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Luci ed ombre sui cambiamenti climatici
La ventottesima Conferenza delle Parti (COP28) sui cambiamenti climatici, tenutasi a Dubai, ha segnato un momento cruciale nella storia degli sforzi globali per affrontare la minaccia del riscaldamento globale.

I paesaggi e le città: qualità, connessioni, evoluzioni
La COP 28 è stata la prima Conferenza ad essere ospitata da un Paese “ricco di petrolio”; pur nelle tante controversie è riuscita ad includere la parola “combustibili fossili” in un accordo sul clima, raggiungendo un risultato importante

L’assetto urbano tra mutazione e conoscenza
L’impatto delle città sui cambiamenti climatici, oltre ad essere aumentato nel corso del tempo, ha subito un processo di accelerazione negli ultimi 40 anni: i numeri ci dicono che nel 2050, secondo le stime ONU, è previsto che circa il 70% della popolazione vivrà in città.

La lotta alla crisi climatica: la soluzione è anche nelle foreste
Il cambiamento climatico e la nostra consapevolezza che sia qualcosa di reale sono con noi ormai da diverso tempo. Il Panel Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) è stato fondato nel 1988, la Conferenza di Rio che ha dato vita alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici è del 1992.

Verso nuovi paradigmi di consumi e produzione energetica
Solo pochi decenni addietro si calcolava che se tutti i paesi in ritardo di sviluppo avessero raggiunto lo stesso livello di benessere dei paesi più industrializzati, alias la stessa impostazione culturale rispetto al consumo di beni e servizi, non sarebbero stati sufficienti cinque pianeti grandi come la Terra per contenere i rifiuti prodotti dalla popolazione mondiale.

L’ipocrisia ambientale
Non credo che COP 28, conosciuta anche come accordo di Dubai, possa costituire una reale inversione di rotta per risolvere i principali problemi ambientali che il Pianeta patisce

Ninni El Rojo, “Magari!”*
Vado a trovare Ninni El Rojo dopo molto tempo; so che è tornato da un lungo viaggio di ricerca in aree di Agricoltura “povera” del Mediterraneo, dell’Africa sahariana e del Centro-Sud America.

I cinque pilastri del Piano Mattei
Istruzione e formazione: gli interventi si prefiggono di promuovere la formazione e l’aggiornamento dei
docenti, l’adeguamento dei curricula, l’avvio di nuovi corsi professionali e di formazione in linea con i
fabbisogni del mercato del lavoro e la collaborazione con le imprese…

Lo sgoverno dell’industria e’ al capolinea
Ci sono dei momenti in cui il re è nudo. In questi giorni, tanto Stellatis quanto l’ILVA hanno messo in mostra tutta la loro difficoltà ad essere ciò che sono stati nel panorama produttivo italiano.

Un ciao ad una persona indimenticabile
Uno dei primi membri della redazione della newsletter Nuovi Lavori è morto, dopo una lunga e dolorosa malattia. Fra i più assidui lettori di queste pagine sarà sembrato strano che non ci fossero da qualche tempo articoli di Gabriele Olini. Ora è chiarito tutto.

Jacques Delors, il riconciliatore coraggioso
Lo scorso 27 dicembre si è interrotto il suo cammino: un percorso di vita che non si è mai conformato, in nessun passaggio di secolo, ad abitudini o aspettative. Sì, la vita di Jacques Delors era fatta di strade secondarie, lontane dalle strade popolate e dai percorsi conosciuti.

La politica estera dell’Italia isola il nostro Paese nel mondo
Una narrazione politica usuale indica nella politica estera del governo Meloni uno degli aspetti più innovativi ed efficaci rispetto al passato. Ma, se andiamo oltre la coltre di propaganda col quale questo governo qualifica la sua attività, ci accorgiamo che la realtà è ben diversa. Specie negli ultimi tempi.

Riflessione sul taglio del cuneo e finanziamento dello stato sociale
In merito al taglio di 6/7 punti del cuneo contributivo la discussione, nel consenso pressoché generale sulla misura, ha riguardato essenzialmente due aspetti specifici: la cosiddetta trappola posta a livello dei 35.000 euro

Il Censis e l’orsa polare
Non dovrei dirlo qui, ma il mio amico Carlo (nome di fantasia) per cercare di risollevarsi da una situazione molto difficile ha deciso di rivolgersi a un sito di appuntamenti.

L’Italia e il recupero di fiducia in Europa
A fine dicembre abbiamo argomentato che il 2023 non è stato un anno particolarmente fausto per l’economia europea e per la sua collocazione internazionale; purtroppo, tale valutazione va estesa anche all’Italia rispetto alla sua posizione nell’Unione europea (Ue).
- 25 Marzo 2026 - Newsletter Approfondimenti n.373 del 25/03/2026
- 4 Marzo 2026 - Newsletter Informazioni n.372 del 04/03/2026
- 17 Febbraio 2026 - Newsletter Approfondimenti n.371 del 17/02/2026
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