{"id":871,"date":"2014-11-03T13:48:00","date_gmt":"2014-11-03T12:48:00","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/papa\/"},"modified":"2014-11-03T13:48:00","modified_gmt":"2014-11-03T12:48:00","slug":"papa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/papa\/","title":{"rendered":"DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AL PARLAMENTO EUROPEO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Signor Presidente, Signore e Signori Vice Presidenti, Onorevoli Eurodeputati,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Persone che lavorano a titoli diversi in quest\u2019emiciclo, Cari amici, vi ringrazio per l\u2019invito a prendere la parola dinanzi a questa istituzione fondamentale della vita dell\u2019Unione Europea e per l\u2019opportunit\u00e0 che mi offrite di rivolgermi, attraverso di voi, agli oltre cinquecento milioni di cittadini che rappresentate nei 28 Stati membri. Particolare gratitudine desidero esprimere a Lei, Signor Presidente del Parlamento, per le cordiali parole di benvenuto che mi ha rivolto, a nome di tutti i componenti dell\u2019Assemblea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mia visita avviene dopo oltre un quarto di secolo da <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/john_paul_ii\/travels\/sub_index1988\/trav_francia_it.htm\"><span>quella <\/span><span>compiuta <\/span><span>da <\/span><span>Papa <\/span><span>Giovanni <\/span><span>Paolo <\/span><span>II<\/span><\/a><span>. <\/span>Molto \u00e8 cambiato da quei giorni in Europa e in tutto il mondo. Non esistono pi\u00f9 i blocchi contrapposti che allora dividevano il continente in due e si sta lentamente compiendo il desiderio che \u00abl\u2019Europa, dandosi sovranamente libere istituzioni, possa un giorno estendersi alle dimensioni che le sono state date dalla geografia e pi\u00f9 ancora dalla storia\u00bb<span>[1]<\/span><span>.<\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto ad un\u2019Unione Europea pi\u00f9 ampia, vi \u00e8 anche un mondo pi\u00f9 complesso e fortemente in movimento. Un mondo sempre pi\u00f9 interconnesso e globale e perci\u00f2 sempre meno \u201ceurocentrico\u201d. A un\u2019Unione pi\u00f9 estesa, pi\u00f9 influente, sembra per\u00f2 affiancarsi l\u2019immagine di un\u2019Europa un po\u2019 invecchiata e compressa, che tende a sentirsi meno protagonista in un contesto che la guarda spesso con distacco, diffidenza e talvolta con sospetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel rivolgermi a voi quest\u2019oggi, a partire dalla mia vocazione di pastore, desidero indirizzare a tutti i cittadini europei un messaggio di speranza e di incoraggiamento.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un messaggio di speranza basato sulla fiducia che le difficolt\u00e0 possano diventare promotrici potenti di unit\u00e0, per vincere tutte le paure che l\u2019Europa &#8211; insieme a tutto il mondo &#8211; sta attraversando. Speranza nel Signore che trasforma il male in bene e la morte in vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incoraggiamento di tornare alla ferma convinzione dei Padri fondatori dell\u2019Unione europea, i quali desideravano un futuro basato sulla capacit\u00e0 di lavorare insieme per superare le divisioni e per favorire la pace e la comunione fra tutti i popoli del continente. Al centro di questo ambizioso progetto politico vi era la fiducia nell\u2019uomo, non tanto in quanto cittadino, n\u00e9 in quanto soggetto economico, ma nell\u2019uomo in quanto persona dotata di una dignit\u00e0 trascendente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi preme anzitutto sottolineare lo stretto legame che esiste fra queste due parole: \u201cdignit\u00e0\u201d e <span>\u201ctrascendente\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u201cdignit\u00e0\u201d \u00e8 una parola-chiave che ha caratterizzato la ripresa del secondo dopoguerra. La nostra storia recente si contraddistingue per l\u2019indubbia centralit\u00e0 della promozione della dignit\u00e0 umana contro le molteplici violenze e discriminazioni, che neppure in Europa sono mancate nel corso dei secoli. La percezione dell\u2019importanza dei diritti umani nasce proprio come esito di un lungo cammino, fatto anche di molteplici sofferenze e sacrifici, che ha contribuito a formare la coscienza della preziosit\u00e0, unicit\u00e0 e irripetibilit\u00e0 di ogni singola persona umana. Tale consapevolezza culturale trova fondamento non solo negli avvenimenti della storia, ma soprattutto nel pensiero europeo, contraddistinto da un ricco incontro, le cui numerose fonti lontane provengono \u00abdalla Grecia e da Roma, da substrati celtici, germanici e slavi, e dal cristianesimo che li ha plasmati profondamente\u00bb[2], dando luogo proprio al concetto di \u201cpersona\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, la promozione dei diritti umani occupa un ruolo centrale nell\u2019impegno dell\u2019Unione Europea in ordine a favorire la dignit\u00e0 della persona, sia al suo interno che nei rapporti con gli altri Paesi. Si tratta di un impegno importante e ammirevole, poich\u00e9 persistono fin troppe situazioni in cui gli esseri umani sono trattati come oggetti, dei quali si pu\u00f2 programmare la concezione, la configurazione e l\u2019utilit\u00e0, e che poi possono essere buttati via quando non servono pi\u00f9, perch\u00e9 diventati deboli, malati o vecchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Effettivamente quale dignit\u00e0 esiste quando manca la possibilit\u00e0 di esprimere liberamente il proprio pensiero o di professare senza costrizione la propria fede religiosa? Quale dignit\u00e0 \u00e8 possibile senza una cornice giuridica chiara, che limiti il dominio della forza e faccia prevalere la legge sulla tirannia del potere? Quale dignit\u00e0 pu\u00f2 mai avere un uomo o una donna fatto oggetto di ogni genere di discriminazione? Quale dignit\u00e0 potr\u00e0 mai trovare una persona che non ha il cibo o il minimo essenziale per vivere e, peggio ancora, che non ha il lavoro che lo unge di dignit\u00e0?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Promuovere la dignit\u00e0 della persona significa riconoscere che essa possiede diritti inalienabili di cui non pu\u00f2 essere privata ad arbitrio di alcuno e tanto meno a beneficio di interessi economici.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre per\u00f2 prestare attenzione per non cadere in alcuni equivoci che possono nascere da un fraintendimento del concetto di diritti umani e da un loro paradossale abuso. Vi \u00e8 infatti oggi la tendenza verso una rivendicazione sempre pi\u00f9 ampia di diritti individuali &#8211; sono tentato di dire individualistici -, che cela una concezione di persona umana staccata da ogni contesto sociale e antropologico, quasi come una \u201cmonade\u201d (\u03bc\u03bf\u03bd\u03ac\u03c2), sempre pi\u00f9 insensibile alle altre \u201cmonadi\u201d intorno a s\u00e9. Al concetto di diritto non sembra pi\u00f9 associato quello altrettanto essenziale e complementare di dovere, cos\u00ec che si finisce per affermare i diritti del singolo senza tenere conto che ogni essere umano \u00e8 legato a un contesto sociale, in cui i suoi diritti e doveri sono connessi a quelli degli altri e al bene comune della societ\u00e0 stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritengo perci\u00f2 che sia quanto mai vitale approfondire oggi una cultura dei diritti umani che possa sapientemente legare la dimensione individuale, o, meglio, personale, a quella del bene comune, a quel \u201cnoi-tutti\u201d formato da individui, famiglie e gruppi intermedi che si uniscono in comunit\u00e0 sociale<span>[3]<\/span>. Infatti, se il diritto di ciascuno non \u00e8 armonicamente ordinato al bene pi\u00f9 grande, finisce per concepirsi senza limitazioni e dunque per diventare sorgente di conflitti e di violenze.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parlare della dignit\u00e0 trascendente dell\u2019uomo significa dunque fare appello alla sua natura, alla sua innata capacit\u00e0 di distinguere il bene dal male, a quella \u201cbussola\u201d inscritta nei nostri cuori e che Dio ha impresso nell\u2019universo creato<span>[4]<\/span>; soprattutto significa guardare all\u2019uomo non come a un assoluto, ma come a un essere relazionale. Una delle malattie che vedo pi\u00f9 diffuse oggi in Europa \u00e8 la solitudine, propria di chi \u00e8 privo di legami. La si vede particolarmente negli anziani, spesso abbandonati al loro destino, come pure nei giovani privi di punti di riferimento e di opportunit\u00e0 per il futuro; la si vede nei numerosi poveri che popolano le nostre citt\u00e0; la si vede negli occhi smarriti dei migranti che sono venuti qui in cerca di un futuro migliore.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale solitudine \u00e8 stata poi acuita dalla crisi economica, i cui effetti perdurano ancora con conseguenze drammatiche dal punto di vista sociale. Si pu\u00f2 poi constatare che, nel corso degli ultimi anni, accanto al processo di allargamento dell\u2019Unione Europea, \u00e8 andata crescendo la sfiducia da parte dei cittadini nei confronti di istituzioni ritenute distanti, impegnate a stabilire regole percepite come lontane dalla sensibilit\u00e0 dei singoli popoli, se non addirittura dannose. Da pi\u00f9 parti si ricava un\u2019impressione generale di stanchezza e di invecchiamento, di un\u2019Europa nonna e non pi\u00f9 fertile e vivace. Per cui i grandi ideali che hanno ispirato l\u2019Europa sembrano aver perso forza attrattiva, in favore dei tecnicismi burocratici delle sue istituzioni.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ci\u00f2 si associano alcuni stili di vita un po\u2019 egoisti, caratterizzati da un\u2019opulenza ormai insostenibile e spesso indifferente nei confronti del mondo circostante, soprattutto dei pi\u00f9 poveri. Si constata con rammarico un prevalere delle questioni tecniche ed economiche al centro del dibattito politico, a scapito di un autentico orientamento antropologico<span>[5]<\/span>. L\u2019essere umano rischia di essere ridotto a semplice ingranaggio di un meccanismo che lo tratta alla stregua di un bene di consumo da utilizzare, cos\u00ec che &#8211; lo notiamo purtroppo spesso &#8211; quando la vita non \u00e8 funzionale a tale meccanismo viene scartata senza troppe remore, come nel caso dei malati, dei malati terminali, degli anziani abbandonati e senza cura, o dei bambini uccisi prima di nascere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il grande equivoco che avviene \u00abquando prevale l\u2019assolutizzazione della tecnica\u00bb<span>[6]<\/span>, che finisce per realizzare \u00abuna confusione fra fini e mezzi\u00bb<span>[7]<\/span>. Risultato inevitabile della \u201ccultura dello scarto\u201d e del \u201cconsumismo esasperato\u201d. Al contrario, affermare la dignit\u00e0 della persona significa riconoscere la preziosit\u00e0 della vita umana, che ci \u00e8 donata gratuitamente e non pu\u00f2 perci\u00f2 essere oggetto di scambio o di smercio. Voi, nella vostra vocazione di parlamentari, siete chiamati anche a una missione grande bench\u00e9 possa sembrare inutile: prendervi cura della fragilit\u00e0, della fragilit\u00e0 dei popoli e delle persone. Prendersi cura della fragilit\u00e0 dice forza e tenerezza, dice lotta e fecondit\u00e0 in mezzo a un modello funzionalista e privatista che conduce inesorabilmente alla \u201ccultura dello scarto\u201d. Prendersi cura della fragilit\u00e0 delle persone e dei popoli significa custodire la memoria e la speranza; significa farsi carico del presente nella sua situazione pi\u00f9 marginale e angosciante ed essere capaci di ungerlo di dignit\u00e0<span>[8]<\/span><span>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come dunque ridare speranza al futuro, cos\u00ec che, a partire dalle giovani generazioni, si ritrovi la fiducia per perseguire il grande ideale di un\u2019Europa unita e in pace, creativa e intraprendente, rispettosa dei diritti e consapevole dei propri doveri?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per rispondere a questa domanda, permettetemi di ricorrere a un\u2019immagine. Uno dei pi\u00f9 celebri affreschi di Raffaello che si trovano in Vaticano raffigura la cosiddetta Scuola di Atene. Al suo centro vi sono Platone e Aristotele. Il primo con il dito che punta verso l\u2019alto, verso il mondo delle idee, potremmo dire verso il cielo; il secondo tende la mano in avanti, verso chi guarda, verso la terra, la realt\u00e0 concreta. Mi pare un\u2019immagine che ben descrive l\u2019Europa e la sua storia, fatta del continuo incontro tra cielo e terra, dove il cielo indica l\u2019apertura al trascendente, a Dio, che ha da sempre contraddistinto l\u2019uomo europeo, e la terra rappresenta la sua capacit\u00e0 pratica e concreta di affrontare le situazioni e i problemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il futuro dell\u2019Europa dipende dalla riscoperta del nesso vitale e inseparabile fra questi due elementi. Un\u2019Europa che non \u00e8 pi\u00f9 capace di aprirsi alla dimensione trascendente della vita \u00e8 un\u2019Europa che lentamente rischia di perdere la propria anima e anche quello \u201cspirito umanistico\u201d che pure ama e difende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio a partire dalla necessit\u00e0 di un\u2019apertura al trascendente, intendo affermare la centralit\u00e0 della persona umana, altrimenti in balia delle mode e dei poteri del momento. In questo senso ritengo fondamentale non solo il patrimonio che il cristianesimo ha lasciato nel passato alla formazione socioculturale del continente, bens\u00ec soprattutto il contributo che intende dare oggi e nel futuro alla sua crescita. Tale contributo non costituisce un pericolo per la laicit\u00e0 degli Stati e per l\u2019indipendenza delle istituzioni dell\u2019Unione, bens\u00ec un arricchimento. Ce lo indicano gli ideali che l\u2019hanno formata fin dal principio, quali la pace, la sussidiariet\u00e0 e la solidariet\u00e0 reciproca, un umanesimo incentrato sul rispetto della dignit\u00e0 della persona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Desidero, perci\u00f2, rinnovare la disponibilit\u00e0 della Santa Sede e della Chiesa cattolica, attraverso la Commissione delle Conferenze Episcopali Europee (COMECE), a intrattenere un dialogo proficuo, aperto e trasparente con le istituzioni dell\u2019Unione Europea. Parimenti sono convinto che un\u2019Europa che sia in grado di fare tesoro delle proprie radici religiose, sapendone cogliere la ricchezza e le potenzialit\u00e0, possa essere anche pi\u00f9 facilmente immune dai tanti estremismi che dilagano nel mondo odierno, anche per il grande vuoto ideale a cui assistiamo nel cosiddetto Occidente, perch\u00e9 \u00ab\u00e8 proprio l\u2019oblio di Dio, e non la sua glorificazione, a generare la violenza\u00bb[9].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non possiamo qui non ricordare le numerose ingiustizie e persecuzioni che colpiscono quotidianamente le minoranze religiose, e particolarmente cristiane, in diverse parti del mondo. Comunit\u00e0 e persone che si trovano ad essere oggetto di barbare violenze: cacciate dalle proprie case e patrie; vendute come schiave; uccise, decapitate, crocefisse e bruciate vive, sotto il silenzio vergognoso e complice di tanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il motto dell\u2019Unione Europea \u00e8 Unit\u00e0 nella diversit\u00e0, ma l\u2019unit\u00e0 non significa uniformit\u00e0 politica, economica, culturale, o di pensiero. In realt\u00e0 ogni autentica unit\u00e0 vive della ricchezza delle diversit\u00e0 che la compongono: come una famiglia, che \u00e8 tanto pi\u00f9 unita quanto pi\u00f9 ciascuno dei suoi componenti pu\u00f2 essere fino in fondo s\u00e9 stesso senza timore. In tal senso, ritengo che l\u2019Europa sia una famiglia di popoli, i quali potranno sentire vicine le istituzioni dell\u2019Unione se esse sapranno sapientemente coniugare l\u2019ideale dell\u2019unit\u00e0 cui si anela alla diversit\u00e0 propria di ciascuno, valorizzando le singole tradizioni; prendendo coscienza della sua storia e delle sue radici; liberandosi dalle tante manipolazioni e dalle tante fobie. Mettere al centro la persona umana significa anzitutto lasciare che essa esprima liberamente il proprio volto e la propria creativit\u00e0, sia a livello di singolo che di popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte, le peculiarit\u00e0 di ciascuno costituiscono un\u2019autentica ricchezza nella misura in cui sono messe al servizio di tutti. Occorre ricordare sempre l\u2019architettura propria dell\u2019Unione Europea, basata sui principi di solidariet\u00e0 e sussidiariet\u00e0, cos\u00ec che prevalga l\u2019aiuto vicendevole e si possa camminare, animati da reciproca fiducia.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa dinamica di unit\u00e0-particolarit\u00e0, si pone a voi, Signori e Signore Eurodeputati, anche l\u2019esigenza di farvi carico di mantenere viva la democrazia, la democrazia dei popoli dell\u2019Europa. Non ci \u00e8 nascosto che una concezione omologante della globalit\u00e0 colpisce la vitalit\u00e0 del sistema democratico depotenziando il ricco contrasto, fecondo e costruttivo, delle organizzazioni e dei partiti politici tra di loro. Cos\u00ec si corre il rischio di vivere nel regno dell\u2019idea, della sola parola, dell\u2019immagine, del sofisma\u2026 e di finire per confondere la realt\u00e0 della democrazia con un nuovo nominalismo politico. Mantenere viva la democrazia in Europa richiede di evitare tante \u201cmaniere globalizzanti\u201d di diluire la realt\u00e0: i purismi angelici, i totalitarismi del relativo, i fondamentalismi astorici, gli eticismi senza bont\u00e0, gli intellettualismi senza sapienza[10].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mantenere viva la realt\u00e0 delle democrazie \u00e8 una sfida di questo momento storico, evitando che la loro forza reale \u2013 forza politica espressiva dei popoli \u2013 sia rimossa davanti alla pressione di interessi multinazionali non universali, che le indeboliscano e le trasformino in sistemi uniformanti di potere finanziario al servizio di imperi sconosciuti. Questa \u00e8 una sfida che oggi la storia vi pone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dare speranza all\u2019Europa non significa solo riconoscere la centralit\u00e0 della persona umana, ma implica anche favorirne le doti. Si tratta perci\u00f2 di investire su di essa e sugli ambiti in cui i suoi talenti si formano e portano frutto. Il primo ambito \u00e8 sicuramente quello dell\u2019educazione, a partire dalla famiglia, cellula fondamentale ed elemento prezioso di ogni societ\u00e0. La famiglia unita, fertile e indissolubile porta con s\u00e9 gli elementi fondamentali per dare speranza al futuro. Senza tale solidit\u00e0 si finisce per costruire sulla sabbia, con gravi conseguenze sociali. D\u2019altra parte, sottolineare l\u2019importanza della famiglia non solo aiuta a dare prospettive e speranza alle nuove generazioni, ma anche ai numerosi anziani, spesso costretti a vivere in condizioni di solitudine e di abbandono perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 il calore di un focolare domestico in grado di accompagnarli e di sostenerli.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto alla famiglia vi sono le istituzioni educative: scuole e universit\u00e0. L\u2019educazione non pu\u00f2 limitarsi a fornire un insieme di conoscenze tecniche, bens\u00ec deve favorire il pi\u00f9 complesso processo di crescita della persona umana nella sua totalit\u00e0. I giovani di oggi chiedono di poter avere una formazione adeguata e completa per guardare al futuro con speranza, piuttosto che con disillusione. Numerose sono, poi, le potenzialit\u00e0 creative dell\u2019Europa in vari campi della ricerca scientifica, alcuni dei quali non ancora del tutto esplorati. Basti pensare ad esempio alle fonti alternative di energia, il cui sviluppo gioverebbe molto alla difesa dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Europa \u00e8 sempre stata in prima linea in un lodevole impegno a favore dell\u2019ecologia. Questa nostra terra ha infatti bisogno di continue cure e attenzioni e ciascuno ha una personale responsabilit\u00e0 nel custodire il creato, prezioso dono che Dio ha messo nelle mani degli uomini. Ci\u00f2 significa da un lato che la natura \u00e8 a nostra disposizione, ne possiamo godere e fare buon uso; dall\u2019altro per\u00f2 significa che non ne siamo i padroni. Custodi, ma non padroni. La dobbiamo perci\u00f2 amare e rispettare, mentre \u00abinvece siamo spesso guidati dalla superbia del dominare, del possedere, del manipolare, dello sfruttare; non la \u201ccustodiamo\u201d, non la rispettiamo, non la consideriamo come un dono gratuito di cui avere cura\u00bb<span>[11]<\/span>. Rispettare l\u2019ambiente significa per\u00f2 non solo limitarsi ad evitare di deturparlo, ma anche utilizzarlo per il bene. Penso soprattutto al settore agricolo, chiamato a dare sostegno e nutrimento all\u2019uomo. Non si pu\u00f2 tollerare che milioni di persone nel mondo muoiano di fame, mentre tonnellate di derrate alimentari vengono scartate ogni giorno dalle nostre tavole. Inoltre, rispettare la natura, ci ricorda che l\u2019uomo stesso \u00e8 parte fondamentale di essa. Accanto ad un\u2019ecologia ambientale, serve perci\u00f2 quell\u2019ecologia umana, fatta del rispetto della persona, che ho inteso richiamare quest\u2019oggi rivolgendomi a voi.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo ambito in cui fioriscono i talenti della persona umana \u00e8 il lavoro. E\u2019 tempo di favorire le politiche di occupazione, ma soprattutto \u00e8 necessario ridare dignit\u00e0 al lavoro, garantendo anche adeguate condizioni per il suo svolgimento. Ci\u00f2 implica, da un lato, reperire nuovi modi per coniugare la flessibilit\u00e0 del mercato con le necessit\u00e0 di stabilit\u00e0 e certezza delle prospettive lavorative, indispensabili per lo sviluppo umano dei lavoratori; d\u2019altra parte, significa favorire un adeguato contesto sociale, che non punti allo sfruttamento delle persone, ma a garantire, attraverso il lavoro, la possibilit\u00e0 di costruire una famiglia e di educare i figli.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parimenti, \u00e8 necessario affrontare insieme la questione migratoria. Non si pu\u00f2 tollerare che il Mar Mediterraneo diventi un grande cimitero! Sui barconi che giungono quotidianamente sulle coste europee ci sono uomini e donne che necessitano di accoglienza e di aiuto. L\u2019assenza di un sostegno reciproco all\u2019interno dell\u2019Unione Europea rischia di incentivare soluzioni particolaristiche al problema, che non tengono conto della dignit\u00e0 umana degli immigrati, favorendo il lavoro schiavo e continue tensioni sociali. L&#8217;Europa sar\u00e0 in grado di far fronte alle problematiche connesse all\u2019immigrazione se sapr\u00e0 proporre con chiarezza la propria identit\u00e0 culturale e mettere in atto legislazioni adeguate che sappiano allo stesso tempo tutelare i diritti dei cittadini europei e garantire l\u2019accoglienza dei migranti; se sapr\u00e0 adottare politiche corrette, coraggiose e concrete che aiutino i loro Paesi di origine nello sviluppo socio-politico e nel superamento dei conflitti interni \u2013 causa principale di tale fenomeno \u2013 invece delle politiche di interesse che aumentano e alimentano tali conflitti. \u00c8 necessario agire sulle cause e non solo sugli effetti.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Signor Presidente, Eccellenze, Signore e Signori Deputati,\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La coscienza della propria identit\u00e0 \u00e8 necessaria anche per dialogare in modo propositivo con gli Stati che hanno chiesto di entrare a far parte dell\u2019Unione in futuro. Penso soprattutto a quelli dell&#8217;area balcanica per i quali l\u2019ingresso nell\u2019Unione Europea potr\u00e0 rispondere all\u2019ideale della pace in una regione che ha grandemente sofferto per i conflitti del passato. Infine, la coscienza della propria identit\u00e0 \u00e8 indispensabile nei rapporti con gli altri Paesi vicini, particolarmente con quelli che si affacciano sul Mediterraneo, molti dei quali soffrono a causa di conflitti interni e per la pressione del fondamentalismo religioso e del terrorismo internazionale.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A voi legislatori spetta il compito di custodire e far crescere l&#8217;identit\u00e0 europea, affinch\u00e9 i cittadini ritrovino fiducia nelle istituzioni dell\u2019Unione e nel progetto di pace e amicizia che ne \u00e8 il fondamento. Sapendo che \u00abquanto pi\u00f9 cresce la potenza degli uomini tanto pi\u00f9 si estende e si allarga la loro responsabilit\u00e0 individuale e collettiva\u00bb<span>[12]<\/span>, vi esorto perci\u00f2 a lavorare perch\u00e9 l\u2019Europa riscopra la sua anima buona.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un anonimo autore del II secolo scrisse che \u00abi cristiani rappresentano nel mondo ci\u00f2 che l\u2019anima \u00e8 nel corpo\u00bb<span>[13]<\/span>. Il compito dell\u2019anima \u00e8 quello di sostenere il corpo, di esserne la coscienza e la memoria storica. E una storia bimillenaria lega l\u2019Europa e il cristianesimo. Una storia non priva di conflitti e di errori, anche di peccati, ma sempre animata dal desiderio di costruire per il bene. Lo vediamo nella bellezza delle nostre citt\u00e0, e pi\u00f9 ancora in quella delle molteplici opere di carit\u00e0 e di edificazione umana comune che costellano il continente. Questa storia, in gran parte, \u00e8 ancora da scrivere. Essa \u00e8 il nostro presente e anche il nostro futuro. Essa \u00e8 la nostra identit\u00e0. E l\u2019Europa ha fortemente bisogno di riscoprire il suo volto per crescere, secondo lo spirito dei suoi Padri fondatori, nella pace e nella concordia, poich\u00e9 essa stessa non \u00e8 ancora esente dai conflitti.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cari Eurodeputati, \u00e8 giunta l\u2019ora di costruire insieme l\u2019Europa che ruota non intorno all\u2019economia, ma intorno alla sacralit\u00e0 della persona umana, dei valori inalienabili; l\u2019Europa che abbraccia con coraggio il suo passato e guarda con fiducia il futuro per vivere pienamente e con speranza il suo presente. \u00c8 giunto il momento di abbandonare l\u2019idea di un\u2019Europa impaurita e piegata su s\u00e9 stessa per suscitare e promuovere l\u2019Europa protagonista, portatrice di scienza, di arte, di musica, di valori umani e anche di fede. L\u2019Europa che contempla il cielo e persegue degli ideali; l\u2019Europa che guarda e difende e tutela l\u2019uomo; l\u2019Europa che cammina sulla terra sicura e salda, prezioso punto di riferimento per tutta l\u2019umanit\u00e0!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Grazie.<\/span>\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>[1]<\/span><span>GIOVANNI PAOLO II, <\/span><span>Discorso <\/span><span>al <\/span><span>Parlamento <\/span><span>Europeo,<\/span><span> <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/john_paul_ii\/speeches\/1988\/october\/documents\/hf_jp-ii_spe_19881011_european-parliament_it.html\">11 ottobre 1988<\/a><\/span><span>, 5.<\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span>[2]<\/span><span>GIOVANNI PAOLO II, <\/span><span>Discorso <\/span><span>all&#8217;Assemblea <\/span><span>Parlamentare <\/span><span>del <\/span><span>Consiglio <\/span><span>d&#8217;Europa,<\/span><span> <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/john_paul_ii\/speeches\/1988\/october\/documents\/hf_jp-ii_spe_19881008_european-council_it.html\">8 ottobre<\/a>\u00a0<\/span><span><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/john_paul_ii\/speeches\/1988\/october\/documents\/hf_jp-ii_spe_19881008_european-council_it.html\">1988<\/a><\/span><span>.<\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>[3]<\/span><span>Cfr BENEDETTO XVI, <\/span><span>Caritas <\/span><span>in <\/span><span>veritate<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html\"><span>,<\/span> 7<\/a><\/span><span>; CONC. ECUM. VAT. II, Cost. <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\"><span>Gaudium <\/span><span>et <\/span><span>spes<\/span><\/a><\/span><span>,<\/span><span>26. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>[4]<\/span> <span>Cfr <\/span><span>Compendio <\/span><span>della <\/span><span>Dottrina <\/span><span>sociale <\/span><span>della <\/span><span>Chiesa<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/pontifical_councils\/justpeace\/documents\/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html\"><span>,<\/span> 37<\/a><\/span><span>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>[5]<\/span><span>Cfr Esort. ap. <\/span><span>Evangelii <\/span><span>gaudium<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html\"><span>,<\/span> 55<\/a><\/span><span>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>[6]<\/span><span>BENEDETTO XVI, <\/span><span>Caritas <\/span><span>in <\/span><span>veritate<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/encyclicals\/documents\/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html\"><span>,<\/span> 71<\/a><\/span><span>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>[7]<\/span> <span>Ibid.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>[8]<\/span><span>Cfr Esort. ap. <\/span><span>Evangelii <\/span><span>gaudium<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html\"><span>,<\/span> 209<\/a><\/span><span>.<\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>[9]<\/span><span>BENEDETTO XVI, <\/span><span>Discorso <\/span><span>ai <\/span><span>Membri <\/span><span>del <\/span><span>Corpo <\/span><span>Diplomatico<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/holy_father\/benedict_xvi\/speeches\/2013\/january\/documents\/hf_ben-xvi_spe_20130107_corpo-diplomatico_it.html\"><span>,<\/span> 7 gennaio 2013<\/a><\/span><span>. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>[10]<\/span><span>Cfr <\/span><span>Evangelii <\/span><span>gaudium<a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html\"><span>,<\/span> 231<\/a><\/span><span>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>[11]<\/span> <span>Catechesi,<\/span><span> <a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/audiences\/2013\/documents\/papa-francesco_20130605_udienza-generale.html\"><span>Udienza <\/span><span>Generale, <\/span><span>5 <\/span><span>giugno <\/span><span>2013<\/span><\/a><\/span><span>.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>[12]<\/span>CONC. ECUM. VAT. II, Cost. <a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/archive\/hist_councils\/ii_vatican_council\/documents\/vat-ii_const_19651207_gaudium-et-spes_it.html\"><span>Gaudium <\/span><span>et <\/span><span>spes<\/span><\/a>, 34.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>[13]<\/span>Cfr Lettera a Diogneto, 6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Signor Presidente, Signore e Signori Vice Presidenti, Onorevoli Eurodeputati, Persone che lavorano a titoli diversi in quest\u2019emiciclo, Cari amici, vi ringrazio per l\u2019invito a prendere la parola dinanzi a questa istituzione fondamentale della vita dell\u2019Unione Europea e per l\u2019opportunit\u00e0 che mi offrite di rivolgermi, attraverso di voi, agli oltre cinquecento milioni di cittadini che rappresentate [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-871","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-newsletter"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.2 - 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