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La sindrome del figlio di mezzo

 

Un giorno il figlio del macellaio andò da suo padre:

– Papà, papà, mi sono innamorato e sto per sposarmi!!!

– Ma congratulazioni!!! e lei chi è?

– È Anna la figlia del fruttivendolo…

– Ah… no… figlio mio…. ti devo confessare che…. non la puoi sposare…..

– Perché papà?!

– Ebbene… in realtà Anna è tua sorella minore

– Ma… ma…come?! Cosa dici?! Perché?!

– Eh, sai… peccati di gioventù…

Il figlio sconvolto decide di partire per l’India per dimenticare Anna. Dopo un anno torna e si ristabilisce in un paese vicino. Dopo parecchio tempo passato senza vedere il padre finalmente decide di andare a trovarlo con una grande notizia:

– Papà, papà, mi sono innamorato e sto per sposarmi!!!

– Davvero congratulazioni! Sono felice per te! Lei chi è?

– Paola la figlia del calzolaio…

– Ahhhhh… no, lei no… figlio mio… ti devo confessare che….non la puoi sposare…..

-Perché papà?! Ancora?

– Ebbene sì… in realtà anche Paola è tua sorella, per precisione la maggiore…

– Ma…ma…come?! Perché?

– Eh, sai… peccati di gioventù…

Desolato, avvilito e soprattutto furibondo, stavolta va a sfogarsi con la madre… le racconta tutto e lei ad un certo punto esplode in una fragorosa risata:

– Figlio mio… se venivi subito a parlarne con me…lui mica è tuo padre!

Tutti parlano sempre dei figli maggiori, storicamente i naturali eredi dei destini familiari, o dei problemi dei minori, spesse volte i più protetti e coccolati. Poche volte si parla dei figli di mezzo. Così anche nel sistema economico. Tutti gli occhi sono rivolti ai destini dei grandi gruppi o al sostegno della piccola impresa.

Eppure in Europa le medie imprese rappresentano il 2% dell’intero ammontare delle aziende, ma producono il 30% del PIL europeo. Forse meriterebbero più attenzione. Queste realtà sono in grado di creare valore economico e opportunità; tuttavia molte non ricevono il supporto necessario ad affrontare le sfide di business perché tutta l’attenzione degli enti governativi e degli istituti finanziari tradizionalmente è rivolta soprattutto alle start-up oppure alle grandi aziende. Eppure, nell’ultimo anno il tasso di crescita medio delle medie aziende è stato del 16,5% e una su cinque è cresciuta di oltre il 30%. Una media azienda internazionale, la Ricoh, che produce stampanti e attrezzature per ufficio ha recentemente sponsorizzato una ricerca proprio sulle esigenze di questo comparto di settore, così importante eppure così trascurato. Dalla ricerca emerge come, di là dalle specificità di ogni singola impresa, questo comparto presenta alcune priorità di business comuni per i prossimi due anni:

  1. Internazionalizzazione e sviluppo di nuovi prodotti/ servizi: in Italia il 42% delle medie imprese si pone il lancio di nuovi prodotti e servizi come assoluta priorità. Per il 25% delle aziende europee l’implementazione di tecnologie digitali è stata fondamentale per generare nuove opportunità di fatturato, mentre il 24% ha affermato di aver ampliato grazie ad esse la propria quota di mercato. La maggior parte delle aziende è convinta che l’utilizzo di strumenti per l’analisi dei dati sia fondamentale per conoscere meglio i propri clienti. Purtroppo però molto spesso queste aziende non hanno né le risorse finanziarie necessarie per investire in innovazione tecnologica né le competenze per gestirne l’implementazione. Qui vi è un primo terreno di sfida per chi si occupa di risorse umane.
  2. Gestione della crescita: nelle medie imprese si respira un desiderio di sviluppo e di crescita, sia per linee interne, sia attraverso operazioni di finanza straordinaria. In questo senso, la gestione di processi di change management sembra essere la prima skill strategica richiesta a chi si occupa di HR.
  3. Innovazione dei processi e utilizzo di tecnologie per guadagnare vantaggi competitivi: nelle imprese il 2016 è stato l’anno del nuovo avvio della formazione. Tutti i dati indicano un rinnovato investimento, economico e di attenzione, in questo senso. Si richiedono però anche sistemi più snelli e meno costosi di formazione, utilizzando soprattutto le tecnologie digitali. Da questo punto di vista, si chiacchiera molto ma le esperienze concrete sono ancora poche rispetto le necessità.
  4. Miglioramento della produttività dei dipendenti. Il tema apre questioni di varia natura: investimenti in tecnologia, organizzazione produttiva più flessibile, necessità di diffusione delle esperienze di lean management
  5. Innovazione tecnologica per trasformare il business. Il 26% del campione ha citato la trasformazione digitale come una delle priorità per i prossimi due anni. Ma allo stesso tempo l’innovazione tecnologica è considerata una sfida a causa della mancanza di finanziamenti. Capire in che modo intraprendere questo percorso di cambiamento verso la trasformazione digitale può non essere semplice e collaborare con fornitori e partner fidati è un must per riuscire a superare la sindrome del figlio di mezzo che sta frenando lo sviluppo delle medie imprese.

Come si nota il comparto è di grande interesse per chi si occupa di organizzazione e sviluppo delle competenze e delle persone. Le parole d’ordine anche per loro devono però essere concretezza, innovazione e velocità. Con questa sindrome non si scherza…

 

 (*) Docente all’Università statale di Milano e Vice presidente nazionale di AIDP

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