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Germania, cliente vip dell’industria italiana:che conseguenze?

142 miliardi di volume totale con un aumento del 22,7% rispetto al 2020: è la cifra record registrata dagli interscambi tra Italia e Germania lo scorso anno, e che riconferma Berlino nostro primo partner commerciale. Dopo il calo nel 2020 legato al Covid (-8,7% rispetto all’anno precedente), il 2021 ha segnato una ripresa decisa dei rapporti: le esportazioni verso la Germania sono salite del 21,1%, a 66,9 miliardi di euro, mentre le importazioni hanno toccato quota 75,7 miliardi (+25,5%).

Gli aumenti più rilevanti riguardano i settori siderurgico e chimico-farmaceutico, elettronico ed elettrotecnico. Sorprendono i risultati dell’automotive, visto il momento complicato che il comparto sta affrontando. Il rientro in Europa di diverse catene del valore in parte giustifica questi dati positivi: le supply chain più corte, adottate all’epoca di Coronavirus e lockdown, possono aprire nuovi scenari di scambi tra i due Paesi. Le Regioni e Länder centrali nell’interscambio non cambiano, ma in Italia si registra l’ulteriore aumento di rilevanza della Lombardia, arrivata a 47 miliardi: più del doppio rispetto al Veneto, seconda regione per l’Italia.

«I dati d’interscambio relativi al 2021 confermano l’assoluta interdipendenza economica che lega Italia e Germania – commenta Monica Poggio, Presidente Ahk Italien e ad di Bayer Italia – Nel corso del 2020, i rapporti così consolidati hanno sostanzialmente retto la prova della pandemia tornando a crescere nel 2021 anche oltre i livelli del 2019: è la dimostrazione che non siamo di fronte a un semplice rimbalzo ma alla ripresa di legami strutturali per due economiche, con catene del valore rinforzatesi durante la crisi. Proprio questo aspetto sarà centrale di fronte alle sfide che abbiamo davanti, transizione ecologica e questione energetica in primis, per vincere le quali sarà cruciale predisporre strategie comuni».

La Germania si riconferma primo partner commerciale per l’Italia, mentre l’Italia si attesta al sesto posto, quarto tra i Paesi Ue. A livello di crescita percentuale, l’Italia è il secondo Paese per aumento percentuale del volume di scambio totale con Berlino, superato solo dal Belgio (+27,1%)

La produzione industriale resta il perno dei flussi tra Italia e Germania. Le performance migliori si sono registrate nel siderurgico (export Italia 13,21 miliardi, export Germania 8,05 miliardi) del chimico-farmaceutico (export Italia 8,61 miliardi, export Germania 15,66 miliardi), del settore dei macchinari (export Italia 8,84 miliardi, export Germania 9,22 miliardi). Bene anche l’agroalimentare (export Italia +9,8%) e l’elettrotecnica-elettronica (export Italia +5,54%). In lieve risalita rispetto ai livelli pre- pandemici anche l’export italiano in ambito automotive, pari a 7,64 miliardi, mentre l’import dalla Germania nello stesso settore cresce in modo sostanziale rispetto al 2020 (+15,2%) senza però eguagliare il dato 2019. Dall’analisi dei dati Istat emerge che quasi tutti i settori sui quali tradizionalmente si fonda l’interscambio italo-tedesco sono in crescita non solo rispetto al 2020, ma anche rispetto al 2019, con un superamento dei livelli pre-crisi nei singoli settori chiave.

«Il superamento dei livelli pre- pandemia dimostra quanto le catene del valore tra Italia e Germania sia ad alto valore aggiunto e difficilmente sostituibili per entrambe le economie – sottolinea Jörg Buck, consigliere delegato Ahk Italien – La pandemia ha favorito la regionalizzazione delle catene, una dinamica che può aprire diverse prospettive ai due Paesi. Il 2021 ci ha consegnato un record, che rappresenta un vero e proprio asset strategico nel contesto di transizione che viviamo, permettendo di sviluppare e approfondire sinergie. È chiaro che oggi sull’interscambio pesano anche preoccupazioni legate alla guerra in Ucraina e alle sanzioni alla Russia, con una possibile contrazione dell’interscambio del 2022, ma i due Paesi hanno tutti gli strumenti per far fronte alla situazione. In questo senso saranno centrali anche le strategie europee, soprattutto in materia di politica energetica».

La Germania si riconferma primo partner commerciale per l’Italia, mentre l’Italia si attesta al sesto posto, quarto tra i Paesi Ue. A livello di crescita percentuale, l’Italia è il secondo Paese per aumento percentuale del volume di scambio totale con Berlino, superato solo dal Belgio (+27,1%). A livello regionale, confermano il proprio ruolo di traino per i rapporti commerciali bilaterali le regioni del Nord Italia (Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna) e i Länder più industrializzati (Baviera, Baden-Württemberg e Renania Settentrionale-Vestfalia). Aumenta ulteriormente, inoltre, il ruolo della Lombardia, che arriva a valere 47 miliardi annuali, più del doppio del Veneto in seconda posizione (20 miliardi).

*da Industria italiana, 17/03/2022

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