Mai come in questa epoca il lavoro sta cambiando connotati, forma e contenuto. Mai come in questa epoca è importante aggiornare e ridefinire l’idea di lavoro e il suo rapporto con la vita delle persone. Mai come in questa epoca è significativo che a narrare il lavoro nuovo sia l’occhio e la voce dei giovani, che possono guardare senza le lenti del Novecento in modo più diretto e vero la realtà di questo cambiamento.
E’ per questo che anni fa è nato il Premio Pierre Carniti per studi di giovani sul lavoro, realizzando una volontà dello storico leader sindacale di Fim e Cisl che ha sempre spronato tutti a guardare al futuro del lavoro. E’ per questo che la Fondazione Pierre Carniti nata un anno fa si è impegnata per rilanciare e dare nuova vita al Premio.
L’edizione 2025 del Premio è stata sicuramente una edizione partecipata. La Fondazione ha puntato molto nel rapporto e nella comunicazione con il mondo universitario, gettando un nuovo ponte tra università e lavoro, convinti che questo rapporto vada rinsaldato e possa diventare fertile e generativo.
Sono stati ben 20 i giovani che hanno presentato secondo le indicazioni del bando prodotto dalla Fondazione studi secondo le 2 tracce assegnate: l’impatto della Intelligenza Artificiale sul lavoro e come cambiano i bisogni dei lavoratori con il cambiamento del lavoro. SI tratta di una partecipazione numerosa e soprattutto di buon livello (con numerosi dottori di ricerca impegnati e giovani laureati che già si occupano professionalmente di gestione del lavoro).
I contributi, studi e analisi pervenute sono state caricate e rese pubbliche sul sito della Fondazione Carniti, proprio perché siamo convinti che al di là del merito dei vincitori, ciò che più conta è raccogliere e dare voce alla visione di tanti giovani in tema di lavoro che cambia.
Gli stessi giovani vincitori (2 dei quali di appena 23 e 25 anni) hanno dimostrato uno spessore, una maturità e una capacità di analisi, visione e proposta davvero di ottimo livello.
La scelta fatta dalla Fondazione di tenere l’evento di premiazione dei 3 vincitori presso la Facoltà di Scienze Politiche della Sapienza di Roma, in una prestigiosa aula universitaria che ha visto seduti negli stessi banchi studenti, giovani delegati sindacali, studiosi e sindacalisti del mondo metalmeccanico, ha permesso di dare adeguata voce ai giovani vincitori, che hanno potuto rivolgersi alla platea e narrare l’essenza degli studi promossi.
Valore del salario contrattato come espressione di valore del lavoro e partecipazione dei lavoratori rispetto al salario minimo legale, dinamiche e criticità del contratto di apprendistato da rivedere potenziandone la missione formativa, necessità di organizzare nelle imprese servizi per il supporto psicologico dei lavoratori quale nuova dimensione di un welfare attento ai bisogni delle persone sono le linee di studio che i 3 vincitori hanno potuto presentare in occasione dell’evento di premiazione e che testimoniano l’originalità e la visione innovativa che i giovani sanno cogliere di fronte a questa fase di cambiamento del lavoro e che la Fondazione prova ad incentivare e sostenere.
Siamo positivamente colpiti del livello, della originalità e della capacità di analisi che i partecipanti al Premio hanno saputo esprimere. E’ proprio vero che il lavoro di oggi e di domani è una pagina bianca da scrivere con nuovi occhi e nuove mani. Si stanno rimescolando e ridefinendo i contenuti del lavoro, il rapporto con il tempo e i risultati, il rapporto tra le persone e il lavoro. Le tracce proposte infatti hanno cercato di portare i giovani studiosi a occuparsi di queste nuove frontiere e forme che il lavoro sta assumendo, continuando a costituire per le persone non solo uno strumento per ricevere salario e “sbarcare il lunario”, ma come una esperienza di significato e che non deve squilibrare il rapporto con la vita privata ed i propri percorsi di crescita e di realizzazione.
Viviamo un’epoca quindi in cui al lavoro servono riforme profonde e per le quali è decisivo che le parti sociali costruiscano una visione e una proposta nuova. Mai come in questo momento invece il lavoro è trattato a colpi di piccoli bonus e con interventi solo di conservazione e frammentati.
Dobbiamo invece cogliere dagli studi di tutti questi giovani e da quanto sanno far emergere l’indicazione che costruire soluzioni nuove per un lavoro più equo, dignitoso e rispondente ai bisogni di chi lavora sia possibile.
Non ci fermeremo qui. Il Premio Pierre Carniti ambisce a diventare nel medio periodo un evento di carattere nazionale per irrobustire e proporre in modo maggiormente diffuso lo studio di giovani in tema di lavoro. Il bando per il 2026 è pronto, sarà incentrato sul rapporto oggi critico tra giovani e lavoro e sarà pubblicato nei prossimi giorni cercando di raggiungere ancora di più il mondo di chi vuole mettere la testa sul lavoro e analizzarlo per quello che oggi veramente sta significando e non per le facili narrazioni mediatiche che troppo spesso lo descrivono con superficialità.
E’ un tempo nuovo per il lavoro. Serve oggi come ieri un lavoro dignitoso, giusto, equo e che possa promuovere la condizione umana, sostenibile per le persone. Ma gli ingredienti per raggiungere questa condizione si rivelano oggi come nuovi e diversi dal recente passato e non possiamo certamente smettere di ricercare le nuove formule che oggi possono promuovere un lavoro giusto per le persone.
Pierre Carniti non è stato solo un grande sindacalista, ma ha sempre spronato tutti a guardare con curiosità, studio, impegno al futuro del lavoro, a come anche nell’innovazione si possono nascondere le nuove disuguaglianze da affrontare, i nuovi bisogni di equità da raggiungere.
E’ questo il grande insegnamento che come Fondazione vogliamo proseguire anche con il Premio, quello di un dirigente sindacale che ha saputo aprire le porte della Fim prima e della Cisl dopo a tanti intellettuali, originali più che organici, convinto che all’azione concreta e quotidiana del sindacato che contratta nella quotidianità serve un pensiero profondo, autonomo e ricco, senza il quale l’azione si impoverisce.
*Presidente della Fondazione Pierre Carniti
