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Un grande insegnamento da uno sperduto angolo di mondo
La mia è una generazione fortunata. Figli del dopoguerra, abbiamo goduto dell’esito positivo dei dolori, delle fatiche e delle lotte dei nostri genitori. La pace e la libertà conquistate sul campo, dopo che la prima metà del secolo era trascorsa tra 2 guerre mondiali e dittature;

Solo la coerenza tra parole e azioni ci renderà credibili
Siamo qui per rilanciare un filo che si riannoda e prosegue in un percorso di senso verso orizzonti di crescita collettiva. Aver messo insieme il pensiero di tre sindacalisti che ragionano, ognuno nello specifico della propria azione sindacale, nella propria comunità, insieme alle dirigenze della FIM, della FAI, e della CISL Scuola, è una scelta di grande significato.

Un insegnamento sempre attuale per il sindacato
l 27 maggio 2023 Don Lorenzo Milani avrebbe compiuto 100 anni. Un secolo che ha visto profondi cambiamenti nel Mondo e nella società ma che ancora oggi, a distanza di anni, ha nel pensiero, nell’esempio e nelle idee del priore di Barbiana una contemporaneità che ci sfida rispetto al bisogno di giustizia sociale e libertà.

Un messaggio universale e pervasivo
Mi sono recato per la prima volta a Barbiana in occasione della cerimonia del centenario della nascita di don Milani . Cerimonia alla presenza del presidente della Repubblica Mattarella e del Cardinale Zuppi e altre autorità.

“Don Milani è un esempio per la Chiesa del futuro”
A cento anni dalla nascita del priore di Barbiana, esce una bella biografia scritta dal giornalista e scrittore Mario Lancisi. In questo saggio esce un profilo di un prete e di un maestro fuori dal comune, forse di un grande santo. Sicuramente di un profeta religioso e civile.

Un altra occasione persa, Signora Ministro
A leggere il testo del provvedimento sul lavoro a tempo determinato, inviato alle Camere dal Governo, si capisce che la montagna ha partorito il topolino. Innanzitutto, il Governo di centro destra a trazione Meloni ha la stessa opinione dei precedenti Governi di centro destra a trazione Berlusconi sul tempo determinato.

Tra MESS e PNRR, le contraddizioni del governo Meloni con l’ Europa
Fin dalla sua nascita, il rapporto con l’Unione Europea è stato, per il governo Meloni, un problema aperto. Come elemento di partenza ha pesato l’incompatibilità politica della premier, tra l’essere Presidente del Consiglio dell’Italia, Paese fondatore dell’UE e, contemporaneamente, presidente del gruppo dei Conservatori nel Parlamento Ue, notoriamente euroscettico.

E se non fossimo più nei ”cambiamenti” ma nel “cambiato”?
E se non fossimo più nei “cambiamenti”, ma fossimo invece nel “già cambiato”? Siamo sicuri che sia giusto e utile aggrapparci alla speranza del non compiuto insito nel termine “cambiamento” e sperare che i fenomeni siano ancora reversibili?

Una vera concertazione per il presente e per il futuro
Dichiarazione congiunta per la gestione dell’emergenza, assistenza alla popolazione, ripresa economica e ricostruzione el territorio Emiliano-Romagnolo colpito dall’ alluvione

Cosa c’è nel decreto lavoro e la eterogeneità delle misure
Una breve premessa per dare ragione della vasta e complessa scelta di base degli interventi legislativi, motivo delle non poche contrapposizioni politiche, che caratterizzano ora la fase già in atto della conversione in legge del decreto.

Politiche attive: Anpal ai titoli di coda
Il provvedimento legislativo varato dal governo il 1° maggio ((Dl n. 48/2023) non introduce un’organica riforma delle misure a sostegno della povertà, come era annunciato nella legge di bilancio per il 2023 (legge 197/2022, art. 1, c. 313) e non abolisce il Reddito di cittadinanza.

Che fare per non lasciare che gli “ultimi” restino sempre tali
Com’è la situazione attuale in Italia?
La mia impressione è che la mitica classe operaia, che ai tempi tuoi e miei era l’ultima della gerarchia sociale, si è un po’ sollevata fino a diventare la parte inferiore del cosiddetto ceto medio, andando ad occupare il posto di penultima.

Alla ricerca di un ruolo per i conservatori, tra Fogazzaro e la Silicon Valley.
La destra è alla ricerca di una legittimità culturale. Non le basta il bottino degli apparati occupati in queste settimane, ultimo il palazzo della Rai di viale Mazzini. L’eccentrico ministro Sangiuliano si aggira fra musei e centri artistici alla ricerca di qualcosa o qualcuno da adottare.

Europa: e’ il tempo della democrazia diretta
Sono giunte nel luogo e nel momento giusti le parole del Presidente Mattarella: “L’Europa non può essere una somma temporanea e mutevole di umori e di interessi nazionali”.

Verso una RAI fascistissima?
Chi teme che con il prossimo vertice nominato da Meloni la Rai ridiventi l’EIAR del ventennio può starsene tranquillo. La Rai non è in condizione di proporsi alcun futuro che non sia la replica dell’immobile presente cui è inchiodata da quaranta anni di ruoli fissi
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