{"id":669,"date":"2014-07-21T18:56:31","date_gmt":"2014-07-21T16:56:31","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/gli-indicatori-di-performance-occorre-accendere-le-luci-della-pista-delle-p-a\/"},"modified":"2014-07-21T18:56:31","modified_gmt":"2014-07-21T16:56:31","slug":"gli-indicatori-di-performance-occorre-accendere-le-luci-della-pista-delle-p-a","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/gli-indicatori-di-performance-occorre-accendere-le-luci-della-pista-delle-p-a\/","title":{"rendered":"Occorre accendere le luci della pista delle P.A."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il problema fondamentale delle nostre pubbliche amministrazioni non \u00e8 tanto il costo, ma la mancanza di un sistema di misurazione delle performance, che sia uno strumento di <em>governance<\/em> moderno, trasparente, partecipato e, dunque funzionale.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avere indicatori affidabili dei risultati dell\u2019azione \u00e8 una condizione indispensabile per un buon esito della <em>spending review, <\/em>in termini di successo, tempi di implementazione, bassa conflittualit\u00e0. Perch\u00e9 la revisione della spesa arrivi a colpire gli sprechi e a rafforzare la qualit\u00e0 della spesa pubblica, c\u2019\u00e8 necessit\u00e0 di un sistema messo in opera e funzionante di valutazioni delle prestazioni rese da ciascuna amministrazione pubblica; un sistema indipendente dal soggetto controllato, non fine a s\u00e9 stesso, ma che dia ai cittadini informazioni chiare e confrontabili sulla qualit\u00e0 dei servizi e che sia funzionale alla definizione delle politiche e delle gestioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli indicatori macro a livello internazionale mostrano che la macchina delle amministrazione pubbliche italiane non \u00e8 troppo costosa, ovvero non assorbe una quantit\u00e0 esagerata di risorse rispetto agli altri paesi partners.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo dimostrano una serie di parametri, che in questa sede vengono analizzati e commentati. La quota di spesa pubblica sul PIL al netto degli interessi era in Italia nel 2013 al 45,5% del PIL, ovvero circa un punto e mezzo sotto il livello medio dell\u2019area euro.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La spesa pubblica per abitante, calcolata a parit\u00e0 di potere d\u2019acquisto, cio\u00e8 tenuto conto del tasso di cambio e del diverso livello dei prezzi, era secondo l\u2019OCSE nel 2011, inferiore del 30 \u2013 40% rispetto ai paesi scandinavi, oltre che del 15 \u2013 25 % rispetto a Germania e Francia. D\u2019altra parte n\u00e9 la quota dei salari corrisposti nelle pubbliche amministrazioni sul PIL, n\u00e9 l\u2019incidenza degli occupati pubblici sul totale degli attivi divergono.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione \u00e8 pi\u00f9 complessa riguardo alla comparazione di retribuzioni e costi del lavoro pro capite per figure tipiche. Emerge un rilevante maggior onere in Italia per i livelli pi\u00f9 elevati della dirigenza; le interpretazioni possibili sono due: o il datore di lavoro pubblica amministrazione ha puntato a migliorare i livelli stipendiali degli alti dirigenti con l\u2019idea che questo avrebbe attratto migliori professionalit\u00e0 e, quindi, spinto l\u2019efficacia e l\u2019efficienza nella pubblica amministrazione; con risultati non all\u2019altezza. Oppure vi \u00e8 stata una strisciante autodeterminazione delle remunerazioni da parte dell\u2019alta dirigenza (cui si \u00e8 aggiunta, peraltro, una larga attribuzione di plurincarichi), scarsamente o per nulla contenuta da parte del datore di lavoro PA.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo gli stessi dati, invece, il personale operativo e di segreteria ha retribuzioni del tutto allineate a quelle medie OCSE ed un costo un po\u2019 pi\u00f9 elevato in ragione del minore orario e della maggiore incidenza degli oneri sociali rispetto ad altri paesi. Molto penalizzati, invece, appaiono i <em>professionals<\/em>, cio\u00e8 le professionalit\u00e0 pi\u00f9 elevate, i funzionari che non hanno fatto il salto nella dirigenza; queste figure hanno le retribuzioni comparativamente pi\u00f9 basse a livello internazionale. Viene da pensare che la ricerca di migliori risultati sia stata fatta puntando a premiare il manager pubblico piuttosto che la squadra; nell\u2019un caso come nell\u2019altro senza collegare quote di retribuzione a risultati effettivamente conseguiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dire che la macchina pubblica non \u00e8 nel suo insieme troppo dispendiosa non \u00e8 un argomento che smentisce la necessit\u00e0 di una seria e duratura strategia di <em>spending review<\/em>. La dimensione non troppo ampia della spesa non \u00e8, infatti, indicativa di efficacia e di produttivit\u00e0 della stessa. I risultati della spesa appaiono molto spesso sotto gli standard internazionali. Ed in effetti c\u2019\u00e8 una larga insoddisfazione dei cittadini \/ utenti rispetto ai servizi erogati dalla pubblica amministrazione, in via diretta o indiretta. Vengono qui presentati alcuni esempi in diverse aree di intervento. Soprattutto emerge una fortissima variabilit\u00e0 a livello territoriale a danno delle regioni meridionali.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La necessit\u00e0 di una robusta revisione della spesa \u00e8 rafforzata dall\u2019osservazione di un\u2019analisi della Banca d\u2019Italia che ad una qualit\u00e0 dei servizi molto differenziata sul territorio corrisponde una quantit\u00e0 di risorse spese a livello locale relativamente uniforme. Dunque vi \u00e8\u00a0 necessit\u00e0 di una strategia che contenga la spesa a parit\u00e0 di risultato e migliori i risultati a parit\u00e0 di spesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questo presuppone la necessit\u00e0 di spingere concretamente sulla strada della verifica delle performance della pubblica amministrazione a livello centrale e, soprattutto, a livello decentrato. Purtroppo l\u2019Italia segna un ritardo metodologico grave rispetto agli altri paesi. Ma, cos\u00ec facendo, la politica e l\u2019amministrazione rinunciano ad accendere le luci segnaletiche, che dovrebbero guidare il percorso. Al contrario, gli indicatori delle performance devono diventare il pannello di controllo della pubblica amministrazione a tutti i livelli.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La lettura del sistema degli indicatori dovrebbe dare a chi ha responsabilit\u00e0 politiche, ai cittadini ed alla societ\u00e0 un <em>check up<\/em> continuo su quale \u00e8 la situazione effettiva della macchina e dare quindi modo di confrontarsi su quali siano le priorit\u00e0 ed i passi da compiere. La fissazione di obiettivi, il monitoraggio dei risultati in corso d\u2019opera, la presa d\u2019atto dei consuntivi devono diventare l\u2019ordinario modo di operare non solo a livello strategico ma anche negli uffici decentrati. La scelta delle variabili, che indicano l&#8217;andamento dei fenomeni da controllare, e la rilevazione dei dati pi\u00f9 opportuni sono, quindi, tra gli aspetti da curare con maggiore attenzione e da integrare in base alle specifiche esigenze degli obiettivi di carattere strategico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed in questo quadro, \u00e8 la stessa contrattazione che pu\u00f2 essere uno strumento \/ opportunit\u00e0. La negoziazione decentrata ha sempre sofferto in questi anni della mancanza di un quadro chiaro di quali siano i risultati dell\u2019azione amministrativa, andando, quindi, molto spesso a degradare in somme erogate a pioggia ed in modo indifferenziato ovvero in cervellotiche ipotesi a priori su quale dovesse essere la distribuzione dei premi. I sistemi di valutazione della performance devono essere ampiamente usati per determinare le retribuzioni e gli avanzamenti di carriera con retribuzioni di risultato nella forma di incrementi della paga base collegati alla performance. \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ITALIANA: UNA MACCHINA NON TROPPO COSTOSA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>2.1 Spesa pubblica al netto degli interessi sul PIL<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi anni la caduta del Prodotto interno lordo ha portato nella stragrande maggioranza dei paesi dell\u2019Unione ad un peggioramento del rapporto tra la spesa pubblica al netto degli interessi ed il PIL. In Italia la spesa, detratto il costo del debito, era pari al 39,6% nel 2000, circa 3 punti sotto il valore registrato nella media dell\u2019Area Euro. Gi\u00e0 nel 2008 la bassa crescita del PIL dei primi anni duemila aveva portato il valore a lievitare al 43,5%, avvicinandosi molto alla media dell\u2019Unione. La crisi economica finanziaria che ha colpito allora le economie europee ha largamente deteriorato le condizioni della finanza pubblica; la media dell\u2019Unione, nonostante gli interventi di contenimento della spesa nel frattempo effettuati, ha visto una spesa pubblica al netto degli interessi toccare il 47%. La Germania, in un periodo cos\u00ec travagliato, \u00e8 stata (con il 42,5% a fine periodo) tra i pochi paesi in grado di mantenere un\u2019incidenza pi\u00f9 o meno invariata. Al contrario la crescita della spesa pubblica sul PIL dal 2008 ad oggi \u00e8 stata pi\u00f9 ampia per alcuni paesi scandinavi, come Finlandia e Danimarca, che si trovavano gi\u00e0 ai primi posti per incidenza; lo stesso si pu\u00f2 dire per il Belgio, l\u2019Olanda, per la stessa Francia ( dove la spesa al netto aveva nel 2013 un\u2019incidenza del 54,8% del PIL, quasi dieci punti in pi\u00f9 dell\u2019Italia). Se si esclude la Grecia, che ha subito un vero e proprio tracollo del PIL, i paesi che hanno attraversato le maggiori turbolenze finanziarie hanno avuto un aumento dell\u2019incidenza, ma relativamente contenuto per le politiche di <em>austerity <\/em>ed inferiore a quello della media dell\u2019area della moneta unica. E\u2019 il caso del Portogallo, della Spagna, soprattutto dell\u2019Irlanda, che \u00e8 riuscita ad invertire la tendenza. La stessa Italia, nonostante l\u2019incidenza della crisi, si colloca ancora, con il 45,5% del PIL, in una posizione mediana tra i paesi.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-657\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.02.30.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"520\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.02.30.png 520w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.02.30-300x216.png 300w\" sizes=\"(max-width: 520px) 100vw, 520px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione, come \u00e8 noto, \u00e8 molto diversa per il pagamento degli interessi. In questo caso l\u2019Italia aveva nel 2000 ed ha ancora un primato negativo, pure registrando una riduzione dal 6,3% al 5,1%.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>2.2 Spesa pubblica per abitante<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche nel caso della spesa pubblica per abitante, depurata dalla variazione dei prezzi e dei tassi di cambio, i valori italiani paiono contenuti. Le stime dell\u2019OCSE al riguardo raffrontano i valori espressi in parit\u00e0 di potere d\u2019acquisto in Dollari al 2001 e al 2011. Concentrandosi sull\u2019ultimo anno si vede che il livello della spesa pro capite era in Italia inferiore tra il 30 ed il 40% rispetto a quanto registrato nei paesi Scandinavi, in Belgio, in Olanda, intorno al 25% con la Francia e del 16% con la Germania. Il dato ancora pi\u00f9 significativo \u00e8 che nel decennio, da noi la variazione \u00e8 nulla; la spesa pro capite, dunque, non \u00e8 aumentata in termini reali rispetto ad una crescita del 2,2% nella media OCSE. Gli incrementi percentuali nei diversi paesi sono molto dispersi (tra l\u20191 ed il 4%), ma comunque positivi.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-658\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.04.12.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"469\" height=\"380\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.04.12.png 469w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.04.12-300x243.png 300w\" sizes=\"(max-width: 469px) 100vw, 469px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>2.3 Quota del reddito da lavoro dipendente nella PA sul PIL<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quanta parte del Prodotto interno lordo \u00e8 destinata alla remunerazione dei dipendenti pubblici? La tabella 3 e il grafico 1 mostrano l\u2019incidenza dei salari pubblici sul PIL. Per quanto sia difficile comparare i diversi paesi con criteri uniformi, da essi si vede che la quota per l\u2019Italia (10,5% nel 2013) era molto vicina alla media dell\u2019Europa a 27, cos\u00ec come dell\u2019area Euro. Anzi, mentre nel 2008, anno ancora poco toccato dalla crisi, l\u2019incidenza in Italia era pi\u00f9 elevata di qualche decimo, cinque anni dopo era appena al di sotto. I livelli nel 2013 erano decisamente pi\u00f9 elevati nei paesi scandinavi con la Danimarca al 18,2%, la Finlandia e la Svezia intorno al 14%. Quote pi\u00f9 alte dell\u2019Italia presentavano la Francia ed il Belgio e poi la Grecia, la Spagna, l\u2019Irlanda ed il Portogallo. Incidenze minori, invece, avevano i Paesi Bassi (9,5%), la Polonia (9,3%) e la Germania (7,6%); nel caso olandese e tedesco, per\u00f2, una parte rilevante dei servizi pubblici \u00e8 finanziata dalle stesse amministrazioni, ma erogata dal settore privato, senza remunerazione di dipendenti pubblici.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In termini dinamici un dato molto interessante \u00e8 che dal 2008 al 2013 l\u2019incidenza dei salari pubblici sul PIL aumenta nei paesi meno colpiti dalla crisi e dove essa era gi\u00e0 alta. Invece, nelle economie investite dalle turbolenze finanziarie, nonostante la forte riduzione del PIL, la quota \u00e8 stata per lo pi\u00f9 stazionaria, come in Grecia, o in calo, come in Portogallo ed Irlanda; i tagli di spesa, dunque, hanno sopravanzato o almeno pareggiato gli effetti recessivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Figura 1<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-659\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.05.47.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"566\" height=\"356\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.05.47.png 566w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.05.47-300x189.png 300w\" sizes=\"(max-width: 566px) 100vw, 566px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-660\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.10.26.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"532\" height=\"364\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.10.26.png 532w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.10.26-300x205.png 300w\" sizes=\"(max-width: 532px) 100vw, 532px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>2.4 Occupazione nella Pubblica Amministrazione sul totale della forza lavoro<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019OCSE consente, con le cautele sopra gi\u00e0 indicate, di comparare le quote dell\u2019occupazione pubblica sul totale della forza di lavoro.\u00a0 Nella media dell\u2019area questa \u00e8 rimasta relativamente invariata tra il 2001 e il 2011, attestandosi a un livello appena inferiore al 16% del totale della forza lavoro. Dai dati risulta che l\u2019Italia non presenta un\u2019incidenza particolarmente elevata dell\u2019occupazione pubblica. Inoltre, se nel 2001 da noi il pubblico impiego assorbiva il 15,4 per cento degli attivi, la percentuale si \u00e8 abbassata al 13,7% nel 2011; si tratta di un valore inferiore a quello dell\u2019area, mentre all\u2019inizio del periodo i valori erano appaiati. Sotto la media si trovano Germania, Spagna, Olanda e la stessa Grecia. Fra i paesi a incidenza maggiore del pubblico impiego si ricorda la Francia, che arrivava nel 2011 ad una quota del 22 per cento, e soprattutto i paesi nordici; fra questi Svezia e Danimarca realizzavano una punta massima, con una quota dei dipendenti pubblici tra il 25 ed il 30 per cento del totale della forza lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-661\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.11.48.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"554\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.11.48.png 554w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.11.48-300x187.png 300w\" sizes=\"(max-width: 554px) 100vw, 554px\" \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>2.5 La retribuzione ed il reddito da lavoro pro capite<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il recente <em>Government at a glance<\/em> dell\u2019OCSE consente con qualche cautela di stimare le differenze di costo del lavoro per alcune figure tipiche delle Amministrazioni centrali pubbliche sulla base della situazione nel 2011. La valutazione in parit\u00e0 di potere d\u2019acquisto (PPA) migliora la confrontabilit\u00e0 internazionale, in quanto viene depurata l\u2019influenza dei differenti livelli dei prezzi nei vari paesi. La comparazione viene fatta per alcune figure tipiche (non tutte vengono considerate) in situazioni, si potrebbe dire, ordinarie; non si tratta, dunque, di dati medi, ma piuttosto di casi tipo; il contributo pi\u00f9 interessante dell\u2019analisi dell\u2019OCSE \u00e8 quello di cercare di rappresentare situazioni abbastanza omogenee nei diversi paesi. Si parte dai dati della retribuzione lorda per i dipendenti a tempo pieno. A questi si aggiungono gli oneri sociali a carico del datore di lavoro; il costo del lavoro \u00e8, quindi, corretto dall\u2019OCSE per tener conto del diverso numero di ore lavorate e di ferie\/festivit\u00e0 nei diversi paesi; si allineano, quindi, le diverse situazioni ad un orario comune teorico.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-662\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.12.43.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"511\" height=\"409\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.12.43.png 511w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.12.43-300x240.png 300w\" sizes=\"(max-width: 511px) 100vw, 511px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua pubblicazione l\u2019OCSE ha posto sotto i riflettori i dati del costo del lavoro corretto (tabella 5), mentre qui vengono presentati anche i dati della sola retribuzione lorda (tabella 4). Le tavole mostrano che per il <em>personale operativo e di segreteria<\/em>, dove si colloca la maggioranza dei dipendenti, il costo complessivo era valutato dall\u2019OCSE in Italia pari a 40.500 euro a parit\u00e0 di potere d\u2019acquisto a fronte dei 36.000 euro per l\u2019insieme dell\u2019area ( tabella 5); la differenza \u00e8 da ricondurre al minore numero di ore lavorabili in Italia rispetto agli altri paesi (all\u2019incirca per il 10%) e anche alla maggiore incidenza degli oneri sociali. In termini di stipendi effettivi la remunerazione in Italia \u00e8 allineata alla media OCSE; la tabella 4 mostra che la retribuzione lorda annua era pari a 23.800 \u20ac, da noi come nell\u2019insieme dell\u2019area; gli stipendi erano pi\u00f9 alti in Germania (circa 30 mila \u20ac), nei Paesi Bassi (39 mila \u20ac), nella stessa Spagna (26 mila \u20ac), mentre le differenze non sono grandi rispetto alla Francia (24,7 mila \u20ac). Le retribuzioni annue del personale di professionalit\u00e0 base sono, invece, decisamente ridotte in Svezia (22 mila \u20ac) e, soprattutto in Gran Bretagna (meno di 21 mila \u20ac).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-663\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.13.34.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"573\" height=\"452\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.13.34.png 573w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.13.34-300x237.png 300w\" sizes=\"(max-width: 573px) 100vw, 573px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per altre figure la situazione \u00e8 pi\u00f9 complessa. I <em>funzionari<\/em> italiani della pubblica amministrazione, personale per lo pi\u00f9 laureato o comunque con una professionalit\u00e0 medio \u2013 alta, ha un costo annuo corretto pari a circa 50 mila \u20ac, molto meno rispetto ai 64 mila \u20ac della media Ocse. La differenza \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente, ovviamente, in termini di retribuzione lorda; questa \u00e8 da noi pari a 29 mila \u20ac contro le 42 mila dell\u2019area OCSE. Il confronto fra paesi, poi, mostra che il dato italiano \u00e8 il pi\u00f9 basso (Germania 51 mila \u20ac, Francia 40 mila \u20ac, Gran Bretagna 35 mila), se si esclude il solo Portogallo (con 27 mila \u20ac). A riprova l\u2019OCSE stima che i nostri funzionari ricevono all\u2019incirca poco pi\u00f9 dei 2\/3 di quanto ricevono in media i laureati in Italia. La situazione \u00e8 pi\u00f9 favorevole per le figure assimilabili ai nostri <em>dirigenti di seconda fascia<\/em>, il cui costo viene stimato in 92 mila \u20ac l\u2019anno, al di sopra della media Ocse di 82 mila. In termini retributivi la differenza si riduce con un valore annuo da noi di 60 mila \u20ac a fronte dei 56 mila dell\u2019insieme dell\u2019area; la remunerazione per questa fascia \u00e8 pi\u00f9 elevata in Belgio e Olanda ( con oltre 80 mila \u20ac) e non troppo distanti in Francia e Gran Bretagna. La comparazione dell\u2019OCSE pone, per\u00f2, in evidenza soprattutto la situazione di maggior favore dell\u2019<em>alta dirigenza pubblica<\/em>, corrispondente ai segretari generali di un nostro Ministero. Il costo complessivo corretto \u00e8 valutato in Italia pari 467 mila \u20ac l\u2019anno, al netto di eventuali altri incarichi, e quasi tre volte la media dei paesi Ocse che \u00e8 pari a 166 mila \u20ac. Si tratta di un rapporto uno a tre, che appare veramente fori misura. La retribuzione lorda \u00e8 di 300 mila euro, veramente molto distante da quella di tutti gli altri paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. LA QUALITA\u2019 E LA SODDISFAZIONE DEI SERVIZI DELLA PA LASCIANO MOLTO A DESIDERARE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I costi della Pubblica amministrazione, dunque, non appaiono troppo disallineati rispetto agli altri paesi partner. Il problema \u00e8 che i risultati, pur con notevoli e benemerite eccezioni, spesso non sono soddisfacenti. Essi tendono a stare generalmente sotto la media a livello internazionale ed hanno una notevole differenziazione territoriale a danno delle regioni meridionali. Le non molte risorse dedicate sono in taluni casi distorte e\/o sprecate. E\u2019 un problema che attiene, dunque, all\u2019efficienza ed alla produttivit\u00e0 della spesa. Indichiamo qui solo alcuni esempi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>3.1 Durata dei processi civili<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La durata dei processi in Italia \u00e8 la maggiore in assoluto rispetto a tutti i paesi OCSE. In Italia i procedimenti civili in prima istanza hanno una durata media di oltre 550 giorni rispetto ad una media dell\u2019area di 220 giorni e in Germania di meno di 200. Occorre evidenziare che in questo caso le performances delle regioni del Nord Italia sono molto spesso sensibilmente peggiori di quelle rilevate in altri paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-664\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.15.33.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"569\" height=\"351\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.15.33.png 569w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.15.33-300x185.png 300w\" sizes=\"(max-width: 569px) 100vw, 569px\" \/><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>3.2 Trattamento dei rifiuti<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Rapporto CNEL \u2013 ISTAT sul Benessere Equo e sostenibile in Italia (BES) 2014 evidenzia, sulla base degli ultimi dati disponibili confrontabili a livello europeo, che il nostro paese ha una produzione di rifiuti superiore alla media (501 kg per abitante contro i 487 della media europea), ma soprattutto \u00e8 elevata la quota conferita in discarica. A livello regionale le differenze al riguardo sono, come \u00e8 noto, elevatissime. Si va, secondo la stessa fonte con i dati del 2012, dal 7% del Friuli Venezia Giulia a percentuali intorno al 65% per Liguria e Lazio e valori oltre l\u201980% per Calabria e Sicilia. La percentuale nel tempo \u00e8 migliorata in Campania. I valori di Puglia e Molise comprendono anche rifiuti provenienti da questa regione.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-665\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.16.26.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"606\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.16.26.png 550w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.16.26-272x300.png 272w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>3.3 Mortalit\u00e0 infantile<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle volte i problemi relativi alla qualit\u00e0 e all\u2019efficienza del servizio, non si presentano tanto a livello aggregato nazionale quanto in alcune aree del paese. In effetti nel 2011 la mortalit\u00e0 infantile era nella media dell\u2019area OCSE pari al 4 % con i migliori indicatori registrati nei paesi scandinavi, con tassi poco superiori al 2 per mille in Svezia e Finlandia. L\u2019Italia con il 3,1 per mille ha una posizione decisamente migliore della media, ma anche di diversi paesi avanzati dell\u2019Unione, come Francia, Germania, Paesi Bassi, che presentano tassi tra il 3,5 ed il 3,6. Vi \u00e8 per\u00f2 un\u2019ampia variabilit\u00e0 sul territorio; \u00e8 stata qui considerata la media degli anni tra il 2009\u00a0 e 2011 per evitare le oscillazioni che si hanno nei dati delle piccole regioni. La media del triennio vede valori\u00a0 tra il 2 ed il 2,5 per mille in alcune regioni del Nord e del Centro (Val d\u2019Aosta e Umbria, ma anche Trentino Alto Adige, Piemonte e Marche) e quindi sostanzialmente allineati con i migliori risultati a livello mondiale; ma anche tassi prossimi e superiori al 4 per mille in molte regioni del Mezzogiorno. E\u2019 evidente che su una variabile come il tasso di mortalit\u00e0 infantile incidono diversi fattori come il livello di reddito e di istruzione del paese o regione e non solo l\u2019offerta complessiva di servizi sanitari. Ma occorre rilevare che nella distribuzione compare un paradosso. Alcune ricerche hanno evidenziato che la spesa sanitaria erogata \u00e8 pi\u00f9 elevata al Centro nord, ma tenendo conto della mobilit\u00e0 le risorse sono relativamente omogenee nel territorio. Considerando la struttura per et\u00e0 della popolazione la spesa \u00e8 pi\u00f9 elevata nel Mezzogiorno e anche nel Lazio. Una maggiore spesa sanitaria non si accompagna a risultati\u00a0 migliori nei tassi di mortalit\u00e0 infantile.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-666\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.17.28.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"551\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.17.28.png 551w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.17.28-300x186.png 300w\" sizes=\"(max-width: 551px) 100vw, 551px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>3.4 Grado di soddisfazione dei servizi pubblici<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli indicatori presentati sono solo alcuni degli elementi che possono identificare le molteplici attivit\u00e0 delle pubbliche amministrazioni. Tra le analisi che trattano ampiamente il tema, si pu\u00f2 ricordare quella del CNEL.<sup>\u00a0<\/sup> Uno studio della Banca d\u2019Italia del 2011 ha posto sotto attenzione la qualit\u00e0 e l\u2019efficienza dei servizi pubblici in Italia a livello centrale (istruzione e giustizia), regionale (sanit\u00e0) a livello locale (trasporti pubblici locali, rifiuti, acqua, distribuzione del gas e asili nido). In termini generali, si evidenziava che a fronte di una qualit\u00e0 dei servizi molto differenziata sul territorio corrispondeva una quantit\u00e0 di risorse spese a livello locale relativamente uniforme. I ritardi sembrano riconducibili alla mancanza dei processi di razionalizzazione e riorganizzazione su base industriale dell\u2019offerta, che hanno impedito significativi recuperi di efficienza. Il sistema \u00e8 rimasto specie nel Mezzogiorno frammentato, sostanzialmente auto referenziale. Si pu\u00f2 dire che la politica non ha saputo innescare il miglioramento, ma anzi spesso l\u2019ha contrastato.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 evidente, perci\u00f2, una larga insoddisfazione dei cittadini \/ utenti rispetto ai servizi erogati dalla pubblica amministrazione, in via diretta o indiretta. Il grafico sottostante mostra il grado di soddisfazione e di fiducia in alcuni servizi pubblici; \u00e8 riferito al 2012 ed \u00e8 ricavato da un\u2019indagine omogenea condotta a livello internazionale dall\u2019OCSE. Si vede che in Italia il 76 % dei cittadini aveva fiducia nelle forze dell\u2019ordine che presidiano\u00a0 il territorio, il 62% nel sistema educativo, solo il 55% in quello sanitario. Per le altre due voci la fiducia precipitava con solo il 38% per la giustizia ed il 28% nel governo nazionale. Dal grafico si vede come l\u2019area disegnata dalla linea azzurra sia quasi tutta interna al pentagono verde, che segna i valori di fiducia che si registrano nell\u2019insieme della area OCSE. Talvolta la distanza tra i valori non \u00e8 molto grande come nell\u2019istruzione ( nella polizia locale l\u2019apprezzamento \u00e8 da noi maggiore); negli altri casi \u00e8 molto significativa. L\u2019area in grigio corrisponde al valore segnato dai migliori paesi nella specifica dimensione, indicando gli spazi di miglioramento teorici rispetto ai <em>benchmark<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-667\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.18.26.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"559\" height=\"376\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.18.26.png 559w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.18.26-300x202.png 300w\" sizes=\"(max-width: 559px) 100vw, 559px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. UNA <em>GOVERNANCE<\/em> MIRATA DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI ATTRAVERSO INDICATORI DI RISULTATO<\/strong><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 detto che la necessit\u00e0 di una robusta revisione della spesa \u00e8 confermata da una qualit\u00e0 dei servizi molto differenziata sul territorio, cui corrisponde una quantit\u00e0 di risorse spese a livello locale relativamente uniforme. Dunque vi \u00e8\u00a0 necessit\u00e0 di una strategia che contenga la spesa a parit\u00e0 di risultato e migliori i risultati a parit\u00e0 di spesa. La <em>spending review<\/em>, in effetti, avr\u00e0 successo solo se le informazioni sulla dimensione economico \u2013 finanziaria verranno incrociate con quelle che misurano la capacit\u00e0 di rispondere ai bisogni dei cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-668\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.19.46.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"554\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.19.46.png 554w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/images_Schermata-2014-07-22-alle-09.19.46-300x190.png 300w\" sizes=\"(max-width: 554px) 100vw, 554px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma questo presuppone la necessit\u00e0 di spingere concretamente sulla strada della verifica delle performance della pubblica amministrazione a livello centrale e, soprattutto, a livello decentrato. Nella valutazione della qualit\u00e0 dei servizi, sia a livello macro che micro, vanno considerati sia gli indicatori oggettivi, che esprimono alcune caratteristiche degli stessi, sia quelli soggettivi, che stanno a segnalare il gradimento da parte degli utenti \/ cittadini.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Purtroppo l\u2019Italia segna un ritardo metodologico grave rispetto agli altri paesi. La figura 5, tratta da <em>Government at a glance<\/em> dell\u2019OCSE, mostra attraverso un indicatore composito che il nostro paese ricorre molto poco alle pratiche di bilancio basate sulle performance. Ma, cos\u00ec facendo, la politica e l\u2019amministrazione rinunciano ad accendere le luci segnaletiche, che dovrebbero guidare il percorso. E\u2019 il sintomo di una problematica pi\u00f9 ampia, quale \u201c<em>un assetto procedurale dominato da categorie giuridico contabili che non riescono mai a coniugarsi con una valutazione degli obiettivi e dei risultati, n\u00e9 in sede programmatica, n\u00e9 in sede di misurazione ex post. E\u2019 l\u2019effetto della prevalenza assoluta di una cultura giuridico-contabilistica\u00a0 degli uomini dell\u02b9amministrazione, che \u00e8 venuta cancellando nella storia dell\u02b9amministrazione italiana il contributo delle culture economiche, statistiche, ingegneristiche, specialistiche nelle diverse materie amministrate e ha posto un ostacolo sostanzialmente determinante a un ingresso di nuove \u201ctecniche e tecnologie\u201d di amministrazione dal controllo di gestione, all\u02b9impiego di strumenti informatici avanzati, alla analisi delle politiche pubbliche, alla contabilit\u00e0 economica nazionale.<\/em>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece altrove i governi stanno via via aumentando le informazioni sui risultati nei processi di bilancio e di governance. L\u2019obiettivo \u00e8 raggiungere risultati migliori, ottimizzare l\u2019utilizzo delle risorse impiegate, aumentare la trasparenza delle decisioni di spesa.\u00a0 Dunque, sinteticamente, aumentare la qualit\u00e0 della spesa pubblica rafforzando il legame tra l&#8217;allocazione delle risorse e i risultati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche da noi gli indicatori delle performance devono diventare il pannello di controllo della pubblica amministrazione a tutti i livelli. La lettura del sistema degli indicatori dovrebbe dare a chi ha responsabilit\u00e0 politiche, ai cittadini ed alla societ\u00e0 un <em>check up<\/em> continuo su qual\u2019\u00e8 la situazione effettiva della macchina e dare quindi modo di confrontarsi su quali siano le priorit\u00e0 ed i passi da compiere. La fissazione di obiettivi, il monitoraggio dei risultati in corso d\u2019opera, la presa d\u2019atto dei consuntivi devono diventare l\u2019ordinario modo di operare non solo a livello strategico ma anche negli uffici decentrati. La scelta delle variabili, che indicano l&#8217;andamento dei fenomeni da controllare, e la rilevazione dei dati pi\u00f9 opportuni sono, quindi, tra gli aspetti da curare con maggiore attenzione e da integrare in base alle specifiche esigenze degli obiettivi di carattere strategico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed in questo quadro \u00e8 la stessa contrattazione che pu\u00f2 essere uno strumento \/ opportunit\u00e0. I sistemi di valutazione della performance devono essere ampiamente usati per determinare le retribuzioni e gli avanzamenti di carriera con retribuzioni di risultato nella forma di incrementi della paga base collegati alla performance.\u00a0 La negoziazione decentrata ha sempre sofferto in questi anni della mancanza di un quadro chiaro di quali siano i risultati dell\u2019azione amministrativa, andando, quindi, molto spesso a degradare in somme erogate a pioggia ed in modo indifferenziato; oppure inventandosi cervellotiche ipotesi a priori su come distribuire i premi.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per vincere la scommessa di una Pubblica Amministrazione profondamente rinnovata non baster\u00e0 allineare i dati di bilancio o rivedere le regole della mobilit\u00e0 dei dipendenti, ma si dovr\u00e0 trovare il modo di rispondere ai bisogni dei cittadini attraverso una <em>governance<\/em> moderna, trasparente, partecipata e, dunque funzionale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il problema fondamentale delle nostre pubbliche amministrazioni non \u00e8 tanto il costo, ma la mancanza di un sistema di misurazione delle performance, che sia uno strumento di governance moderno, trasparente, partecipato e, dunque funzionale.\u00a0 Avere indicatori affidabili dei risultati dell\u2019azione \u00e8 una condizione indispensabile per un buon esito della spending review, in termini di successo, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":656,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-669","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - 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