{"id":937,"date":"2015-02-17T04:03:08","date_gmt":"2015-02-17T03:03:08","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/per-un-fisco-piu-equo-e-giusto\/"},"modified":"2015-02-17T04:03:08","modified_gmt":"2015-02-17T03:03:08","slug":"per-un-fisco-piu-equo-e-giusto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/per-un-fisco-piu-equo-e-giusto\/","title":{"rendered":"Per un fisco pi\u00f9 equo e giusto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi mesi lo scenario europeo ha avuto un&#8217;evoluzione nuova e positiva. I margini di flessibilit\u00e0 del Fiscal Compact sono aumentati, la nuova Commissione sembra spostare il baricentro dalla rigidit\u00e0 delle regole alla priorit\u00e0 di un Piano di investimenti Europeo, la BCE ha accentuato la politica monetaria espansiva non convenzionale, anche con il varo del\u00a0 \u201cquantitative easing\u201d, il programma di acquisti di titoli dei debiti sovrani dei Paesi dell\u2019Eurozona. In questo quadro il governo ha potuto presentare una legge di stabilit\u00e0 in deficit senza conseguenze negative sullo spread che, anzi, \u00e8 sceso ulteriormente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi segnali sono certamente positivi ma di fronte alla gravit\u00e0 della situazione economica e della disoccupazione e al pericolo di una stagnazione di lunga durata rischiano di rivelarsi drammaticamente insufficienti. I &#8220;tempi&#8221; della politica europea non sono compatibili con i tempi dei disoccupati, dei giovani esclusi dal lavoro, dei nuovi poveri. Dopo sette anni di crisi c\u2019\u00e8 bisogno di risposte certe, immediate e consistenti.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Cisl \u00e8 convinta che, se non riparte un vigoroso ciclo di crescita, il debito pubblico non sia governabile e che la lacerazione della coesione sociale, ormai al livello di guardia, possa scatenare conflitti sociali crescenti, violenze, instabilit\u00e0 politica, crisi della stessa democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; necessario far ripartire l&#8217;economia a tassi decisamente superiori a quelli indicati dal governo nella Nota di aggiornamento del Def. Per ottenere questo \u00e8 necessario incrementare a livello europeo e nazionale la domanda aggregata di consumi e di investimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Legge di stabilit\u00e0 ha reso permanente il bonus da 80 \u20ac, operazione in s\u00e9 significativa ma insufficiente perch\u00e9 esclude gli incapienti ed i pensionati, ed \u00e9 vanificata dall&#8217;aumento della fiscalit\u00e0 locale (in particolare le addizionali comunali e regionali) e dalla ripresa della propensione al risparmio delle famiglie dalla seconda met\u00e0 del 2012.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per queste ragioni la Cisl ritiene necessario offrire il proprio contributo al rafforzamento dei redditi dei lavoratori, dei consumi, della domanda aggregata ed alla ripresa della crescita attraverso un progetto di legge popolare che deleghi il Governo ad adottare uno o pi\u00f9 decreti legislativi contenenti norme intese a realizzare una riforma organica del sistema fiscale del Paese sui seguenti punti:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>&#8211;<\/span><em>ampliamento del credito attualmente previsto dal comma 1-bis dell\u2019articolo 13 del\u00a0 testo unico delle imposte sui redditi, d (c.d.: \u201cbonus 80 euro\u201d), con la sua estensione ad una platea pi\u00f9 ampia di destinatari, in particolare prevedendone l\u2019erogazione anche ai pensionati, ai lavoratori autonomi e agli \u201cincapienti\u201d, in misura piena se il reddito complessivo non supera i 40.000 euro e in misura ridotta se il reddito complessivo \u00e8 superiore a 40.000 euro ma non a 50.000 euro;<\/em><\/li>\n<li><span>&#8211;<\/span><em>delega al governo per una nuova regolazione delle imposte e tasse locali che preveda un tetto complessivo (nazionale e locale) per le imposte sui redditi, in modo che il cittadino possa ottenere una riduzione della pressione fiscale nazionale all\u2019aumentare della fiscalit\u00e0 locale, che va maggiormente collegata al corretto finanziamento dei servizi erogati nel territorio, prevedendo in attesa di una revisione complessiva della fiscalit\u00e0 locale, il blocco dell\u2019aumento delle addizionali regionali e comunali;<\/em><\/li>\n<li><span>&#8211;<\/span><em>delega al Governo per l\u2019introduzione di\u00a0 una imposta\u00a0 ordinaria sulla ricchezza netta mobiliare ed immobiliare, con soglia di esenzione totale per imponibili fino ad un ammontare tendenzialmente comparabile con una ricchezza media familiare pari a 500.000 euro, con l\u2019esclusione da tale computo della prima casa di abitazione e delle obbligazioni emesse dallo Stato italiano ed equiparati e dagli Stati convenzionati che consentono scambi di informazioni (White list). Il ricavato dell\u2019imposta deve essere interamente utilizzato per ridurre l\u2019impatto dell\u2019Irpef sui redditi;\u00a0<\/em><\/li>\n<li><span>&#8211;<\/span><em>delega al Governo per l&#8217;introduzione di un nuovo strumento di intervento a favore della famiglia che superi accorpandoli le detrazioni attuali per il coniuge e i figli a carico e l\u2019assegno al nucleo familiare, con un sostegno universale che cresca al crescere dei carichi familiari e che si riduca all\u2019aumentare del reddito e della capacit\u00e0 economica misurata dall&#8217;Isee;<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0&#8211;<em>delega al Governo per l\u2019introduzione di un meccanismo sperimentale di contrasto di interessi fra acquirenti e venditori, attraverso il riconoscimento all\u2019acquirente di detrazioni temporanee sulle spese relative a beni e servizi pi\u00f9 sensibili sul piano sociale o a beni e servizi rientranti nei settori merceologici e professionali a pi\u00f9 elevato rischio di evasione (servizi professionali e distribuzione di servizi al dettaglio), definendo la tipologia delle spese su cui ammettere la detrazione e il periodo temporale di riferimento (es.: per un biennio), al fine da far emergere il reale giro d\u2019affari delle diverse categorie coinvolte, adeguando conseguentemente i parametri degli studi di settore.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta della Cisl si realizza tramite una grande operazione redistributiva di ricchezza e di reddito a favore delle aree sociali medio &#8211; basse che inizi a correggere la crescita esponenziale delle diseguaglianze che si \u00e8 realizzata nell&#8217;ultimo quarto di secolo.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019elevato divario esistente fra la ricchezza netta immobiliare e finanziaria esistente nel nostro Paese e le dichiarazioni dei redditi \u00e8 l\u2019altra faccia della medaglia di questa situazione.\u00a0 In Italia, infatti, il 10% pi\u00f9 ricco della popolazione possiede il 46,6% della ricchezza nazionale (indice tra i pi\u00f9 elevati dei Paesi OCSE) ed il 27% del reddito nazionale. Quanto maggiore \u00e8 la concentrazione della ricchezza e dei redditi, tanto maggiore \u00e8 la propensione al risparmio, tanto minore \u00e8 il livello dei consumi, della domanda aggregata e dell&#8217;occupazione.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per queste ragioni una rigorosa riforma fiscale soddisfa sia un principio etico di giustizia e di equit\u00e0 sia un obiettivo economico di sviluppo e di coesione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meno dell\u20191% dei contribuenti soggetti all\u2019Irpef denunciano redditi pari o superiori ai 100.000 euro lordi, quasi il 90% dichiara meno di 35.000 euro, dati che confermano anche l\u2019elevato dato di evasione fiscale che si addensa attorno all\u2019Irpef, la nostra principale imposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra i maggiori paesi europei l&#8217;Italia \u00e8 quella che spicca per avere entrate da imposte dirette superiori a quelle derivanti da imposte indirette. E&#8217; universalmente noto che questo non deriva da aliquote Iva inferiori ma dal livello di evasione che questa imposta ha nel nostro Paese.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema non \u00e8 aumentare le aliquote Iva ma ridurre in tempi brevi il livello di evasionesapendo che la diminuzione dell&#8217;evasione dell&#8217;Iva comporta in automatico la diminuzione dell&#8217;evasione Irpef e contributiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019evasione fiscale, oltre a sottrarre imponenti risorse all\u2019Erario, orienta il sistema economico verso un modello competitivo inefficiente, basato sulla concorrenza fiscale sleale da parte delle imprese e sull\u2019utilizzo del lavoro irregolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi sono infine risorse importanti che si possono ricavare da razionalizzazioni di spesa e dalla lotta alla corruzione. Quanto dei disavanzi comunali e regionali sono da addebitare ad una corruzione mai cos\u00ec diffusa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attuazione del federalismo fiscale si \u00e8 finora risolta in un aggravio del carico fiscale per i lavoratori, i pensionati, le imprese e i cittadini, aumentando le iniquit\u00e0 territoriali e fra le diverse categorie sociali. La tassazione locale \u00e8 cresciuta in questi ultimi anni a livello esponenziale. Dal 2010 al 2013 le sole addizionali irpef regionali e comunali sono cresciute di oltre il 33%.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019introduzione della Tasi ha comportato il ripristino di una tassazione sulla prima casa che grava anche sugli affittuari, senza l\u2019applicazione di criteri omogenei di tutela sociale validi su tutto il territorio nazionale\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre ripensare il modello di fiscalit\u00e0 locale per recuperare\u00a0 un maggiore collegamento fra cosa il cittadino paga e perch\u00e9, bloccando \u2013 nell\u2019attesa di una revisione complessiva della fiscalit\u00e0 locale \u2013 l\u2019aumento delle addizionali regionali e comunali.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appare anche necessario rivedere l\u2019imposizione sulla casa, garantendo in particolare\u00a0 l\u2019esenzione dell\u2019abitazione principale da ogni imposta o tributo gravante sulla propriet\u00e0 o sul possesso e prevedere una maggiore progressivit\u00e0 del prelievo sulle abitazioni diverse da quella principale, in relazione all\u2019utilizzo delle stesse e al numero delle abitazioni complessivamente possedute da ciascun nucleo familiare;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ottica della semplificazione e della trasparenza del sistema tributario, la Cisl propone l\u2019istituzione di una \u201ccarta dei servizi fiscali\u201d allo scopo di fornire annualmente al contribuente uno schema semplificato che evidenzi i principali tributi derivanti da ciascun livello di governo e gli elementi per determinare l\u2019ammontare delle diverse imposte, tasse e contributi.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Cisl non ignora certamente i costi complessivi di una manovra di riforma fiscale strutturale soprattutto in rapporto agli attuali vincoli di finanza pubblica, ma resta convinta che oltre alle risorse che si otterranno dall&#8217;imposta sulla ricchezza netta, altre ingenti risorse possono arrivare da un deciso intervento di razionalizzazione di tutte le tax expenditures da troppo tempo oggetto di studio invece che di intervento da parte del Mef e da una pi\u00f9 decisa lotta all&#8217;evasione, in particolare quella dell&#8217;Iva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>PROPOSTA DI INTERVENTO FISCALE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Riduzione dell\u2019Irpef<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>&#8211;<\/span>Bonus 1.000 \u20ac. Si propone l\u2019introduzione di un Bonus di 1.000 \u20ac annui per tutti i contribuenti, a prescindere dalla tipologia del reddito posseduto, con un reddito (individuale) inferiore o uguale a 40 mila \u20ac. Per valori superiori, il bonus si riduce progressivamente, fino ad azzerarsi, a 50 mila \u20ac;<\/li>\n<li><span>&#8211;<\/span>va realizzata l\u2019equiparazione\u00a0 della no tax area per i pensionati al livello di quella dei lavoratori dipendenti.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Naf, Nuovo Assegno Familiare\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la Cisl \u00e8 indispensabile ripensare il fisco per la famiglia nell\u2019ottica di una maggiore equit\u00e0 distributiva, introducendo un nuovo strumento di intervento che superi, accorpandoli, gli attuali assegni familiari e le detrazioni per figli e coniuge a carico, attraverso\u00a0 un assegno (Naf: nuovo assegno familiare) commisurato al reddito e ai carichi familiari. Il problema\u00a0 familiare dell\u2019incapienza per le detrazioni viene superato con l\u2019introduzione dell\u2019assegno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">il NAF va nella direzione della semplificazione, della trasparenza e del sostegno alle famiglie, perch\u00e9:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>&#8211;<\/span>equipara il trattamento fiscale dei figli a carico tra le famiglie monoreddito e bireddito;\u00a0<\/li>\n<li><span>&#8211;<\/span>consente di modulare il beneficio in maniera pi\u00f9 specifica\u00a0 a favore delle famiglie con redditi medio bassi, poich\u00e9 il supporto economico decresce al crescere del reddito;<\/li>\n<li><span>&#8211;<\/span>prevede anche un cospicuo sostegno aggiuntivo per le famiglie che presentano componenti in particolare difficolt\u00e0, ad esempio portatori di handicap e non autosufficienti.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fiscalit\u00e0 locale\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Decreto legislativo attuativo del federalismo regionale\u00a0 prevedeva la riduzione delle aliquote dell\u2019Irpef statale in caso di aumento dell\u2019aliquota di base dell\u2019addizionale regionale. Questa inattuata norma programmatica va recuperata, in modo che il cittadino possa ottenere una riduzione della pressione fiscale nazionale all\u2019aumentare della fiscalit\u00e0 locale, che va maggiormente collegata al corretto finanziamento dei servizi erogati nel territorio. In attesa della\u00a0 ridefinizione della fiscalit\u00e0 locale occorre evitare l\u2019aumento delle addizionali regionali e locali dell\u2019Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tassazione sugli immobili va rimodulata e resa pi\u00f9 progressiva sulle abitazioni diverse da quella principale,modulando l\u2019ammontare delle relative imposte, oltre che in relazione al valore catastale, anche al loro utilizzo e al numero delle abitazioni complessivamente possedute da ciascun nucleo familiare, prevedendo in ogni caso l\u2019esenzione della abitazione principale da ogni forma di imposizione sulla propriet\u00e0 o sul possesso\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Imposta sulla ricchezza netta<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta della Cisl di introdurre un\u2019imposta sulla grande ricchezza netta e prevede l\u2019introduzione di un\u2019imposta progressiva sulla ricchezza netta, prendendo a riferimento quella di ciascun nucleo familiare ed escludendo dal computo la prima casa di abitazione e dei titoli di Stato, solo sugli imponibili\u00a0 eccedenti la somma di 500.000 euro (escludendo prima casa di abitazione e Titoli di Stato) per ciascuna famiglia.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al solo fine di immaginare una possibile ipotesi di articolazione dell\u2019imposta sulla grande ricchezza netta, si potrebbe pensare ad un sistema si articolerebbe per scaglioni, con esenzione totale per imponibili per ciascuna famiglia fino a 500 mila \u20ac (escludendo i titoli di Stato e la prima casa di abitazione); aliquota dell\u20191 per\u00a0 mille per la parte eccedente i 500 mila \u20ac e comunque entro gli 800.000 \u20ac; un\u2019aliquota del 2 per mille per la parte eccedente 800.000 fino a 1.000.000, il 7\u00a0 per mille per i valori superiori al milione di \u20ac. \u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lotta all\u2019evasione fiscale<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante i progressi e gli sforzi fatti in questi anni il divario fra l\u2019Italia e la media dei Paesi OCSE sull\u2019evasione fiscale continua a rimanere elevato, determinando problemi per l&#8217;equilibrio della finanza pubblica e una inaccettabile, iniqua ed ingiustificata condizione di appesantimento fiscale in particolare su lavoro dipendente e pensioni.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019evasione \u00e8 un fenomeno talmente esteso e socialmente non censurato, che non sono sufficienti solo i controlli \u2013 per quanto questi possano essere sofisticati- ma \u00e8 necessario intervenire anche a monte, laddove il fenomeno evasivo si forma, e contemporaneamente ragionare sul livello di pressione fiscale complessiva sopportabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre sostenere l\u2019impegno quotidiano della Guardia di finanza e dell\u2019Agenzia delle Entrate attraverso un Diritto tributario capace di distinguere pi\u00f9 efficacemente, in linea con quanto avviene nel resto d\u2019Europa, gli evasori volontari rispetto a chi commetta errori puramente formali e a quegli imprenditori che si trovino in una situazione contingente di difficolt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 necessario concentrare l\u2019azione strategica di contrasto all\u2019evasione fiscale su un mix di misure basate su tre assi di intervento:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>\u2022<\/span>ridurre la forbice fra evasione accertata e evasione effettivamente recuperata, anche attraverso una riforma del processo tributario e rendendo pi\u00f9 efficaci i meccanismi di recupero e riscossione;<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span>concentrare le risorse umane e organizzative sui grandi evasori; \u00a0<\/li>\n<li><span>\u2022<\/span>introdurre meccanismi che favoriscano l\u2019emersione del reale fatturato o giro d\u2019affari dei contribuenti interessati anche mediante il contrasto di interessi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span>Tutte le risorse accertate e recuperate con la lotta all\u2019evasione fiscale devono essere destinate alla riduzione del carico fiscale che grava sui contribuenti, sia a livello nazionale che a livello locale.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Cisl propone ormai da anni l\u2019introduzione di meccanismi di contrasto di interessi fra venditori e compratori che possano contribuire a far emergere l\u2019enorme capacit\u00e0 economica oggi sottratta all\u2019erario, concedendo\u00a0 ai contribuenti deduzioni o detrazioni prioritariamente sulle spese pi\u00f9 sensibili sul piano sociale e, a turno, sulle spese relative ai beni e ai servizi a maggiore rischio di evasione, individuando temporaneamente i settori interessati, in modo da far emergere il reale giro d\u2019affari delle diverse categorie coinvolte, e adeguare\u00a0 i parametri degli studi di settore. Lo scopo \u00e8 quello di far pagare le tasse al venditore, rendendo non conveniente per il compratore l\u2019accettazione di accordi collusivi (con la mancata ricevuta sulla vendita di beni, servizi o prestazioni professionali).\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di costruire un sistema che renda immediatamente visibile ed accertabile su ciascun contribuente il danno causato dall\u2019evasione fiscale dell\u2019imprenditore, del lavoratore autonomo o del professionista che non emette la ricevuta o la fattura fiscale, consentendo la possibilit\u00e0 di dedurre dal reddito o detrarre dall\u2019imposta alcune spese sostenute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nota tecnica sulla proposta<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Intervento sull&#8217;Irpef \u2013 Il <em>Bonus<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Diversamente rispetto al \u201cbonus di 80\u20ac\u201d attualmente in vigore, il \u201cbonus 1000\u20ac\u201d sarebbe del tutto indipendente dall\u2019ammontare dell\u2019imposta netta e quindi immune dal fenomeno dell\u2019incapienza. Il \u201cbonus 1000\u20ac<\/em><strong><em>\u201d<\/em><\/strong><em> non tiene conto delle caratteristiche familiari (figli e altre persone a carico), ma il meccanismo potrebbe agevolmente essere modificato in questa direzione nel caso si volessero agevolare maggiormente le famiglie numerose e quelle monoreddito.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Si ipotizza, inoltre, che nei 1000 euro confluisca il \u201cbonus di 80\u20ac\u201d (960 euro anno) introdotto a maggio 2014, il quale prevede che l\u2019entit\u00e0 del bonus sia massima per soggetti con reddito fino a 24 mila \u20ac, poi si riduca fino ad azzerarsi per redditi superiori a 26 mila \u20ac. I soggetti interessati sono poco meno di 10 mln, pari al 20% circa dei percettori di reddito(Tab. 1 e 2). Tra i punti di maggior debolezza di questa misura si ricordano: i) non \u00e8 attribuito agli incapienti (tra i requisiti per ottenere il bonus vi \u00e8 la necessit\u00e0 di una differenza positiva tra imposta lorda e detrazioni per tipologia del reddito posseduto); ii) riguarda soltanto i lavoratori dipendenti per un ammontare proporzionale al numero di giorni dell\u2019anno durante i quali il contribuente mantiene questo status (limitando l\u2019importo per chi, durante l\u2019anno, perde il lavoro o va in pensione).\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il \u201cbonus 1000 \u20ac\u201d si configura, pertanto, come una estensione del sistema introdotto dal \u201cbonus 80\u20ac\u201d; sia in termini di livelli di reddito individuale, sia in termini di categorie di redditi.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>I beneficiari del bonus<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019insieme dei beneficiari \u00e8 di 38,6 mln di contribuenti (94% del totale), per un importo medio\u00a0 di 979 \u20ac annui (vedi Tab. 1 e 2).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La categoria di redditieri che in termini di numero di beneficiari sul totale avrebbe il maggior vantaggio, \u00e8 quella dei pensionati: 14,4 mln di interessati, il 95,6% dei componenti della categoria. Seguono i lavoratori dipendenti: 17,8 mln di interessati, 91% del totale; e gli autonomi: 4,8 mln di interessati, 80% del totale (Tab.2). Solo marginalmente toccati i percettori di altri redditi, essendo frequentemente al di sotto della soglia di 2.840,51 \u20ac e, dunque, generalmente a carico di altro familiare.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tab. 1: bonus 1.000 \u20ac vs bonus 80 \u20ac, beneficiari per classi di reddito\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-934\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/images_Schermata-2015-02-17-alle-12.34.00.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"492\" height=\"174\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/images_Schermata-2015-02-17-alle-12.34.00.png 492w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/images_Schermata-2015-02-17-alle-12.34.00-300x106.png 300w\" sizes=\"(max-width: 492px) 100vw, 492px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tab. 2: bonus 1.000 \u20ac vs bonus 80 \u20ac, beneficiari per tipologia del reddito prevalente\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-935\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/images_Schermata-2015-02-17-alle-12.34.07.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"489\" height=\"121\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/images_Schermata-2015-02-17-alle-12.34.07.png 489w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/images_Schermata-2015-02-17-alle-12.34.07-300x74.png 300w\" sizes=\"(max-width: 489px) 100vw, 489px\" \/>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Costi del bonus<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il sistema del \u201cbonus 1000\u20ac\u201d richiede un finanziamento per 37,8 mld.: circa 38,6 mln i contribuenti interessati per un beneficio medio di 979 \u20ac annui (Tab. 1 e 2). Considerato che il \u201c bonus 80 \u20ac\u201d determina, su base annua e a regime, un minor gettito di circa 8,5 mld di \u20ac, il costo netto del \u201cbonus 1000 \u20ac\u201d \u00e8 stimabile in 29,3 mld.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Imposta sulla grande ricchezza netta (soglia 500 mila \u20ac)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La scelta di un&#8217;imposta sulla ricchezza netta ordinaria pone almeno due questioni: la scelta di una base imponibile credibile e la scelta dell&#8217;aliquota da applicare.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Base imponibile<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La stima della ricchezza delle famiglie italiane \u00e8 effettuata da indagini statistiche (campionarie) sulla consistenza del patrimonio familiare (Indagine Banca d\u2019Italia sulla ricchezza netta). Queste statistiche offrono con elevata probabilit\u00e0 un quadro realistico della realt\u00e0 italiana, ma non rappresentano i dati reali a conoscenza del fisco italiano.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il problema riguarda sopratutto la ricchezza immobiliare che rappresenta la gran parte della ricchezza\u00a0 delle famiglie. Il valore della ricchezza immobiliare ricavabile oggi dal catasto \u00e8 molto lontano dal valore attribuito a questa ricchezza dall&#8217;Indagine Banca d&#8217;Italia.\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un catasto aggiornato ai valori di mercato rientra tra gli obiettivi della delega fiscale. La realizzabilit\u00e0 non \u00e8 comunque questione di breve periodo. Pertanto, se l\u2019imposta in discussione deve essere applicabile nel breve periodo (1-2 anni) \u00e8 inevitabile fare affidamento sull\u2019attuale catasto. Diversa \u00e8 la questione nel caso si immagini un catasto adeguato ai valori di mercato degli immobili. Non possiamo ovviamente aspettare la conclusione dell&#8217;iter attualmente in vigore per la revisione del catasto per fare la nostra proposta, ma nel percorso parlamentare questo potr\u00e0 essere un punto da tenere in considerazione.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Le aliquote<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta Cisl di introdurre un\u2019imposta ordinaria e progressiva sulla grande ricchezza netta prevede l\u2019introduzione di un\u2019imposta progressiva sulla ricchezza netta familiare, escludendo dal computo di questa la prima casa e i titoli di Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La proposta di introduzione dell\u2019imposta sulla grande ricchezza netta costituisce l\u2019oggetto di un principio di delega contenuto nel progetto di legge di iniziativa popolare presentato dalla Cisl. Nella proposta di legge non vengono individuati riferimenti di aliquota, lasciando al Governo il compito di definire l\u2019articolazione dell\u2019imposta<span>, prevedendo a tal fine:<\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>l\u2019esenzione totale degli imponibili fino ad un ammontare tendenzialmente comparabile con una ricchezza media familiare pari a 500.000 euro, con l\u2019esclusione da tale computo della prima casa di abitazione e delle obbligazioni emesse dallo Stato italiano ed equiparati e dagli Stati convenzionati che consentono scambi di informazioni (White list), inclusi nella lista di cui\u00a0 al decreto emanato ai sensi dell&#8217;articolo 168-bis, comma\u00a0 1,\u00a0 del\u00a0 testo unico n. 917 del 1986;<\/li>\n<li>\u00a0che l\u2019imposta colpisca l\u2019ammontare complessivo dei valori mobiliari ed immobiliari con aliquote crescenti su diversi scaglioni di valore;<\/li>\n<li>che l\u2019intero gettito dell\u2019imposta venga unicamente destinato al finanziamento dei maggiori oneri sostenuti per l\u2019estensione del bonus;\u00a0<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, al fine di prevedere una possibile articolazione dell\u2019imposta e il presumibile gettito ottenibile abbiamo simulato un sistema di imposizione articolato per scaglioni, con esenzione totale per imponibili fino a 500 mila \u20ac; aliquota dell\u20191 per mille per la parte eccedente i 500 mila \u20ac e comunque entro gli 800 mila \u20ac; un\u2019aliquota del 2 per mille per la parte\u00a0eccedente gli 800 mila \u20ac ma comunque entro il milione di \u20ac; un\u2019aliquota del 7 per mille per la parte di imponibile eccedente il milione di \u20ac.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 innanzitutto importante individuare la platea delle famiglie interessante da questa ipotesi di\u00a0 intervento: solo il 4,1% delle famiglie italiane ha una ricchezza netta, escludendo prima casa e titoli di Stato, superiore alla soglia di esenzione di 500 mila \u20ac . L\u2019aliquota pi\u00f9 elevata, applicata alla ricchezza netta eccedente il milione di \u20ac, interessa appena l\u20191,5% delle famiglie italiane, le quali possiedono ben il 40,5% della base imponibile complessiva. L\u2019entit\u00e0 della ricchezza netta media dell\u2019ultima classe \u00e8 63 volte maggiore di quella della prima (2,3 mln di \u20ac contro 37.284 \u20ac). Il 97% del gettito dell\u2019imposta sarebbe pagato dalle famiglie con ricchezza netta maggiore di un milione di \u20ac (fig. 1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fig. 1: distribuzione delle famiglie, della ricchezza netta e dell\u2019imposta sulla grande ricchezza netta, per classi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-936\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/images_Schermata-2015-02-17-alle-12.34.53.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"416\" height=\"287\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/images_Schermata-2015-02-17-alle-12.34.53.png 416w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/images_Schermata-2015-02-17-alle-12.34.53-300x207.png 300w\" sizes=\"(max-width: 416px) 100vw, 416px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nuovo assegno familiare<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;attuale Anf (assegno per il nucleo familiare) copre solo le famiglie in cui il reddito \u00e8 prevalentemente quello da lavoro dipendente e da pensione, mentre le detrazioni per coniuge e per i figli dipendono dal reddito individuale e non da quello familiare ed escludono di fatto gli incapienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si vuole introdurre una misura universalistica che, sostituendo Anf e detrazioni per carichi familiari, tuteli tutte le famiglie in base al reddito, al patrimonio e alla loro composizione attraverso la corresponsione di un assegno commisurato al reddito Isee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per finanziare la nuova prestazione vi sono in primo luogo le risorse derivanti dalla soppressione delle detrazioni per carichi di famiglia.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si d\u00e0 mandato al Governo di valutare la possibilit\u00e0 dell&#8217;introduzione di una contribuzione generalizzata a tutti i contribuenti pari all&#8217;attuale aliquota Cuaf (0,68%). La possibile necessit\u00e0 di questa contribuzione al fine del finanziamento di questa nuova prestazione deriva dal fatto che l&#8217;abolizione dell&#8217;Anf comporterebbe di per s\u00e9 il venir meno della ragione della contribuzione a carico delle imprese con una perdita di gettito di circa 6 miliardi di euro. L&#8217;estensione della contribuzione consentirebbe di mantenere questo gettito e di avere risorse aggiuntive.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Contrasto di interessi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul contrasto di interessi vengono sollevate molte obiezioni. Tralasciando quelle di ordine \u201cetico\u201d e concentrandoci su quelle di ordine pratico, le pi\u00f9 rilevanti muovono su tre argomentazioni:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>per essere efficace il contrasto di interessi dovrebbe accordare agli acquirenti una deduzione o una detrazione di ammontare maggiore dell\u2019Iva e tale da annullare qualunque beneficio che il compratore potrebbe trarre da uno sconto del venditore (quindi una detrazione di ammontare sostanziale al limite pari alle imposte incassate dallo Stato). Quindi, in presenza di una detrazione di ammontare molto elevato il beneficio fiscale per lo Stato si annullerebbe;\u00a0<\/li>\n<li>accordare il contrasto di interessi su una larga tipologia di beni o servizi riduce le entrate complessive per l\u2019Erario;\u00a0<\/li>\n<li>un sistema di deduzioni o detrazioni molto estese si presterebbe al rischio di falsificazioni fiscali ed abusi, con un aggravio in termini di controllo da parte dell\u2019amministrazione tributaria.\u00a0<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la Cisl le obiezioni suddette possono essere efficacemente contrastate attraverso un\u2019architettura fiscale che:\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span>&#8211;<\/span>introduca il contrasto di interessi \u201cselettivamente\u201d sulle sole spese pi\u00f9 sensibili dal punto di vista sociale e familiare (spese medico \u2013 sanitarie, spese per asili nido, spese per l\u2019assistenza domiciliare e lavoro di cura);\u00a0<\/li>\n<li><span>&#8211;<\/span>riconosca all\u2019acquirente sulle spese effettuate una percentuale crescente di detrazione al crescere delle spese da detrarre, eliminando qualsiasi franchigia (come quella oggi esistente sulle spese mediche), con una sorta di conto incrementale sul quale solo alla fine dell\u2019anno il compratore sarebbe in grado di conoscere l\u2019entit\u00e0 dello sconto accordata dallo Stato. In questo modo aumenterebbe l\u2019incentivo a chiedere sempre l\u2019emissione della fattura o della ricevuta fiscale;\u00a0<\/li>\n<li><span>&#8211;<\/span>conceda detrazioni temporanee e sperimentali sulle altre tipologie di spesa che riguardano beni e servizi rientranti nei settori merceologici e professionali a pi\u00f9 elevato rischio di evasione (servizi professionali e distribuzione di servizi al dettaglio), individuando \u201ca turno\u201d per un certo periodo di tempo (es.: per un biennio) in modo da far emergere il reale giro d\u2019affari delle diverse categorie coinvolte al fine di adeguare conseguentemente i parametri degli studi di settore e spostare successivamente la sperimentazione e il contrasto di interessi su altri beni e servizi.\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fine dell\u2019operazione sarebbe finalizzato non tanto ad alleviare i bassi redditi dagli oneri connessi ad alcune tipologie di consumo sociale ma a far emergere base imponibile nei diversi settori coinvolti \u201cperiodicamente\u201d, sperimentando dunque un contrasto di interessi selettivo che prenderebbe in esame le spese connesse con alcune tipologie di servizi temporaneamente, con lo scopo di scoprire gli evasori per poi essere sospeso in un secondo tempo quando la base imponibile \u00e8 ormai emersa.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo punto di vista una pi\u00f9 corretta distribuzione dei redditi, derivante dall\u2019emersione suddetta, potrebbe essere utilizzata in futuro per aiutare a ridefinire i parametri degli studi di settore anche a favore dei settori pi\u00f9 \u201cvirtuosi\u201d. Tra l\u2019altro, passando ad applicare il meccanismo ad altri settori, nel medio periodo si potrebbe ottenere una permanente emersione di capacit\u00e0 contributiva, con conseguente aumento del gettito.<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi mesi lo scenario europeo ha avuto un&#8217;evoluzione nuova e positiva. 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