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Appunti sulla povertà energetica

La relazione annuale ISTAT sulla povertà in Italia stima che, nel 2018, siano da considerare in povertà assoluta 1.822.000 famiglie, per un totale di 5 milioni di individui. Sulla base dei parametri reddituali usati dall’ISTAT per classificare la povertà, almeno tutte queste famiglie sono da considerarsi a pieno titolo nel raggruppamento sociale denominato povertà energetica. 

Infatti, a causa dei loro bassi redditi, spesso non solo hanno difficoltà ad accedere ai servizi energetici essenziali (cucinare i cibi, far funzionare gli elettrodomestici, ecc.), ma soprattutto non riescono a riscaldare adeguatamente il proprio alloggio. Ciò provoca importanti e gravi conseguenze a queste famiglie.

Anzitutto, il costo attuale dell’energia elettrica e del gas spesso non permette a molti di questi nuclei familiari di poter effettuare il regolare pagamento delle bollette energetiche, con la conseguente messa in mora e con il rischio reale del distacco delle forniture.

In secondo luogo, a causa dell’insufficiente riscaldamento invernale dei loro alloggi, in queste famiglie si verificano più spesso patologie a carico dell’apparato respiratorio, con un conseguente innalzamento della mortalità, specialmente nelle persone anziane. 

Inoltre, gli alloggi nei quali vivono le famiglie povere sono spesso caratterizzati da scarsa efficienza energetica, con un basso livello di isolamento dell’edificio e con impianti termici obsoleti ed energeticamente inefficienti. 

Pertanto, un intervento finalizzato ad affrontare efficacemente il problema della povertà energetica, deve svilupparsi contemporaneamente in due direzioni: da un lato fornire a queste famiglie le risorse economiche necessarie a pagare le bollette e, soprattutto, di poter disporre degli strumenti e dei finanziamenti occorrenti per la riqualificazione energetica dei loro alloggi.

 

Bonus Elettrico e Gas

Gli interventi sinora adottati per aiutare le famiglie povere a pagare le bollette sono stati assolutamente insufficienti: i Bonus Elettrico e Gas, introdotti a questo scopo una decina di anni addietro, non hanno raggiunto il loro scopo.

I loro importi (pari al 50% dei consumi medi per il bonus elettrico ed al 30% per il bonus gas), si sono rivelati assolutamente inadeguati, ed inoltre il numero complessivo delle famiglie che ne hanno usufruito è stato molto basso. Infatti, la relazione dell’Autorità per l’energia afferma che nell’anno 2018, le famiglie destinatarie del bonus elettrico sono state n.795.566, e 519.375 quelle per il bonus gas. Meno della metà del 1.822.000 famiglie in stato di povertà assoluta. 

Una delle ragioni dello scarso successo dei Bonus, oltre alla esiguità degli importi, deriva dalle assurde e farraginose procedure per acquisirne il diritto. Un esempio per tutti: sino al 31/12/ 2018, cioè nel corso dei dieci anni dalla introduzione dei Bonus, le famiglie che lo hanno ottenuto almeno una volta, sono state ben 2.9 milioni per l’elettrico e 1.8 milioni per il gas. Poiché è improbabile che nel frattempo circa 3 milioni di famiglie siano improvvisamente uscite dalla povertà, bisogna dedurne che hanno rinunciato al Bonus sia per le difficoltà burocratiche necessarie per il riconoscimento del diritto, sia per lo scarso valore dei Bonus medesimi. 

E’ pertanto indispensabile ed urgente superare la complessità dell’attuale procedura, prevedendo che il Bonus Elettrico e Gas possa essere concesso automaticamente alle famiglie che ne avrebbero diritto. A questo proposito esiste una proposta di Acquirente Unico che, in collegamento con la banca dati dell’Agenzia delle Entrate e utilizzando i dati del Servizio Informativo Integrati (SII) in proprio possesso, sarebbe in grado di assolvere a questa funzione. Non si comprendono le perplessità che impediscono di realizzare questo importante servizio alle famiglie povere.

Oltre a ciò, è necessario adeguare gli importi dei Bonus medesimi sino a raggiungere il 90/95% del costo medio dei consumi energetici delle famiglie povere. Il costo di questo adeguamento potrebbe essere a carico dell’insieme dei clienti elettrici e del gas. Il costo di questo adeguamento, da considerare come gesto di solidarietà verso le famiglie povere, sarebbe di lieve entità e quindi assai sopportabile dalla platea degli altri utenti, se si considera che il costo attuale del Bonus elettrico è inferiore ad 1 euro all’anno per ciascuna famiglia. 

Ancora, il prezzo dei consumi energetici delle famiglie è particolarmente elevato in quanto è gravato dalle pesanti Accise sulle bollette del gas (pari a oltre il 40% della spesa totale) e dagli Oneri di Sistema presenti nella bolletta dell’energia elettrica, che vi gravano per oltre il 30%. Una tassazione particolarmente iniqua, che penalizza soprattutto le famiglie numerose, poiché i relativi importi sono calcolati in base ai consumi energetici di ciascuna famiglia e non in relazione al rispettivo reddito.

Per garantire una maggiore equità fiscale sarebbe giusto ed opportuno procedere alla fiscalizzazione di tali importi, in modo di alleggerire la bolletta delle famiglie di almeno il 20%. Comunque, anche in considerazione delle attuali criticità del bilancio statale, l’operazione di fiscalizzazione potrebbe avvenire gradualmente, attraverso un percorso certo e definito.

 

Riqualificazione degli alloggi

La riqualificazione energetica delle abitazioni delle famiglie povere, è un altro aspetto fondamentale ai fini di mettere in campo un intervento decisivo per il superamento della povertà energetica.

Le detrazioni fiscali del 50 o 65% sulle spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica, che pure hanno ottenuto importanti risultati nel corso degli ultimi anni, non possono essere utilizzati dalle famiglie povere. Infatti, il basso livello di reddito di queste famiglie e la loro incapienza fiscale, ha impedito loro di usufruire delle agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica delle loro abitazioni.

Non solo, la presenza di famiglie povere negli edifici condominiali incide negativamente anche nella riqualificazione energetica di tali edifici. Infatti, spesso, la indisponibilità di risorse finanziarie anche di una sola famiglia, impedisce la riqualificazione dell’intero edificio condominiale. 

Pertanto è decisivo prevedere strumenti adeguati per permettere anche alle famiglie povere di effettuare gli investimenti necessari per riqualificare energeticamente i loro alloggi. 

In sostanza, occorre offrire a queste famiglie la possibilità di riqualificare il proprio alloggio senza chiedere loro l’esborso finanziario iniziale per effettuare gli interventi necessari. 

Pur con qualche piccolo aggiustamento tecnico, la legislazione vigente, che prevede la possibilità di monetizzare le agevolazioni fiscali con gli Istituti Bancari o con la Società esecutrice dei lavori di riqualificazione energetica, permette di raggiungere tale obiettivo. Infatti, la parte del finanziamento non coperta dalla monetizzazione delle detrazioni fiscali, può essere agevolmente pagata, con rate decennali non superiori al precedente costo del riscaldamento, anche dalle famiglie povere con i risparmi conseguiti con il risparmio energetico derivante dagli interventi di riqualificazione. 

Ma ciò non è sufficiente. Purtroppo, spesso per affrontare l’impresa di riqualificazione dell’abitazione, le famiglie povere hanno anche bisogno di poter essere consigliate ed assistite. Sarebbe quindi opportuno costituire gruppi di Operatori affidabili ed indipendenti, che, dopo una adeguata formazione, possano essere in grado di offrire questi servizi.

In questa prospettiva il coinvolgimento delle numerose Istituzioni, laiche e religiose, è fondamentale. Tali Operatori, infatti, potrebbero essere individuati fra quelle Istituzini che già svolgono attività di assistenza e sostegno alle famiglie povere (Operatori delle Associazioni Consumatori, Assistenti Sociali degli Enti Locali, Operatori Caritas, Volontari della Comunità di S. Egidio, ecc.). 

In conclusione, i compiti di tali Operatori dovrebbero essere: 

  1. aiutare le famiglie a far effettuare da professionisti qualificati ed indipendenti l’Analisi Energetica dell’edificio unifamiliare o condominiale;
  2. assistere e coadiuvare, in rappresentanza delle famiglie povere, il soggetto individuato dal condominio per svolgere l’Analisi Energetica;
  3. collaborare alla predisposizione della Proposta Esecutiva degli interventi di riqualificazione dell’alloggio;
  4. assistere le famiglie povere durante tutta la fase esecutiva della riqualificazione dell’abitazione.

 

 

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