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Voleva che i lavoratori fossero classe dirigente del paese

Nessuno se lo aspettava. Non c’erano segnali, né sospetti. Infatti, non aveva la scorta. Era crescente la sua notorietà, ma non al punto – come per molti sindacalisti, uomini d’azienda, politici, attaccati nei deliranti comunicati delle Brigate Rosse – di avere indizi di essere entrato nel mirino dei terroristi che in quegli anni imperversavano.

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Marco Biagi, l’economista delle nuove relazioni sindacali

Il 19 marzo del 2002 le Br uccisero Marco Biagi. Non dimenticherò mai quella terribile sera. Ero con mia moglie a mangiare una pizza in un ristorante di Roma quando mi telefonò un amico della Cgil. Ma è vero? Mi chiese. Non capivo a cosa si riferisse e lui mi disse che si era sparsa la voce che avevano ucciso Marco Biagi.

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Ho pedalato e continuerò a pedalare con in cuore il sindacato

Il 19 marzo, data scelta non a caso per questo consiglio generale, e il 27 marzo continuano a costituire 2 date tragiche nel nostro calendario sindacale.

La nostra generazione non è ancora riuscita a spiegare né a sé stessa né a quelle successive come mai tra tutti i paesi del mondo occidentale, solo in Italia si sia potuta dispiegare una lunga scia di sangue contro chi voleva costruire tutele più moderne e inclusive per le persone al lavoro.

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Lo sciopero dei padroni, fare utili e poi investire poco

Forse è esagerato parlare di uno sciopero degli investimenti ma è certo che una delle contraddizioni chiave del rallentato sviluppo italiano risiede nella metà delle imprese che presenta redditività in crescita e un ristagno invece, delle attività di acquisto di macchinari, attrezzature e tecnologie. Faccio tanti soldi ma me li tengo, la filosofia del momento

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Il Talk e il futuro della RAI

Nunzia De Girolamo chiude la trasmissione per carenza d’audience e con lei il talk show politico, dal prime time Rai, scompare. Possibile, viene da chiedersi, che, mentre La7 e Rete4 sulla discussione politica ci campano, proprio la Rai, il Servizio Pubblico ricolmo di giornalisti, tecnici e amministrativi non riesca a sedurre la sua parte di quei sette/otto milioni di persone che da anni si spartiscono fra la sponda liberal di Floris e Formigli e quella clownesca o parrocchiale di Giordano e di Del Debbio, il Professore?

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Turati contro la violenza politica di ieri e di oggi

Un attentato dinamitardo al teatro Diana di Milano, avvenuto il 23 marzo 1921, provocò 21 morti e 80 feriti. I colpevoli vennero identificati in un gruppo anarco-individualista composto da Giuseppe Mariani, ventitreenne mantovano frenatore alle Ferrovie, Giuseppe Boldrini, operaio ventisettenne anch’egli mantovano ed Ettore Aguggini operaio milanese diciannovenne. 

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A trent’anni dalla fine della Dc: nostalgia della grande politica? 

La DC  è stato un fenomeno politico unico nelle storia italiana. Un partito capace di amalgamare sensibilità diverse in un progetto per l’Italia. A trent’anni dalla sua fine, con Guido Formigoni, Ordinario di Storia Contemporanea all’Università Iulm, ripercorriamo il profilo storico della DC. Formigoni è autore di numerosi saggi, l’ultimo, pubblicato dalla casa editrice il Mulino, tratta proprio la storia della Dc.

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Buon 8 marzo!

Benvenute al Quirinale. Un saluto particolare anche alle artiste che sono qui, numerose, nel Salone dei Corazzieri. Donne e arte o, meglio, donne dell’arte è il tema che abbiamo scelto per questa giornata della donna 2024.

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