Sindacalista e politico di grande valore

Franco Marini è stato prima un sindacalista e poi un uomo politico di grande valore in entrambe le esperienze, molto rigoroso e determinato nell’aggressività. Aveva fama di essere burbero, di carattere chiuso. Ma non lo era affatto. 

La sua attenzione per il merito delle cose che affrontava e il rispetto per i suoi interlocutori venivano scambiati ( o strumentalmente interpretati) per asprezza del carattere. Franco era invece un uomo simpatico, in grado di sdrammatizzare anche situazioni difficili e complesse. 

L’ho visto all’opera e a volte ho lavorato con lui da sindacalista e ho sempre apprezzato il rispetto che aveva per ogni suo interlocutore e, verso noi colleghi sindacali, la disponibilità a cercare di unificare le diverse opinioni in campo. Alla guida della Cisl aveva sostituito Pierre Carniti che era stato uno dei più convinti sostenitori dell’unità sindacale, a partire dall’esperienza dei metalmeccanici. 

In Cgil, come anche nella UIL, correva la preoccupazione che Franco provenendo da un’altra esperienza ed appartenenza politica (era democristiano) non avesse la stessa propensione per l’unità. Ci sbagliavamo. Era diverso solo l’approccio e il modo di lavorare, ma la “voglia di fare insieme” non era in nessun modo diversa da quella di Pierre. 

E lo dimostrò in continuazione. Allo stesso modo evitò ogni condizionamento nostro quando ebbe l’incarico di ministro del Lavoro. Conosceva bene le nostre difficoltà ma non ne approfittava, il rapporto di amicizia tra noi era forte ma non venne mai strumentalizzato. Insomma i valori della persona erano forti e ne fecero quello che oggi molti ricordano e rimpiangono: un sindacalista prima e un uomo della politica poi, di grande valore.

*Già Segretario Generale della CGIL