Newsletter

Come ci ha interrogati questo fine ottobre? 

A partire da venerdì 16 ottobre sono state organizzate diverse mobilitazioni nella città in cui viviamo, ma non solo. Il respiro delle motivazioni che hanno spinto, e spingono tuttora, l’organizzazione delle piazze è di scala nazionale. Le ragioni delle mobilitazioni, dei cortei, dei sit-in sono numerose e vengono ormai ribadite da più giorni. 

Il sistema attraverso cui, in quanto giovani, abbiamo imparato ad osservare e affrontare la realtà è proprio l’intersezionalità delle problematiche portate in piazza. Quando scendiamo in piazza siamo ben consapevoli di quanto tutte le ragioni che ci spingono ad essere lì in quel momento, insieme, siano legate inestricabilmente. 

Per noi ormai non è più possibile parlare di lavoro senza pensare ai tagli all’istruzione; preoccuparci per la crisi climatica e non riflettere sugli investimenti al riarmo; pensare al diritto all’abitare senza riflettere sulle nostre carriere universitarie; denunciare il carovita senza parlare di disuguaglianze di genere; parlare di tirocini non retribuiti e non pensare alla condizione in cui stanno vivendo tutte le minoranze marginalizzate. 

Sappiamo che portare in piazza tutti questi aspetti possa sembrare una grossa matassa di fili ingarbugliati, eppure è così che sentiamo di vivere ormai da un po’. Ci sentiamo immersi in questa matassa e raramente sappiamo come uscirne, come districarci dalle situazioni a cui spesso siamo posti davanti sia durante il nostro percorso di studi, sia (soprattutto) durante il nostro percorso lavorativo. 

Negli scorsi giorni, si è anche parlato molto di violenza. Qualche volta è anche sembrato comodo definire violenta una mobilitazione intera, a discapito di qualche episodio isolato. Ma non è su questo che vogliamo fermarci. In quanto giovani militanti della GiOC, consci del nostro strumento, la Revisione di Vita, ciò da cui ci facciamo interrogare sono le cause. Quali sono le cause psicologiche, sociali? E quali quelle culturali, economiche e anche religiose? Quali sono le responsabilità delle realtà collettive? 

Vorremmo spostare l’attenzione, che sembra essere stata completamente assorbita da qualche vetrina rotta, su questo tipo di riflessione che, al contrario, riteniamo non sia mai stata fatta in modo adeguato e profondo. Ci chiediamo perché i giovani si comportino così, ma ci siamo mai chiesti cosa li ha portati a comportarsi così? Sappiamo che le risposte a queste domande semplici sono complesse, ma non vogliamo banalizzare. 

Sappiamo riconoscere le diverse forme di fragilità a cui dobbiamo prestare la nostra attenzione. Ma sappiamo anche riconoscere dove un’azione sociale ed educativa o anche una semplice possibilità alternativa non è mai stata proposta?

Le situazioni, i problemi, gli atteggiamenti espressi sono articolati e anziché continuare a controllare e reprimere, forse ci aspetteremo di essere ascoltati un po’ di più nel profondo. O almeno non essere additati come il problema da risolvere.

Utilizzando, ancora, la Revisione di Vita, vorremmo provare ad orientarci verso un cambiamento concreto. Cambiamento che può delinearsi nell’aspirare ad un futuro più equo e giusto in tutti gli ambienti di vita che attraversiamo; scuola, università, lavoro, famiglia. 

Vorremmo che siano riconosciute ed ascoltate tutte le fragilità, nonostante i mezzi con cui essa viene espressa. Vorremmo orientarci ad un cambiamento che possa essere veramente costruito in collaborazione, anche intergenerazionale, affrontando le difficoltà con pace, speranza e fede.

*Responsabile della Gi.O.C. di Torino

Condividi su:

Scarica PDF:

image_pdf
Cerca

Altri post

L’allarme sopito

Violenza è un sostantivo femminile singolare, ma è anche un sostantivo-sintesi che ha bisogno di specificazioni

Iscriviti alla newsletter

E ricevi gli aggiornamenti periodici

NEWSLETTER NUOVI LAVORI – DIRETTORE RESPONSABILE: PierLuigi Mele – COMITATO DI REDAZIONE: Maurizio BENETTI, Cecilia BRIGHI, Giuseppantonio CELA, Mario CONCLAVE, Luigi DELLE CAVE, Andrea GANDINI, Erika HANKO, Marino LIZZA, Vittorio MARTONE, Pier Luigi MELE, Raffaele MORESE, Gabriele OLINI, Antonio TURSILLI – Lucia VALENTE – Manlio VENDITTELLI – EDITORE: Associazione Nuovi Lavori – PERIODICO QUINDICINALE, registrazione del Tribunale di Roma n.228 del 16.06.2008

Iscriviti alla newsletter di nuovi lavori

E ricevi gli aggiornamenti periodici