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Teniamocela stretta la democrazia rappresentativa

Siamo arrivati alla fine di una lunga, purtroppo veloce, cavalcata attraverso i secoli dell’età moderna ed abbiamo visto con quanta determinazione le società dell’Europa continentale hanno voluto liberarsi della tutela politica della Chiesa e del pensiero medioevale. In questa faticosa opera di creazione di una nuova società hanno contribuito sia i filosofi della politica che regnanti e principi particolarmente forti e tenaci.

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Argentina, dopo le elezioni, domina l’ incertezza

Non sono ancora passati due mesi dalle elezioni presidenziali in Argentina. Appena insediato, il “leone” come i suoi sostenitori chiamano Javier Milei, con una mossa a sorpresa, ha varato 360 decreti, ovvero, d’un colpo, tutte le “riforme” che aveva preannunciato nella sua campagna elettorale, scioccando la popolazione e gli osservatori nazionali e internazionali.

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Riduzione di orario, motore del futuro della contrattazione

Per me, che 45 anni fa, assieme a Nicola Cacace e Luigi Frey scrivemmo un libro intitolato “lavorare meno, per lavorare tutti” (Edizioni Lavoro 1978) è una bella soddisfazione che si riapra il capitolo della riduzione del tempo di lavoro. In questo lungo periodo di tempo, carsicamente se ne è riparlato. Qui e là si è cercato di abbattere il muro delle 40 ore settimanali. 

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I benefici del lavorare tutti di meno

Prima Intesa Sanpaolo (28mila bancari), poi Luxottica (15mila dipendenti) hanno introdotto la settimana lavorativa di 4 giorni per 20 settimane all’anno (5 giorni di permessi individuali dei dipendenti e 15 giorni pagati dall’azienda).

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Lettera alle lavoratrici metalmeccaniche

Carissime,

vogliamo affrontare questa Giornata internazionale per la eliminazione della violenza contro le donne mettendoci in discussione.

Il tragico assassinio di Giulia ha non solo scosso noi tutti, ma sta (forse e finalmente) scuotendo le radici della nostra società.

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Autonomia regionale differenziata, riforma che fa male al Paese

A pochi mesi dalle elezioni, regionali ed europee del 2024, i tre partiti della maggioranza di governo sentono l’esigenza impellente di qualificarsi individualmente, sulla base delle scelte dell’esecutivo, in modo da trovarsi nella condizione migliore in una competizione che avvertono come decisiva per il loro futuro. 

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