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La necessità di maggiori e migliori politiche attive

Nella quarta edizione del Rapporto sulla Coesione sociale – Anno 2013, trattato anche in altre sezioni di questo numero (v. articolo di Pelos), emergono dati interessanti sul fronte delle politiche attive del lavoro. 

Come noto, l’orientamento delle politiche del lavoro dovrebbe oramai essere improntato a una generale attivazione (orientamento, formazione, reinserimento ecc.), riducendo progressivamente gli interventi passivi (sostegni al reddito a vario titolo). Essendo erogati sostanzialmente su base territoriale (regionale e provinciale), gli interventi messi in atto, così come i livelli di spesa, risultano frammentati e differenziati (per tipologia di interventi, per tipologia di target, per diversificazioni normative ecc.). I dati del Rapporto Coesione rappresentano pertanto una ricognizioni di quanto svolto nei territori, valutando anche il loro andamento nel periodo compreso tra il 2010 e il I semestre 2013.

Complessivamente, sembrerebbe confermarsi un investimento tutt’ora timido sul fronte dell’attivazione di misure finalizzate al miglioramento dei livelli occupazionali: nel periodo compreso tra gli anni 2010-2012 e il I semestre 2013 si conferma un andamento sostanzialmente discendente su base annua (dunque 2012 su I trimestre 2013). Anche confrontando il numero di beneficiari di politiche attive nel 2010 e nel I semestre 2013 risultano crescenti le voci degli interventi a tutela dei lavoratori svantaggiati impiegati nelle cooperative sociali (24.111 rispetto ai 22.273 del 2010) come pure le trasformazioni a tempo indeterminato di assunzioni dalle liste di mobilità (35.975 rispetto ai 33.166 del 2010). Per il resto, se il generale calo dei beneficiari registrato sulle assunzioni agevolate dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità o collegati alla Cigs possono essere connessi all’andamento decrescente dei beneficiari di sostegni al reddito, lo stesso non può dirsi per i contratti di apprendistato e le loro trasformazioni, anch’essi in graduale diminuzione (da 529.047 del 2010 ai 450.244 del I bimestre 2013). Fanno eccezione i contratti di inserimento, che presentano una flessione anche in virtù della L. 92/2012 che prevede la loro abolizione a partire dal 1 gennaio 2013.

Numero medio annuo di beneficiari di politiche attive – Anni 2010-2012; 1° semestre 2013 (valori assoluti)

 

 Fonte: elaborazione NL su dati MLPS – Istat, Rapporto sulla Coesione Sociale Anno 2013

 

Rispetto all’età, si conferma che più della metà degli apprendisti ha un’età compresa tra i 20 e 24 anni mentre per i lavoratori che si avvalgono dei contratti d’inserimento più del 50% appartiene alla fascia 25-39 anni.

Numero medio annuo di beneficiari di politiche attive per tipologia e classi di età – I semestre 2013 

 

1° semestre 2013

                                               Classi di età

 

Tipologie di intervento

<= 19

20-24

25-29

30-39

40-49

50-54

55-59

60 e oltre

Apprendistato

17.509

214.389

171.881

46.465

Contratti di Inserimento

54

3.618

6.492

4.711

2.275

2.906

2.731

1.615

Assunzioni agevolate di disocc. o ben. di CIGS da 24 mesi o di giovani già impegnati in borse di lavoro

370

33.524

57.160

97.379

69.116

20.939

12.193

5.932

Assunzioni agevolate di lav. in cigs o mobilità – servizi pubbl. essenziali

0

9

100

117

28

11

3

Assunzioni agevolate di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità – tempo indeterminato

2

333

1.763

8.107

10.085

3.587

2.180

702

Sgravio contributivo totale per i lavoratori svantaggiati impiegati nelle cooperative sociali

15

418

1.144

5.154

9.089

4.033

2.679

1.579

Assunzioni agevolate di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità – tempo determinato

3

917

4.414

19.465

25.621

9.411

5.549

1.336

Assunzioni agevolate in sostituzione di lavoratori in astensione obbligatoria

84

2.622

4.142

6.201

3.462

753

301

120

Trasformazione a tempo indeterminato di assunzioni dalle liste di mobilità

0

274

2.127

10.535

14.084

5.239

2.982

734

Trasformazione a tempo indeterminato di contratto di apprendistato

398

21.140

34.703

16.933

Assunzioni agevolate di disabili

10

29

183

168

51

40

17

Fonte: elaborazione NL su dati dati MLPS – Istat, Rapporto sulla Coesione Sociale Anno 2013 e Inps – Coordinamento Generale Satistico Attuariale.

 

Rispetto invece alla distribuzione territoriale degli interventi, emerge che la gran parte delle misure di politiche attive trova applicazione soprattutto al Nord, in particolare le assunzioni agevolate in sostituzione di lavoratrici in astensione obbligatoria (circa il 68%). Nel Sud del Paese e nelle Isole sono più concentrate altre tipologie di politiche attive in particolare le assunzioni agevolate di disoccupati o beneficiari di CIGS da almeno 24 mesi o di giovani già impegnati in borse di lavoro (circa l’88%) e di lavoratori con contratto di inserimento (53%).

 

Numero medio annuo di beneficiari di politiche attive per ripartizione – I semestre 2013 

                                               Ripartizione 

 

Tipologie di intervento

Nord-Ovest

Nord-Est

Centro

Sud

Isole

Estero

Apprendistato

                 132.527 

                 120.029 

                   115.410 

                   56.689 

               25.505 

                      86 

Contratti di Inserimento

                     4.866 

                     2.456 

                     3.736 

                     9.063 

                  4.278 

                         4 

Assunzioni agevolate di disocc. o ben. di CIGS da 24 mesi o di giovani già impegnati in borse di lavoro

                     6.596 

                     3.947 

                    25.418 

                 169.569 

                91.070 

                       13 

Assunzioni agevolate di lav. in cigs o mobilità – servizi pubbl. essenziali

                          173 

                           26 

                            41 

                            14 

                         13 

                        –   

Assunzioni agevolate di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità – tempo indeterminato

                     6.392 

                     4.480 

                       7.191 

                       6.411 

                  2.286 

                        –   

Sgravio contributivo totale per i lavoratori svantaggiati impiegati nelle cooperative sociali

                     7.924 

                     6.456 

                      5.881 

                     2.586 

                   1.265 

                        –   

Assunzioni agevolate di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità – tempo determinato

                    20.198 

                    18.499 

                    17.026 

                     7.975 

                   3.013 

                         4 

Assunzioni agevolate in sostituzione di lavoratori in astensione obbligatoria

                     6.334 

                     5.780 

                     3.569 

                       1.318 

                     682 

                         2 

Trasformazione a tempo indeterminato di assunzioni dalle liste di mobilità

                    10.743 

                     10.418 

                     9.553 

                     4.004 

                   1.257 

                         0 

Trasformazione a tempo indeterminato di contratto di apprendistato

                   22.905 

                    19.979 

                    18.884 

                     7.580 

                  3.765 

                      62 

Assunzioni agevolate di disabili

                           68 

                           60 

                          160 

                          142 

                        67 

                        –   

Fonte: elaborazione NL su dati dati MLPS – Istat, Rapporto sulla Coesione Sociale Anno 2013 e Inps – Coordinamento Generale Satistico Attuariale.

 

Scaricando l’intero Rapporto Coesione 2013 sinora disponibile online è possibile approfondire vari aspettisui lavoratori che hanno beneficiato degli interventi di politica attiva, con informazioni aggregate per genere, classe di età, area geografica e regione. Viene anche esposta un’analisi longitudinale su alcune misure di maggiore interesse, quali l’apprendistato e i contratti di inserimento. 

Per una riflessione conclusiva, va però detto che il dato offerto nel Rapporto Coesione 2013 verte solosui lavoratori che hanno beneficiato degli interventi di politica attiva e non sulla spesa complessiva. Ciononostante il numero stazionario dei beneficiari sembrerebbe confermare la necessità di rafforzare il fronte del workfare state: come mostrato in precedenti rapporti sul tema, le politiche del lavoro presentano ancora un’elevata componente passiva; dato preoccupante poiché conferma una difficoltà strutturale di intervento sull’attivazione dei lavoratori così come rilanciato più volte in sede europea. 

Per argomentare questo dato, prima di affrontare il Rapporto Coesione, è pertanto doveroso fare una premessa a partire dai dati relativi alle tipologie di spesa aggregate traendo spunto dal Rapporto Istat Annuario statistico italiano (2012) con dati riferiti al 2010. Sulla base dei dati di consuntivo riportati dall’Annuario Istat la spesa complessiva per le politiche del lavoro riferibile al 2010 è infatti stimabile in circa 25,6 miliardi di euro (27 miliardi se si include la totalità dei pensionamenti anticipati), con un incremento su base annua del 3,3%. Una variazione molto più contenuta rispetto al 2009, quando si è registrato un aumento tendenziale molto più elevato (+43%), imputabile alla forte crescita delle politiche di sostegno del reddito. 

Per queste ultime, la spesa ammonta a 20,8 miliardi di euro, contro i soli 4,8 miliardi circa spesi per le politiche attive che, invece, sono diminuite (-12,5%, pari a circa 683 milioni di euro in meno). Il gap di spesa tra la componente attiva e quella passiva delle politiche del lavoro è salito progressivamente da un miliardo di euro nel 2004 a 16 miliardi nel 2010, aumentando di ben 8 miliardi nel solo biennio 2008-2009 e di circa 2 miliardi e mezzo in quello successivo. Dopo la forte crescita del 2009, pari a circa 7,5 miliardi di euro (+71,3%), le politiche di sostegno mostrano, infatti, un’accelerazione nella spesa, seppure modesta, nel 2010 (+7,8%) imputabile esclusivamente ai trattamenti di disoccupazione (+7,9%), mentre i pensionamenti anticipati continuano a decrescere (-12,4%). 

Va anche aggiunto però che, anche per la congiuntura economica negativa, la composizione della spesa per misure e supporto (esclusi i servizi) risulta sostanzialmente centrata sulle politiche di sostegno del reddito anche negli altri Paesi UE. Per questa contingenza, l’Italia si posiziona su valori prossimi alla media rispetto agli altri paesi dell’Unione europea che, nella pur ampia eterogeneità di spesa, mostrano nella quasi totalità una quota maggiore dedicata alle politiche passive rispetto alle politiche attive. Gli interventi di incentivazione all’occupazione e di formazione sono prevalenti su quelle di supporto solo in Svezia e in Polonia mentre sostanzialmente si equivalgono nella Repubblica Ceca, Danimarca, Ungheria e Lituania (Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Segr. Gen. – Div. V, anno 2010).

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