{"id":957,"date":"2015-03-03T13:00:01","date_gmt":"2015-03-03T12:00:01","guid":{"rendered":"http:\/\/5.249.146.118\/il-contrasto-alla-poverta-va-verso-una-ragionevole-sistematicita\/"},"modified":"2015-03-03T13:00:01","modified_gmt":"2015-03-03T12:00:01","slug":"il-contrasto-alla-poverta-va-verso-una-ragionevole-sistematicita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/nuovi-lavori.it\/index.php\/il-contrasto-alla-poverta-va-verso-una-ragionevole-sistematicita\/","title":{"rendered":"Il contrasto alla povert\u00e0 verso una ragionevole sistematicita&#8217;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">Come \u00e8 largamente acquisito la nuova carta sociale si caratterizza fondamentalmente per essere dentro una logica di inclusione attiva, in modo differente rispetto alla prima, di natura esclusivamente assistenziale (I). E\u2019 da evidenziare che i due istituti coesistono.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">2. In particolare la sperimentazione della carta sociale di inclusione attiva, in base al primo stanziamento di 50 milioni, si \u00e8 caratterizzata per: approccio sperimentale; limitazione territoriale alle 12 aree metropolitane; particolari requisiti selettivi\u00a0 personali, familiari, economici, lavorativi, integrabili dai comuni previo accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali; ammontare mensile\u00a0 dei trasferimenti variabile, a seconda del numero dei componenti il nucleo familiare, da 231 a 404 euro; gestione dei comuni della presentazione delle domande e delle graduatorie; gestione dell\u2019INPS delle verifiche e dei trasferimenti economici; progetto personalizzato, vincolante per i nuclei familiari beneficiari,\u00a0 definito dai comuni e volto al superamento della condizione di povert\u00e0, al reinserimento lavorativo e all&#8217;inclusione sociale; attivazione della carta elettronica da parte delle Poste.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">3. Stanziamenti ulteriori, pur insufficienti nella prospettiva del Sostegno all\u2019Inclusione Attiva ( SIA), sono gi\u00e0 stati previsti per proseguire l\u2019esperienza.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai fondi nazionali ordinari e ai residui di risorse FSE va aggiunto il finanziamento relativo al PON Inclusione, che sar\u00e0 destinato prevalentemente al sostegno del SIA.\u00a0<span>(II)<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4. Le norme dell\u2019istituto in questione e le ipotesi di rifinanziamento previste hanno indotto ad equivoci, nel senso di lasciare aperta l\u2019ipotesi di automatismi nell\u2019attuazione dell\u2019estensione del provvedimento e quindi dell\u2019utilizzo degli stessi criteri e della stessa modulistica <span>(III)<\/span>\u00a0. In realt\u00e0 per l\u2019attuazione vi \u00e8 da definire la suddivisione territoriale dei finanziamenti ordinari, il raccordo con il PON Inclusione, considerare la valutazione dei risultati delle sperimentazioni e, sul piano dei requisiti, la novit\u00e0 dell\u2019entrata in vigore del nuovo ISEE. Sottoposto recentemente alla sentenza negativa del TAR del Lazio.<span>(IV)<\/span><br \/>Un comunicato del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali emanato il 26 gennaio <span>(V)<\/span>\u00a0scorso ha smentito, infatti, la notizia, pubblicata da vari siti internet, circa l\u2019avvio a tutti i comuni delle otto Regioni del Sud Italia della nuova carta sociale (la cosiddetta social card sperimentale). Le regioni interessate sarebbero state Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Abruzzo e Molise, Campania. Questi territori si sarebbero aggiunti alle originarie 12 citt\u00e0 di sperimentazione ( Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia e Verona). I siti web avevano messo a disposizione anche la modulistica da stampare e portare presso gli uffici.<br \/>Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito, al riguardo, che allo stato attuale l\u2019estensione della misura nelle Regioni del Mezzogiorno \u00e8 tuttora in via di definizione, pertanto non \u00e8 possibile presentare domande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5. In una fase avanzata della sperimentazione sono stati riportati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali i primi risultati conseguiti. <span>(VI)\u00a0<\/span>I dati evidenziano: una diversa distribuzione delle risorse impegnate e spese tra i vari comuni, ma comunque l\u2019esistenza di residui di risorse da spendere; un differenziale tra il numero dei soggetti eleggibili in base alle analisi nazionali, quello delle domande presentate e degli effettivi beneficiari dei trasferimenti <span>(VII)\u00a0<\/span>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6. La sperimentazione \u00e8 stata oggetto di analisi e valutazioni di segno diverso: quelle \u201centriste\u201d che hanno messo in evidenza aspetti positivi e di criticit\u00e0, in una logica evolutiva di superamento; quelle largamente critiche, sostenenti l\u2019occasione mancata per uno strumento universale di reddito minimo d\u2019inserimento. Il primo approccio trova sostegno nelle riflessioni di M.C. Guerra. Il secondo approccio \u00e8 sostenuto, ad esempio, dalle posizioni di C. Saraceno <span>(VIII)<\/span>.<sup>\u00a0<\/sup><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7. Sul piano generale, la sperimentazione ha permesso di riflettere sui requisiti, sul ruolo dei comuni, \u00a0 sul sistema di controllo ex ante, su altri aspetti di \u201csistema\u201d. <br \/>Il criterio che si \u00e8 rivelato pi\u00f9 significativo \u00e8 stato quello del \u201cdisagio lavorativo\u201d: la misura non era\u00a0 diretta ai nuclei familiari in povert\u00e0 cronica senza esperienza nel mercato del lavoro regolare, ma alla prevenzione della stessa povert\u00e0 dei soggetti espulsi dal lavoro o con reddito da lavoro insufficiente. A riguardo \u00e8 stata sollevata la riflessione da fare sul mantenimento\u00a0 del requisito del disagio lavorativo nel proseguire l\u2019intervento.<br \/>Sempre riguardo ai requisiti \u00e8 da sottolineare che la sperimentazione non si \u00e8 potuta avvalere del nuovo\u00a0 ISEE, che permetterebbe di avere una fotografia pi\u00f9 puntuale della situazione economica della famiglia. In realt\u00e0 il ricorso immediato al nuovo ISEE per il proseguo della sperimentazione e della sua estensione \u00a0 \u00e8 inficiato dalla citata sentenza del TAR del Lazio. <br \/>L\u2019applicazione dei requisiti si \u00e8 differenziata tra i comuni. Sia per quanto riguarda i tempi diversi, sia per quanto riguarda le procedure.\u00a0 In molti hanno preferito far riferimento alle liste gi\u00e0 in possesso dell\u2019amministrazione piuttosto che ricorrere allo specifico bando. Oltre ai\u00a0 vantaggi della possibilit\u00e0 di introdurre criteri aggiuntivi e della questione della riduzione dei\u00a0 tempi, ci\u00f2 ha evitato l\u2019attivazione di domanda eccessiva ed un inutile carico di lavoro aggiuntivo degli uffici.<br \/>Come maggiormente rilevante \u00e8 da segnalare\u00a0 il problema del limitato sostegno all\u2019avvio dell\u2019iniziativa per cui non tutti i potenziali beneficiari sono venuti a conoscenza della misura. E\u2019 stata carente la diffusione dell\u2019informazione a livello nazionale e locale, stante il rischio di uno squilibrio tra risorse disponibili e bisogno potenziale.<br \/>In verit\u00e0 tutta l\u2019operazione sperimentale \u00e8 stata realizzata con costi di gestione non aggiuntivi rispetto alla spesa ordinaria.<br \/>Questo aspetto introduce la riflessione sulla necessit\u00e0 di un\u2019azione di assistenza tecnica di supporto comprensiva di un piano di comunicazione articolato e coordinato tra livello nazionale e locale. Ci\u00f2 sar\u00e0 maggiormente possibile con le risorse previste dalla Programmazione 2014\/ 2020.<br \/>Altro risultato acquisito \u00e8 la disciplina dei controlli preventivi nell\u2019incrocio di dati nazionali (INPS, Agenzia Entrate) e comunali: ci\u00f2 ha permesso di individuare un numero elevato di casi di non idoneit\u00e0 per assenza dei requisiti, pur autocertificati, da disagio lavorativo ma anche economici. Questo ha comportato almeno due vantaggi:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify; list-style-type: square;\">\n<li>&#8211; il contrasto delle frodi e la sostenibilit\u00e0 economica della misura;<\/li>\n<li>&#8211; la prevenzione di tensioni sociali per il riconoscimento del beneficio al dichiarante il falso piuttosto \u00a0 a chi si trova realmente in situazione di bisogno.\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come in altre sperimentazioni<span>,<\/span> inoltre<span>,<\/span> hanno pesato fattori di messa a punto della macchina:\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify; list-style-type: square;\">\n<li>&#8211; dell\u2019INPS relativamente alla definizione dei potenziali beneficiari, all\u2019accertamento dei requisiti lavoristici e all\u2019attuazione dei trasferimenti;<\/li>\n<li>&#8211; delle Poste, o comunque della distribuzione ed attivazione delle carte elettroniche <span>(IX)<\/span>\u00a0.\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una carenza informativa rilevata dai comuni \u00e8 quella del mancato flusso di ritorno dall\u2019INPS e dalle Poste circa il perfezionamento delle condizioni di beneficiari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8. La dimensione territoriale della sperimentazione.<br \/>La responsabilizzazione dei comuni nella sperimentazione \u00e8 stata una condizione vincolante in coerenza con gli assetti istituzionali <span>(X)<\/span>. La configurazione quindi del welfare locale ha giocato un ruolo importante nello sviluppo della sperimentazione in raccordo con la <em>governance<\/em> nazionale.<br \/>Le analisi dei contesti territoriali che hanno accompagnato la sperimentazione hanno riguardato 7\u00a0 aree metropolitane, evidenziando: \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify; list-style-type: square;\">\n<li>&#8211; l\u2019esistenza di\u00a0 modelli di welfare con caratteristiche diverse tra loro,<\/li>\n<ul style=\"list-style-type: square;\">\n<li>con le citt\u00e0 meridionali carenti di attori pubblici e terzo settore, scarsa diffusione di servizi sia tradizionali che innovativi ed un contesto sociale problematico, poco coeso,\u00a0<\/li>\n<li>con le\u00a0 citt\u00e0 del centro nord\u00a0 dotate:\u00a0 di un\u2019offerta ampia e diffusa di servizi e attente al loro sviluppo;\u00a0 di\u00a0 un forte mix di attori pubblici e privati, con un ruolo centrale; di una\u00a0 discreta coesione sociale. \u00a0<\/li>\n<li>che in larga parte nell\u2019ambito sociale dell\u2019area: \u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify; list-style-type: square;\">\n<ul style=\"list-style-type: square;\">\n<li>\u00e8 capofila il comune,\u00a0<\/li>\n<li><span>o \u00a0<\/span>sono stati definiti gli ambiti,\u00a0<\/li>\n<li><span>o \u00a0<\/span>vi \u00e8 una configurazione diversa dei piani di zona<span>,<\/span><\/li>\n<li><span>o \u00a0<\/span>si \u00e8 attivato a riguardo della sperimentazione quasi esclusivamente il personale del comune capofila,<\/li>\n<li><span>o<\/span> l\u2019assistenza tecnica non sempre \u00e8 esplicitata ed \u00e8 fornita da soggetti istituzionali e non,<\/li>\n<li><span>o \u00a0<\/span>per coinvolgere i vari livelli istituzionali e gli attori sociali privati si fa ricorso in prevalenza\u00a0 a tavoli tematici\u00a0 e di concertazione interistituzionale.<\/li>\n<\/ul>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello della rete territoriale pubblico-privato gi\u00e0 impegnata in attivit\u00e0 di contrasto alla povert\u00e0 \u00e8 stata indicata come punto di forza delle esperienze di successo come quella di Torino <span>(XI)<\/span>\u00a0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9. Conclusioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La natura stessa di sperimentazione presenta inevitabilmente punti di difficolt\u00e0 e di verifica per le indicazione positive. Comunque nell\u2019avvio di un processo di SIA, l\u2019approccio, anche per l\u2019entit\u00e0 delle limitate risorse a disposizione, si \u00e8 dimostrato congeniale alla verifica di una serie di aspetti .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima questione, quindi, \u00e8 quella di avere a disposizione finanziamenti adeguati, a maggior ragione se ci si muove nell\u2019estensione progressiva della copertura territoriale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I finanziamenti nazionali ordinari, anche integrati dai residui della programmazione 2007\/2013, propongono l\u2019ipotesi di una sperimentazione ponte da agganciare alla nuova fase FSE. L\u2019urgenza oltre che per la continuit\u00e0 di interventi nei confronti dei beneficiari, deriva dal \u201cmantenere caldi\u201d gli attori pubblici e privati dedicati alla sperimentazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tenga comunque presente che le risorse comunitarie possono supportare in alcuni aspetti la costruzione di un sistema SIA che dovr\u00e0 nel periodo essere sostenuto da risorse nazionali, il cui fabbisogno a regime \u00e8 gi\u00e0 stato quantificato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 da condividere l\u2019ipotesi di mantenimento dei requisiti e delle misure gi\u00e0 adottati e gli aggiustamenti da parte dei comuni, il ruolo dell\u2019INPS come punto di riferimento nazionale di un sistema informativo e gestionale interattivo con regioni e comuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A riguardo si tratta di verificare la soluzione all\u2019impasse sull\u2019entrata del nuovo ISEE e del suo impatto, significativo per tutta la politica sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ipotesi di sperimentazione ponte estesa introduce la costituzione ed attivazione di una forte <em>governance<\/em> a livello nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poche informazioni abbiamo a disposizione sulla realizzazione nella prima sperimentazione di un sistema di <em>governance<\/em> multilivello incardinata nella Direzione generale (Ministero, INPS, Agenzie delle Entrate, Poste, Associazione di Comuni), aperto alle associazioni del Terzo settore. Alcune esperienze di azioni di sistema indicano la necessit\u00e0 di un punto centrale di regia in grado di attivare le competenze istituzionali, economiche e professionali ai vari livelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La messa a punto di un sistema di verifica ex ante dei requisiti \u00e8 un valore aggiunto della sperimentazione soprattutto se si configura in termini di piattaforme e flussi di scambio dati digitali. E\u2019 evidente il vantaggio di semplificazione, minor carico di lavoro burocratico. In realt\u00e0 la previsione di un sistema informativo sociale \u00e8 gi\u00e0 disposto normativo realizzato in maniera frammentaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un elemento di sistema da integrare \u00e8 la messa a disposizione di assistenza tecnica, come formazione\/informazione, affiancamento, supporto soprattutto ai comuni\/ ambiti interessati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dentro l\u2019assistenza tecnica va prevista anche la predisposizione e attuazione di un piano di comunicazione nazionale e territoriale e di monitoraggio continuo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A riguardo possono essere coinvolte in maniera fortemente coordinata le attuali agenzie tecniche nazionali, ognuna per la sua attuale missione e competenza professionale. Rimane da valutare in prospettiva l\u2019utilizzabilit\u00e0 del progetto previsto dalla legge delega dell\u2019Agenzia nazionale della politica attiva del lavoro, laddove \u00e8 prevalente nella sperimentazione l\u2019inclusione socio lavorativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019affidamento per avviso pubblico introduce qualche perplessit\u00e0 riferita ai tempi ma soprattutto alla necessit\u00e0 di avere a disposizione nel breve, medio, lungo periodo una struttura competente e fidelizzata da parte della Amministrazione delle politiche di inclusione attiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le esperienze territoriali di successo evidenziano la necessit\u00e0 di avere a disposizione reti operative dedicate al contrasto alla povert\u00e0. La presenza di attori privati \u00e8 molto diffusa in tutto il territorio nazionale. Da tendere a generalizzare \u00e8 l\u2019integrazione pubblico-privato, priorizzando l\u2019intervento sulle aree meno attrezzate. E questo un compito che pu\u00f2 essere svolto nell\u2019ambito dell\u2019assistenza tecnica.\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Condividiamo quindi la logica \u201centrista\u201d di progressiva realizzazione di un sistema SIA, che significa un\u2019azione pi\u00f9 complessa ed articolata della semplice normazione e messa a disposizione di finanziamenti, perch\u00e9 tende a riconvertire gran parte della struttura delle politiche sociali in Italia nella direzione dell\u2019assistenza generativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>I Per quanto riguarda l\u2019illustrazione delle due carte sociali, vedi in Newsletter Nuovi Lavori, per la prima, M.Conclave, Al via la carta acquisti, NL ANL n. 12; per la seconda, vedi A.Geria, L.Ricciardi . Troppo diverse le proposte in campo, avviare la nuova social card. NL ANL<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>II Vedi relazione di Cristina Berliri al convegno SpesLabor e articolo di Sveva Battistoni su News Nuovi Lavori del 30 gennaio 2015.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-954\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/images_Schermata-2015-03-03-alle-09.56.03.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"426\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/images_Schermata-2015-03-03-alle-09.56.03.png 426w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/images_Schermata-2015-03-03-alle-09.56.03-300x155.png 300w\" sizes=\"(max-width: 426px) 100vw, 426px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-955\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/images_Schermata-2015-03-03-alle-09.56.08.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"397\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/images_Schermata-2015-03-03-alle-09.56.08.png 397w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/images_Schermata-2015-03-03-alle-09.56.08-300x175.png 300w\" sizes=\"(max-width: 397px) 100vw, 397px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>III Il Decreto legge del 9 febbraio 2012, n.5 convertito dalla legge del 4 aprile 2012, n. 35 introduce la nuova Carta Sociale.\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>La Legge n. 35 del 2012 rinvia al decreto del 10 gennaio 2013 (Attuazione della sperimentazione della nuova carta acquisti) del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con il Ministro dell\u2019Economia e delle Finanze, per la definizione delle modalit\u00e0 attuative.\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>L\u2019estensione della sperimentazione alle regioni meridionali (decreto-legge del 28 giugno 2013, n. 76 )<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>Le somme stanziate sono di 140 milioni di euro per l&#8217;anno 2014 e di 27 milioni di euro per l&#8217;anno 2015<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>Proseguimento della sperimentazione nel triennio 2014-2016 con estensione alle parti del territorio nazionale non coperte (Legge di Stabilit\u00e0 2014 del 27.11.2013, n\u00b0 1120). Vengono stanziati 40 milioni di euro l\u2019anno. Vedi Il monitoraggio dei PSdZ\u00a0 nei comuni oggetto della sperimentazione della nuova social card. Simona Tenaglia\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>IV Per quanto riguarda i contenuti, i potenziali effetti sull\u2019accesso ai servizi e alle provvidenze sociali, agli sviluppi della gestione della sentenza del TAR del Lazio, vedi <a href=\"http:\/\/www.handylex.org\/gun\/ISEE_Tar_Lazio_2015.shtml\">http:\/\/www.handylex.org\/gun\/ISEE_Tar_Lazio_2015.shtml<\/a><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>V Vedi : Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ufficio Stampa,\u00a0 Politiche sociali: Social Card Disoccupati 2015; Ministero, non \u00e8 ancora possibile presentare domande. <a href=\"http:\/\/www.lavoro.gov.it\/AreaComunicazione\/comunicati\/Pages\/20150126-socialcard-.aspx\">http:\/\/www.lavoro.gov.it\/AreaComunicazione\/comunicati\/Pages\/20150126-socialcard-.aspx<\/a>.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>VI Vedi\u00a0 Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Direzione generale per l\u2019inclusione e le politiche sociali,\u00a0 Primi dati della sperimentazione del Sostegno all\u2019Inclusione attiva, 1 settembre 2014. Nei dati non \u00e8 presente il Comune di Roma che ha ultimato successivamente l\u2019iter procedurale.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>VII Vedi le seguenti tabelle e grafici<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-956\" src=\"http:\/\/5.249.146.118\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/images_Schermata-2015-03-03-alle-09.57.07.png\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"462\" height=\"537\" srcset=\"https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/images_Schermata-2015-03-03-alle-09.57.07.png 462w, https:\/\/nuovi-lavori.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/images_Schermata-2015-03-03-alle-09.57.07-258x300.png 258w\" sizes=\"(max-width: 462px) 100vw, 462px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>VIII M.C. Guerra, in quanto Viceministro, ha messo a punto la sperimentazione della NSCIA all\u2019interno della proposta generale del Sostegno all\u2019Inclusione Attiva (SIA). E\u2019 intervenuta successivamente in pi\u00f9 occasioni, sullo sviluppo della sperimentazione, in veste ancora istituzionale e non, confrontandosi direttamente con le tesi di C.Saraceno nell\u2019ambito de \u201clavoce.info\u201d. A riguardo vedi:\u00a0 Maria Cecilia Guerra, Raffaele Tangorra, Le difficolt\u00e0 della &#8220;nuova social card&#8221;? Una sperimentazione che insegna molto. Maria Cecilia Guerra, Non ancora \u201cSia\u201d ma non certo vecchia politica. Intervista a cura di Stefano Ronchi,\u00a0 SIA: l&#8217;ennesima occasione mancata. Ne parliamo con Chiara Saraceno. Chiara Saraceno, La risposta al viceministro.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>IX Il Parlamento non ha consentito la continuit\u00e0 nella gestione del servizio delle carte sociali\u00a0 in capo a Poste italiane spa, nelle more del perfezionamento della gara per l\u2019individuazione del nuovo gestore. Ci\u00f2 ha fatto slittare i tempi per poter emettere le nuove carte.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>\u00a0<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>X Progetti di carta sociale fatti in precedenza prevedevano una governance centrale con l\u2019attivazione esclusiva del Terzo settore. Vedi F.Corbisiero, La social card affidata agli enti caritatevoli, NL ANL, n.61, 15.02.2011.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: x-small;\"><em>XI Vedi: Chiara Agostini,\u00a0 La sperimentazione della Nuova Carta Acquisti: il caso di Torino, in lavoce.info.9.2.2015.<\/em><\/span>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come \u00e8 largamente acquisito la nuova carta sociale si caratterizza fondamentalmente per essere dentro una logica di inclusione attiva, in modo differente rispetto alla prima, di natura esclusivamente assistenziale (I). E\u2019 da evidenziare che i due istituti coesistono. 2. 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