{"id":830,"date":"2014-11-26T07:54:30","date_gmt":"2014-11-26T06:54:30","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/un-opportunita-per-i-giovani-in-vista-di-un-rilancio-delle-politiche-attive\/"},"modified":"2014-11-26T07:54:30","modified_gmt":"2014-11-26T06:54:30","slug":"un-opportunita-per-i-giovani-in-vista-di-un-rilancio-delle-politiche-attive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/un-opportunita-per-i-giovani-in-vista-di-un-rilancio-delle-politiche-attive\/","title":{"rendered":"Un\u2019opportunit\u00e0 per i giovani in vista di un rilancio delle politiche attive"},"content":{"rendered":"<p><strong style=\"text-align: justify;\">1 \u00a0&#8211; \u00a0<\/strong><strong style=\"text-align: justify;\">Premessa (genesi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei cinque anni della crisi economica da cui (sperabilmente) l\u2019Europa si accinge faticosamente ad uscire, la disoccupazione \u00e8 cresciuta in quasi tutti gli Stati Membri (con la significativa eccezione della Germania). La situazione si \u00e8 particolarmente aggravata negli Stati del Mediterraneo pi\u00f9 colpiti dalla turbolenza finanziaria (Grecia e Cipro, Spagna, Portogallo e Italia) ed in alcuni Paesi dell\u2019Europa Orientale e Balcanica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 1 \u2013 Tassi di disoccupazione nei Paesi dell\u2019Unione Europea. Medie annue. Anni 2008 e 2013.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-823\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.42.57.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"733\" height=\"473\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.42.57.png 733w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.42.57-300x194.png 300w\" sizes=\"(max-width: 733px) 100vw, 733px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte: Eurostat, <em>Labour Force Survey<\/em>, vari anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora pi\u00f9 deteriorata la situazione per quanto riguarda i pi\u00f9 giovani (fig. 2), penalizzati da un mercato stagnante e da politiche che hanno privilegiato il mantenimento dei posti di lavoro esistenti rispetto al turn-over. Gli ultimi anni hanno visto ampliarsi la forbice tra paesi a bassa disoccupazione giovanile ed altri in cui tale indicatore assume valori critici: la distanza in valore assoluto tra i tassi di disoccupazione giovanile dei paesi agli estremi della graduatoria \u00e8 passata da 18,3 punti del 2008 a 50,7 del 2013; il rapporto tra gli stessi valori \u00e8 passato da 3,9 a 7,4.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 2 \u2013 Tassi di disoccupazione giovanile nei Paesi dell\u2019Unione Europea. Classe di et\u00e0 15-24. Medie annue. Anni 2008 e 2013.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-824\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.43.10.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"733\" height=\"393\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.43.10.png 733w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.43.10-300x161.png 300w\" sizes=\"(max-width: 733px) 100vw, 733px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte: Eurostat, <em>Labour Force Survey<\/em>, vari anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In alcuni Paesi, inoltre, il tasso di disoccupazione giovanile \u00e8 cresciuto sensibilmente pi\u00f9 di quello generale, a dimostrazione del fatto che la fascia di et\u00e0 pi\u00f9 giovane ha sopportato le maggiori conseguenze della crisi occupazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo scopo di fronteggiare questo problema, e riprendendo buone prassi diffuse nei paesi scandinavi, il Consiglio dell\u2019Unione Europea ha emanato, nell\u2019aprile dello scorso anno, una Raccomandazione sull\u2019istituzione di una \u201cGaranzia per i Giovani\u201d nella quale si invitano gli Stati membri a garantire ai giovani con meno di 25 anni un\u2019offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, di apprendistato o di tirocinio o altra misura di formazione entro quattro mesi dall\u2019inizio della disoccupazione o dall\u2019uscita dal sistema di istruzione formale.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per dare sostegno a questa raccomandazione, il nuovo quadro finanziario multiannuale dell\u2019Unione Europea ha stabilito una linea di finanziamento ad hoc per l\u2019Iniziativa per l\u2019Occupazione Giovanile (IOG) nell\u2019ambito della quale vengono finanziate le iniziative per l\u2019attuazione della \u201cGaranzia Giovani\u201d. La linea di finanziamento \u00e8 pari a 3 miliardi di euro (a prezzi 2011, che diventano 3,2 a prezzi correnti ed a questo tipo di grandezza ci si riferir\u00e0 nel prosieguo del testo), cui si affianca una cifra analoga di Fondo Sociale Europeo (FSE) e l\u2019usuale cofinanziamento nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali fondi sono stati ripartiti tra gli stati membri sulla base del numero di disoccupati, con meno di 25 anni, residenti nelle regioni con un tasso di disoccupazione non inferiore al 25%. Ne risulta che l\u2019Italia \u00e8, dopo la Spagna, il Paese europeo cui sono state destinate pi\u00f9 risorse: 567 milioni di euro, da impegnare entro il 2015 e da spendere entro i 3 anni successivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2 \u00a0&#8211; \u00a0<\/strong><strong>Garanzia Giovani e Iniziativa Occupazione Giovani (IOG)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo scopo di comprendere meglio il senso di alcune soluzioni, \u00e8 necessario preliminarmente avvertire che le locuzioni \u201cGaranzia Giovani\u201d e \u201cIniziativa Occupazione Giovani\u201d (IOG) non sono fungibili e rappresentano due processi interconnessi ma non coincidenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u201cGaranzia Giovani\u201d costituisce infatti una strategia, in relazione alla quale gli Stati Membri sono chiamati ad impegnarsi: la raccomandazione comunitaria, richiede che entro 4 mesi dall\u2019uscita da un percorso di istruzione o formazione o dall\u2019entrata in un periodo di disoccupazione, venga offerto ai giovani un posto di lavoro, il proseguimento degli studi, un periodo di apprendistato o di tirocinio o un\u2019altra misura di formazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La raccomandazione, rivolta a tutti gli stati membri a prescindere dal loro tasso di disoccupazione giovanile, tiene conto evidentemente che una parte non irrilevante dei giovani non \u00e8 attivo: nonostante l\u2019aver finito o abbandonato un ciclo di studi o di formazione, una quota di giovani non cerca attivamente lavoro, perch\u00e9 scoraggiato o per altre ragioni. La raccomandazione prevede pertanto che \u201cil punto di partenza per il rilascio della garanzia per i giovani a un giovane dovrebbe essere la registrazione presso un servizio occupazionale\u201d, ma che per i \u00abNEET\u00bb (<em>not in employment, education or training<\/em>) non registrati presso un servizio occupazionale \u201cgli Stati membri dovrebbero definire un corrispondente punto di partenza per il rilascio della garanzia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come accennato, l\u2019iniziativa occupazione giovani \u00e8 invece una linea di finanziamento, finalizzata a \u201cdare gambe\u201d alla raccomandazione, e rivolta ai soli territori caratterizzati da un tasso di disoccupazione giovanile particolarmente elevato. La linea di finanziamento \u00e8 stata quindi ripartita tra gli stati membri, considerando eleggibili le aree regionali (NUTS 2) caratterizzate, nel 2012, da un tasso di disoccupazione giovanile superiore al 25% e ripartendo l\u2019ammontare globale in proporzione al numero di disoccupati under 25 registratisi nelle aree eleggibili. Grazie a tale meccanismo di ripartizione, in Italia sono state considerate eleggibili tutte le regioni con l\u2019eccezione del Veneto, e delle Province autonome di Trento e Bolzano; i fondi complessivamente attribuiti al nostro Paese ammontano a 567milioni di euro. Con riferimento alle aree territoriali ove i fondi possono essere destinati, \u00e8 tuttavia previsto che \u201cd&#8217;intesa con la Commissione, gli Stati membri possono decidere di destinare un importo limitato, non superiore al 10 % dei fondi dell&#8217;IOG, ai giovani residenti in sottoregioni con alti livelli di disoccupazione giovanile,\u00a0 che si trovano al di fuori delle regioni ammissibili di livello NUTS 2\u201d <span>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3 \u00a0&#8211; \u00a0<\/strong><strong>Il Piano strategico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base di un serrato confronto con le Regioni, il nostro Paese ha quindi presentato, il 23 dicembre 2013, il proprio \u201cPiano di attuazione della Garanzia per i Giovani\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Piano effettuava una snella analisi della situazione di emergenza in cui il Paese versa ancora adesso sotto il profilo della disoccupazione giovanile e dava conto delle prime iniziative intraprese, sia in termini di interventi finanziari, sia sul piano delle regole e delle riforme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Piano effettuava alcune importanti scelte (su alcune delle quali peraltro il testo denuncia alcune tensioni tra Amministrazione centrale e amministrazioni regionali):<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>-la necessit\u00e0 di dare attuazione alla Garanzia Giovani mediante un unico Programma Operativo Nazionale, che abbia le Regioni come soggetti attuatori, a sintesi della opportunit\u00e0 di dare una risposta univoca e coordinata ad un problema che ha dimensioni nazionali, valorizzando al contempo il ruolo di attuazione delle Regioni;<\/li>\n<li>-la quantificazione della misura del cofinanziamento nazionale al Programma Operativo, fissata al 40% (il doppio della quota minima prevista dal Regolamento), con il risultato di portare l\u2019ammontare delle risorse complessivamente disponibili a 1.513 milioni di euro;<\/li>\n<li>-la suddivisione della responsabilit\u00e0 gestionale tra Stato e Regioni, attribuendo a queste ultime la quasi totalit\u00e0 delle risorse, e riservando alle amministrazioni centrali 100 milioni di euro per due principali azioni: da una parte una azione di rafforzamento dei servizi per l\u2019impiego pubblici; dall\u2019altra parte un intervento finalizzato a creare un secondo punto di accesso alla garanzia presso il sistema scolastico;<\/li>\n<li>-la ripartizione delle risorse su base regionale in proporzione al numero di disoccupati nella fascia di et\u00e0 15-24 anni, presente in ogni regione;<\/li>\n<li>-l\u2019estensione dell\u2019ambito di applicazione della \u201cGaranzia Giovani\u201d ai giovani con meno di 30 anni, attribuendo tuttavia la priorit\u00e0 ai giovani fino a 24 anni;<\/li>\n<li>-l\u2019individuazione di alcuni schemi di intervento, di cui il medesimo piano fornisce una descrizione sommaria;<\/li>\n<li>-la scelta della rendicontazione a costi standard non tanto allo scopo di semplificare gli adempimenti, quanto per rendere pi\u00f9 omogeneo e trasparente il comportamento delle diverse regioni e pi\u00f9 efficace il monitoraggio;<\/li>\n<li>-l\u2019individuazione di elementi di remunerazione dei servizi a risultato, come elemento in grado di spingere i servizi ad una maggiore efficacia dell\u2019azione;<\/li>\n<li>-l\u2019indicazione di un principio di contendibilit\u00e0 tra Regioni, in base al quale il giovane pu\u00f2 scegliere da quale regione essere \u201ctrattato\u201d e i costi dell\u2019intervento vengono addebitati alla Regione di residenza;<\/li>\n<li>-la previsione di un sistema di monitoraggio e di indicatori di raggiungimento del risultato, non solo sotto il profilo della spesa, ma soprattutto da quello dell\u2019efficacia dell\u2019azione, e la indicazione che, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, il Ministero del Lavoro e la Regione interessata debbano concordare su azioni di sostegno da parte dell\u2019amministrazione centrale.<\/li>\n<li><\/li>\n<li><\/li>\n<li><strong>4 \u00a0&#8211; \u00a0<\/strong><strong>Il Programma Operativo Nazionale<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Facendo seguito al Piano Strategico, \u00e8 stato pertanto predisposto, per l\u2019utilizzo delle risorse comunitarie dell\u2019Iniziativa Occupazione Giovani, un unico programma operativo nazionale, che faccia da cornice agli interventi sul campo, di prevalente responsabilit\u00e0 regionale. Il programma \u00e8 stato formalmente approvato l\u201911 luglio 2014 dalla Commissione Europea e costituisce, al momento in cui si scrive, l\u2019unico programma di questo genere gi\u00e0 approvato, insieme con quello francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cornice posta in essere si avvale di numerosi strumenti, gi\u00e0 prefigurati, sia pure embrionalmente, dal Piano strategico, e frutto di una intensa attivit\u00e0 di approfondimento tra Ministero del Lavoro e Regioni.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Importante notare che, sfruttando la clausola di flessibilit\u00e0 prevista dal Regolamento sul Fondo Sociale Europeo \u2013 secondo cui gli Stati membri, in accordo con la Commissione europea, possono includere, nei limiti del 10% delle risorse, ulteriori aree territoriali caratterizzate da alti tassi di disoccupazione giovanile \u2013 l\u2019ambito di applicazione del Programma Operativo \u00e8 stata estesa anche alla Regione Veneto ed alla Provincia autonoma di Trento: entrambi i territori sono infatti caratterizzati da un tasso di disoccupazione superiore al 20%. Il programma, pertanto, si applica a tutto il territorio nazionale, con la sola esclusione della Provincia autonoma di Bolzano.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto ai vincoli, il Regolamento sul Fondo Sociale Europeo fissa alcuni paletti:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>-i fondi possono essere utilizzati esclusivamente per il finanziamento di azioni dirette ai giovani (non sono finanziabili azioni cd. di sistema);<\/li>\n<li>-l&#8217;iniziativa \u00e8 rivolta ai giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione, residenti in regioni ammissibili, inattivi o disoccupati, compresi i disoccupati di lunga durata, registrati o meno nelle liste dei disoccupati alla ricerca di un&#8217;occupazione;<\/li>\n<li>-le somme vanno impegnate entro il 31 dicembre 2015 e spese nei tre anni successivi all\u2019impegno.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come gi\u00e0 previsto dal Piano strategico, la ripartizione delle risorse avviene in proporzione al numero di disoccupati nella fascia di et\u00e0 15-24 anni, presente in ogni regione, ivi incluse la regione Veneto e la provincia autonoma di Trento (tavola 1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Tavola 1 \u2013 Programma Nazionale Occupazione Giovani: ripartizione dei fondi<\/em><span><em>.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-825\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.43.25.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"747\" height=\"588\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.43.25.png 747w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.43.25-300x236.png 300w\" sizes=\"(max-width: 747px) 100vw, 747px\" \/>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4.1 \u00a0&#8211; \u00a0<\/strong><strong>Le schede di descrizione delle misure<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo elemento della cornice \u00e8 rappresentato dalla identificazione delle modalit\u00e0 di funzionamento di ciascuna delle 9 misure individuate:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>\u2022<\/span>Accoglienza, presa in carico, orientamento<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span>Formazione specialistica (ivi compresa premialit\u00e0 per successiva occupazione)<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span>Accompagnamento al lavoro o ad una esperienza di lavoro<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span>Apprendistato<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span>Tirocini<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span>Servizio civile<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span>Autoimprenditorialit\u00e0 e autoimpiego<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span>Mobilit\u00e0 territoriale e transnazionale<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span>Bonus occupazione<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-826\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.43.33.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"748\" height=\"442\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.43.33.png 748w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.43.33-300x177.png 300w\" sizes=\"(max-width: 748px) 100vw, 748px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di misure diverse per tipologia e finalit\u00e0, come si pu\u00f2 desumere dalla rappresentazione contenuta nella figura 3: in alcuni casi \u2013 come nell\u2019accoglienza, presa in carico e orientamento \u2013 ci si riferisce infatti a servizi preliminari; in altri casi \u2013 il servizio civile, l\u2019apprendistato, il tirocinio e l\u2019autoimpiego \u2013 ad un esito che rappresenta il risultato positivo dell\u2019intervento. Per favorire tale successo sono inoltre previsti alcuni specifici servizi, che vengono remunerati \u201ca risultato\u201d o \u201ca processo\u201d: cos\u00ec, per il tirocinio, ad esempio, si prevede l\u2019erogazione di una \u201cborsa\u201d al tirocinante, ma anche la remunerazione a risultato per l\u2019ente promotore, che svolger\u00e0 inoltre le attivit\u00e0 di verifica e tutoraggio; per l\u2019apprendistato o per gli altri contratti di lavoro si prevede la remunerazione dell\u2019attivit\u00e0 di intermediazione, sia essa svolta da un soggetto pubblico o da un intermediario privato; per l\u2019autoimpiego si prevede la remunerazione dei soggetti che svolgono attivit\u00e0 di formazione e di tutoraggio nello start-up di una impresa, ma \u00e8 possibile anche finanziare un piccolo credito al giovane che intende avviare una attivit\u00e0 di lavoro autonomo o una impresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il metodo appare decisamente innovativo, per il fatto di prevedere \u201cregole d\u2019ingaggio\u201d comuni, che pur lasciando margini di flessibilit\u00e0 alle Regioni, tuttavia le orientano verso un preciso schema di intervento.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da notare, inoltre, che si \u00e8 cercato, anche nella definizione del compenso, spesso a risultato, di privilegiare le attivit\u00e0 pi\u00f9 efficaci, mantenendo come residuali quelle meramente propedeutiche (orientamento e, per certi versi, formazione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di particolare rilevanza sembra, in particolare, lo strumento dell\u2019accompagnamento al lavoro, mediante il quale si prevede la remunerazione a risultato dell\u2019attivit\u00e0 di intermediazione, declinata a seconda del tipo di contratto ottenuto. Tale modalit\u00e0 di remunerazione permette infatti di mettere sullo stesso piano gli operatori pubblici con quelli privati: permette di rafforzare i primi compensando per le attivit\u00e0 svolte e di incentivare l\u2019ingresso dei secondi ampliandone il mercato di riferimento. Riguardo ai privati, tuttavia, occorre notare che l\u2019estensione non avviene in via automatica, ma deve passare per la regolazione regionale: sono le Regioni, infatti, a definire le regole per l\u2019accreditamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4.2 \u00a0&#8211; \u00a0<\/strong><strong>La rendicontazione a costi standard e orientata al risultato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rendicontazione a costi standard \u00e8 un altro degli aspetti salienti della strumentazione predisposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta, lo si diceva in un passaggio precedente, di una scelta finalizzata non solo e non tanto alla semplificazione degli adempimenti da parte degli enti gestori, ma soprattutto volta a rendere intellegibili e trasparenti gli interventi, a privilegiare quelli orientati al risultato, ed a permettere un attento monitoraggio della spesa e degli interventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti la rendicontazione a costi standard rende necessario rendicontare la spesa a livello di singolo intervento individuale, consentendo la predisposizione di una banca dati tale da permettere un monitoraggio puntuale e successivi esercizi di valutazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4.3 \u00a0&#8211; \u00a0<\/strong><strong>La metodologia di profilazione degli utenti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La metodologia di remunerazione a risultato consente, come detto, di orientare gli operatori ad una azione efficiente, che ricerchi l\u2019esito positivo per il giovane utente. La stessa metodologia, tuttavia, si presta, se non adeguatamente disegnata, a stimolare comportamenti opportunistici da parte degli intermediari, per i quali diventa conveniente trattare gli utenti con competenze pi\u00f9 elevate e maggiori probabilit\u00e0 di trovare occupazione anche da soli, piuttosto che quelli pi\u00f9 distanti dal mercato del lavoro. Per questo motivo diventa determinante compensare tali incentivi prevedendo remunerazioni diverse in funzione della teorica difficolt\u00e0 di raggiungere il risultato stimato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo motivo, nell\u2019ambito della strumentazione sviluppata, diventa di fondamentale importanza la \u201cprofilazione\u201d degli utenti della Garanzia Giovani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La metodologia si basa ovviamente su due momenti: nella fase preliminare (e poi ogni anno) si provveder\u00e0 alla stima del modello statistico, ossia delle diverse probabilit\u00e0 di essere occupato in funzione del valore assunto da diverse caratteristiche osservabili; sulla base di questi valori, si passer\u00e0 concretamente, al momento del colloquio individuale, alla ricognizione delle caratteristiche del singolo giovane ed alla conseguente attribuzione dello stesso ad una delle 4 fasce di svantaggio individuate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La metodologia \u00e8 basata sulle seguenti variabili:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>\u2022<\/span>Et\u00e0,\u00a0<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span>Genere,\u00a0<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span>Titolo di studio,\u00a0<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span>Condizione occupazionale un anno prima,<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span>Regione e Provincia ove ha sede il servizio competente che preso in carico il giovane;<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span>Competenze linguistiche (per i soli stranieri che non abbiano conseguito il titolo di studio in Italia), per la valutazione delle quali si utilizzer\u00e0 la metodologia gi\u00e0 sviluppata per il rilascio del permesso di soggiorno Ce per soggiornanti di lungo periodo.<\/li>\n<li><\/li>\n<li><strong>4.4 \u00a0&#8211; \u00a0<\/strong><strong>Programmazione regionale, contendibilit\u00e0\u00a0<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A fronte del quadro generale, il Programma Operativo si basa sulla autonomia gestionale delle Regioni, che decidono in quale misura indirizzare i fondi ricevuti tra le varie misure sopra descritte.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo quanto stabilito dalle convenzioni, tale ripartizione delle risorse potr\u00e0 essere modificata in corsa, una o pi\u00f9 volte, entro il 30 settembre 2015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo scopo di garantire una rapida partenza del programma \u00e8 previsto che, su fondi nazionali, sia anticipato alle regioni il 7% della dotazione ad esse attribuita. Tale importo (complessivamente circa 100 milioni di euro), consentir\u00e0 di effettuare i primi pagamenti sino alla rendicontazione e, una volta avviata quest\u2019ultima, costituir\u00e0 un supporto continuo per consentire agli enti erogatori una certa liquidit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come gi\u00e0 anticipato dal Piano strategico, anche il programma operativo prevede che i giovani possano scegliere la Regione responsabile di dare loro una chance di lavoro e che per qualsiasi servizio erogato i costi vengano addebitati alla regione di residenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei fatti, pertanto, la ripartizione delle risorse (gi\u00e0 riportata in tavola 1) non coincide con le risorse che verranno effettivamente gestite da ogni regione: tali risorse potranno quindi aumentare o diminuire in funzione del saldo (positivo o negativo) tra le azioni erogate dalla stessa regione a giovani provenienti da altre e quelle erogate da altre regioni ai giovani provenienti dalla regione medesima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4.5 \u00a0&#8211; \u00a0<\/strong><strong>Monitoraggio e sussidiariet\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Piano viene monitorato periodicamente attraverso la quantificazione di indicatori che devono rispondere sia alle richieste del regolamento europeo sul Fondo Sociale Europeo sia ad esigenze conoscitive pi\u00f9 strettamente legate alle strategie messe in atto dal Piano italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con riferimento alla natura degli indicatori presentati si distinguono indicatori di output (realizzazioni fisiche e finanziarie), di copertura e di risultato. Un\u2019ultima categoria di indicatori presentati sono di natura pi\u00f9 gestionale volti a misurare la <em>performance<\/em> di utilizzo delle risorse finanziarie e dei tempi di erogazione del servizio. Questi ultimi derivano principalmente da un utilizzo combinato di indicatori di realizzazione fisica e finanziaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esercizio \u00e8 ovviamente finalizzato a verificare lo stadio di avanzamento del programma, per trarne elementi conoscitivi, ma soprattutto per consentirne una correzione in corsa: la convenzione tra Ministero del Lavoro e Regioni prevede infatti che \u201cqualora le risultanze del monitoraggio evidenzino disallineamenti nell\u2019implementazione del Piano di Attuazione Regionale della Garanzia per i Giovani, la Regione e il Ministero concordano di porre in essere interventi mirati di rafforzamento, ivi inclusa la possibilit\u00e0 di un affiancamento da parte del Ministero del Lavoro e delle sue agenzie strumentali e di eventuali condivisi interventi in sussidiariet\u00e0\u201d.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una scelta importante, finalizzata a trovare modalit\u00e0 per l\u2019attuazione che stimolino le Regioni, senza peraltro prevedere la possibilit\u00e0 di una distrazione dei fondi verso altre regioni (come sarebbe accaduto se si fosse adottata la logica della premialit\u00e0 verso le regioni pi\u00f9 efficienti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5 \u00a0&#8211; \u00a0<\/strong><strong>I primi risultati<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5.1 \u00a0&#8211; \u00a0<\/strong><strong>Partecipanti alla Garanzia Giovani (dati aggiornati al 26 novembre 2014)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il numero degli utenti registrati presso i punti di accesso della Garanzia Giovani ha raggiunto le 315 mila unit\u00e0. A livello nazionale il bacino degli aderenti alla Garanzia Giovani ha raggiunto il 18,3 % del target potenziale, costituito dal milione e 723 mila giovani NEET in et\u00e0 15-29 disponibili a lavorare anni stimata dalla Rilevazione Continua sulle Forze di Lavoro (media 2013). Il quadro regionale evidenzia una notevole eterogeneit\u00e0, con regioni dove oltre il 50 % del target potenziale ha aderito al programma e regioni dove il tasso di adesione \u00e8 di poco al di sopra del 10 % (Figura 4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Figura 4. Partecipanti registrati per regione di residenza sul totale dei Neet * (disponibili a lavorare)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-827\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.43.43.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"647\" height=\"446\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.43.43.png 647w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.43.43-300x207.png 300w\" sizes=\"(max-width: 647px) 100vw, 647px\" \/>\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dei 315 mila registrati, 103 mila sono stati \u201cpresi in carico\u201d, ossia hanno avuto un primo contatto con le strutture dei cd. \u201cservizi competenti\u201d (i centri per l\u2019impiego o le altre strutture accreditate dalla regione).\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ragione dei flussi osservati, che vedono il numero delle prese in carico avvicinarsi a quello delle registrazioni, il rapporto tra presi in carico e utenti registrati continua a crescere e si attesta al 33,1 %.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La percentuale rappresenta tuttavia una sottostima della percentuale di utenti gi\u00e0 contattati: nel denominatore, costituito dal numero dei registrati, sono infatti ancora computati anche i giovani che non si sono presentati al colloquio sebbene convocati e quelli che non hanno ancora scelto la struttura presso cui effettuare l\u2019intervista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Tavola 2. Partecipanti registrati alla Garanzia Giovani e partecipanti presi in carico da parte dei servizi per il lavoro<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-828\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.44.00.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"523\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.44.00.png 700w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.44.00-300x224.png 300w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">* L\u2019indice di copertura rappresenta il rapporto tra lo stock dei giovani presi in carico e lo stock dei registrati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali &#8211; BDPAPL.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<em>Figura 5. Flussi mensili dei registrati e dei presi in carico* (asse delle ordinate a sinistra) e indice di copertura** (asse delle ordinate a destra)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-829\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.44.15.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"764\" height=\"448\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.44.15.png 764w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/images_Schermata-2014-11-29-alle-09.44.15-300x176.png 300w\" sizes=\"(max-width: 764px) 100vw, 764px\" \/>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span><em>\u00a0 <\/em><\/span><em>* Al netto della Regione Liguria<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0\u00a0 **L\u2019indice di copertura rappresenta il rapporto tra lo stock dei presi in carico e dei registrati al tempo t.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venendo alla composizione dei giovani \u201cpresi in carico\u201d, si osserva un effetto di selezione che privilegia quelli maggiormente istruiti: la quota di giovani con scolarizzazione medio-alta supera il 78 % del totale dei sottoscrittori di un Patto di Servizio\u00a0 (56,7 % con diploma, 21,6 % con titolo universitario). Il 20,6 % possiede una licenza media, mentre l\u20191,1 % ha completato il solo percorso primario.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019alta scolarizzazione e la presenza di una forte componente di ragazzi residenti nelle regioni del Nord Italia fa s\u00ec che il bacino dei soggetti sinora presi in carico si caratterizzi per un livello di profilazione (ovvero un indice di difficolt\u00e0 di collocamento) mediamente basso: il 71 % dei soggetti \u00e8 stato classificato nella fascia a basso o medio-basso livello di rischio, mentre solamente il 7,5 % dei ragazzi presenta caratteristiche tali da essere collocato nella fascia ad alta criticit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa situazione rappresenta sicuramente una criticit\u00e0 per il programma, sotto un duplice punto di vista. In primo luogo essa evidenzia un effetto di selezione che, forse pi\u00f9 di quanto non ci si sarebbe attesi, lascia fuori dal programma i giovani con maggiori difficolt\u00e0 di adattamento e di ingresso nel mercato del lavoro, chiamando quindi le amministrazioni ad uno sforzo di coinvolgimento delle fasce di utenza pi\u00f9 svantaggiate. Dall\u2019altro lato la distribuzione osservata finisce per incidere sulla convenienza degli operatori (pubblici e privati) a collocare i giovani, nonch\u00e9 su quella dei datori di lavoro ad assumerli. \u00c8 pertanto indispensabile che nei prossimi mesi si provveda ad una correzione della metodologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5.2 \u00a0&#8211; \u00a0<\/strong><strong>Attuazione delle misure<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attuazione del programma sta procedendo, come era prevedibile, con velocit\u00e0 differenti nelle diverse regioni. In tutti i casi, per\u00f2, va sottolineato che tutte le misure finalizzate a dare uno sbocco effettivo ai giovani necessitavano di una fase di attuazione amministrativa da effettuare a livello regionale o nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha avuto attuazione a livello nazionale sia la misura del Bonus occupazionale, sia quella del servizio civile nazionale. Nel primo caso la misura \u00e8 stata resa operativa con la pubblicazione da parte dell\u2019INPS della circolare attuativa del 03\/10\/2014 e con la conseguente disponibilit\u00e0 del modulo telematico. Nel secondo caso (che riguarda le regioni Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria), si \u00e8 conclusa la valutazione degli interventi proposti per un totale di progetti positivamente valutati pari a 1.057, ed \u00e8 stato emanato (con scadenza 15\/12\/2014) un bando per la selezione di 5.504 volontari da impiegare in progetti di Servizio Civile Nazionale nelle Regioni: Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria.<span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le altre misure necessitano invece di una attuazione regionale.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i servizi di accoglienza, presa in carico e orientamento, in molte regioni si \u00e8 trattato di decidere se effettuare tale attivit\u00e0 con i soli centri per l\u2019impiego o con le strutture gi\u00e0 accreditate, ovvero se attivare una fase di accreditamento ad hoc delle strutture private, coinvolgendole nella strategia sin dal primo contatto con l\u2019utenza. Molte sono le regioni che hanno pubblicato avvisi finalizzati ad identificare ed accreditare le strutture che svolgano le attivit\u00e0 di orientamento specialistico di II livello. \u00c8 il caso delle regioni Lazio, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Puglia, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Campania e della Provincia autonoma di Trento<span>.<\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analoga la situazione per i servizi di accompagnamento al lavoro, ossia l\u2019attivit\u00e0 di vero e proprio <em>job matching<\/em>, che viene remunerata unicamente al raggiungimento del risultato ovvero al collocamento del giovane con diverse tipologie contrattuali. Gran parte delle Regioni si sono attivate nell\u2019emanazione di avvisi aperti a soggetti pubblici e privati per sostenere il giovane nelle fase di avvio ed ingresso alle esperienze di lavoro. \u00c8 il caso delle regioni Umbria, Lombardia, Veneto, Liguria, Lazio, Puglia, Campania, Sardegna, nonch\u00e9 della Provincia autonoma di Trento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con riferimento alla formazione, diverse Regioni hanno attivato la misura finalizzandola al reinserimento dei giovani drop-out 15-18 anni in percorsi di istruzione e formazione professionale allo scopo di consolidare le conoscenze di base e favorire il successivo inserimento nel mondo del lavoro (Toscana, Umbria, Marche, Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria). Altre regioni hanno privilegiato la formazione dei giovani 19-29 anni mirata all\u2019inserimento lavorativo sulla base della analisi degli obiettivi di crescita professionale e delle potenzialit\u00e0 del giovane rilevate nell\u2019ambito della azioni di orientamento (Umbria, Veneto, Liguria, Puglia, Lombardia, PA Trento, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Sardegna)<span>.<\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l\u2019attivazione dei percorsi di apprendistato sono stati pubblicati avvisi da parte della PA di Trento, e delle Regioni Marche, Lombardia ed Emilia Romagna, mentre altre regioni (come Abruzzo e Piemonte) hanno attivato la misura attraverso l\u2019utilizzo di altre risorse, esterne al Programma Nazionale, ma pur sempre nell\u2019ambito della strategia complessiva (Piano di Azione e Coesione e Programmi Operativi FSE).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto rilevante, dal punto di vista della strategia, \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 relativa ai tirocini, per la quale la quasi totalit\u00e0 delle Regioni ha gi\u00e0 pubblicato avvisi finalizzati alla selezione dei datori di lavoro ospitanti e degli enti promotori. In questo caso l\u2019attuazione \u00e8 resa pi\u00f9 agevole da una convenzione (stipulata da tutte le Regioni, con la sola eccezione della regione Lombardia), per affidare il pagamento delle indennit\u00e0 all\u2019INPS.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il servizio civile regionale (che riguarda le regioni Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana, Valle d&#8217;Aosta<span>,<\/span> Provincia Autonoma di Trento, nonch\u00e9 Campania e Puglia, che pure sfruttano la partecipazione al servizio civile nazionale) le regioni pi\u00f9 avanti nell\u2019attuazione sono l\u2019Emilia Romagna (che ha concluso l\u2019iter di selezione dei progetti) e le Regioni Marche e Lombardia (che hanno pubblicato l\u2019avviso per la presentazione dei progetti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul fronte del sostegno all\u2019autoimpiego e all\u2019autoimprenditorialit\u00e0, Emilia Romagna, Liguria e Campania hanno gi\u00e0 emanato avvisi per l\u2019accesso agli incentivi non a fondo perduto finalizzato alla creazione d\u2019impresa. Al contempo \u00e8 in fase di definizione la creazione di un fondo rotativo nazionale presso il Ministero del Lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 a rilento le attivit\u00e0 sul fronte degli incentivi alla Mobilit\u00e0 territoriale, per la quale solo Veneto, Liguria e Puglia hanno emanato avvisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6 \u00a0&#8211; \u00a0<\/strong><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pur con le molte difficolt\u00e0 legate al complesso e faticosissimo processo decisionale, il Piano per l\u2019attuazione della Garanzia Giovani ed il connesso Programma Operativo Nazionale costituiscono un rilevante sforzo teorico, finalizzato a rendere possibile l\u2019attuazione delle raccomandazioni comunitarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di elementi fortemente innovativi, forse non sufficienti a fare in modo che la Garanzia Giovani sia immediatamente realt\u00e0 anche nel nostro Paese, ma probabilmente in grado di imprimere una formidabile spinta alla sinergia tra servizi pubblici ed operatori privati (molte sono le regioni che sulla scia di questo processo stanno regolando la materia dell\u2019accreditamento degli operatori privati o emettendo bandi di selezione ad hoc), una pressione sulla efficienza delle strutture e sull\u2019orientamento al servizio, un incremento della capacit\u00e0 dell\u2019amministrazione centrale di guidare, monitorare ed eventualmente correggere i processi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta, in altri termini, non solo di un processo a s\u00e9 stante, ma soprattutto della possibilit\u00e0 di dare nuovo impulso al settore dei servizi per l\u2019impiego e delle politiche attive in generale, proprio alla vigilia di possibili importanti cambiamenti organizzativi: il ddl per la riforma del mercato del lavoro presentato dal Governo (AS 1428) prevede infatti, per la gestione integrata delle politiche attive e passive del lavoro, la creazione di una agenzia nazionale per l\u2019occupazione, che assorba i centri per l\u2019impiego e quella parte dell\u2019Inps che gestisce l\u2019ASpI. La Garanzia Giovani diventa, in quest\u2019ottica, una premessa per sperimentare un nuovo approccio coordinato a livello nazionale, che pu\u00f2 diventare la prova generale della futura Agenzia Nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto ai primi risultati del programma, si evidenzia in primo luogo un rinnovato interesse e un incremento di fiducia nella capacit\u00e0 delle istituzioni pubbliche di fornire servizi di politica attiva del lavoro e di dare un contributo alla ricerca di una occupazione o almeno di una esperienza di lavoro ed in secondo luogo l\u2019assoluta novit\u00e0 di un monitoraggio continuo e di una trasparenza senza precedenti nella diffusione dei dati. Quanto alla effettiva capacit\u00e0 di fornire tali servizi, non ci si pu\u00f2 attendere che una rivoluzione avvenga nello spazio di pochi mesi: la effettiva attuazione della strategia necessitava di atti di attuazione che stanno per arrivare a compimento per tutte le misure programmate; ma soprattutto ci si aspetta che questa inneschi un vero cambio di prospettiva per la quale servono tempi pi\u00f9 lunghi, impiego di risorse pi\u00f9 continuo, un costante monitoraggio e una continua attenzione ai risultati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1 \u00a0&#8211; \u00a0Premessa (genesi) Nei cinque anni della crisi economica da cui (sperabilmente) l\u2019Europa si accinge faticosamente ad uscire, la disoccupazione \u00e8 cresciuta in quasi tutti gli Stati Membri (con la significativa eccezione della Germania). 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