Di solito si pensa che la stupidità sia solo un difetto dell’intelligenza, ma non è così: la stupidità non riguarda solamente l’intelligenza ma riguarda anche la volontà, il cuore.
Ci sono persone che sono sommamente intelligenti e tuttavia sono incapaci di comprensione, di empatia, di comprendere veramente la realtà e le situazioni, e sono stucchevoli nella loro stupidità di fondo.
Uno dei saggi più belli sulla stupidità che io conosca è l’opera di Dietrich Bonhoeffer in cui scrive che «la stupidità è essenzialmente un difetto che interessa non l’intelletto ma l’umanità».
Forse siamo già arrivati alla depravazione. Forse già c’è qualcuno che gode ed è contento nel pensare che qualcun altro stia morendo, tanto più se è un bambino, o meglio se è un bambino dell’etnia diversa. «Muore? Bene… un nemico in meno». Forse siamo già arrivati a questa forma di stupidità.
La stupidità è direttamente proporzionale alla massa; più massa umana, più pericolo di stupidità. Dice Seneca a Lucilio nella lettera 6: «Cos’è la prima cosa che bisogna fare per avere una vita sana? Evitare la folla, evitare la massa».
E altri filosofi lo ripetono. Pitagora diceva ai suoi discepoli: «Non andate per la via principale», una metafora naturalmente, vera dal punto di vista fisico in sé, ma anche vera nel suo significato metaforico, ovvero «pensa con la tua testa».
