La parte più interessante dell’ultima vicenda tedesca non è solo il prezzo elettrico crollato enormemente sotto zero. È l’appello pubblico a spegnere il fotovoltaico di casa per alleggerire la rete.
A lanciarlo è stato Lion Hirth, economista dell’energia e professore alla Hertie School di Berlino. Non uno scettico delle rinnovabili, ma al contrario uno degli studiosi più noti e favorevoli alla loro espansione. Proprio per questo il messaggio conta: se una figura così vicina alla linea pro-eolico e pro-solare arriva a chiedere ai proprietari di impianti domestici di disattivarli nelle ore critiche, vuol dire che il problema è reale e molto concreto.
Il 1° maggio, nelle ore centrali della giornata, il mercato elettrico tedesco è andato al limite: il prezzo day-ahead è sceso fino a -499,99 euro per megawattora, il minimo consentito, mentre nell’infragiornaliero si è arrivati a circa -855 euro per megawattora.
Tradotto: in quel momento il sistema aveva troppa elettricità immessa in rete rispetto a quella che riusciva ad assorbire.
Questo però non è un incidente eccezionale. Episodi di questo tipo stanno diventando più frequenti e più intensi. Pochi giorni prima si erano già visti prezzi fortemente negativi. E il fenomeno sta diventando strutturale man mano che cresce la potenza rinnovabili intermittente installata, specialmente fotovoltaico.
L’appello di Hirth colpisce perché si rivolge ai milioni di impianti distribuiti sui tetti delle case. Non ai grandi parchi solari, ma al fotovoltaico domestico. Il motivo è semplice: quando milioni di piccoli impianti producono contemporaneamente in una giornata di forte irraggiamento, il sistema si ritrova con una massa di generazione diffusa che spinge tutta nella stessa direzione, nello stesso momento.
Ecco il paradosso tedesco: per anni si è detto ai cittadini che installare pannelli significava aiutare la transizione e rafforzare il sistema. Adesso, nelle ore più critiche, viene chiesto a una parte di loro di spegnerli per evitare di peggiorare lo squilibrio.
Il problema è che il fotovoltaico produce quando c’è sole, non quando la rete ne ha necessariamente bisogno. E quando la quota di questa produzione cresce molto, gli eccessi di mezzogiorno diventano sempre più difficili da gestire, mentre la sera resta comunque necessario avere capacità stabile, pronta e abbondante (centrali a gas e carbone incentivate).
La Germania a fine 2025 aveva circa 117 gigawatt di potenza solare installata. Numeri enormi. Ma la quantità installata, da sola, non coincide con la sicurezza del sistema. Se gli episodi di sovrapproduzione aumentano di frequenza e intensità, il segnale è chiaro: il problema non è costruire sempre più capacità variabile e poi stupirsi quando arriva tutta insieme. Il problema è aver costruito un sistema elettrico sbilanciato, che nelle ore di picco scarica sulla rete e sul mercato una quantità di energia che fatica a governare.
L’appello di Hirth vale quindi più di tante discussioni ideologiche. Quando anche un sostenitore convinto delle rinnovabili arriva a dire ai cittadini “spegnete i vostri pannelli”, vuol dire che la tensione tra espansione del fotovoltaico e stabilità del sistema non è teorica. È già dentro la rete.
Fonti principali
“An die 5 Mio. Besitzer:innen von Solaranlagen in Deutschland” — Lion Hirth, LinkedIn
“Experten raten: Schaltet Eure PV-Anlagen ab!” — Cleanthinking
“Solarstrom flutet die Netze: Negative Strompreise – -500 Euro” — t-online
“Ausbau Erneuerbarer Energien 2025” — Bundesnetzagentur
“Roll-out intelligente Messsysteme: Quartalsweise Erhebungen” — Bundesnetzagentur
“Gesetz zur Änderung des Energiewirtschaftsrechts zur Vermeidung von temporären Erzeugungsüberschüssen” — Deutscher Bundestag
*Post su facebook.com 06/05/2026
