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Il Programma GG includa i disabili in età lavorativa.

Contenuti e stato di avanzamento della Garanzia Giovani (GG) in Italia.

L’impianto generale della GG  è stato messo a punto, alcune condizioni sono state realizzate e programmi, che si propongono obiettivi analoghi,  sono stati avviati. Questo impianto, come noto e come è rilevabile dal documento   Il Programma italiano sulla Garanzia Giovani, si propone l’obiettivo di offrire un percorso personalizzato che porti il giovane ad avere un’offerta di attività lavorativa entro quattro mesi dalla condizione di disoccupazione o inoccupazione. 

Capisaldi di questo impianto sono: 

  • Offerta di un colloquio specializzato,   sistematiche attività di orientamento al mondo del lavoro nel sistema educativo (istituti scolastici, istruzione e formazione professionale ed università),
  • interventi sistematici nei confronti dei NEET attraverso i servizi per l’impiego e appositi partenariati con le imprese, le istituzioni pubbliche, gli enti non-profit; 
  • promozione di percorsi verso l’occupazione, anche incentivati, attraverso servizi e strumenti che favoriscano l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, nonché l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità.

Le misure fondamentali previste sono di due tipi: sul sistema delle “infrastrutture”, sulla messa a disposizione di adeguati supporti.

Tra le prime sono da segnalare: 

  • livelli essenziali delle prestazioni validi su tutto il territorio nazionale, come riferimento alla GG; 
  • effettiva disponibilità, in tempi certi, di una diffusa rete di punti di accesso fisici e virtuali (piattaforma nazionale integrata), che permetta ai giovani di ottenere livelli di servizio comuni su tutto il territorio; 
  • sistema nazionale di monitoraggio degli standard e delle prestazioni, dei servizi e del raggiungimento degli obiettivi; 
  • disponibilità di un sistema informativo del lavoro che faccia riferimento a standard minimi di servizio condivisi, protocolli di interscambio tali da permettere tracciabilità, univocità e diffusione delle informazioni; 
  • nell’ambito di quest’ultimo, un portale nazionale nel quale siano disponibili servizi e informazioni su opportunità di lavoro in ambito nazionale e comunitario; 
  • cooperazione fra i sistemi informativi dell’istruzione e della formazione professionale, della tutela e della sicurezza nel lavoro e il sistema informativo del lavoro.

Tra le azioni di sostegno sono individuate: 

  • offerta di lavoro, eventuali  bonus occupazionali per l’offerta di lavoro; 
  • apprendistato, anche da svolgersi all’estero con il supporto della rete Eures; 
  • tirocini sostenuti da borse economiche; 
  • esperienza di servizio civile; 
  • inserimento o reinserimento in un percorso di formazione o istruzione per completare gli studi o specializzarsi professionalmente; 
  • accompagnamento ad un percorso di avvio d’impresa.

 

Lo stato di attuazione 

Attualmente, oltre alla costituzione della struttura di missione e all’elaborazione del piano, sono stati avviati incontri con parti sociali ed accordi istituzionali e si stanno concludendo protocolli di collaborazione con partner imprenditoriali.

L’intesa con le Regioni ha configurato in termini operativi un PON con titolarità del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in cui le Regioni sono autorità di gestione delegate. Ciò ha il vantaggio di mantenere un quadro unitario coerente di intervento pur impegnando tutte le potenzialità delle regioni che devono a loro volta predisporre e realizzare i propri programmi.

Nella logica di uniformità sull’intero territorio nazionale, è prevista una piattaforma tecnologicain grado di collegare i vari sistemi informativi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, delle Regioni e dei Servizi per il lavoro e di consentire l’adesione del giovane e la successiva presa in carico. 

La previsione del Piano di comunicazioneper la Garanzia, è finalizzata al coinvolgimento di tutti gli operatori pubblici interessati delle singole Regioni, con l’obiettivo di raggiungere i diversi target coinvolti.

In una sua recente dichiarazione, l’attuale Ministro del Lavoro ha indicato il primo maggio come data di partenza del Programma GG.

 

Garanzia giovani e giovani in fragilità

L’impianto fin qui elaborato – sia nella parte infrastrutture sia nella parte misure e azioni – non esclude formalmente le situazioni di fragilità quali, ad esempio, persone con disabilità, giovani ristretti in situazione penale o in prova.  La sua proposta universalistica rischia comunque di ratificare elementi discriminanti se non introduce ulteriori elementi di qualificazione. 

E’ infatti largamente condiviso nelle esperienze di percorsi di qualificazione ed inserimento lavorativo, la necessità di predisporre strumenti di supporto adeguati per intercettare alcune fasce giovanili con particolari condizioni.

In realtà la Raccomandazione del Consiglio del 22 aprile 2013, partendo dalla consapevolezza della trasversalità della condizione giovanile e nella prospettiva di rimuovere gli ostacoli all’occupabilità, evidenziava la necessità di elaborare efficaci strategie di sensibilizzazione nei confronti dei giovani tenendo conto dei vari ambienti di provenienza (povertà, disabilità, basso livello d’istruzione, minoranze etniche, migranti).

Alcuni passaggi propedeutici alla predisposizione del Programma sembravano evidenziare questa necessità.

Allo stato attuale, ad esempio la qualificazione del programma alla disabilità viene soltanto esplicitato ricordando le misure dell’orientamento in alternanza formazione lavoro per le scuole superiori.

Proprio il significato di test relativo alla messa in atto di un sistema nazionale di politica attiva del lavoro a partire dalla condizione giovanile dovrebbe convincere a procedere in una direzione di qualificazione – verso i fabbisogni della popolazione di giovani disabili- delle misure relative all’impianto e alla messa in atto, con i progetti personalizzati di inserimento lavorativo, delle misure di accompagnamento, così come emergono dalle esperienze positive già in atto.

Per quanto riguarda disabilità e lavoro dei giovani si tratta di far riferimento al DPR 4 ottobre 2013 “Adozione del programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilita”. (GU n.303 del 28-12-2013). Tale provvedimento, fondato sull’attuazione della Convenzione ONU per il diritto delle persone disabili, recepisce quanto elaborato dall’Osservatorio Nazionale per il diritto delle persone con disabilità e prevede una specifica linea di azione (la linea di intervento 2) riferita al lavoro. 

Nell’assunto che il Programma biennale non ha finanziamenti specifici, in tale linea vengono indicati interventi che possono trovare coperture finanziarie nei programmi europei o in altri programmi, privilegiando logiche di mainstreaming. E’ il caso del PON GG.

Quali indicazioni possono essere utili a riguardo di una GG qualificata alla disabilità? 

Innanzitutto per gli accordi di partenariato: si tratta di avviare un confronto con le due federazioni di persone con disabilità per la stipula di protocolli di collaborazione. Il Ministero ha effettuato incontri con gli esponenti del Forum del Terzo Settore. Ciò non esaurisce la necessità di interventi dedicati.

In questi anni all’interno delle federazioni sono maturate conoscenze e messe in campo attività nei confronti dell’inserimento lavorativo. 

Un secondo approfondimento è quello relativo alle infrastrutture. 

Si tratta di far fronte alla rete di servizi qualificati alla personalizzazione dei percorsi di inserimento lavorativo dei giovani con disabilità nella doppia verifica: l’adeguatezza dei livelli essenziali di servizio e la reale esistenza di servizi attivi nel territorio. La diffusione dei servizi qualificati, può essere realizzata in modi diversi attraverso la formazione degli operatori dei servizi pubblici, tramite il ricorso alla collaborazione con privati (agenzie del lavoro, agenzie di intermediazione, cooperazione sociale, gli stessi servizi delle associazione delle persone disabili).

Nella diffusione dei servizi pubblici è interessante lo sforzo di cooperazione tra Università / istituti superiori e servizi per il lavoro. Interessanti esperienze di supporto nella gestione della transizione formazione e lavoro per i giovani disabili sono in atto e si tratta di diffonderle (attivazione e qualificazione dei placement universitari e degli istituti superiori).

Sulle infrastrutture vi è la necessità della verifica della piattaforma tecnologica alle caratteristiche della popolazione giovanile disabile così come a partire dal programma GG si raggiunga il raccordo tra i vari sistemi informativi relativi ai dati della popolazione giovanile disabile, compresi quelli relativi alle politiche sociali, integrando dati statistici (quasi inesistenti), con dati amministrativi (da modellizzare nella elaborazione delle comunicazioni obbligatorie).

La stessa azione comunicativa dovrebbe coinvolgere operatori dei servizi dedicati e soggetti disabili, non in maniera separata, ma specificando la portata degli interventi anche verso i giovani disabili.

Per quanto riguarda le azioni di sostegno, la linea di intervento 2 del DPR citato consente di formulare varie ipotesi.

E’ condivisibile la scelta di operare una deroga all’età dei giovani disabili portandola ai 29 anni. Ciò consente un allargamento delle possibilità anche a riconoscimento delle barriere incontrate nel percorso di inclusione.

La seconda è relativa al sistema di bonus assunzionali, aggiuntivi – nel rispetto delle norme europee – a quanto eventualmente previsto dai sostegni normativi nazionali, regionali e territoriali, all’inserimento lavorativo e dentro modulazioni previste dai piani personalizzati, anche per quanto riguarda l’apprendistato e l’accompagnamento all’avvio di impresa o all’autoimpiego.

Attenzione va rivolta alle possibilità di incentivazione, per le persone disabili, del tempo parziale o a forme di “lavoro agile” e alle incentivazioni del telelavoro (su cui è ipotizzabile un programma sperimentale specifico a carattere nazionale).

L’esperienza di servizio civile andrebbe considerata in due accezioni: come messa in atto di progetti di caregiver qualificati al sostegno di persone disabili da parte di enti riconosciuti a livello nazionale e regionale; come progetti da premiare nel finanziamento se prevedono l’attivazione di persone disabili.

 

Conclusioni

Vi sono tutte le condizioni perché la GG diventi in programma di politica attiva inclusiva. Si tratta di incrementare gli accordi di partnership coinvolgendo l’associazionismo dedicato alle persone disabili, di predisporre programmi di qualificazione degli operatori dei servizi del lavoro, degli ambiti sociali,  attivando attori privati già qualificati o facilmente qualificabili, ipotizzando misure in grado, in base alla capacità di conoscenza del profilo di funzionamento di mettere in atto percorsi personalizzati,  multidimensionali se necessario, che abbiano nell’accompagnamento una condizione “costitutiva”.

Analogo ragionamento potrà essere sviluppato per i giovani in situazione detentiva o in prova. 

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