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Le performances del progresso economico e sociale

Quali sono i messaggi principali e le raccomandazioni?

17. Il Rapporto distingue tra la valutazione dello stato del benessere attuale e la valutazione della sua sostenibilità, se cioè esso può durare nel tempo. Il benessere attuale ha a che fare tanto con le risorse economiche, quali il reddito, quanto con aspetti non economici della vita della gente (ciò che fanno e cosa possono fare, come si sentono, l’ambiente naturale in cui vivono). Se questi livelli di benessere potranno essere sostenuti nel tempo dipende dalla misura in cui gli stock di capitale importanti per la nostra vita (naturale, fisico, umano, sociale) saranno trasferiti alle generazioni future.

Per organizzare i lavori, la Commissione si è articolata in tre gruppi di lavoro, concentrandosi rispettivamente sui problemi tradizionali del PIL, sulla qualità della vita e sulla sostenibilità. I seguenti messaggi e le raccomandazioni principali derivano dal Rapporto.

Verso misure migliori dei risultati economici in un’economia complessa

18. Prima di andare al di là del PIL e affrontare il compito più difficile di misurare il benessere, vale la pena chiedersi se le misure attuali delle prestazioni economiche devono essere migliorate. La misura dei livelli di produzione – un parametro che, tra l’altro, determina il livello di occupazione – è essenziale per il controllo delle attività economiche. Il primo principale messaggio del nostro Rapporto è che è giunto il momento di adeguare il nostro sistema di misurazione della attività economica per meglio riflettere i cambiamenti strutturali che hanno caratterizzato l’evoluzione delle economie moderne. In effetti, la quota crescente dei servizi e la commercializzazione di prodotti sempre più complessi rende la misurazione della produzione e della performance economica più difficile rispetto al passato. Ci sono ormai molti prodotti la cui qualità è complessa, multi-dimensionale e soggetta a rapidi cambiamenti. Questo è ovvio per le merci come le auto, i computer, le lavatrici e simili, ma è ancor più vero per i servizi, quali i servizi sanitari, i servizi educativi, le tecnologie dell’informazione della comunicazione, le attività di ricerca e i servizi finanziari. In alcuni paesi e settori, l’aumento di produzione è più una questione di aumento della qualità dei beni prodotti e consumati, che di crescita quantitativa. La valorizzazione dei cambiamenti di qualità è un’enorme sfida, fondamentale per la misurazione del reddito e del consumo reale, una delle chiavi determinanti del benessere materiale delle persone. Sottovalutare la qualità del miglioramento è equivalente a sopravvalutare il tasso di inflazione, e quindi è una sottovalutazione del reddito reale. È vero il contrario quando la stima della qualità dei miglioramenti è esagerata.

19. I governi svolgono un ruolo importante nelle economie di oggi. Essi forniscono servizi di natura “collettiva”, come la sicurezza, e di natura più “individuale”, come le cure mediche e l’istruzione. Il mix tra prestazioni pubbliche e private per i singoli servizi varia notevolmente da un paese all’altro e nel corso del tempo. Al di là del contributo dei servizi collettivi agli standard di vita dei cittadini, i singoli servizi, in particolare l’istruzione, i servizi sanitari, l’edilizia residenziale pubblica o gli impianti sportivi pubblici, sono quasi certamente valutati positivamente dai cittadini. Tali servizi tendono ad essere di ampie dimensioni e sono aumentati notevolmente dopo la seconda guerra mondiale, ma, in molti casi, essi vengono misurati malamente. Tradizionalmente, le misure sono state basate sui fattori produttivi utilizzati per la erogazione di questi servizi (come ad esempio il numero di medici), piuttosto che sui servizi effettivamente erogati (ad esempio il numero di particolari terapie mediche effettuate). Realizzare adeguamenti ai cambiamenti di qualità è ancora più difficile. Poiché l’erogazioni dei servizi è strettamente collegata con la loro produzione, il cambiamento della produttività nella fornitura di questi servizi viene ignorato. Ne consegue che se vi è un cambiamento positivo (negativo) della produttività nel settore pubblico, le nostre misure sotto (sopra) stimano la crescita economica ed il reddito reale. Per una misura soddisfacente della performance economica e degli standard di vita è quindi importante affrontare la misurazione della erogazione dei servizi pubblici. (Con il sistema attuale di misurazione basato sulla spesa, certamente imperfetto, la produzione dei servizi pubblici rappresenta circa il 20% del PIL in molti paesi OCSE a fronte di una spesa pubblica totale superiore al 40% del PIL per i paesi OCSE).

20. Mentre c’è disaccordo sulle metodologie per come incorporare nei conti il miglioramento della qualità e sul modo di misurare l’erogazione dei servizi pubblici, vi è un ampio consenso sulla necessità dell’adeguamento e anche sui principi che dovrebbero guidare tale adeguamento. I contrasti sorgono sulla realizzazione pratica di tali principi. Nel Rapporto ja Commissione ha affrontato sia le questioni di principio che le difficoltà nella implementazione.

Dalla produzione al benessere

21. Un altro messaggio fondamentale e unificante del Rapporto è che i tempi sono maturi per i nostri sistemi di misurazione di spostare l’accento dalla misurazione della produzione economica alla misurazione del benessere dei cittadini. E le misure del benessere dovranno essere collocate in un contesto di sostenibilità. Malgrado i limiti dei nostri sistemi di misurazione della produzione, noi li conosciamo molto meglio della misurazione del benessere. Cambiare il centro dell’attenzione non significa dismettere la produzione di misure del PIL. Esse chiariscono i rapporti tra mercato delle produzioni e occupazione; esse continuano a fornire le risposte a molte questioni importanti, come il monitoraggio delle attività economiche. Ma mettere in evidenza il benessere è importante perché è chiaro che c’è un divario crescente tra il totale delle informazioni contenute nel PIL e il benessere che conta per la gente comune. Questo significa lavorare verso lo sviluppo di un sistema statistico che integra le misure delle attività di mercato con misure incentrate sul benessere dei popoli e da misure che verificano la sostenibilità. Tale sistema deve, necessariamente, essere plurale – perché nessuna singola misura può riassumere qualcosa di così complesso come il benessere dei membri della società. Il nostro sistema di misurazione deve comprendere una serie di misure diverse. Il problema della aggregazione attraverso le dimensioni (vale a dire, come si sommano, per esempio, una misura di salute con una misura del consumo di prodotti convenzionali), pur importante, è subordinato alla creazione di un vasto sistema statistico in grado di catturare il maggior numero di dimensioni possibile. Tale sistema dovrebbe misurare non solo il livello medio di benessere all’interno di una data comunità e come questo cambia nel tempo, ma anche documentare la diversità delle esperienze delle persone e i collegamenti tra le diverse dimensioni della vita della gente. Ci sono diverse dimensioni del benessere, ma un buon punto di partenza è la misurazione del benessere materiale o del tenore di vita.

Raccomandazioni

Raccomandazione 1: Nel valutare il benessere materiale, si guardi al reddito ed ai consumi piuttosto che alla produzione

22. Il PIL è la misura più diffusa delle attività economiche. Ci sono norme internazionali per il suo calcolo e le sue basi teoriche hanno richiesto una grande e lunga elaborazione. I paragrafi precedenti hanno messo in evidenza alcuni dei settori dove è più importante progredire nel suo calcolo. Come gli statistici e gli economisti sanno molto bene, il PIL misura principalmente la produzione di mercato – espressa in unità monetarie – e come tale è utile. Tuttavia, è stato spesso trattato come se fosse una misura del benessere economico. Assimilare i due significati può portare ad indicazioni fuorvianti sul benessere delle persone e comportare decisioni politiche sbagliate. Gli standard materiali di vita sono più strettamente associati con le misure del reddito nazionale netto, il reddito reale delle famiglie, e dei consumi – è possibile che la produzione si espanda mentre diminuisce il reddito o viceversa, se si tiene conto degli ammortamenti, dei flussi di reddito in entrata e in uscita di un paese e delle differenze tra i prezzi alla produzione e al consumo.

Raccomandazione 2: Enfatizzare il punto di vista delle famiglie

23. Se è istruttivo monitorare la performance delle economie nel loro complesso, le tendenze delle condizioni materiali standard dei cittadini sono meglio descritte attraverso la misura del reddito e dei consumi familiari. Infatti, i dati di contabilità nazionale disponibili dimostrano che, in un certo numero di paesi OCSE, i redditi reali delle famiglie sono cresciuti in modo diverso dal PIL reale pro capite e, in genere, ad un tasso inferiore. Il punto di vista delle famiglie comporta che si tenga conto dei trasferimenti tra i vari settori, come le tasse andate allo stato, le prestazioni sociali provenienti dallo stato e gli interessi sui prestiti alle famiglie pagati alle banche. Il reddito e il consumo familiare, correttamente definiti, dovrebbero riflettere anche i servizi erogati dalle amministrazioni pubbliche, come le sovvenzioni per l’assistenza sanitaria e i servizi per l’istruzione. Sarà inoltre necessario un grande sforzo di riconciliazione statistica per capire perché alcune misure, quali il reddito delle famiglie, possono muoversi in modo diverso a seconda della fonte statistica di base.

Raccomandazione 3: Si considerino il reddito e i consumi di concerto con il patrimonio

24. Il reddito e il consumo sono fondamentali per valutare i tenori di vita, ma, alla fine, essi possono essere valutati solo tenendo conto del patrimonio. Una famiglia che spende la sua ricchezza in beni di consumo aumenta il suo attuale benessere, ma a scapito del suo benessere futuro. Le conseguenze di tale comportamento possono essere lette attraverso un bilancio familiare, come accade per gli altri settori dell’economia e per l’economia nel suo complesso. Per costruire un bilancio patrimoniale abbiamo bisogno della contabilità generale degli asset e delle passività. I conti patrimoniali non sono un concetto per i paesi, ma la loro disponibilità è ancora limitata e la loro costruzione dovrebbe essere promossa. Le misure della ricchezza sono fondamentali per misurare la sostenibilità. Ciò che è trasmesso nel futuro deve essere necessariamente espresso in forma di stock – capitale fisico, naturale, umano e sociale. La corretta valutazione di questi stock ha un ruolo fondamentale, ed è spesso problematica. Vi è anche la necessità di sottoporre i bilanci patrimoniali a test di stress con valutazioni alternative, quando i prezzi di mercato dei beni non sono disponibili o sono soggetti a bolle speculative o turbative. Possono essere preferibili alcuni tipi di indicatori diretti non monetari quando la valutazione di mercato è molto incerta o difficile da ricavare.

Raccomandazione 4: Dedicare maggiore attenzione alla distribuzione del reddito, del consumo e della ricchezza

25. Il reddito, il consumo e la ricchezza media sono statistiche significative, ma non dicono tutta la verità circa gli standard di vita. Ad esempio, un aumento del reddito medio può essere inegualmente ripartito tra i gruppi sociali, lasciando alcune famiglie in condizioni relative peggiori di altre. Pertanto, le misure medie del reddito, del consumo e della ricchezza devono essere accompagnate da indicatori che riflettono la loro distribuzione. I consumi medi (il reddito e il patrimonio medi) forniscono una misura migliore di ciò che sta accadendo all’individuo o alla famiglia “tipo” rispetto al consumo medio (reddito o patrimonio). Ma, per molti scopi, è anche importante sapere ciò che sta accadendo nella parte inferiore della distribuzione del reddito e della ricchezza (contenute nelle statistiche di povertà), o in cima. Idealmente, tali informazioni non dovrebbero essere assunte isolatamente, ma essere collegate, vale a dire informazioni su come sono benestanti le famiglie per quanto riguarda le diverse dimensioni delle loro concrete condizioni standard di vita: reddito, consumi e ricchezza. Dopo tutto, una famiglia a basso reddito, ma con un patrimonio sopra la media non sta necessariamente peggio di una famiglia a medio reddito senza patrimonio. (L’opportunità di fornire informazioni sulla “distribuzione congiunta” delle dimensioni del benessere delle persone sarà sollevato ancora nelle successive raccomandazioni su come misurare la qualità della vita).

Raccomandazione 5: Estendere le misure del reddito alle attività non di mercato

26. Ci sono stati grandi cambiamenti nel modo in cui funzionano le famiglie e la società. Per esempio, molti dei servizi che in passato le persone ricevevano da altri membri della famiglia sono ora acquistati sul mercato. Questo cambiamento riportato nella contabilità nazionale si traduce in un aumento del reddito e può dare una falsa impressione di un cambiamento del tenore di vita, mentre esso riflette semplicemente un passaggio al mercato di servizi già prima disponibili. Molti servizi che le famiglie producono per sé non sono riconosciuti in termini di reddito nella produzione di statistiche, ma costituiscono un aspetto importante delle attività economiche. La loro esclusione dalle statistiche ufficiali riflette l’incertezza sui dati più che difficoltà concettuali, ma ci sono stati progressi in questo campo; tuttavia dovrebbe essere intrapreso in questo settore un lavoro maggiore e sempre più sistematico. Questo dovrebbe iniziare con le informazioni su come le persone trascorrono il loro tempo, che sono comparabili sia nel corso degli anni e sia tra paesi diversi. Dovrebbero completare il quadro i conti complessivi e periodici delle attività familiari come conti satellite del nucleo della contabilità nazionale.

Nei paesi in via di sviluppo ha un ruolo importante la produzione di beni (ad esempio, cibo e riparo) da parte delle famiglie. È importante rilevare la produzione di questi beni prodotti dalle famiglie per valutare i livelli di consumo delle famiglie in questi paesi.

27. Una volta che si iniziano a mettere a fuoco le attività non di mercato emerge la questione del tempo libero. Consumare la stessa quantità di beni e servizi lavorando per 1500 ore all’anno invece di 2000 ore l’anno comporta un aumento del proprio tenore di vita. Sebbene la valutazione del tempo libero sia irta di difficoltà, il confronto degli standard di vita nel corso del tempo e tra i paesi deve tener conto della quantità di tempo libero a disposizione della gente.

Il benessere è multi-dimensionale

28. Per definire che cosa significa il benessere deve essere utilizzata una definizione multi dimensionale. Basandosi su ricerche accademiche e su una serie di iniziative concrete sviluppate in tutto il mondo, la Commissione ha individuato le seguenti dimensioni chiave che devono essere presi in considerazione. Almeno in linea di principio, queste dimensioni devono essere considerate contemporaneamente:

I. Standard materiali di vita (reddito, consumi e ricchezza); II. Salute;
III. Istruzione;

IV. Attività personali compreso il lavoro

V. Opinione politica e governo;

VI. Integrazione e relazioni sociali;.

VII. Ambiente (presenti e future condizioni);

VIII. Insicurezza, di tipo economico, nonché di natura fisica.

Tutti questi caratteri formano le dimensioni del benessere, e tuttavia molti di essi sono assenti nelle misure convenzionali del reddito.

Le dimensioni oggettive e soggettive del benessere sono entrambe importanti

Raccomandazione 6: La qualità della vita delle persone dipende dalle condizioni obiettive e dalle capacitazioni. Dovrebbero essere adottate iniziative per migliorare le misure della salute delle persone, dell’istruzione, delle attività personali e delle condizioni ambientali. In particolare, sforzi notevoli dovrebbero essere dedicati allo sviluppo e all’attuazione di robuste e affidabili misure delle relazioni sociali, delle opinioni politiche e dell’insicurezza che, si può dimostrare, condizionano la qualità della vita

29. Le informazioni rilevanti per valutare la qualità della vita vanno al di là della auto-valutazione e della percezione che le persone hanno di se, e includono la misura della loro attività e della loro libertà. In effetti, ciò che veramente conta è la capacitazione delle persone, cioè la loro capacità di estendere la serie delle loro opportunità e la loro libertà di scegliere tra queste possibilità quelle che danno valore alla loro esistenza. La scelta delle capacitazioni e dei funzionamenti per qualsiasi valutazione significativa della qualità della vita comporta un giudizio di valore, piuttosto che un esercizio di tecnica. Ma mentre la lista precisa dei fattori che influenzano la qualità della vita poggia inevitabilmente su valutazioni soggettive, vi è un ampio consenso sul fatto che la qualità della vita dipende dalla salute delle persone, dall’istruzione, dalle loro attività quotidiane (che comprendono il diritto ad un lavoro e ad un alloggio dignitosi), dalla partecipazione al processo politico, dall’ambiente sociale e naturale in cui vivono e dai fattori che determinano la loro sicurezza personale ed economica. Tutte queste caratteristiche richiedono misure di dati sia oggettivi che soggettivi. La sfida in tutti questi settori è quella di migliorare quello che è già stato realizzato, di individuare le lacune nelle informazioni disponibili, di investire in capacità statistica nei settori in cui gli indicatori disponibili restano carenti (come ad esempio l’uso del tempo).

Raccomandazione 7: Gli indicatori pluridimensionali della qualità della vita dovrebbero valutare le disuguaglianze in modo complessivo in tutte le dimensioni componenti

30. Le disuguaglianze delle condizioni umane e del modo in cui si sono sviluppate nel tempo, sono parte integrante di qualsiasi confronto della qualità della vita tra paesi diversi. Molti aspetti della qualità della vita richiedono misure di disuguaglianza adeguate e distinte, ma, come indicato al punto 25, tenendo conto dei nessi e delle correlazioni. Le disuguaglianze nella qualità della vita dovrebbero essere valutate per le persone, per gruppi socio-economici, tra i sessi e tra le generazioni, con particolare attenzione alle disuguaglianze che sono sorte più di recente, come quelle legate all’immigrazione.

Raccomandazione 8: Le indagini statistiche dovrebbero essere progettate per valutare i legami tra i vari ambiti della qualità della vita per ogni persona, e questa informazione dovrebbe essere utilizzata in sede di pianificazione delle politiche nei vari campi

31. È fondamentale interrogarsi su come l’evoluzione di un aspetto della qualità della vita condizioni gli altri aspetti, e su come l’evoluzione in tutti i vari campi sia collegata al reddito. Questo è importante perché le conseguenze per la qualità della vita derivanti dall’avere più svantaggi superano di gran lunga la somma dei loro singoli effetti. Lo sviluppo di misure di questi effetti cumulativi richiede informazioni sulla distribuzione “congiunta” delle caratteristiche più salienti della qualità della vita in ogni paese attraverso sondaggi dedicati. Passi in questa direzione potrebbero essere compiti adottando nelle indagini alcune domande standard che permettano di classificare gli intervistati basandosi su un numero limitato di caratteristiche. Quando si progettano politiche in settori specifici gli impatti sugli indicatori relativi ai diversi aspetti della qualità della vita dovrebbero essere considerati congiuntamente per affrontare le interazioni tra gli aspetti e le esigenze delle persone svantaggiate in diversi campi.

Raccomandazione 9: Gli uffici di statistica devono fornire le informazioni utili per aggregare i dati relativi ai diversi aspetti della qualità della vita, permettendo la costruzione di indici diversi.

32. Mentre la valutazione della qualità della vita richiede una pluralità di indicatori, ci sono forti richieste per sviluppare un indicatore unico di sintesi. Sono possibili diversi indicatori sintetici della qualità della vita, in funzione del problema affrontato e degli approcci adottati. Alcune di queste misure sono già in uso, quali i livelli medi di soddisfazione per un intero paese o indici compositi che aggregano medie di diversi settori, come l’Indice di Sviluppo Umano (HDI). Altri potrebbero essere realizzati, facendo i necessari investimenti nei sistemi statistici nazionali per fornire i dati richiesti per il loro calcolo. Questi includono misure della frazione del proprio tempo in cui la sensazione più forte percepita è negativa, misure basate sul conteggio della frequenza e della gravità delle varie caratteristiche oggettive della vita delle persone e misure (reddito- equivalenti) basate sulle condizioni e sulle preferenze delle persone.

33. La Commissione ritiene che, oltre a indicatori oggettivi di benessere, devono essere considerate anche misure soggettive della qualità della vita.

Raccomandazione 10: Misure del benessere oggettivo e soggettivo forniscono informazioni chiave sulla qualità della vita delle persone. Gli uffici di statistica dovrebbero includere nei questionari domande finalizzate ad acquisire le valutazioni della vita delle persone, le sensazioni e le priorità emotive

34. La ricerca ha dimostrato che è possibile raccogliere dati significativi e attendibili sulla condizione soggettiva e oggettiva di benessere. Il benessere soggettivo comprende diverse aspetti (valutazioni cognitive della propria vita, felicità, soddisfazione, le emozioni positive come la gioia e l’orgoglio, le emozioni negative come il dolore e le preoccupazioni): ciascuno di essi dovrebbe essere misurato separatamente per ottenere una valutazione più completa della vita delle persone. Le misure quantitative di questi aspetti soggettivi permettono di acquisire non solo una buona misura della qualità della vita per sé, ma anche una migliore comprensione delle sue determinanti, al di là del reddito delle persone e delle condizioni materiali. Nonostante la persistenza di molte questioni irrisolte, tali misure soggettive forniscono importanti informazioni sulla qualità della vita. A causa di questo, i tipi di domanda che si sono dimostrate di maggior valore all’interno di indagini di piccole dimensioni e non ufficiali dovrebbero essere incluse sistematicamente nelle indagini su larga scala compiute dagli istituti statistici ufficiali.

Adottare un approccio pragmatico verso la misurazione della sostenibilità

35. Misurare e valutare la sostenibilità è stata una preoccupazione centrale della Commissione. La sostenibilità pone la sfida di determinare se l’attuale livello di benessere può essere quanto meno preservato per le generazioni future. Per sua stessa natura, la sostenibilità coinvolge il futuro e la sua valutazione coinvolge numerose ipotesi e scelte normative. Questo è ulteriormente complicato dal fatto che almeno alcuni aspetti della sostenibilità ambientale (in particolare i cambiamenti climatici), sono influenzati dalle interazioni tra i diversi modelli socio-economici e ambientali seguiti dai diversi paesi. La questione è davvero complessa, più complessa della già complessa questione del benessere corrente e della performance.

Raccomandazione n. 11: la valutazione della sostenibilità richiede un insieme ben identificato di indicatori. La caratteristica distintiva dei componenti di questo insieme dovrebbe essere quella di essere interpretabili come variazioni di alcuni sottostanti “stock”. Un indice monetario della sostenibilità deve farne parte, ma, allo stato attuale della tecnica, dovrebbe rimanere essenzialmente dedicato agli aspetti economici della sostenibilità

36. La valutazione della sostenibilità è complementare alla questione del benessere corrente ed alla performance economica e deve essere esaminata separatamente. Questo può sembrare banale, eppure merita di essere sottolineato, perché alcuni approcci che non adottano questo principio conducono a messaggi potenzialmente fuorvianti. Per esempio, sono possibili confusioni quando si cerca di combinare il benessere corrente e la sostenibilità in un unico indicatore. Per fare un analogia, quando si guida una macchina, un indicatore che somma in un unico numero la velocità attuale del veicolo (un flusso) e il livello residuo di benzina (uno stock) non sarebbe di alcuna utilità per il conducente. Entrambi i dati della informazione sono fondamentali, ma devono essere visualizzati in modo distinto e ben visibili nel cruscotto.

37. Come minimo, al fine di misurare la sostenibilità, la cosa di cui abbiamo bisogno sono gli indicatori che ci informano circa la variazione delle quantità dei vari fattori che contano per il futuro benessere. In altre parole, la sostenibilità richiede la conservazione simultanea o l’aumento in molti stock: quantità e qualità delle risorse naturali e delle risorse umane, capitale costruito e sociale.

38. Ci sono due modi per valutare la sostenibilità degli stock di risorse. Una modalità guarda alle variazioni in ogni stock separatamente, per valutare se lo stock è in aumento o in diminuzione, con una attenzione particolare a fare tutto ciò che è necessario per mantenere ogni stock sopra determinate soglie critiche. La seconda modalità converte tutte queste risorse in un equivalente monetario, in tal modo implicitamente ammettendo la sostituibilità tra i diversi tipi di capitale, in modo che una diminuzione, per esempio, del capitale naturale potrebbe essere compensata da un aumento sufficiente del capitale costruito (con opportune ponderazioni). Tale approccio ha un notevole potenziale, ma anche diverse limitazioni, la più importante è l’assenza, in molti casi, dei mercati dai quali dovrebbe essere ricavata la valutazione delle risorse. Anche quando ci sono i valori di mercato, non vi è alcuna garanzia che essi riflettano adeguatamente la rilevanza delle diverse attività per il futuro benessere. L’approccio monetario richiede attribuzioni e modellazioni che sollevano difficoltà informative. Tutto questo suggerisce di iniziare con un approccio più modesto, per esempio focalizzando l’aggregazione monetaria su oggetti per i quali esistono ragionevoli tecniche di valutazione, come ad esempio il capitale costruito, il capitale umano ed alcune risorse naturali. In tal modo, dovrebbe essere possibile valutare la componente “economica” della sostenibilità, che deve indicare se i paesi stanno, o meno, consumando in eccesso la loro ricchezza economica.

Indicatori fisici, per le pressioni ambientali

Raccomandazione 12: Gli aspetti ambientali della sostenibilità meritano un follow-up separato sulla base di un ben scelto insieme di indicatori fisici. In particolare vi è la necessità di una chiaro indicatore della nostra vicinanza a livelli pericolosi di danno ambientale (quali quelli associati al cambiamento climatico o all’esaurimento degli stock di pesca)

39. Per i motivi di cui sopra, attribuire un valore monetario all’ambiente naturale è spesso difficile e, per monitorare lo stato dell’ambiente, saranno necessari indicatori fisici distinti. Questo è in particolare il caso quando si tratta di modifiche per l’ambiente irreversibili e/o discontinue. Per tale ragione i membri della Commissione ritengono in particolare che vi è la necessità di un chiaro indicatore degli aumenti delle concentrazioni atmosferiche di gas serra associati alle soglie di rischio del cambiamento climatico (o livelli di emissioni che possono ragionevolmente far prevedere che diano luogo a tali concentrazioni in futuro). Il cambiamento climatico (causato dagli aumenti atmosferici delle concentrazioni di gas ad effetto serra) è particolare in quanto costituisce un vero e proprio problema mondiale che non può essere misurato negli spazi dei confini nazionali. Indicatori fisici di questo tipo possono essere identificati solo con l’aiuto della comunità scientifica. Fortunatamente, una buona parte del lavoro è già stato intrapreso in questo campo.

 

TESTO COMPLETO IN FRANCESE

 

(*)  premio Nobel e Presidente della Commissione che nel 2009 ha prodotto il rapporto.    

(**) Stiglitz ebbe la collaborazione dell’altro premio Nobel Amartya Sen, Conseiller de la Commission, Harvard University, e dell’economista Jean Paul Fitoussi, Coordinateur de la Commission, IEP.

 

 

 

 

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