Oggi in città si respira un clima difficile, di paura, alimentato anche dai social, dove tutto si semplifica, si urla e si divide. Proprio per questo dobbiamo avere il coraggio di guardare con lucidità a quello che è successo.
In piazza c’erano due proteste. La prima era quella pacifica di tanti ragazzi e ragazze che manifestavano contro il caro vita, contro affitti diventati impossibili, per il diritto allo studio e contro la precarietà. È stata una protesta legittima, con ragioni fondate. Questi giovani non vedono un futuro, e il rischio concreto è che per la prima volta una generazione stia peggio di quella dei propri genitori. La politica, le istituzioni e i corpi sociali hanno il dovere di ascoltare queste domande e di trovare risposte.
Queste proteste non vanno strumentalizzate, anche perché riguardano temi che pesano su tanti lavoratori e lavoratrici: della polizia, dei trasporti, della scuola, degli ospedali, dei servizi. Persone che ogni giorno fanno funzionare Milano, ma che a Milano non possono più permettersi di vivere.
Poi c’era un’altra piazza, quella violenta, che ha creato disordini e devastato negozi e strade. Una piazza di giovanissimi, moltissimi dei quali minorenni, pieni di rabbia. Se la violenza non è giustificabile, tutti dobbiamo però interrogarci su dove nasca questa rabbia, in ragazzi che forse si sentono invisibili.
La risposta a questo disagio non può essere solo repressiva: deve essere anche pedagogica e culturale. Cosa si fa per includere queste fasce giovanili a Milano? Quali risposte danno gli adulti, le famiglie, le istituzioni, la scuola? Sono domande scomode, ma non possiamo più rimandarle.
Il mio invito è chiaro: non cavalchiamo il disagio per un ritorno elettorale. Chi soffia sul fuoco oggi non costruisce nulla per domani.
Come Cisl vogliamo capire di più e fare la nostra parte. Per questo abbiamo organizzato l’incontro “Giovani, tra disagio e futuro”, che si terrà martedì 10 novembre alle ore 17, nella nostra sede di via Valassina 22. Dopo la mia introduzione, si confronteranno il giornalista e scrittore Mario Calabresi, l’ex ministro della Pubblica Istruzione Marco Bussetti e don Agostino Frasson, presidente della cooperativa sociale Cascina don Guanella. Modererà la giornalista del Corriere della Sera Rita Querzè; le conclusioni saranno affidate al segretario generale della Cisl Lombardia, Fabio Nava.
Milano è sempre stata una città capace di includere. Ripartiamo da lì, insieme.
*Segretario Generale della CISL di MIlano
