R.I.P.

Nel giro di una settimana, abbiamo perduto due colonne della newsletter di Nuovi Lavori. I più assidui lettori ricorderanno certamente le firme di Ferruccio Pelos (che tra l’altro era il direttore responsabile) e di Fabio Fonzo. Il primo ci ha lasciati il 6 marzo. Il secondo il 12. Per entrambi, malattie difficili con complicazioni crescenti hanno determinato un esito drammatico per le loro famiglie. Ad esse va la conferma della riconoscenza di tutti i collaboratori dell’Associazione Nuovi Lavori e soprattutto l’affetto per Ferruccio e Fabio. Resterà nei cuori di ciascuno di noi.

L’itinerario della vita di Pelos è stato cristallino. Sempre dalla parte dei lavoratori. Sempre disponibile a spendersi su fronti difficili. Sempre onesto verso sé stesso e verso i suoi interlocutori.  Da sindacalista industriale (è stato per molti anni Segretario Generale della federazione degli alimentaristi della CISL) ha partecipato alla grande stagione della crescita del sindacato di massa. Ha fatto rinnovi contrattuali significativi in una fase in cui si era nel pieno della trasformazione del sistema produttivo italiano. Le attività alimentari stavano esplodendo da piccola parte del sistema a uno dei capisaldi del miglior export italiano. Assieme alla CGIL e alla UIL del settore (è stato un grande assertore dell’unità organica) seppe assecondare questo processo con intese di forte innovazione. 

E’ a buon titolo uno dei “santi minori” della CISL, senza i quali i meriti di quelli più titolati e rinomati non avrebbero mai potuto essere esaltati. Lasciato il sindacato, quando ancora erano in vigore i limiti di mandato, e dopo una breve ma intensa esperienza nella Confcooperative, si diede agli studi e così ci reincontrammo nell’esperienza dell’Associazione Nuovi Lavori e della sua newsletter. 

E’ stata una bella avventura; ben 250 numeri quindicinali e puntuali sono stati da lui curati con puntiglio e saggezza. Essendo anche un cultore del cinema, ha lasciata incompiuta la sua narrazione settantennale sul rapporto tra cinema e lavoro, costruita con acume e originalità. Invece, del suo sapere sul lavoro ha lasciato tracce rileggibili con piacere, sia con gli articoli che ha scritto che con il libro “Il mercato senza lavoro” (con prefazione di Pierre Carniti, Edizioni Lavoro). E’ un testo che raccoglie il materiale e le opinioni che gli hanno consentito di ottenere, da adulto, ciò che non potette ottenere da giovane perché necessitato ad andare lavorare come operaio: la laurea a pieni voti in Economia e Commercio. 

Lo onoreremo continuando la nostra attività, come se fosse ancora tra di noi, come se partecipasse alle nostre riunioni a cui giungeva sempre con qualche dolcetto da distribuire a tutti, a partire da quelli di segreteria. Come se il tempo, invece di stemperare il ricordo, lo alimentasse e lo mantenesse sempre attuale.

Fabio Fonzo ha un percorso diverso. Siamo stati amici per ben 53 anni, senza mai uno screzio, un dissenso significativo. Ero appena approdato a Roma per lavorare all’ufficio studi della CISL. Lui iniziava, da avvocato, la carriera all’INPS. Ci fece incontrare la curiosità di entrambi per l’effervescenza culturale e politica di quegli anni. Ciascuno fece la propria strada. Ma sempre rimanendo a contatto. La fortuna oltre che la competenza premiò entrambi con impegni affascinanti che ci portò   ad assumere responsabilità grandi. Fabio andò in pensione da vice capo degli avvocati dell’INPS (ai suoi tempi ne aveva 900); solo per un sopruso non ne prese la guida. La magistratura, con i suoi tempi, sanò il malfatto, sia pure “alla memoria”.

Così, accanto all’attività di insegnamento che subito dopo intraprese con fervore, accettò di collaborare alla newsletter, mettendo a disposizione la sua profonda conoscenza previdenziale ed assistenziale. Ha avuto sempre molti lettori, anche perché scriveva elegantemente, polemizzava con garbo, non si dilungava mai. Mi piace concludere questo ricordo non con le mie parole ma con quelle dell’Associazione dei Giuristi Italiani, sezione del Lazio.

“È con grande dolore che siamo costretti a parteciparvi la scomparsa del caro amico e ottimo Collega Fabio Fonzo.

Fabio se ne è andato ieri in punta di piedi, con la discrezione che lo ha sempre caratterizzato, dopo una malattia che lo aveva costretto ad allontanarsi dai suoi impegni professionali già da qualche tempo.

Oltre all’affetto per il comune amico, non possiamo dimenticare oltre alla sua grande sapienza nel campo del diritto previdenziale, il suo impegno in AGI, che lo ha visto tra i fondatori della nostra struttura regionale e, per anni, tra i componenti del Consiglio Esecutivo, oltre che come Tesoriere.

Ma, soprattutto, vogliamo ricordare la Sua dedizione per i giovani Colleghi, che ne ha determinato l’attivo e proficuo impegno nella gestione della nostra Scuola.

Alla Sua famiglia va il nostro ricordo più struggente ed il grande rammarico, in questi momenti bui, per non poter onorare personalmente la Sua memoria”.