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Una sfida che si vince insieme alle nuove generazioni

In un’epoca segnata da rapide transizioni tecnologiche e da una frammentazione sociale senza precedenti, il sindacato è chiamato, nella sua azione contrattuale, a interpretare e rappresentare nuovi bisogni all’interno di un contesto di profonda trasformazione. In questa situazione inedita è necessario saper superare ogni tentazione autoreferenziale, caratterizzandosi come attore del cambiamento e catalizzatore di un nuovo protagonismo sociale.

La complessità del presente richiede una contaminazione dei saperi, attraverso l’apertura verso il mondo universitario e un investimento sulle nuove generazioni. Contaminarsi con il mondo esterno, in particolare con quello accademico, è fondamentale. Da qui nasce anche il sostegno del nostro sindacato alla Fondazione Carniti: non come luogo di esercizio intellettuale occasionale, ma come opportunità ricca di approfondimenti e interlocuzioni, utile alla crescita culturale e alla formazione di nuovi dirigenti sindacali. L’iniziativa promossa dalla Fondazione Carniti sulle borse di studio per giovani studenti rappresenta un importante investimento sociale per il futuro.

Un altro obiettivo ambizioso che la Fim-Cisl si è posta nei confronti delle giovani generazioni è l’attivazione di tirocini curriculari ed extracurriculari in tutta Italia, partendo da collaborazioni già avviate con alcune università, tra cui Roma Tre, e con l’intenzione di estenderle a breve anche a La Sapienza. Il sindacato rappresenta ancora oggi un presidio di democrazia e giustizia sociale: fare il sindacalista significa esercitare una forma di protagonismo politico e sociale capace di trasformare gli studi teorici di molti giovani in percorsi concreti di cambiamento nei contesti lavorativi e nella società. Offriamo ai giovani un protagonismo sociale senza eguali.

Basti pensare all’ultimo rinnovo contrattuale dei metalmeccanici, caratterizzato – come non accadeva da oltre vent’anni – da una stagione di intenso conflitto con la parte datoriale. Sono state necessarie oltre 40 ore di sciopero per conquistare importanti miglioramenti salariali e nuovi diritti per le lavoratrici e i lavoratori rappresentati. Questa esperienza ha rappresentato, per una nuova generazione di sindacalisti e lavoratori, una vera e propria scuola sindacale.

Tutti noi abbiamo dovuto confrontarci con un mondo profondamente cambiato: un mondo del lavoro in cui la dimensione individuale pesa sempre più rispetto a quella collettiva. La difficoltà maggiore è stata quella di coinvolgere anche le giovani generazioni nella gestione del conflitto in azienda, per arrivare alla conquista del contratto. È stata una sfida intensa e carica di emozioni, in cui la costruzione di relazioni personali di prossimità si è rivelata il fondamento di un rapporto fiduciario di rappresentanza sociale.

Anche in un contesto che spinge verso l’individualismo, solo l’azione collettiva all’interno di un’organizzazione sindacale consente di tutelare chi vive condizioni di precarietà, chi lavora in contesti rischiosi come gli appalti e chi è colpito dai licenziamenti nei processi di transizione. Solo attraverso la forza collettiva è possibile affrontare temi cruciali come la riduzione dell’orario di lavoro, la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, la formazione continua come sviluppo di competenze e percorsi professionali, e la garanzia delle pari opportunità.

Il forte impatto dell’innovazione tecnologica – dall’intelligenza artificiale alla robotica, fino alla digitalizzazione – sta rivoluzionando il lavoro e, in tempi rapidissimi, sostituendo molte attività, generando riorganizzazioni profonde e processi di espulsione. Questi fenomeni riguardano non solo le mansioni operaie, ma in misura crescente anche i lavori altamente qualificati. Proprio in questi giorni, il sindacato è impegnato nella gestione di licenziamenti collettivi che, a differenza delle rivoluzioni industriali del passato, colpiscono anche lavoratori che avevano investito maggiormente nelle proprie competenze e che si ritrovano improvvisamente “scartati” ed “espulsi” dai contesti produttivi.

A ciò si aggiunge la difficoltà di organizzare lavoratrici e lavoratori sempre più digitalizzati, in un contesto in cui i tradizionali riferimenti del “luogo di lavoro” e dei “tempi di lavoro” risultano sempre più superati. Anche nell’era della digitalizzazione, tuttavia, le relazioni continuano ad aver bisogno di essere costruite attraverso rapporti personali: le assemblee in videoconferenza, con lavoratori frammentati e distanti, rendono più complessa la costruzione di un senso di comunità, elemento essenziale per promuovere maggiore giustizia sociale.

Le nuove generazioni possono svolgere un ruolo fondamentale nell’aiutare il sindacato a sviluppare nuove chiavi di lettura e strumenti di analisi dei cambiamenti sociali, contribuendo a individuare soluzioni a problemi inediti. Le tesi premiate oggi dalla Fondazione Carniti offrono spunti di riflessione e percorsi utili per l’attività contrattuale.

Il tema della partecipazione rappresenta un elemento chiave per il benessere delle persone e delle organizzazioni: il coinvolgimento dei lavoratori, come dimostrato, aumenta motivazione, efficienza e produttività, nonostante molte imprese italiane oppongano ancora resistenze ideologiche di stampo novecentesco. Dalla richiesta di supporto psicologico in azienda alla gestione dell’organizzazione del lavoro, la FIM rivendica un ruolo attivo sia del sindacato sia dei lavoratori.

La FIM, seguendo l’esempio di Carniti, pur consapevole delle difficoltà poste dal tempo presente, è determinata a non restare prigioniera del passato. Cerca invece, nei cambiamenti del lavoro, nei giovani e nel mondo universitario, gli stimoli necessari per interpretare la “metamorfosi” del lavoro contemporaneo e per continuare a lottare per una giustizia sociale sempre più centrale nel futuro del lavoro. 

* Segretario Generale FIM CISL. Sintesi dell’intervento in occasione della Premio Pierre Carniti tenutosi a Roma il 12 marzo 2026

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NEWSLETTER NUOVI LAVORI – DIRETTORE RESPONSABILE: PierLuigi Mele – COMITATO DI REDAZIONE: Maurizio BENETTI, Cecilia BRIGHI, Giuseppantonio CELA, Mario CONCLAVE, Luigi DELLE CAVE, Andrea GANDINI, Erika HANKO, Marino LIZZA, Vittorio MARTONE, Pier Luigi MELE, Raffaele MORESE, Gabriele OLINI, Antonio TURSILLI – Lucia VALENTE – Manlio VENDITTELLI – EDITORE: Associazione Nuovi Lavori – PERIODICO QUINDICINALE, registrazione del Tribunale di Roma n.228 del 16.06.2008

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