{"id":653,"date":"2014-07-21T18:45:26","date_gmt":"2014-07-21T16:45:26","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/dal-public-management-al-public-service\/"},"modified":"2014-07-21T18:45:26","modified_gmt":"2014-07-21T16:45:26","slug":"dal-public-management-al-public-service","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/dal-public-management-al-public-service\/","title":{"rendered":"Dal Public Management al Public Service"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A seguito di una innovativa consultazione pubblica, cui hanno partecipato circa quarantamila cittadini, il 10 luglio 2014, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva, il\u00a0 disegno di legge delega al Governo per la \u201cRiorganizzazione delle amministrazioni pubbliche\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La norma in questione si propone di perseguire \u201cl\u2019accelerazione e semplificazione delle procedure di fornitura dei servizi ai cittadini, alle imprese e alla collettivit\u00e0\u201d, puntando a contrastare il peso della burocrazia e a ridurre la necessit\u00e0 dell\u2019accesso fisico alle sedi degli uffici pubblici, in modo tale da liberare tempo per permettere una pi\u00f9 adeguata conciliazione dei tempi di vita, famiglia e lavoro. Pi\u00f9 in particolare, s\u2019intende perseguire il \u201cnon nuovo\u201d e ambizioso obiettivo di far dialogare maggiormente le amministrazioni pubbliche con i cittadini e le imprese e attivare un efficace e virtuoso sviluppo della digitalizzazione dei processi lavorativi ed organizzativi del sistema delle pubbliche amministrazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La delega, che presenta un elevato grado di complessit\u00e0 applicativa, non immediatamente implementabile senza alcune \u201ccondizioni politiche e culturali\u201d necessarie, punta, in primo luogo, a perseguire una serie di obiettivi sul piano della ridefinizione delle procedure amministrative e della riprogettazione dei processi organizzativi e gestionali, relativamente a:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>ridefinizione del processo decisionale, anche con riferimento alle forme di partecipazione dei soggetti interessati (cittadini, famiglie, imprese), relativamente all\u2019utilizzo delle tecnologie dell\u2019informazione e all\u2019applicazione del sistema pubblico dell\u2019identit\u00e0 digitale;<\/li>\n<li>superamento dell\u2019uso della carta nel normale funzionamento delle amministrazioni, assicurandone la trasmissione in forma telematica;<\/li>\n<li>uso di software con standard aperti e non dipendenti da specifiche tecnologie proprietarie e ricorso alla cooperazione applicativa e all\u2019interoperabilit\u00e0 dei sistemi informativi (<em>Application Program Interfaces &#8211; API<\/em>);<\/li>\n<li>obbligo di adeguamento dell\u2019organizzazione di ciascuna amministrazione ai principi di unicit\u00e0 dei punti di contatto con i cittadini e le imprese, con particolare riferimento agli sportelli unici delle attivit\u00e0 produttive e agli sportelli unici dell\u2019edilizia.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, l\u2019azione riformatrice dovrebbe riguardare una nuova politica di valorizzazione delle risorse umane, a partire dalla riforma della dirigenza pubblica, nell\u2019ambito della quale, il Governo assume la delega ad intervenire su alcune questioni che hanno una valenza strategica sul piano inquadramentale e dell\u2019assetto organizzativo e gestionale. Infatti, la pesante delega dovrebbe ridefinire alcune delle questioni pi\u00f9 spinose che sono gi\u00e0 state al centro delle riforme Cassese, Bassanini, Frattini e Brunetta, avviate negli ultimi venti anni e non sempre portate a termine e definitivamente applicate. Si tratta di riforme che hanno teso rispettivamente a:\u00a0 semplificare le procedure burocratiche e \u201cdistricare il groviglio legislativo\u201d; introdurre i principi dell\u2019efficacia, efficienza ed economicit\u00e0 e privatizzare il rapporto di lavoro dei pubblici dipendenti; adottare misure e strumenti provenienti dalla cultura manageriale, in una logica \u201ceccessivamente dirigistica\u201d di pianificazione del ciclo di gestione della performance, mirato a supportare una valutazione delle amministrazioni e dei dipendenti finalizzata al miglioramento e al riconoscimento del merito, attraverso la selettivit\u00e0 nell\u2019attribuzione dei premi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo scenario evolutivo, la riforma Madia intende mettere mano alle seguenti questioni aperte:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>ristrutturazione del sistema di inquadramento dei dirigenti, attraverso il ritorno al \u201cruolo unico\u201d e l\u2019introduzione di possibili ruoli unificati anche per la dirigenza delle amministrazioni non statali;\u00a0<\/li>\n<li>ridefinizione di ruolo, competenze, peso e dimensione della dirigenza nel sistema pubblico complessivo;<\/li>\n<li>miglioramento del grado di trasparenza e di controllabilit\u00e0 pubblica dell\u2019attivit\u00e0 di selezione, organizzazione e gestione dei processi di accesso alla dirigenza, attraverso la definizione di una procedura chiara ed esaustiva di concorso o di corso-concorso, cos\u00ec come al momento del conferimento degli incarichi dirigenziali;\u00a0\u00a0<\/li>\n<li>la revisione della durata degli incarichi dirigenziali, del collocamento in disponibilit\u00e0 dei dirigenti privi di incarico;<\/li>\n<li>della responsabilit\u00e0 dei dirigenti nei confronti dell\u2019amministrazione, degli utenti e degli stakeholders e delle procedure di valutazione dei risultati, compreso il possibile licenziamento dopo un periodo definito di mancata assegnazione e svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 di direzione di strutture;<\/li>\n<li>il ridisegno delle funzioni della dirigenza delle regioni e degli enti locali, anche a seguito della riforma del Titolo V.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">In terzo luogo, invece, due importanti provvedimenti mirano al riordino del ruolo della \u201cConferenza dei servizi\u201d, a partire dalle norme di convocazione, passando per la semplificazione dei lavori, fino al ricorso a strumenti informatici per favorire lo snellimento delle procedure e il contenimento dei costi. Si propone, inoltre, la revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di anticorruzione, pubblicit\u00e0 e trasparenza, in modo tale da giungere ad adottare disciplina, il pi\u00f9 possibile chiara e trasparente,\u00a0 in merito alla non conferibilit\u00e0 e incompatibilit\u00e0 di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e\/o presso enti privati di controllo pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito della delega al Governo, in materia di riforma delle pubbliche amministrazioni, spicca la novit\u00e0 e la strategicit\u00e0 assunta da due provvedimenti particolarmente significativi, che potrebbero assumere il ruolo di \u201ccartina al tornasole\u201d del grado di effettivo cambiamento prodotto:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>la\u00a0 strategia sottesa alla ristrutturazione del sistema di inquadramento dei dirigenti, attraverso il ricorso al \u201cruolo unico\u201d e l\u2019introduzione di possibili ruoli unificati con la dirigenza delle amministrazioni regionali e degli enti locali, in una prospettiva di ridefinizione, riposizionamento e rilancio dell\u2019azione progettuale e unitaria del dirigente come \u201cdatore di lavoro pubblico\u201d;\u00a0<\/li>\n<li>il progetto culturale e professionale che ispira l\u2019unificazione dell\u2019attivit\u00e0 di formazione rivolta alla dirigenza presso la Scuola nazionale dell\u2019amministrazione (SNA), riorganizzata in dipartimenti corrispondenti agli organismi soppressi, e la conseguente soppressione di tutte le scuole di formazione delle amministrazioni centrali. La SNA dovr\u00e0 garantire l\u2019elaborazione di una nuova cultura organizzativa progettuale\u00a0 necessaria per promuovere una nuova <em>governance<\/em> dei processi decisionali e una pi\u00f9 efficace allocazione e gestione delle risorse da parte del \u201cdatore di lavoro pubblico\u201d. \u00a0<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini, da come verranno gestite queste due variabili dipende il risultato di questa ennesima riforma delle pubbliche amministrazioni, compreso il tanto discusso ricorso alle procedure di mobilit\u00e0 del personale, altro istituto novellato, che bisognerebbe\u00a0 impiegare a seguito di una corretta definizione e assegnazione degli obiettivi (istituzionali, strutturali e operativi) da parte del vertice politico a quello gestionale, e da questi agli altri livelli dell\u2019organizzazione, sulla base di una esaustiva analisi organizzativa e un esame della funzionalit\u00e0 dei processi e dell\u2019adeguatezza dei carichi di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In definitiva, si tratta di una sfida ambiziosa, perch\u00e9 come dimostrano diverse ricerche (<span>Oecd, <\/span>2002), per raggiungere risultati efficaci, attraverso una positiva implementazione delle riforme, \u00e8 necessario un lasso di tempo di 3-5 anni, nel quale occorre creare una serie di \u201ccondizioni politiche e culturali\u201d necessarie (Cocozza, 2014):\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>un\u2019adeguata strategia, che metta in campo un forte <em>commitment<\/em> del vertice politico e gestionale, a livello centrale, cos\u00ec come nelle strutture decentrate e nelle autonomie regionali e locali, in una logica integrativa e non conflittuale o di subordinazione gerarchica;<\/li>\n<li>\u00a0l\u2019assunzione di una leadership di tipo partecipativa, che sappia far interagire sinergicamente, in una logica di orientamento strategico le diverse leve di gestione delle politiche delle risorse umane (valorizzazione, motivazione, incentivazione, sanzione);<\/li>\n<li>una politica di comunicazione organizzativa, che permetta una stretta correlazione tra diversi livelli di comunicazione (funzionale, strategica, formativa e creativa) che ora non sono adeguatamente coordinati tra di loro;<\/li>\n<li>la definizione di obiettivi politico-amministrativi e produttivi specifici e misurabili identificati a livello centrale e articolati ai vari livelli delle strutture pubbliche, nonch\u00e9 un programma per l\u2019implementazione operativa di detti obiettivi nei vari processi e in tutte le attivit\u00e0 dell\u2019amministrazione;<\/li>\n<li>l\u2019elaborazione di un progetto culturale e la definizione di un imponente piano di formazione mirato e progettuale, quale fondamentale strumento a supporto e a sostegno dell\u2019acquisizione di quelle conoscenze e competenze professionali, manageriali e relazionali \u2212 di visione strategica, pianificazione, organizzazione, gestione e valutazione \u2212 necessarie per portare a termine una reale ed efficace implementazione dei processi di riforma delle pubbliche amministrazioni, che procurano un effettivo mutamento reale nella vita quotidiana dei cittadini.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le riforme delle pubbliche amministrazioni, dunque, <em>non sono<\/em> <em>auto applicative<\/em>, ma richiedono un importante sforzo di concertazione istituzionale, se davvero s\u2019intende puntare a produrre un mutamento che si pone al servizio della comunit\u00e0 locale e nazionale e sia finalizzato al conseguimento di uno sviluppo economico <em>social inclusive<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altre parole, la capacit\u00e0 di <em>governance<\/em> da parte del dirigente dei processi organizzativi (i procedimenti amministrativi letti in una chiave evolutiva di <em>lean organization<\/em>) e delle relazioni lavorative nei confronti delle persone, non deve pi\u00f9 essere basata sul primato della regolazione eteronoma di tipo legislativo e sul solo rispetto formale della norma che obbliga i comportamenti delle parti (all\u2019interno i collaboratori e all\u2019esterno i cittadini) all\u2019obbedienza gerarchica, quanto piuttosto sull\u2019autorevolezza della leadership agita nelle relazioni dirette (dimensione individuale) e su una logica di tipo collaborativa, partecipativa, negoziale e inclusiva, nella gestione delle relazioni sindacali (dimensione collettiva).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 in questo nuovo ambito che va ricercato il ruolo innovativo della stessa dirigenza ministeriale, non pi\u00f9 nella capacit\u00e0 di \u201cfornire direttamente servizi\u201d alla collettivit\u00e0, ma in una prospettiva di <em>Big society<\/em>, capace di saper individuare partner con i quali creare <em>networking <\/em>nella comunit\u00e0 regionale e territoriale, ai quali fornire la cornice istituzionale dove essi possano esprimere le innumerevoli potenzialit\u00e0 sussidiarie rispetto al tradizionale ruolo dello Stato e ad una vecchia concezione dell\u2019azione pubblica locale, a partire dalle Regioni del mezzogiorno che vivono con maggiore difficolt\u00e0 la crisi economica attuale. \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si tratta di teorizzare uno Stato \u201cminore\u201d, quanto di progettare un <em>Sistema pubblico integrato <\/em>pi\u00f9 efficace, pi\u00f9 efficiente e pi\u00f9 vicino ai cittadini, che intervenga laddove davvero \u00e8 necessario, senza sprecare risorse, partendo da uno sguardo positivo sulle azioni dei singoli e dei corpi sociali intermedi. Un nuovo ruolo, ispirato ad un serio principio di sussidiariet\u00e0, che vede il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei cittadini nella gestione dei beni funzionali al soddisfacimento degli interessi della collettivit\u00e0. In questo processo di riforma un ruolo importante potrebbe essere giocato dal rilancio del Terzo settore e del volontariato nazionale e internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, constatata la situazione di difficolt\u00e0 in cui si trova il Paese, per far ripartire l\u2019Italia occorre ridurre ingiustizie e disuguaglianze e attivare un processo di rinnovamento politico, economico, sociale e culturale, che porti ad una nuova fase di sviluppo, come quella conosciuta negli anni Sessanta. La responsabilit\u00e0 principale in questo senso spetta alla \u201cclasse dirigente\u201d politica ed economica, cos\u00ec denominata non a caso, perch\u00e9 il suo compito consiste nel guardare avanti ed indicare una via d\u2019uscita con gli strumenti e secondo i principi innovativi: sviluppo equo e duraturo, sussidiariet\u00e0, cittadinanza attiva, solidariet\u00e0 e responsabilit\u00e0 personale e istituzionale. \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>In altri termini, con questa nuova sfida riformatrice si potrebbe andare oltre la logica del <em>New Public Management<\/em> tentato prima con la riforma Bassanini e poi, con altre modalit\u00e0 pi\u00f9 dirigistiche, dalla riforma Brunetta e muoversi verso una prospettiva di <em>New Public Service<\/em>, attraverso il rilancio della logica del servizio di interesse pubblico e puntando ad affermare i principi per l\u2019elaborazione di un nuovo servizio pubblico.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale nuova prospettiva, che presenta una dimensione paradigmatica ma anche politica ed organizzativa, potrebbe essere perseguita attraverso la coerente implementazione dei seguenti sette principi fondamentali (Denhardt, Denhardt, 2007):\u00a0<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>mettersi al servizio dei cittadini, non come se fossero semplici clienti;\u00a0<\/li>\n<li>rispettare sempre l\u2019interesse pubblico;\u00a0<\/li>\n<li>valorizzare la cittadinanza come valore per migliorare il servizio pubblico, andando oltre la logica imprenditoriale;\u00a0<\/li>\n<li>pensare strategicamente ed agire democraticamente;\u00a0<\/li>\n<li>riconoscere che la responsabilit\u00e0 pubblica non \u00e8 semplice da applicare;\u00a0<\/li>\n<li>servire, piuttosto che governare; valorizzare le persone, non solo la produttivit\u00e0.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, si tratta di muoversi in un\u2019ottica ambiziosa, assolutamente necessaria per il miglioramento della qualit\u00e0 dell\u2019azione dell\u2019insieme del sistema pubblico, in particolare nei comparti chiave (educazione e formazione, sanit\u00e0, lavoro), per rilanciare un nuovo protagonismo delle politiche pubbliche a livello centrale e di quelle delle autonomie regionali e locali. A questo scopo, \u00e8 necessario puntare all\u2019acquisizione di una maggiore consapevolezza strategica del ruolo di alto valore civico svolto dai dirigenti pubblici, poich\u00e9 essi vivono quotidianamente la dimensione della cittadinanza e del valore democratico della loro azione, che si riflette indiscutibilmente nella qualit\u00e0 e nel grado di sviluppo economico, sociale, civile e culturale della comunit\u00e0 nazionale e territoriale nella quale operano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(*)\u00a0 Presidente Corso di Laurea in \u201cFormazione e Sviluppo delle Risorse Umane\u201d Dipartimento di Scienze della Formazione &#8211; Universit\u00e0 degli studi Roma Tre<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">AA.VV. (2009), <em>Speciale riforma Brunetta<\/em>, \u201cGuida al pubblico impiego\u201d, Il Sole 24 Ore, 11.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Acemoglu D., Robinson J. A. (2013), <em>Perch\u00e9 le nazioni falliscono. Alle origini di potenza, prosperit\u00e0, e povert\u00e0<\/em>, Il Saggiatore, Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Carinci F., Mainardi S. (2011), <em>La terza riforma del lavoro pubblico<\/em>, Ipsoa, Milano.<\/span><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cocozza A. (2004), <em>La riforma rivoluzionaria. Leadership, gruppi professionali e valorizzazione delle risorse umane nelle pubbliche amministrazioni<\/em>, Franco Angeli, Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cocozza A. (2012a), <em>Comunicazione d\u2019impresa e gestione delle risorse umane. Valorizzare le persone nelle imprese innovative e nelle pubbliche amministrazioni virtuose<\/em>, Franco Angeli, Milano.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cocozza A. (2012b), <em>Il Sistema scuola. Autonomia, sviluppo e responsabilit\u00e0 nel lifewide learning, <\/em>Franco Angeli, Milano.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cocozza A. (2014), <em>Organizzazioni. Culture, modelli, governance,<\/em> Franco Angeli, Milano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dahrendorf R. (2003), <em>Quadrare il cerchio ieri e oggi. Benessere economico, coesione sociale e libert\u00e0 politica<\/em>, Laterza, Bari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019Alessio G., Di Lascio F. (2009),<em>Il sistema amministrativo a dieci anni dalla riforma Bassanini : atti del Convegno internazionale, Roma, 30 e 31 gennaio 2008<\/em>, Giappichelli, Torino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Denhardt J. V., Denhardt R. B. (2007), <em>The New Public Service: Serving, Not Steering<\/em>, Sharpe, New York.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oecd (2002), <em>Cultural Change in Government: Promoting a High-Performance Culture. Public Management Service<\/em>, Oecd, Paris.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A seguito di una innovativa consultazione pubblica, cui hanno partecipato circa quarantamila cittadini, il 10 luglio 2014, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva, il\u00a0 disegno di legge delega al Governo per la \u201cRiorganizzazione delle amministrazioni pubbliche\u201d. 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