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Over 50 e lavoro: qualche numero

Il sessantenne Signor Rossi e sua moglie, rimpiangendo i giorni lontani della loro gioventù, decidono di visitare l’ufficio dove si sono incontrati la prima volta. Cercano l’albero davanti al portone dove avevano inciso il cuore con le loro iniziali e la mente va a quel tempo lontano…

Sulla strada di casa trovano una borsa piena zeppa di soldi e, senza pensarci due volte, se la prendono. 

Il giorno seguente due poliziotti suonano alla porta dei Rossi:

“Stiamo chiedendo a tutte le persone che abitano da queste parti se per caso ieri hanno trovato una borsa piena di soldi.”

La donna nega, ma in quel mentre arriva il marito in preda ai sensi di colpa:

” Si…l’abbiamo trovata noi.”

“Dovete scusare mio marito,” interviene la signora Rossi “sapete.. è vecchio e la testa.. capite?”

Ma il marito insiste: “No, sono perfettamente lucido. Ieri mia moglie e io tornavamo dall’ufficio, quando….”

“Capisco,” interrompe il poliziotto “proviamo a chiedere alla casa accanto.”

Per chi ha superato i cinquant’anni ed è uscito dal mercato del lavoro il rientro è sempre più difficile. I numeri di questo fenomeno però ci sfuggono. Ci ha pensato però il Censis in una recentissima ricerca, “Il vuoto della generazione adulta” .

Gli over 50 anni in Italia sono 24,5 milioni. Tra loro gli occupati sono poco più di un quarto, quasi 6,7 milioni, di cui gli uomini superano di poco i 4 milioni e le donne raggiungono i 2,6 milioni. In questo segmento, tra il 2008 e il 2013 è aumentata l’incidenza dei lavoratori dipendenti e degli occupati a tempo pieno, come effetto dello slittamento in avanti dell’età da pensione. Ma nello stesso periodo c’è stato un aumento del 7,6% dei lavoratori autonomi e tende a raddoppiarsi la componente degli occupati a tempo parziale, che nel 2013 diventano circa un milione, con un incremento nei sei anni pari al 47,5%. 

I disoccupati over 50 hanno raggiunto le 438mila unità, con un aumento rispetto al 2008 di 261mila persone in termini assoluti e del 146% in termini relativi (in soli dodici mesi l’area della disoccupazione ha visto un incremento di 64mila unità: +17,2% tra il 2012 e il 2013). E i disoccupati di lunga durata ultracinquantenni sono quasi triplicati negli ultimi sei anni: sono passati da 93mila a 269mila (+189%). 

Oggi l’insicurezza economica determinata dalla crisi, l’erosione oggettiva dei redditi, la necessaria compressione dei consumi spingono molti over 50 a cercare di entrare nel mercato del lavoro. Se si somma il numero delle persone in cerca di occupazione e quello di chi, pur inattivo, si dichiara disponibile a lavorare, la pressione esercitata sul mercato del lavoro da parte degli over 50 supera il milione di individui. Per molti di loro è scattata la ricerca affannosa del mantenimento dei livelli di benessere raggiunti. Ma per gli over 50 lo stesso Censis nutre poche speranze.

L’impatto di una lunga recessione può essere contrastato sul piano delle opportunità occupazionali, del reddito e della sicurezza economica attraverso un efficace adattamento delle risorse individuali disponibili e attraverso la valorizzazione del capitale umano. Ma anche su questo piano l’Italia si mostra sempre più debole. A una bassa dimensione quantitativa del capitale umano si associa una bassa qualità nel rendere effettive le conoscenze acquisite nei processi di apprendimento. Nell’ultimo anno il 95% degli occupati non ha partecipato ad alcuna attività formativa nel mese precedente la rilevazione. Se si allarga l’osservazione ai dodici mesi precedenti, la percentuale supera comunque il 78%.

E fra gli over 50 il tasso di partecipazione ad attività formative nell’ultimo mese si ferma al 4,6%.

Troppo poco persino per un Paese tutto spaghetti e mandolino.

 

 (*) E’ vice presidente nazionale di AIDP e direttore responsabile di Hr On Line.

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