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Confindustria-sindacati,accordo contro il dumping contrattuale

Accordo tra Confindustria, Cgil, Cisl e Uil sul nuovo modello contrattuale e le relazioni industriali. Contro il dumping contrattuale – ovvero la proliferazione di contratti firmati da organizzazioni prive di rappresentanza- il testo elaborato dalle parti prevede che venga misurata la rappresentanza anche delle associazioni datoriali. Dopo i sindacati, sarà certificato anche il peso specifico alla rappresentanza delle imprese stipulanti contratti nazionali.

Nuove regole contro i contratti pirata

È questa la risposta individuata martedì notte, al termine del vertice tra il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia e i leader di Cgil, Cisl e Uil che hanno messo a punto un testo sui «contenuti e gli indirizzi delle relazioni industriali e della contrattazione» per contrastare il fenomeno evidenziato dal Cnel, che su 868 contratti depositati, ha bollato circa due terzi “contratti pirata”, siglati da organizzazioni scarsamente rappresentative, con condizioni economiche e normative peggiorative rispetto ai contratti di settore. Il tutto, dunque, a danno di lavoratori e imprese “sane”.

Modello contrattuale “aperto”

Il testo concordato dalle parti individua un modello contrattuale “aperto”, che conferma gli attuali due livelli contrattuali, il primo nazionale e il secondo aziendale (o, in alternativa, territoriale). Il contatto nazionale di categoria ha la principale funzione di regolazione dei rapporti di lavoro e di garante dei trattamenti economici e normativi comuni a tutti i lavoratori del settore, sull’intero territorio nazionale. Il Ccnl deve individuare il trattamento economico complessivo, costituito dal trattamento economico minimo (minimi tabellari) e da tutti quei trattamenti economici (come le forme di welfare) – considerati dal contratto nazionale comuni a tutti i lavoratori del settore. Il contratto nazionale dovrà anche incentivare lo sviluppo virtuoso della contrattazione di secondo livello, orientando le intese aziendali (o territoriali) al riconoscimento di trattamenti economici strettamente legati ad obiettivi reali di crescita della produttività, dell’efficienza, della redditività o dell’innovazione aziendale. Viene lasciata alle categorie la possibilità di stabilire aumenti del Ccnl ex ante (come hanno fatto i chimici) o ex post (come i metalmeccanici).

Via alla verifica prima dell’accordo definitivo

Il testo nei prossimi giorni sarà sottoposto alla valutazione dei tre sindacati. Al termine della verifica, nel pomeriggio del 9 marzo sarà firmato l’accordo. Nella precedente intesa sul modello contrattuale, raggiunta a Palazzo Chigi il 22 gennaio del 2009, mancava la firma della Cgil. Ma la Cgil aveva firmato il successivo accordo interconfederale del 28 giugno 2011 sulle relazioni industriali, con le regole sulla rappresentatività (che introduceva la misurazione della rappresentanza sindacale) e l’efficacia dei contratti aziendali.

Confindustria: soddisfazione per importante passo avanti

Confindustria esprime soddisfazione per l’importante passo in avanti compiuto con Cgil, Cisl, Uil sulla strada che porta a più moderne relazioni industriali. «La chiusura del confronto rappresenta una tappa del cammino verso un sistema di relazioni industriali più efficace e partecipativo volto a garantire, attraverso un nuovo modello contrattuale, un miglioramento della competitività delle imprese con un incremento della produttività accompagnata da una crescita dei salari. L’appuntamento al 9 marzo dopo la valutazione degli organismi interni dei sindacati», scrive l’associazione degli industriali in una nota.

 

* da 24ORE del 28 febbraio 2018

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