiettivi che probabilmente oggi sono diventati incompleti, che non ci permetteranno di resistere alle crisi che stiamo affrontando e alla sfida storica della nostra unit\u00e0. La piena occupazione, l\u2019obiettivo della crescita, la neutralit\u00e0 climatica e l\u2019obiettivo della giustizia sociale devono essere al centro degli obiettivi delle nostre istituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<br \/>Infine, la riforma e l\u2019apertura di questo cantiere riguardano ovviamente anche la legittimit\u00e0 del controllo democratico, l\u2019approfondimento di questa nuova avventura democratica, e quindi la continuazione delle innovazioni democratiche come abbiamo potuto fare attraverso il vostro lavoro. Vorrei ringraziare la signora presidente per essersi gi\u00e0 impegnata chiaramente in questo senso poco fa. Ma sappiamo che dobbiamo andare oltre. Le nostre regole di elezione, le nostre regole di nomina dei nostri rappresentanti, le nostre regole di controllo, i nostri diritti di iniziativa nel Parlamento europeo \u2013 tutto questo \u00e8 ci\u00f2 che deve essere al centro di questa prossima convenzione. Credo nel profondo che possiamo intraprendere questo lavoro, e l\u2019ho messo sotto la bandiera dell\u2019efficienza \u2013 perch\u00e9? Perch\u00e9 credo che mantenere tutti questi obiettivi economici, sociali e ambientali sia ci\u00f2 che ci permetter\u00e0 di agire efficacemente e soprattutto di tenere insieme la nostra Europa. Perch\u00e9 senza questi obiettivi, non saremo pi\u00f9 in grado di convincere i nostri popoli che l\u2019avventura europea \u00e8 ci\u00f2 che li unisce, li protegge e ci permette di andare avanti.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel contesto di questa sfida, sappiamo che potremmo non essere tutti d\u2019accordo. N\u00e9 dobbiamo temere le differenze o le idee d\u2019avanguardia, che sono sempre state fruttuose per il progetto europeo. Inoltre, non hanno mai escluso, anzi ci guidano, ed esistono gi\u00e0, dall\u2019euro a Schengen. Ma mi colpisce il fatto che negli ultimi anni il desiderio di mantenerci a 27 ci abbia impedito di essere pi\u00f9 ambiziosi. Mi colpisce anche il fatto \u2013 e lo dico constatando un mezzo fallimento \u2013 che noi, capi di stato e di governo, non riusciamo mai a riunirci nel formato della zona euro. Siamo l\u2019unica associazione di compropriet\u00e0 che si astiene dal riunirsi. Come amministratore di condominio, devi sempre invitare tutta la strada. Abbiamo paura di assumerci la responsabilit\u00e0 di essere pi\u00f9 ambiziosi, e dall\u2019euro a Schengen \u00e8 sempre la stessa cosa, e ci sbagliamo perch\u00e9 questi circoli d\u2019avanguardia non escludono, ma permettono a chi vuole andare un po\u2019 pi\u00f9 lontano di guidare gli altri e di rendere desiderabile l\u2019ambizione, invece di rendere pi\u00f9 rischioso un atteggiamento attendista. Sono a volte consapevole dei timori di un\u2019Europa a pi\u00f9 velocit\u00e0, che gi\u00e0 esiste, ma accelerare il passo, aumentare le nostre ambizioni, creare una convergenza al suo centro, senza un formato predefinito, senza mai escludere, ma anche senza mai far rallentare i pi\u00f9 scettici o i pi\u00f9 esitanti, \u00e8 ci\u00f2 che permetter\u00e0 alla nostra Europa di affermarsi come una potenza. Questa differenziazione aperta a tutti \u00e8 fedele alla nostra storia e alle ambizioni dei fondatori, di Jacques Delors e della nostra Europa. \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, per concludere, e qui mi sottraggo alle vostre proposte per tornare al contesto \u2013 so che le mie osservazioni sarebbero incomplete se non rispondessi a questo particolare punto. La guerra in Ucraina e la legittima aspirazione di questo popolo, cos\u00ec come della Moldavia e della Georgia, a entrare nell\u2019Unione europea ci invitano a ripensare la nostra geografia e l\u2019organizzazione del nostro continente. E voglio farlo con la stessa sincerit\u00e0 e lo stesso rigore con cui avete condotto il vostro lavoro e con cui vi parlo oggi.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Ucraina, grazie alla sua lotta e al suo coraggio, \u00e8 gi\u00e0 oggi un membro centrale della nostra Europa, della nostra famiglia, della nostra unione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<br \/>Ma anche se domani dovessimo concederle lo status di candidato, l\u2019istruzione \u00e8 fatta e spero che si passi rapidamente all\u2019adesione alla nostra Unione europea. Sappiamo tutti perfettamente che il processo che permette la sua adesione richiederebbe diversi anni, anzi, probabilmente diversi decenni, ed \u00e8 la verit\u00e0, a meno che non si decida di abbassare gli standard di questa adesione e quindi di ripensare completamente l\u2019unit\u00e0 della nostra Europa e a volte i princ\u00ecpi in nome dei quali chiediamo nei confronti di alcuni dei nostri stessi membri \u2013 e ne siamo tutti entusiasti.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo chiari, l\u2019Unione europea, dato il suo livello di integrazione e di ambizione, non pu\u00f2 essere a breve termine l\u2019unico modo di strutturare il continente europeo. Ci sono gi\u00e0 diversi paesi nei Balcani occidentali che sono impegnati in un processo di adesione. E questo processo continuer\u00e0 e loro hanno una vocazione gi\u00e0 tracciata. Ma dobbiamo molto chiaramente, di fronte a questo nuovo contesto geopolitico, trovare il modo di pensare alla nostra Europa, alla sua unit\u00e0, alla sua stabilit\u00e0, senza indebolire l\u2019intimit\u00e0 costruita all\u2019interno della nostra Unione europea. Abbiamo dunque un dovere storico non di fare come abbiamo sempre fatto e dire che l\u2019unica risposta \u00e8 l\u2019appartenenza, ve lo dico molto sinceramente, ma di aprire una riflessione storica sull\u2019organizzazione del nostro continente che sia all\u2019altezza degli eventi che stiamo vivendo. In un momento in cui lo stesso Consiglio d\u2019Europa, questa famiglia di valori comuni abbandonata dalla Russia, questo Consiglio presente qui a Strasburgo, \u00e8 anche scosso dal balbettio della storia. Nel 1989, il presidente Fran\u00e7ois Mitterrand ha aperto questa riflessione in un momento in cui l\u2019Unione Sovietica si stava disintegrando, proponendo la creazione di una confederazione europea. La sua proposta non aveva un futuro. Probabilmente era troppo presto. Associava la Russia a questa confederazione, cosa che naturalmente risult\u00f2 presto inaccettabile per gli stati che si erano appena liberati dal giogo dell\u2019Unione Sovietica. Ma ha posto una buona domanda, e questa domanda rimane: come possiamo organizzare l\u2019Europa da un punto di vista politico e al di l\u00e0 dell\u2019Unione europea? E\u2019 nostro obbligo storico rispondere oggi a questa domanda e creare ci\u00f2 che chiamerei una comunit\u00e0 politica europea.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa nuova organizzazione europea permetterebbe alle nazioni europee democratiche che aderiscono al nostro insieme di valori di trovare un nuovo spazio di cooperazione politica, di sicurezza, di cooperazione in materia di energia, di trasporti, di investimenti, di infrastrutture e di circolazione delle persone, soprattutto dei nostri giovani. L\u2019adesione non pregiudicherebbe necessariamente la futura appartenenza all\u2019Unione europea n\u00e9 sarebbe chiusa a coloro che hanno lasciato quest\u2019ultima. Riunire la nostra Europa nella verit\u00e0 della sua geografia, sulla base dei suoi valori democratici, con la volont\u00e0 di preservare l\u2019unit\u00e0 del nostro continente e conservando la forza e l\u2019ambizione della nostra integrazione.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la proposta che volevo farvi oggi, oltre che rispondere alla vostra. Nelle prossime settimane e mesi, cercher\u00f2 di consultare e lavorare con tutti gli stati e i governi interessati a questo progetto per cercare di portarlo a termine, perch\u00e9 credo che la stabilit\u00e0 e il futuro del nostro continente dipendano da questo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<br \/>Signore e signori, un anno fa vi ho detto che speravo che questa conferenza fosse il ritorno dei grandi sogni e delle grandi ambizioni. Questo \u00e8 quello che volevate anche voi. Questo \u00e8 quello che avete fatto. Questo \u00e8 ci\u00f2 che perseguiremo insieme. Questa \u00e8 l\u2019Europa. Che \u00e8 fatta di sogni folli, di ambizioni senza precedenti. E poi c\u2019\u00e8 la capacit\u00e0 collettiva di costruire compromessi che a volte possono sembrare faticosi, ma che sono il linguaggio dell\u2019Europa, cio\u00e8 il linguaggio della traduzione permanente. Agire con forza. Muoversi velocemente. Sognare in grande. Queste parole non sono solo una prerogativa della Cina o degli Stati Uniti d\u2019America. Condividiamo anche noi queste ambizioni. Non dimentichiamo che lo spirito europeo non sarebbe niente senza quest\u2019anima europea in pi\u00f9 che ci rende unici, che stabilisce la rotta, che d\u00e0 senso, che rende la nostra Europa e questo continente senza precedenti dove si fanno grandi feste parlando tutte le nostre lingue e traducendole e avendo una lingua universale che \u00e8 la nostra, la musica, i nostri inni europei. Quindi questo percorso che abbiamo iniziato a tracciare qui, ora a Strasburgo, \u00e8 in qualche modo un giuramento. Questo giuramento di Strasburgo per un\u2019Europa sovrana, unita, democratica e ambiziosa. Star\u00e0 a noi esserle fedeli, tutti insieme.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potete contare su di me. Grazie mille<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">*Il discorso al Parlamento Europeo 09\/05\/2022<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/h1>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa pace mondiale non potr\u00e0 essere salvaguardata se non con sforzi creativi proporzionali ai pericoli che la minacciano\u201d. Queste parole di Robert Schuman, il 9 maggio 1950, sul contributo che un\u2019Europa viva deve apportare alla civilt\u00e0, sono pi\u00f9 importanti che mai. 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